Alta Via dei Pastori (Agordino Dolomiti Bellunesi)


L’Alta Via dei Pastori, solo il nome evoca tempi antichi in cui la pastorizia era sicuramente una delle poche forze di sostentamento per chi lungo queste valli viveva distaccato dal resto del Mondo. Era così, tutto composto in modo diverso rispetto ai tempi attuali. C’erano piccole valli in cui le uniche vie d’accesso erano formate da questi sentieri che dalle vallate principali conducevano nelle alte quote. Vie d’accesso dove uomini e animali percorrevano centinaia di chilometri alla ricerca dei migliori alpeggi, di quelle quote in cui l’erba avrebbe garantito la migliore qualità del latte. Ancora oggi alcune di queste vie rimangono come riferimento, come testimonianza in cui ad ogni nostro passo è come se si ritornasse indietro nel tempo, quasi a calpestare quelle identiche tracce lasciate in epoche ormai lontane.

L’Alta Via dei Pastori si identifica perfettamente all’interno di questo mio pensiero. Nei secoli scorsi era uno dei sentieri che dalla Valle Agordina risaliva i crinali del raggruppamento delle Cime D’Auta, per poi proseguire mantenendo quote più elevate e sconfinare con il vicino Trentino che nella Val di Fassa vedeva uno dei punti di transito di estrema importanza. I centri abitati erano il fabbisogno che uomini ed animali ricercavano dopo giorni e giorni in completa solitudine, e non c’era modo migliore che ridiscendere lungo queste fiorenti vallate prima di proseguire questo loro infinito e contemplativo viaggio.

Questo mio viaggio nel passato parte direttamente dal centro abitato di Toffol, che de La Vallada Agordina è uno dei centri tra i più in quota rispetto a quelli più conosciuti che lungo la Val del Biois rientrano all’interno del turismo più frequentato. Toffol, Sacchèt, Andrich, piccole frazioni composte da comunità di persone che per abitudine riescono a vivere nella pace più assoluta. Per raggiungere il mio punto di partenza mi muovo in auto lungo queste strette stradine di alta montagna. In certi momenti mi sembra quasi di sbatterci contro e nemmeno di riuscire a districarmi attraverso queste serpentine dove la tranquillità la si respira ad ogni angolo.

Strana ma positiva sensazione.

Sentiero 684, il riferimento sulle mappe è il Vivaio Piccolet e quell’antico capitello presente lungo la strada, il riferimento in cui il punto di partenza è quello giusto. Ampio sentiero che si innalza immediatamente verso il Peza e la Crepa Rossa, due vette che si aggirano sui 2300m di quota. I boschi della Valle delle Roe e Baita Pianezza che lungo i segnavia presenti è il mio punto di riferimento in salita. Piccola Baita privata, la prima delle varie terrazze panoramiche lungo la Valle dell’intera giornata.

Lungo la Valle delle Roe

Lungo la Valle delle Roe

Al bivio, con indicazioni sentiero 684

Il sole è alto nel cielo da nemmeno un paio d’ore. Quel primo sole di una Primavera che sta per finire e che riscalda in maniera perfetta tutti i colori forti presenti. Quel marrone dettato dai tronchi di cui questa piccola Baita è composta, il verde dei prati che custodiscono questo piccolo gioiello che del sole stesso è completamente assorta per tutta la giornata, e quella roccia scura e friabile di cui le vette sovrastanti ne sono composte. Tutto è reso vivo, tutto ha una sua dimensione con questi primi colori di inizio mattina.

Baita Pianezze (1725m) merita la mia prima sosta. Guardo verso valle, la Civetta in lontananza apre le danze su quello che è il mio primo punto di vista della giornata. Le vette di San Lucano e l’intero versante ad Est delle Pale di San Martino giusto per citarne alcune. Cammino da circa un’ora e già incominciamo bene.

Baita Pianezza

Baita Pianezza e il versante Est de la Crepa Rossa

Baita Pianezza, vista lungo la Valle del Biois

Baita Pianezza, vista lungo la Valle del Biois

La caratteristica dell’Alta Via è composta da un sentiero che si muove quasi principalmente in orizzontale. Bisogna però risalire ancora di quota e il riferimento che guarda verso Forcella delle Pianezze è quell’ultimo strappo obbligato prima di quel proseguo più piacevole e sicuramente meno impegnativo.

