Antersasc, all’ombra delle Puez-Odle (San Vigilio Alto Adige)


Ho scoperto questo piccolo angolo dell’Alto Adige spinto dall’istinto che mi porta a guardare con occhi più grandi seguendo una mia logica, un fiuto che non tradisce mai nessuna delle mie possibili aspettative. L’Antersasc, una cima che svetta a 2466m lungo una vallata che dal monte stesso ne prende il nome ufficiale.

L’istinto, lo seguo sempre con una certa perseveranza, mi basta una foto o quel riferimento visivo che attrae così talmente la mia attenzione da segnarlo in agenda come un obbiettivo prossimo da raggiungere. Ma non è stata questa vetta che guarda verso la valle a colpirmi in maniera particolare e che da vita al centro abitato di Lungiarù, ma la sua Malga. Munt de Antersasc, una vecchia Malga che fa parte di un’epoca in cui i pastori vi sostavano per intere estati ad espletare così il loro compito tra gli alpeggi ai piedi del Plan Dal Lech e dell’Atersasc stesso. Un nuovo territorio da scoprire che si disperde lungo un piccolo altipiano abbracciato per una parte da quel spettacolare versante Nord delle Puez-Odle.

Il sentiero da seguire è unicamente quello segnalato con il numero 6. Parte direttamente dal punto terminale dell’abitato di Lungiarù in fondo alla valle, all’altezza di un parcheggio che costeggia uno dei campeggi presenti in questo angolo di territorio e completamente assorti dalla pace e dalla tranquillità di queste prime presenze di animali al pascolo in bassa quota. Un’ampia carrareccia con un facile dislivello, uno di quei inizi di escursione poco impegnativo che trasmette già quella piacevole sensazione di stare bene dove un passo dopo l’altro aumenta l’energia che tengo in corpo.

I pascoli di Lungiarù

Nubi di primo mattino lungo i pascoli di Lungiarù

Bivio, si segue indicazioni del sentiero n°6 ed inizia così la lunga salita

Lungo il bosco tra le nubi sempre più radenti

Entrare così in via ufficiale all’interno di questa splendida valle per la mia prima volta, inizia così quel dislivello che segue quella linea di sentiero che lasciando la carrareccia iniziale comincia ad inoltrarsi all’interno dei boschi dove gli elementi che mi circondano sono ancora ben nascosti dalla fitta boscaglia di alti pini. Il sentiero per se stesso non è molto impegnativo, le indicazioni sono ben gestite e posizionate nei punti giusti, questo facilita maggiormente il proseguo e mi permette di rimanere più concentrato su ciò che mi sta attorno che sulla mappa cartacea a disposizione. Il colpo al cuore arriva all’improvviso, in quel preciso istante definito “quando meno te lo aspetti”, ma dopotutto è così per ogni prima volta. I boschi lasciano spazio al cielo azzurro di una mattina di fine Giugno. Una lunga dorsale rocciosa, interminabile, costituita da una prima parte di guglie e campanili che svettano oltre i 2200m per iniziare a trasformarsi in massicci monoliti e pareti a strapiombo, che raggruppati tutti assieme compongono un organico roccioso che nella Muntejela (2666m) vede la sua vetta più alta, quella d’eccellenza.

Si diradano le nubi, lo spettacolo sta per cominciare

Si apre il cielo, spunta il sole nell’azzurro più bello

Si entra all’interno del Parco Naturale delle Puez-Odle

Vista sul Puez Ciampani

Non ho molta praticità del territorio, devo affidarmi alle mie fedeli e aggiornate mappe per fare un censimento visivo di tutto ciò che mi circonda. Quello che mi sovrasta è solamente una piccola parte del grande raggruppamento roccioso che compongono le Puez-Odle e la presenza, a poco più di 2h e 30m di cammino, del Rifugio Puez è quel campanello indicatore in cui sto già toccando con mano uno dei gruppi montuosi tra i più ambiti dell’intero Alto Adige. Due punti di vista completamente opposti lungo il sentiero. Alla mia destra, quasi a toccare con mano, i boschi e le dorsali che formano le pareti che nelle quote più alte danno vita all’Antersasc, mentre alla mia sinistra il mio sguardo rimane rapito da quel raggruppamento roccioso appena descritto.

