2k21, un anno di Trekking

Ritorno sui miei passi, un 2k21 di grandi avventure.


Lascio il vecchio anno immerso da tantissimi ricordi. In quattro lunghe stagioni tante avventure e tanti aspetti che hanno aiutato a maturare la mia esperienza e la mia conoscenza all’interno di questo fantastico Paradiso naturale.

Tutto rimarrà fermo nel tempo, un tempo indelebile che di anno in anno mi concede l’opportunità di vivere esperienze che aiutano a crescere. A guardare le diverse facciate di questa medaglia che compone la nostra vita, con grande ottimismo in questo momento per tutti noi che continua ad essere difficile e quasi interminabile.


1 – Inverno 2k21

L’Inverno porta con se dei repentini cambiamenti che rendono più difficile raggiungere obbiettivi ed affrontare la montagna da ogni suo singolo aspetto. La neve impone dei limiti, imposizioni naturali in cui la libertà delle stagioni più calde obbliga a valutarne ogni possibile conseguenza.

Con l’arrivo dell’Inverno una Natura che cambia completamente ogni punto di vista. La neve offre spunti per ciaspolate di grande intensità, dando risalto a giornate che si alternano con fenomeni meteorologici che alimentano maggiormente questa mia voglia di neve.

In direzione del Rifugio Città di Carpi

Avvolto dalle nuvole in quell’ascensione al Rifugio Città di Carpi. Un’esperienza quella dei Cadini di Misurina concentrata su un paesaggio lunare di grande effetto visivo. Il sole che compare leggermente solo in un paio di occasioni, colorando improvvisamente l’ambiente circostante di un timido rosa quasi surreale.

Straordinario effetto del sole verso le Marmarole

E’ quasi impossibile descrivere sensazioni così uniche. E’ difficile riuscire ad entrare in contatto con similitudini che rendono questa Natura così da scoprire. Ma oltre la nebbia esiste il sole, quel cielo azzurro che alle quote più alte ti accompagna a respirare quell’aria, che per quanto gelida, la senti pura e piena di energia.

Come la croce di vetta al Monte Piana in uno dei giorni più freddi dell’anno. Che straordinaria esperienza personale. Da tanti anni non mi trovavo all’interno di un contesto dove le temperature oscillavano al di sotto dei -25°. Una giornata di sole straordinaria, un forte vento in alta quota che ha alimentato maggiormente un weekend già definito “glaciale”.

Il versante ad Ovest delle Tre Cime di Lavaredo dal Monte Piana

Dal gelido silenzio trovato al Lago di Misurina al vento freddo e forte della vetta del Monte Piana. Una serie di contrasti naturali così forti che mi ha permesso di guardare verso panoramiche indescrivibili. Dalle Dolomiti Bellunesi alle Dolomiti di Sesto, dove nulla è stato lasciato al caso. Un fine settimana indimenticabile, come indimenticabile la sensazione di temperature così gelide.

Ritrovo poi la pace e la tranquillità della Val Lorera. Una facile e poco impegnativa ciaspolata all’interno di questa splendida valle che segna il confine con le Dolomiti Bellunesi e le Dolomiti di Sesto. Sebbene a Febbraio una giornata che anticipava di poche ore l’imminente arrivo della Primavera. Bella, solare e con quel tiepido calore da osare addirittura un po di tempo da dedicare ad un’improvvisa tintarella di metà stagione.

Il Col Quaterna dalla Val Lorera

Una di quelle uscite che trovo idonee per tutti. Per nulla impegnative, che permettono di muoversi all’interno di un territorio come il Comelico, privo di qualsiasi pericolo e con quella libertà di movimento dove ogni riferimento immaginario diviene l’occasione perfetta per la libertà assoluta. Poi l’Alpe di Nemes Hutte, l’unico Rifugio all’interno della valle aperto durante l’Inverno, da garanzia di ospitalità e calore per un pranzo sicuramente invitante.

Ma ho voglia di qualcosa di più forte. Quel desiderio di spingermi un po più in la rimanendo sempre vigile su quel principio che vede nell’Inverno la sicurezza in primo luogo. La vetta dello Spiz de Poure, una portentosa piramide a cielo aperto che durante l’Inverno assume un suo aspetto del tutto particolare rispetto alla versione estiva.