La Forcella non la si raggiunge, leggermente più a valle il sentiero 688 indica Baita Colmont lasciando definitivamente al sentiero precedente la continua salita verso i 2044m delle Pianezze. Se l’Alta Via dei Pastori è sinonimo di escursione panoramica, questo spettacolo ha finalmente inizio. Un susseguirsi di serpentine che non abbandonano quella quota che si aggira tra i 1800 e i 1900m, scavalcando una serie di piccole valli che si allungano verso quella principale del Biois. Baita Colmont come il famoso e storico Rifugio Cacciatori che si dividono il sentiero 697, che cambia unicamente di numerazione rimanendo tale nelle mappature presenti. Il mio movimento si allunga verso Ovest, una delle cose più impressionanti è il continuo evolversi dell’avvicendamento verso l’intero versante ad Est delle Pale di San Martino. Cima Mulaz, Cima Focobòn, la Vezzàna e tutte quelle guglie e quei sassi che guardano direttamente verso la Val di Valles che in Falcade vede la sua porta d’ingresso. Giornata tipicamente di fine stagione, l’Estate oramai è alle porte e quel caldo sole non è un grosso problema considerando il poco impegno che questa escursione richiede. Si sale e si scende di dislivello, in maniera dolce e poco impegnativa.

Indicazioni dopo Baita Pianezza, inizia la parte più impegnativa

Vista sulla Valle del Biois

Indicazioni per Baita Colmont, la parte più impegnativa è così terminata

Indicazioni e sullo sfondo le Pale di San Martino

Immerso nel verde di questo spettacolare sentiero

Indicazioni e le prime avvisaglie delle Cime dell’Auta

Le Pale di San Martino, sempre più vicine

Baita Colmont

Baita Colmont e le vette de la Crepa Rossa

Le Pale di San Martino viste da Baita Colmont

Tra un colpo d’occhio e l’altro raggiungo il Rifugio Cacciatori (1745m). Il mio pranzo su questi tavoli esterni che mi proiettano verso Sud, quasi a simulare un volo virtuale verso il Passo San Pellegrino che inizia così a far parte dei miei punti di vista. Punti di vista che mi proiettano indietro di qualche mese quando lungo la Val Fredda e il Fuchiade ciaspe ai piedi mi muovevo a fatica in certi punti vista l’abbondanza offerta dalla stagione invernale. Stessi punti di vista, stesse panoramiche ma che con il risalto della neve presente mi offrivano un’ottica completamente diversa rispetto a quella attuale. Il bello della Natura sta anche nel regalarti sempre punti di vista differenti. Con la neve come con il verde di questi boschi è sempre un qualcosa di nuovo, come se la scoperta fosse una missione quasi infinita.

Si sta così talmente bene che allungo maggiormente il mio programma. Circa una ventina di minuti per una salita che impegna più del dovuto. Ma si tratta di poco meno di 200m di dislivello per raggiungere la piccola Baita che porta il nome di un grande uomo della nostra storia. Baita Papa Giovanni Paolo I°, il Papa del sorriso che a 1900m di altitudine trova la sua dimora spirituale e apostolica. Tra queste valli, lungo questi sentieri ed ammirando le stesse vette che oggi io guardo con tanta gioia, questo grande uomo nacque e visse la sua giovinezza prima di intraprendere quel suo percorso che tutti conosciamo, un percorso che fece la storia della chiesa nel Mondo.

Rifugio Cacciatori

Rifugio Cacciatori

Rifugio Cacciatori e la Valle del Biois

Se la presenza degli escursionisti al Rifugio Cacciatori interrompe per brevi tratti tutta questa pace e tranquillità, nella “Baita del Sorriso” tutto si ridimensiona. Rimango assorto in quel silenzio che altre persone dedicano a questo luogo, un punto di fermata come un punto di passaggio per chi prosegue verso le forcelle più alte delle Auta.

In determinati contesti mi piace osservare, guardare quello che è il comportamento di altri escursionisti quando l’ambiente che mi ospita nutre qualcosa di diverso, e questa è una di quelle occasioni in cui mi soffermo a guardare. La spiritualità di certi luoghi la sento penetrarmi dentro, leggendo nella mente di chi trova quel suo angolo di silenzio e che di tutto questo ne crea un momento tutto personale. Un paio di persone raccolte nei loro pensieri, guardando verso valle con la sagoma di questa piccola Baita a fungere quasi da angelo protettore. Chissà mai a cosa pensano, a chi saranno rivolti tutti quei pensieri che si leggono nei loro occhi ma che risultano impercettibili dalla mia mente, quasi a custodire una confessione, una forte confidenza con quella presenza in cui tutto viene liberamente raccontato.

Baita Papa Giovanni Paolo I°

Baita Papa Giovanni Paolo I°

Baita Papa Giovanni Paolo I°

Sono momenti speciali, momenti che escono temporaneamente dal Trekking, dall’escursione in atto. Ma anche questo è saper vivere ed approfittare di questo ambiente naturale, completamente distaccati dal Mondo intero.

