Baite sulla Neve (Fanes Sennes Braies)


Quando decido per un qualcosa che nel suo insieme mi trasmette tanto, è una decisione mai per caso e mai sbagliata. A volte è più la mia curiosità che mi invita ad iniziare un cammino che un obbiettivo vero e proprio. Quella curiosità nata qualche mese prima e che trova la sua completa maturazione durante un periodo e una stagione completamente diversa. Questa è quell’eccezione che cambia leggermente i miei programmi, anche le regole se la vogliamo dire tutta come a trovare quell’asso nella manica che ti giochi immediatamente e senza pensarci troppo.

Il Rifugio Sennes, nel cuore di Fanes, durante l’Inverno è una di quelle caratteristiche mete che non mancano mai nell’agenda di chi di escursionismo ne fa una ragione di vita.

Aperto per buona parte della stagione, facilmente raggiungibile anche se la buona dose di allenamento è comunque richiesta, e dal punto di vista scenografico uno spettacolo inestimabile. E fin qui tutto bene, abbiamo tutte le carte in regola per una valida escursione che può essere di una sola giornata come la classica notte in Rifugio per un risveglio, tempo permettendo, che difficilmente trova paragoni. Ciò che ritengo la sorpresa della situazione è dietro l’angolo, a pochi passi da quel Rifugio che con lo stesso creano un’unico ambiente, quel famoso asso nella manica da sfruttare al meglio.

Piccole baite, caratteristici fienili d’alta quota che svolgono la loro funzione solo d’Estate grazie ai pascoli che liberamente si muovono all’interno di quest’area. Non hanno nulla a che vedere, almeno durante la stagione bianca, con quelle che sono le funzionalità del Rifugio ma il primo impatto è ciò che scaturisce il mio interesse.

E’ un po come guardare fuori dalla finestra, uscire di primo mattino a prendere quella prima e fredda boccata d’aria che mi invita a fare due passi, che mi coinvolge a tal punto che queste strutture rapiscono la mia curiosità. Per un po di tempo la mia programmazione giornaliera viene messa in secondo piano, quasi in disparte perchè ciò che in quel momento è importante è racchiuso all’interno di questa piccola comunità temporaneamente abbandonata. Sembra quasi un’abbandono a se stessi, abbandonate alla forza della Natura che non lascia scampo, una prigione formata da cumuli di neve che sembra ne impedisca qualsiasi respiro, qualsiasi utilizzo, come a dimostrarne un macabro destino.

Ma la mia è solo una sensazione, la realtà porta alla luce dei fatti che sono completamente diversi. E’ solo un gioco che in ogni stagione la Natura gestisce in modo spontaneo, e mi basta avvicinarmi ad ogni piccolo particolare, osservare con attenzione qualsiasi cosa che sia un riferimento quotidiano per rendermi conto che l’uomo ha reso queste strutture parte della sua di quotidianità fino a poco tempo fa.

Qualche mese, un periodo che ha anticipato la stagione fredda dove uomini ed animali hanno condiviso tutto questo seguendo un regime culturale antico nel tempo, ed è proprio questa la prova che ne scaturisce la loro vitalità. Mi incammino lungo l’unico sentiero battuto che mi accompagna lungo questa mia piccola scoperta, dove quei particolari e quelle piccole cose sono l’asso che mi devo giocare, per pochi minuti ed istanti, ma di un valore che non conosce nessuna stima.


Location: Pian di Lasta (BZ)

Area Geografica: Parco Naturale Fanes Sennes Braies (BZ)

Regione: Alto Adige

Accesso: Dalla Valle di Rudo->Rifugio Pederù su sentiero 7/9 in circa 2h. Da Malga Ra Stua (Dolomiti d’Ampezzo) su sentiero 6 risalendo la Val Salata in circa 2h.

Link: Alto Adige Sud TirolSan Vigilio di MarebbeRifugio Sennes

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