Alpe di Fosses (Dolomiti d’Ampezzo)


E’ tutta una serie di conseguenze, un’ambiente così lontano da qualsiasi quotidianità ed immerso all’interno di uno dei più belli alpeggi del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, a mio parere. L’Alpe di Fosses la considero una vera e propria oasi naturalistica dal grande valore aggiunto. Non solo per la sua straordinaria posizione in alta quota, ma anche perchè se sei alla ricerca di quel luogo perfetto, di quel tuo angolo dove poter rimanere assorti nella tranquillità, questo a mio parere è il luogo giusto.

L’Alpe di Fosses si posiziona a circa 2100m di altitudine, la sua posizione geografica è all’estremo Nord del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, che vede il vicino Rifugio Biella 2372m come linea di confine con il Parco Naturale di Fanes Sennes e Braies, Alto Adige.

Tutto ha inizia lungo il Valon Scuro, una valle immersa per un tratto da un fitto bosco che vede in Malga Ra Stua 1695m il suo punto di partenza. Un’unico sentiero principale, il n°6, che come un’arteria autostradale taglia di netto in due il Valon. Di facile percorribilità, un minimo dislivello per iniziare questa lunga escursione nel modo migliore, come piace a me. Nessun impegno particolare, una tranquilla e piacevole camminata attraversando i liberi pascoli presenti lungo il sentiero e magari con quella perfetta giornata di sole a rendere tutto in perfetta linea con la Natura circostante.

Malga Ra Stua 1695m

Lungo il Valon Scuro

Bene, sento che i muscoli sono già ben caldi, e non solo quelli. Perchè la consapevolezza che la parte più impegnativa di tutta la giornata sta per arrivare, mi dona di un punto di vista che merita sicuramente quella piccola sosta giustificata solo dalle foto di rito e da qualche pensiero personale che nel mio piccolo fa sempre del bene.

Al termine del Valon Scuro, prima che il sentiero salga verso la Val Salata, il Cianpo de Crosc è quel momento così particolare che sembra quasi a dimostrare tutta la bellezza di queste due valli. Un vasto e verde prato tagliato in due da un ruscello, che colloca nella sua parte superiore una piccola baita privata con un considerevole numero di animali al pascolo da renderlo una cartolina di straordinaria bellezza.

Cianpo de Crosc

I liberi pascoli del Cianpo de Crosc

Questo mi fa tornare in mente il mio passaggio lungo questa valle durante l’Inverno, la bianca Val Salata nella sua candida veste che si differenzia dalla stagione estiva in maniera sorprendente. Diversi punti di vista, cambiamenti di visuale che da una stagione all’altra offrono prospettive di grande impatto emotivo.

Ma questa valle a differenza di altre volte la devo lasciare.

Ciò che mi aspetta ora è l’unica parte più impegnativa dell’intera giornata. E devo dire che tutto sommato è anche un bel colpo di fortuna tenendo ben in considerazione che sono in cammino da meno di un’ora e le mie forze non sono ancora state messe a dura prova, per cui…

Si sale quindi, lungo il sentiero 26 che dal Cianpo de Crosc si innalza tra le Crepe de Socroda e le Crepe de Soto Croda. Tutta una serie di raggruppamenti montuosi che richiamano in dialetto locale luoghi apparentemente sconosciuti ma che i locali ne attribuiscono un valore culturale e storico di grande importanza.

Questa parte di sentiero è molto panoramico, man mano che si sale l’intero Cianpo de Crosc si apre a vedute che vanno ad allungarsi lungo la Val Salata fino a toccare in lontananza località alpine che rientrano già all’interno del Parco Naturale di Fanes Sennes e Braies, che vede il Rifugio Senes una delle roccaforti più conosciute di quell’angolo dell’Alto Adige.

Il punto finale di questo forte dislivello si riesce a completarlo in circa un’ora di lento cammino, appena fuori da quel bosco che lo ricopre ed avere così una perfetta panoramica che guarda verso Sud, verso le Dolomiti d’Ampezzo.

E come si sa ad ogni fatica si viene sempre ben ripagati, specialmente in alta montagna. Raggiungere una specie di forcella che segna il termine di questa salita diviene il punto ideale per quella sosta ristoratrice. Mettere sotto i denti qualcosa di buono e poter spaziare a 360° con un panorama che dalle Dolomiti d’Ampezzo trascina lo sguardo verso Ovest, dove le cime frastagliate che compongono il massiccio che guarda verso il Sasso delle Dieci e la Muntejela de Senes (Fanes Sennes e Braies), sono quel rifornimento energetico mentale da cogliere sicuramente al volo.