Panorama verso la Marmolada e il Sella dallo Spiz de Poure

La su è una croce di vetta che richiede un po di attenzione. Quella naturale forma piramidale crea all’interno del suo ripido versante Nord, una coltre ghiacciata che in certi frangenti richiede anche l’utilizzo dei ramponi. Nessun rischio particolare sia chiaro, ma quel suo considerevole giudizio da porre per cui identificarla un pò più impegnativa della media.

Croce di vetta dello Spiz de Poure

Da quassù si gode uno spettacolo infinito. Da quassù si può ben definire che le intere Dolomiti vengono rapite da questa sua croce di vetta. Non esistono confini ma solo spazi infiniti. Una giornata resa magnifica da quel sole e da quel vento che per l’ennesima volta diviene complice di questo straordinario quadro naturale. Una delle invernali più belle della mia vita.

Dallo Spiz de Poure al Lagazuoi e la Tofana di Rozes

Uno di quei luoghi che io definisco fuori dal mondo come pochi. Il Rifugio Senes, nel cuore delle Dolomiti di Braies. Un luogo meraviglioso, sembra impossibile che anche durante l’Inverno un Rifugio così lontano dalla civiltà sia accessibile anche durante la stagione bianca. Adoro questo luogo in particolar modo durante questa stagione. Questa sua posizione così lontana da tutto e da tutti, rende magia a questo suo habitat così straordinario.

Il Rifugio Senes

Permette di effettuare un bellissimo anello che si snoda tra le Dolomiti di Braies e le Dolomiti d’Ampezzo. Passarvi la notte è un’esperienza che completa questa sua straordinaria alchimia. Immense distese di dune completamente piene di neve, per un paesaggio a cielo aperto dove l’intero mondo che ci circonda nella nostra normale quotidianità sembra svanire nel nulla.

Panoramica verso il Fodara Vedla

Da questo suo punto geografico, quell’anello che si congiunge con il Fodara Vedla per un nuovo angolo meraviglioso delle Dolomiti di Braies, all’interno del Parco Naturale di Fanes Senne e Braies. Anche qui massima libertà di movimento su neve fresca, senza nessun rischio o pericolo visto la sua quota e, come ripeto con orgoglio, lontananza dalla civiltà umana.

Termina così l’Inverno con uno dei luoghi a me molto cari per tutto l’anno. Casera Lerosa e la sua omonima forcella. Uno degli ultimi avamposti delle Dolomiti d’Ampezzo prima di entrare all’interno delle Dolomiti di Braies. La sua casera, così solitaria e immersa su una delle terrazze panoramiche più belle delle stesse dolomiti Ampezzane.

Casera Lerosa e le Dolomiti d’Ampezzo

Rimane molto nascosta rispetto al sentiero principale che da malga Ra Stua sale in direzione di Forcella Lerosa. Se non consci bene il territorio nemmeno ci si può immaginare che appena a ridosso di una collinetta si adagia un Paradiso di grande valore. Lo spazio che la circonda è il meglio che possa desiderare chi per Natura è alla ricerca di una facile escursione per trovare la pace assoluta.

Da Casera Lerosa alle Dolomiti di Braies

Un ambiente senza confini. Solo il vento riesce in alcuni tratti ad interrompere un silenzio dettato da tempi che sembra non possano scorrere mai. Di tutte le mie escursioni di questo Inverno 2021 sicuramente quella più facile, quella meno impegnativa ma che permette di trovare nella semplicità le emozioni migliori.

La stagione bianca viene sempre più indebolita dalle nuove giornate in cui il sole inizia a scaldare la Terra in maniera sempre maggiore. La Primavera è alle porte e tutto inizia a prendere una forma completamente nuova. Un po alla volta ritorna la vita…


2 – Primavera 2k21

Dopo tanti mesi sotto la neve diviene spontaneo da parte mia esprimere la gioia di poter tornare a camminare gradualmente sui sentieri sempre più rocciosi. La Primavera, quella vera stenta un po ad arrivare dopo un lungo ed intenso Inverno. Ma sono felice, e do inizio alla stagione dei colori e dei fiori anche se in certi frangenti la nuova stagione rimane per un lungo periodo ancora tinta di bianco.