Inizia la visuale completa dell’intero versante roccioso delle Puez

Il sentiero che costeggia in maniera straordinaria il versante roccioso delle Puez-Odle

Il sentiero che costeggia in maniera straordinaria il versante roccioso delle Puez-Odle

Boschi e prati che si confondono con la roccia

Boschi e prati che si confondono con la roccia

Ultimo leggero strappo in salita prima di arrivare nei prati della Malga

Ultimo leggero strappo in salita prima di arrivare nei prati della Malga

Zwischenkofel, il suo nome originario che lega la cultura Ladina a questo territorio in modo indiscutibile. L’aria che si respira è quella pura dell’Alto Adige, dove questa antica cultura la si può ben percepire anche dalle cose più semplici. Non per fare la differenza tra un territorio e l’altro ma in questo piccolo angolo al confine con San Vigilio di Marebbe e la Val Badia, le Dolomiti che posso vivere sono ben diverse da quelle da me ben conosciute e che si snodano tra il Trentino e le Dolomiti Bellunesi.

La mia è una forte sensazione, non posso fare a meno di descriverla.

L’arrivo in Malga è accompagnato da un insolito benvenuto. Un raggruppamento di capre dal pelo lungo e scuro che con tutta tranquillità vivono questo paesaggio nel massimo dell’espressione che io indico come “libertà vera”. Un susseguirsi di sguardi da parte loro, quella diffidenza ad ogni mio passo di avvicendamento che mi fa capire che l’intera zona non è molto frequentata dall’uomo sebbene uno dei punti più vicini per raggiungere il Rifugio Puez attraversa proprio questo loro piccolo Paradiso in quota.

Il Col di Puez, alla sua base Malga Antersasc

Il Col di Puez (dx) e la Montigela (sx)

Malga Antersasc

Malga Antersasc

Malga Antersasc e gli animali al pascolo

Malga Antersasc

Malga Antersasc

Ma le sorprese non finiscono qui. Ai piedi della valle il sentiero che ho abbandonato per arrivare in Malga prosegue risalendo il Plan de Zwichenkofel, per poi risalire in ripida ascesa verso la cima dell’Antersasc. Ebbene da questo versante da me ignorato, un repentino movimento di piccoli e strani oggetti bianchi che scendendo di quota e raggiungendomi direttamente alla Malga forma un branco di pecore dal pelo bianchissimo che, a differenza delle cugine dal pelo lungo e scuro, trasmettono quella confidenza in maniera ben evidente, anche invadente (nel senso buono ovviamente). Curiose, attente ad ogni mio movimento, completamente circondato da quella stessa curiosità abbinata molto probabilmente dal profumo del cibo che stavo tranquillamente consumando, va a creare un vero e proprio assembramento tra animali ed essere umano. L’unico, io!!.

Bianche pecore al pascolo

Curiose fino alla fine

Vista su la Montigela

Segnavia che indica il sentiero 6 per il Rifugio Puez

Fiori lungo il sentiero

Fiori tra la roccia

Si torna a valle

Vista verso valle

Malga Antersasc

Momenti, situazioni, eccentrici contesti che si vanno a creare in modo naturale. Un susseguirsi di emozioni, di piaceri quasi indescrivibili sebbene possano sembrare delle banalità. Il contesto naturale che mi circonda, la mia prima volta lungo questo versante roccioso, tanta energia che riesco ad emanare abbinata da una gioia immensa e questi animali che in modo completamente naturale entrano a far parte di questa mia giornata. Il sole che splende nel cielo, qualche nuvola che ne disegna alcuni angoli fino ad arrivare alla sommità delle vette rocciose, quelle più alte di questo versante. Che spettacolo caro lettore, spero che le mie foto e il mio video dedicato possano trasmetterti tutto ciò che in questo momento stai tranquillamente leggendo.

Aggiungere dell’altro non serve a molto, il resto va vissuto direttamente.


Malga Antersasc – Il Video


Location: Col di Puez – Alto Adige (BZ)

Area Geografica: Lungiarù/Anterscasc (BZ)

Regione: Alto Adige

Accesso: Lungo la valle parte terminale della Valle di Longiarù, su sentiero n° 6 con indicazioni Malga Antersasc->Rifugio Puez

Tempi di Percorrenza: Lungiarù->Malga Antersasc 2h 30m

Dislivello Totale: Lungiarù->Malga Antersasc + 650m

Link: San Vigilio OfficialAlto Adige Sud Tyrol

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