Arriva l’Inverno

Quattro ciaspolate per il prossimo Inverno.


Le Dolomiti sono già entrate all’interno della stagione bianca. Ultimi aspetti di questo Autunno che ci sta per lasciare con l’Inverno che già bussa alle porte. Quattro consigli per quattro destinazioni che non possono mancare all’interno della vostra agenda escursionistica.


1 – Inverno in Forcella Lerosa – Dolomiti d’Ampezzo

Una delle perle delle Dolomiti d’Ampezzo. Si può considerare uno degli angoli forse meno conosciuti, sarà per il fatto che si trova all’estremo Nord del territorio Ampezzano lungo la linea di confine con le Dolomiti di Fanes Sennes e Braies.

Punto di riferimento Malga Ra Stua 1696m, che di questa parte di territorio è la porta d’ingresso che conduce all’interno della Val Salata e dell’Alpe di Fosses. La sua piccola baita, Casera Lerosa. La si trova a 2035m quasi del tutto nascosta dal sentiero principale, il n°8, che dalla Ra Stua sale verso la Forcella.

Una straordinaria oasi composta da ampi spazi a cielo aperto. Lasciati i boschi del Ciadis una bella ed intensa ciaspolata che può essere affrontata uscendo liberamente dal sentiero principale. Nessun pericolo nemmeno durante il periodo di massima presenza nevosa. Infinite distese di neve fresca che chiede solo di essere parte di una giornata entusiasmante.

Panoramiche che uniscono a se i territori delle Dolomiti d’Ampezzo con le vette che fanno da cornice al Parco Naturale di Fanes Sennes e Braies. Una straordinaria unione naturale, come la Croda Rossa che si staglia di fronte e le lontane vette di Sennes. Una tranquilla e facile passeggiata con le ciaspole ai piedi, di facile cammino e il piacere di muoversi liberamente seguendo il proprio istinto, che all’interno di questo contesto definisco “pura libertà”.

Leggi il mio articolo dedicato all’escursione invernale in Forcella Lerosa


2 – Monte Piana – Auronzo Misurina

Uno dei ricordi più particolari che porto con me di questa straordinarie escursione invernale, è il freddo. Risalgo la Valle di Rinbianco nei due giorni più freddi dell’anno, con temperature che sono arrivate a -24°. Un’esperienza di grande valore, gelo compreso.

Siamo troppo abituati a vedere il Monte Piana da quel suo aspetto esclusivamente estivo. Le sue trincee di guerra e tutti quei particolari che si possono ammirare solo durante la stagione calda. Salire al Monte Piana d’Inverno è tutta un’altra storia.

Panoramiche e punti di vista che si perdono all’infinito. La neve, sempre in grande quantità di anno in anno, mette a disposizione prospettive che inducono a ciapsolate dove questo bianco candore naturale si disperde nel blu di un cielo straordinario. L’intero sistema estivo viene completamente sommerso dalla nave. Le trincee come qualsiasi altro riferimento spariscono nel nulla.

Dal punto di vista escursionistico, vi consiglio di iniziare la vostra ciaspolata dal Lago di Antorno. a poche centinaia di metri seguendo la strada che sale verso le Tre Cime di Lavaredo, sulla sinistra la tabella di sentiero 122 che si inoltra tra i boschi del Col de la Selva. Bellissimo passaggio ben marcato, per giungere così lungo la forestale principale che sale in direzione del Rifugio Bosi. Tutto si svolge all’interno del territorio di Auronzo Misurina, straordinari punti di vista verso le Tre Cime, il Cristallo e le vicine Dolomiti di Braies.

Leggi il mio articolo dedicato all’escursione invernale al Monte Piana


3 – Spiz de Poure – Agordino

L’ultima vetta dell’Alto Agordino prima di entrare all’interno del territorio delle Dolomiti d’Ampezzo. Lo Spiz de Poure a 2405m, bellissima piramide invernale che permette una delle più belle ciaspolate con vista verso le Dolomiti che lasciano senza parole.