Da questo preciso punto geografico il Trekking potrebbe proseguire, scavalcando le Cime d’Auta e sconfinare con la vallata posta nel versante più a Nord. Ma questa potrebbe diventare la prossima meta, quell’obbiettivo che conduce ai piedi di Sua Maestà, la Regina Marmolada che tra i suoi sentieri avrà sicuramente tante storie da poter raccontare.

Riferimenti di transito

Unica parte più impegnativa dell’intero itinerario è la lunga salita che dal Vivaio Piccolet risale in Baita Pianezza e successivamente ai limiti di Forcella delle Pianezze, con un dislivello complessivo di circa +600m. Il proseguo fino il Rifugio Cacciatori una facile e spensierata camminata composta da leggeri sali e scendi tra i boschi e i verdi prati dell’alta Valle del Biois. Spettacolare vista ed avvicinamento verso le Pale di San Martino.


Alta Via dei Pastori – Il Video


Location: Alta Via dei Pastori alle Cime dell’Auta

Area Geografica: Val del Biois – Agordino – Dolomiti Bellunesi (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Dalla piccola frazione di Todesch (Toffol), su sentiero 684 che parte all’altezza del Vivaio Piccolet

Tempi di Percorrenza: Vivaio Piccolet->Baita Pianezza 1h

Baita Pianezza->Baita Colmont 90m

Baita Colmont->Rifugio Cacciatori 45m

Rifugio Cacciatori->Baita Papa Giovanni Paolo I° 25m

Dislivello Totale: Vivaio Piccolet->Baita Pianezza + 500m

Baita Pianezza->Baita Colmont +220m

Baita Colmont->Rifugio Cacciatori -200m

Rifugio Cacciatori->Baita Papa Giovanni Paolo I° +170m

Link: Agordino Dolomiti InfoDolomiti VisitVeneto

6 Risposte a “Alta Via dei Pastori (Agordino Dolomiti Bellunesi)”

    1. Infatti il percorso originale non è molto lungo. Io ne ho fatto solo una parte (quello che vedi in questo articolo) ma è possibile estenderlo anche verso la Val di Fassa. Ci sono diverse combinazioni che puoi aggiungere per poter così crearti un circuito da più giorni.

  1. Scusami, intendevo dire l’Alta Via dei Pastori – che è quella a cui si riferisce il tuo post e le varie informazioni contenute nel mio messaggio – e non l’Alta Via dell’Orso!
    Tutto questo giro di messaggi e alla fine ho sbagliato a scrivere 🙁

    1. Ok nessun problema. Allora, l’Alta Via dei Pastori è un lungo Trekking che si compie in più giorni coinvolgendo non solo l’Agordino ma anche la Val di Fassa e il gruppo della Marmolada. E’ un anello che difficilmente riesci a coprire in una sola giornata soprattutto durante l’Inverno, però la presenza di Baita Colmont e Baita Papa Giovanni Paolo I° possono essere la migliore soluzione per dividere in due comodi giorni l’intero itinerario. Ti allego questo link con la mappa dell’intero percorso.
      https://tabaccomapp-community.it/it/percorso/22773-falcade-alta-via-dei-pastori
      Ovviamente a Primavera inoltrata ed in Estate è tutta un’altra cosa. Basti considerare che in una sola giornata sono riuscito a completarla senza particolari problemi, ma con l’Inverno sicuramente non è la stessa cosa. Sentieri ben battuti e senza particolari problemi ma la neve, come si sà, complica sempre le cose.
      Vedi se questa info ti può bastare, fammi sapere.
      Ciao Stefano

  2. Stefano ciao! Vediamo se scrivendoti qui riusciamo finalmente a parlare 😊
    Dunque… quello che volevo domandarti era se potessi darmi qualche informazione più precisa sull’Alta Via dell’Orso, che non ho mai percorso di persona ma che mi incuriosisce moltissimo. Ho già scritto al Comune di San Tomaso Agordino, che da quanto ho capito è il capofila del progetto, ma dopo un iniziale scambio di mail non mi hanno fatto sapere più nulla 🙁
    Nel frattempo ho trovato su Facebook l’immagine di un pannello informativo situato in località Sasso Bianco, tuttavia, oltre ad elencare le varie tappe dell’anello (in tutto sei, con partenza da Cencenighe e arrivo a Vallada Agordina), non c’è nessun riferimento riguardo tempi di percorrenza e lunghezza complessiva del giro.
    Potresti aiutarmi, sempre che tu ne sappia qualcosa, a riordinare un po’ le idee? Leggendo il tuo post, ad esempio, ho notato che, almeno nel tratto iniziale, esiste una segnaletica dedicata, me lo confermi? Mi piacerebbe, poi, approfondire un po’ il discorso storico, hai qualche sito o lettura particolare da consigliarmi in questo senso (puoi rispondermi anche direttamente via mail)?
    Ti ringrazio per la disponibilità e ti auguro buona giornata,
    Giorgia

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