Il Cianpo de Crosc prima della salita

Vista sulla Val Salata, in lontananza (dx) la forma piramidale de la Muntejela de Senes

Panorama verso le Dolomiti d’Ampezzo. Al centro, in lontananza, il Pelmo

Spunto visivo verso il raggruppamento del Sasso delle Dieci

Che il grande viaggio ora abbia pure inizio. Si perchè se fino ad ora il sentiero mi ha permesso di guardare un paesaggio e una Natura molto tradizionale all’interno di questi territori, ciò che vivrò sarà un contesto naturale che cambia completamente qualsiasi mia prospettiva. Boschi, sentieri rocciosi, torrenti e altri elementi naturali di questo territorio che lasciano libertà allo spazio, a quello più infinito, nel vero senso della parola. Il proseguo diventa più dolce, molto meno impegnativo, la formula perfetta per il rimanente di una lunga giornata dove la spensieratezza di un facile cammino è la soluzione migliore per concedermi più tempo per me stesso ed ammirare tutto quello che sto per incontrare.

Leggera risalita verso il Crosc del Grisc e relativa forcelletta

Un vero luogo di pace, habitat naturale di piccole comunità di Marmotte che di questo eterno silenzio ne hanno creato la loro roccaforte, la loro piccola valle per antonomasia. Risalire quel leggero sentiero (26) che raggiunge una croce, la croce del Crosc del Grisc che racchiude in se stessa una targa commemorativa lasciando ad ognuno di noi un proprio pensiero. Essere a circa 2200m di quota mi permette di potermi guardare attorno seguendo una panoramica ancor più maggiore rispetto a quelle incontrate in precedenza. Si va quasi oltre a la Muntejela di Senes, oltre al Sasso delle Dieci arrivando a scrutare in estrema lontananza picchi e vette che si disperdono lungo una vista quasi eterna.

La croce del Crosc del Grisc

In lontananza il gruppo delle Tofane (sx)

Verso Marebbe e l’Alto Adige

Le mie “modelle” preferite…

Da qui fino alla mia meta è solo questione di tempo, un tempo che posso tranquillamente calcolare in circa 30 minuti di cammino. Ma è da questo punto ben preciso che tutto cambia in maniera straordinaria. Solo solo, in mezzo a quello che si potrebbe definire il nulla, e questo è un dato di fatto.

Solo immerso tra il verde dei prati di questo altipiano e l’azzurro di un cielo che sembra quasi farsi prendere per mano. Solo tra il vento, accompagnato dal richiamo inconfondibile delle Marmotte quasi a voler segnalare la mia presenza, la direzione del mio cammino in modo da avvisare le altre del mio imminente arrivo. Il cielo che guardo con quella spensieratezza, quella stessa spensieratezza che riesco a assorbire grazie a questi due colori (verde e azzurro) che sono già per se stessi divulgatori di energie positive.

Il piccolo Lago de Remeda Rosses

Prima vista verso la Croda del Beco

La Croda del Beco in contrasto tra l’azzurro del cielo e il verde dei prati

Il sentiero prosegue in orizzontale in maniera quasi perfetta. Leggermente più in basso, verso sinistra, il piccolo Lago di Remeda Rosses, ridotto in questa stagione in un piccolo acquitrino anche se, con tutta onestà, non è mai stato un vero e proprio lago. Un nuovo cambiamento, un nuovo punto di vista che si va a confrontare con i due colori attualmente per antonomasia. Rispunta la roccia verso Nord, la sagoma inconfondibile della Croda del Beco che crea questo bizzarro contrasto. Inconfondibile sagoma semi piramidale, punto di vista che anticipa l’imminente raggiungimento di quel mio lago così tanto blasonato. Ancora pochi passi, qualche leggero sali e scendi ed eccomi sopraggiungere in una specie di forcella, anche se di forcella non si tratta.

Il Lago Grande di Fosses, su di una vallata che lascia senza respiro.

Il piccolo Lago Pizo 2145m (sx), Malga Fosses 2139m (centro), Lago Grande di Fosses 2162m (dx)

Ora che dire, cosa aggiungere a tutto questo. Credo che parlare serva ben poco, non solo perchè nella mia solitudine vivo tutto questo in piena energia ma anche per il fatto che una possibile compagnia non cambierebbe minimamente questo mio pensiero.

Vi porto con me, guardando queste mie immagini e lasciando a tutti Voi un libero pensiero.

Il piccolo Lago Pizo 2145m (sx), Malga Fosses 2139m (centro), Lago Grande di Fosses 2162m (dx)

Malga Fosses 2139m (sx) la Croda del Beco (centro), Lago Grande di Fosses 2162m (dx)

Il Lago Grande di Fosses 2162m

Il Lago Grande di Fosses 2162m

Malga Fosses 2139m

Malga Fosses 2139m

Malga Fosses 2139m

Il mattino stesso, alla mia partenza, ho espresso un mio piccolo desiderio. Un desiderio che tanto ho chiesto quanto desiderato: l’alpeggio, quella simbolica e straordinaria figura degli animali al pascolo. In tutti questi anni in cui di stagione in stagione ho percorso questo sentiero, lo scorso anno, come per mia sorpresa, non erano presenti animali al pascolo. Un valore aggiunto mancante di estremo valore, una mancanza che rendeva questo ambiente quasi spoglio delle sue raffigurazioni più antiche, più emblematiche.