La locazione geografica vede questa vetta posizionarsi perfettamente all’interno di un contesto naturale priva di boschi. Occasione direi perfetta per una ciaspolata in assoluta libertà e con la possibilità di ammirare nella loro veste invernale alcune delle vette più blasonate di questo territorio.

Si raggiungono gli ampi spazi aperti delle Masonadie direttamente dal Rifugio Fedare, che si trova a 2000m di quota lungo la strada che collega Selva di Cadore al Passo Giau. Dal parcheggio del Rifugio, adiacente agli impianti invernali dell’Averau, si sale seguendo una linea di sentiero ben battuta.

Punto di riferimento principale è quello di raggiungere una forcella che pone come riferimento le tabelle indicative per i sentieri estivi. Un territorio abbondante di neve anno dopo anno, permette di muoversi con assoluta tranquillità seguendo anche delle vie di sentiero completamente in autonomia. Inizia così la salita alla vetta, da farsi seguendo la via battuta che costeggia per una prima parte la cresta Nord dello Spiz.

Ritengo importante segnalare che la parte finale della salita invernale alla croce di vetta, se ben battuta e visibile, impone di muoversi lungo la spalla Nord dello Spiz. Questo, essendo un tratto per buona parte in ombra e molto ripida, potrebbe causare la formazione di parti ghiacciate. E’ consigliabile avere appresso dei ramponi in caso di presenza ghiaccio.

Si aprirà così ai vostri occhi un panorama a 360° che copre per intero il territorio delle Dolomiti. Riuscirete ad ammirare le vette dell’Agordino, della Val Fiorentina, delle Dolomiti d’Ampezzo, allungando lo sguardo verso la Val Badia e la Val Gardena per chiudere un cerchio straordinario in quel della Val di Fassa e delle Pale di San Martino. Non c’è altro da aggiungere, basta solo avere ciaspole ai piedi e quei ramponi di scorta che potrebbero essere utili.

Leggi il mio articolo dedicato all’escursione invernale allo Spiz de Poure


4 – Val Lorera – Comelico

Vallata che scorre sul confine con il vicino Alto Adige (Dolomiti di Sesto), una bellissima ciaspolata che dall’Alpe di Nemes guarda verso il Quaternà nell’Alto Comelico.

Tutto ha inizio dal Passo Monte Croce in Comelico 1636m. Prima di giungere in Val Lorera il sentiero 149 si snoda attraverso una facile e boschiva forestale. In questa prima parte si cammina all’interno del Territorio delle Dolomiti di Sesto (Alto Adige) fino a raggiungere l’alpeggio dell’Alpe di Nemes.

Lasciata l’Alpe alle sue spalle ci si addentra all’interno della Val Lorera, pochi pasi per tornare nuovamente all’interno del territorio geografico delle Dolomiti Bellunesi, nel Comelico. In lontananza l’inconfondibile forma piramidale del Col Quaternà 2503m.

Durante l’Inverno una prima parte di sentiero viene ben battuto dai proprietari dell’Alpe, si prosegue in direzione Est verso il Passo Silvella ciaspolando tranquillamente a campo libero. Per i ben allenati consiglio di salire verso il Passo tenendo sempre come riferimento il sentiero estivo, che, vista la buona presenza di escursionisti durante la stagione bianca, si troverà sicuramente ben battuto.

Ciaspolata poco impegnativa. Dal Passo monte Croce si raggiunge l’Alpe senza l’utilizzo delle ciaspole. La forestale che sale è di norma ben battuta e questo da garanzia per una prima parte in assoluta tranquillità. La ciaspolata vera e propria inizia dopo l’Alpe in direzione della Val Lorera. Da questo punto in poi avrete campo libero per muovervi senza nessuna difficoltà o pericoli.

Leggi il mio articolo dedicato all’escursione invernale in Val Lorera


Arriva l’Inverno – Il Video

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