La Civetta dalla vetta del Fertazza

Punto la mia attenzione verso la Val Fiorentina. Apro questa nuova stagione con occhi che guardano verso la vetta del Fertazza e del Mondeval. In quest’ultimo frangente trovo ancora tantissima neve lungo il sentiero che sale in Malga Mondeval de Sora. Un territorio che sembra prigioniero di una eterna “Era Glaciale”. Ma tutto scorre in modo molto semplice, con quella consistenza nevosa che non richiede più l’utilizzo delle Ciaspole. Un primo inizio del cambiamento.

L’alta Val Fiorentina

Casera Mondeval de Sora

Luoghi questi per me molto famigliari. Tanti ricordi che mi legano alla Val Fiorentina come a quel versante che guarda verso la Civetta e che prendono spunto dalla Val di Zoldo. Esco di territorio, dalle Dolomiti Bellunesi alle Dolomiti di Braies. Cima Specie me la ricordo durante un’uscita estiva di qualche anno fa.

Durante la bella stagione molto facile da raggiungere da Prato Piazza ma mai visitata con i colori invernali. A dire il vero abbastanza impegnativo raggiungere la sua croce di vetta, dopo che per un mio errore di valutazione decido di salire senza ciaspole. Non si finisce mai di imparare, ma allo stesso tempo una bella esperienza nel bianco candore della Primavera.

In lontananza la Croda Rossa

Croce di vetta di Cima Specie, sulla sinistra le Tre Cime di Lavaredo

Più il tempo passa e più le giornate si allungano, ottimo spunto per una meta che non avevo mai fatto prima. Casera Doana, una bellissimo alpeggio estivo che si adagia lungo i pascoli dell’Alto Cadore, in quel versante ad Est quasi al confine delle Dolomiti Friulane.

Casera Doana

Una bella ed affascinante scoperta. Una di quelle destinazioni che fuori stagione è poco frequentata, con dei bellissimi spunti panoramici che guardano verso le vette del Tudaio e del Crissin mai ammirati da questo particolare angolo.

Affascinante promontorio che oltre alla Doana a pochi minuti di cammino porta alla Malga delle Pecore, dove la neve leggermente diradata lascia intravvedere i segni dell’ultimo alpeggio della stagione precedente. Tutto rimane fermo come allora, ma che nel breve tempo rivedrà nuovamente prendere vita per una nuova e lunga Estate.

Vista sul Crissin

Malga delle Pecore

Finalmente verdi prati e fiori che brillano al sole. Testimonianza del nuovo che finalmente è arrivato, sono due escursioni tra l’Agordino e la Val di Zoldo. Nell’Agordino finalmente il piacere di camminare lungo i sentieri rocciosi e i verdi prati che già animano i primi pascoli. Il Rifugio Vazzoler e Malga Pelsa ai piedi di uno dei versanti più belli della Civetta.

Il Rifugio Vazzoler

Lavori frenetici in vista della nuova stagione al Vazzoler. Ancora chiuso durante questa mia giornata ma con la presenza dei gestori per gli ultimi ritocchi prima di dare il via alla nuova stagione. Respiro così un aria carica di vita, di positività. Questa nuova e frenetica attività è monito per riprendere finalmente in mano la vita di sempre. Fatta di montagna e di grandi ed infinite avventure.

Poesia che con Malga Pelsa chiude il cerchio su di una magnifica giornata. Finalmente posso tornare a camminare tra questa fresca erba a piedi scalzi. Finalmente i miei piedi entrano nuovamente in contatto con la Madre Terra, e questo per le mie sensazione interiori è molto importante.

Malga Pelsa

E si chiude la Primavera. Si chiude ritornando nuovamente sui miei passi, gli stessi che un paio di mesi prima hanno visto la vetta del Fertazza come un’escursione invernale ma che ora mi ripropongo sotto questa veste. Da Palafavera, nella Val di Zoldo, a Casera Pioda per giungere così in vetta di Cima Fertazza e il primo pranzo di stagione in alta quota al Ristoro Belvedere.