Ma fortunatamente questa volta qualcuno da lassù mi ha ben ascoltato. Quell’inconfondibile suono di campanelle che già da quella piccola forcella che anticipa l’intera e verde pianura emanava quel segnale inconfondibile di quella magnifica presenza tanto desiderata. Lasciando alla mia destra il Lago Grande una lunga processione di candide e bianche pecore in movimento. Una lunga fila indiana di centinaia di piccole creature che camminando verso la mia direzione davano la sensazione di volermi venire incontro. Riscendevano dai pascoli più a monte, quei pascoli che si destreggiano lungo la Remeda Rossa (2605m), in direzione del grande lago per potersi così abbeverare dopo un’intera mattinata a brucare l’erba. Una continua e lenta processione…

La sensazione provata è stata di grande impatto. Sono rimasto fermo per una decina di minuti per farmi così travolgere dal questa incredibile e pacifica fiumana di dolci animali, quasi a volermi accarezzare in maniera del tutto naturale e sentirmi come parte della loro libertà, di quella semplicità che nella mia vita manca tanto

Alpeggio di pecore al Lago di Gran Fosses

Alpeggio di pecore al Lago di Gran Fosses

Sentirmi quasi parte di loro…fantastico.

Anche loro in lenta processione

Con estrema disciplina, in coda verso il Lago Grande

Sono quei momenti che vorresti durassero un’eternità. Un contesto che si consuma così velocemente facendomi crescere quell’istinto da seguirle, da mollare tutti i piani di giornata ed immergermi all’interno del loro mondo, così silenzioso e così libero.

Man mano che mi allontano puntando verso Nord non riesco a distogliere lo sguardo da ciò che mi lascio alle spalle. Pian piano quella pacifica invasione si riduce ad una serie di puntini bianchi. Quel loro belare che fa eco in tutta la valle e quell’inconfondibile tintinnio rimangono un suono che per diversi minuti porto ancora con me, nella mia mente con una speranza che mi parte direttamente dal cuore: incontrarvi nuovamente il prossimo anno, per farmi rivere queste splendide emozioni.

Piccolo puntini bianchi che si espandono ai bordi del Lago Grande

Ciò che per questa mia giornata era importante è stato fatto. E’ tempo di guardare avanti, è tempo per un succulento pranzo dove mi sembra quasi di sentire il profumo della cucina del Rifugio Biella 2327m che dista da li a poco. Un susseguirsi di cambi di direzione dove ritorna a farsi vedere la bassa roccia, quella bianca quasi ad emulare le creature incontrate in precedenza. Leggeri sali e scendi che stimolano maggiormente il mio appetito. Quell’inconfondibile sagoma ai piedi della Croda del Beco, quell’inconfondibile struttura formata da enormi pietre che guarda verso l’enorme piana rocciosa del Monte de Foses e il rimanente delle Dolomiti d’Ampezzo.

Rifugio Biella 2372m ai piedi della Croda del Beco

Rifugio Biella 2372m ai piedi della Croda del Beco

Buon appetito…

Ora un bel piatto di pasta, quella buona e servita con la maestria e l’ospitalità del Rifugio Biella. Momenti molto particolari dove trovo quel punto giusto per guardare l’immenso panorama visibile dal Rifugio e condensare l’intera giornata su tutto quello che ho visto, che ho soprattutto vissuto per potervi trasportare all’interno delle mie stesse emozioni. Il Lago Grande dell’Alpe di Fosses, ricordatevi di viverlo in piena Estate con i suoi liberi animali al pascolo e questo Rifugio dove poter completare un’opera di straordinaria Natura.

Vista dal Rifugio Biella


Alpe di Fosses – La Mappa


Alpe di Fosses – Il Video


Location: Alpe di Fosses – (BL)

Area Geografica: Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Da Malga Ra Stua 1695m su sentiero 6 (Valon Scuro) e sentiero 26 (Lago Grande di Fosses)

Tempo di Percorrenza: Malga Ra Stua 1695m -> Cianpo de Crosc 2100m 25 minuti

Cianpo de Crosc 2100m -> Forcella del Crosc del Grisc 2200m 60 minuti

Forcella del Crosc del Grisc 2200m -> Malga Fosses 2139m 30 minuti

Malga Fosses 2139m -> Rifugio Biella 2372m 60 minuti

Dislivello Totale: Malga Ra Stua 1695m -> Cianpo de Crosc 2100m + 405m

Cianpo de Crosc 2100m -> Forcella del Crosc del Grisc 2200m + 300m

Forcella del Crosc del Grisc 2200m -> Malga Fosses 2139m + 40m

Malga Fosses 2139m -> Rifugio Biella 2372m + 233m

Link: Parco Naturale delle Dolomiti d’AmpezzoMalga Ra StuaRifugio BiellaPromozione Belluno e ProvinciaVisitVenetoVenetoMontagnaInfoDolomiti

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