Casera Pioda

Una delle escursioni che porto con me di questo 2k21 nel cuore. Tutto gira attorno ad una serie di sensazioni che hanno reso questo Trekking carico di energie positive. Panorami che dalla Val Fiorentina guardavano verso l’infinito, e dove tutto si colorava di quel fresco verde intenso di calore e di colori di questi giardini naturali.

La Civetta dal Fertazza

Ed è così che scoppia definitivamente l’Estate. Ora è il momento in cui ha inizio un intenso periodo, una stagione piena di appuntamenti e destinazioni sempre nuove.


3 – Estate 2k21

E’ ovvio che con l’inizio di questa nuova stagione, le prospettive si ampliano a macchia d’olio. Dalle mie classiche e ripetitive anno dopo anno, a nuove ed entusiasmanti destinazioni. Il Lago del Sorapis come il Lagazuoi e Malga Prendera alcuni spunti immancabili, che sia come destinazione finale o come semplice passaggio. Punti di riferimento sempre importanti.

Il Lago del Sorapis

Malga Prendera ai piedi delle Rocchette

Luoghi che racchiudono a se significati di grande importanza. Punti di riferimento che mi portano indietro nel tempo, come a mantenere vivi momenti indimenticabili e strettamente personali. Un’Estate poi in cui ho avuto l’occasione di ritornare a camminare attraverso sentieri che non frequentavo da un po di anni.

Dal Vallon di Lavaredo all’impegnativo Picco di Vallandro. Due esempi molto significativi per carpire il cuore della roccia di Dolomia, due aspetti che ricordo con tanto piacere. Il bellissimo anello che dalle Cinque Torri scorre verso il Passo Giau, l’Anello del Pelmo e vedere in Casera Lerosa la giornata perfetta dedicata ad un Trekking più rilassante e meno impegnativo.

Il Vallon di Lavaredo con la Croda di Passaporto

Croce di vetta di Cima Piatta Alta

Le Cinque Torri e la Tofana di Rozes

Magnifica Casera Lerosa

In questa Estate mi sono poi riproposto un itinerario già affrontato un paio di volte. Cima Piatta Alta è da sempre la più grande fatica dolomitica della mia vita. Nei miei due precedenti trascorsi ho sempre subito una grande difficoltà nell’affrontare questa lunga salita che dalla Val Campo di Dentro sale al mausoleo e alla croce di vetta di questa montagna.

Cima Piatta Alta

Le sensazioni non sono cambiate. Ho risalito questo sentiero con il preciso intento di affrontarlo al meglio rispetto alle altre occasioni, trovando nuovamente quel grande muro di difficoltà che ha reso tutto difficile per l’ennesima volta.

A tempo dovuto ho pensato molto a questa montagna e a questa sensazione di esserne quasi respinto. Che la Natura abbia un dialogo aperto con noi esseri umani è un pensiero che io ritengo vero, un pensiero però ancora oggi senza una risposta in merito.

Spettacolare panorama da Cima Piatta Alta

E l’Estate porta con se nuovi obbiettivi, le mie prime esperienze su sentieri sempre nuovi. L’adrenalina e la soddisfazione porta queste nuove mete a viverle ancora oggi con quell’entusiasmo della prima volta. Ricordi che mi riportano a quelle giornate con grande soddisfazione personale.

La Costa della Spina e l’Anello del Cavallino in Comelico. La Croda del Beco all’estremo delle Dolomiti d’Ampezzo e il Set Sass al Passo Valparola, per guardare al Col di Lana come un sogno finalmente realizzato. Quanta meraviglia…

In Costa della Spina

Linea di sentiero verso il Cavallino

La vetta della Croda del Beco

Spunti di sentiero al Set Sass

Al Col di Lana

Scorre così questa Estate. Giornate bellissime dove il sole e questa stessa Natura mi ha regalato per l’ennesima volta l’opportunità di un viaggio straordinario. Ma ora tutto cambia nuovamente, cambiano i colori e cambia anche il calore del sole.


4 – Autunno 2k21

Tutto assume una nuova dimensione. I colori, quelli forti di questo nuovo periodo che va a chiudere l’intero anno. Con l’Autunno chiudono definitivamente i battenti i Rifugi e le Malghe di alta quota. I sentieri iniziano ad essere meno frequentati, e tra i boschi e i grandi pascoli è un tutt’uno con la bellezza e la diversità di questa Natura.

Primi e deboli segnali di cambiamento. L’Agordino e il Col di Luna, la mia prima volta lungo questo versante che guarda verso l’Agner da una sua ottica tutta particolare. I forti colori di stagione si notano principalmente su queste sue grandi distese di prati ormai esiccati. I boschi invece rimangono ancora fermi al respiro della vecchia stagione appena passata.

Malga Losch sull’Agner

La Croda Granda

Riprendo per la terza volta in questo 2k21 la strada verso la vetta del Fertazza. Dopo la Primavera, l’Estate eccomi salire in croce di vetta direttamente dal versante opposto, che guarda in quel dei Piani di Pezzè (Alleghe – Agordino) spunti diversi in Casera Pioda e la vetta del Fertazza stesso.

Il Pelmo dal Col dei Baldi

Ed ecco che la Natura per l’ennesima volta da spettacolo di se stessa. Finalmente l’Autunno, quello vero e dai colori di fuoco. Non potevo dare il via in modo ufficiale a questa stagione se non direttamente dalle Cinque Torri. Idea azzeccata per quei fantastici colori che riscaldano ed emanano tepore a giornate ancora tiepidi e piacevoli.

Una bella esperienza che carica di energie positive ogni istante della mia vita. Esco dalle mie Dolomiti Bellunesi, sconfinando con il vicino Trentino per venire così assorto dalla bellezza della Val Venegia. Una valle di grande spessore e con quella continuità di escursionisti che sembra non conoscere stagioni. Sto molto bene, voglia di sole e di caldi colori…

Verso le Cinque Torri

Panoramica verso le Cinque Torri (sx) e in lontananza la Valle del Boite

Verso il Castellaz

Malga Venegiota in Val Venegia

L’Autunno è una stagione molto particolare. Sembra che duri meno rispetto alle altre sorelle. La prima neve di solito è quella situazione che riduce i tempi, in caso di nevicate anticipate sembra di assistere ad un’improvvisato stop. La neve cambia ben presto la fisionomia di questi colori, dandone l’impressione di un ambiente più invernale. E’ ciò che accade lungo la Val di Coldosè nel Lagorai. In Malga Fossernica di Dentro trovo già la neve, e con essa un Autunno già terminato…

Malga Fossernica di Dentro

Ora non mi resta che chiudere questo 2k21 con le ultime due uscite. Dopo l’esperienza sulla prima neve della Val di Coldosè ritorno ad immergermi all’interno di questa stagione che ai Piani Eterni riacquista il suo valore. Una fantastica ed impegnativa ascensione all’interno di questo territorio che si divide tra le Dolomiti Feltrine e le vicine del Primiero. Un impegno fisico, dovuto al suo forte dislivello, che si completa con quel cielo azzurro e quel clima che sembra quasi imminente alla Primavera.

I Piani Eterni

Val Pramper in tema quasi invernale?, ma si ci stà benissimo. Magari considerando come punto di arrivo Malga Pramper, uno dei luoghi più belli di questa selvaggia valle in Val di Zoldo. Peccato però che io sia il primo, l’apripista lungo la valle da qualche ora ricoperta da una forte nevicata. Una situazione così improvvisa ed imprevista che rende maggiormente difficile raggiungere la Malga. Mi accontento così di arrivare ai Pian Palui, il che può bastare per un contesto naturale di cui mi sento ampiamente appagato.

Pian Palui

Lo Spiz de Mezzodì dal Pian Palui

Ed è così che questo mio 2k21 vola. Un anno che sembra correre veloce come tutte le escursioni che ho affrontato ad ogni stagione. In alcuni momenti ho dovuto pure io accettare le regole dettate da colori che hanno identificato questa pandemia che ancora ci portiamo appresso. Finisco un intenso anno ricco di soddisfazione e di grandi obbiettivi raggiunti. Inizio il 2k22 con positività e con l’ambizione di poter raggiungere nuovi ed entusiasmanti traguardi.

“Mi sento felice, mi sento appagato e sicuro in me stesso per quello che verrà”

Stefano IntoDolomites


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