Bivacco Menegazzi – Agordino

Bellissima e facile escursione nella Valle dei Molini.


L’Agordino visto ai piedi della lunga spinale rocciosa che racchiude a se le vette e i campanili rocciosi delle guglie che dalla Croda Granda (2849m) si allungano fino al meraviglioso Agner (2872m).

Facile escursione di fine Inverno su un sentiero che dalla Valle delle Pale risale in direzione di Casera Cavallera (1679m) per chiudersi nella meravigliosa vista panoramica del Bivacco Menegazzi (1737m).


Faustin – 1261m

Piccolo borgo a 1261m di quota ben nascosto tra i boschi del Domador alle pendici della Valle delle Pale. E’ una di quelle località che racchiudono a se la caratteristica di quel piccolo centro abitato che si tiene ben nascosto dalla strada principale che sale direttamente al Passo Cereda (1369m). Tutto ha inizio da questo piccolo borgo, che dopo aver passato il centro abitato di Gosaldo (1141m) in direzione del Cereda, troviamo sulla destra grazie unicamente a delle tabelle stradali.

Una ripida e stretta stradina asfaltata che si può comunque affrontare con l’auto. Faustin è il punto terminale di questa strada interna, dove trovare un luogo idoneo per il parcheggio e dare così il via a questa nuova giornata di fine inverno.

Per raggiungere il sentiero iniziale bisogna comunque salire a piedi per qualche centinaio di metri lungo la stradina stessa, fino ad arrivare in un punto dove una piccola sorgente d’acqua segna il termine di questa carrozzabile interna. Sulla destra le prime indicazioni di sentiero.

Leggere stratificazioni nuvolose nascondono buona parte del Sass d’Ortiga (2244m)

Lungo la forestale 720 che guarda verso Cima dell’Oltro (2397m)

Il sentiero con indicazioni Casera Cavallera e Bivacco Menegazzi è il numero 720. Fino alla Cavallera sarà unicamente composto dalla carrozzabile che nel corso della salita devierà successivamente in direzione di Casera de Camp (1750m). Ma le indicazioni nel mio caso rimangono sempre su sentiero 720 Cavallera -> Menegazzi.

La giornata inizia con una mattinata non proprio limpida. Le previsioni per l’ennesima volta non sbagliano minimamente, ma con l’avanzare delle ore tutto avrà poi un repentino cambiamento per me favorevole. Una piacevole passeggiata lungo questi fitti boschi, dove in alcuni tratti risulta ancora testimonianza di quella tempesta, Vaia, che inesorabilmente ha lasciato il segno.

Una prima parte di sentiero su terra battuta, ma la neve che a ridosso dei 1400m di quota torna per ricordarmi che comunque sia siamo ancora all’interno della stagione invernale. Una prima deviazione sulla sinistra che in modo impeccabile mi guida lungo la corretta via di sentiero. Qui devo dire che non mancano le sorprese, infatti la neve per un breve tratto di sentiero lascia spazio al fango ed un tratto in forte pendenza leggermente impegnativo.

Ma è questione di poco tempo per tornare nuovamente all’interno dei boschi e ritrovare la neve che in certi frangenti risulta pure ghiacciata. Ramponcini ai piedi per un tranquillo e sicuro proseguimento di cammino. E’ stato solo un caso quel centinaio di metri di improvvisa salita, che con il fango presente mi ha fatto capire che il periodo del disgelo non si farà attendere troppo.

La giornata è buona e il sole lentamente inizia a prevalere su queste stratificazioni di bianche nuvole. Ora percepisco pure quel piacevole calore, il sentiero sale con una certa dolcezza e questo si traduce a mio parere in una bella e semplice passeggiata.

Ancora una nuova indicazione, infatti arrivo ad un bivio che sulla destra prosegue in leggera discesa in direzione di Casera de Camp, mentre sulla sinistra sale leggermente ma tenendo sempre fede alle indicazioni della Cavallera.

Onestamente solo in brevi tratti riesco ad approfittare di alcuni punti che offrono delle panoramiche di tutto ciò che mi sta attorno. Le nuvole improvvisamente ritornano protagoniste soprattutto lungo l’intero versante a Nord, quello che racchiude il cuore principale di questa mia escursione.

La roccia e le spettacolari vette che compongono questo scenario naturale.

Ma come sempre io sono e rimango ottimista. Infatti il sentiero dopo una serie di serpentine lascia definitivamente il fitto bosco, avendo così l’opportunità di poter avere una visuale completamente diversa dello scenario naturale che mi ospita. E’ questione di poco tempo, la neve nel frattempo aumenta come presenza ma nel contesto generale i ramponcini sono più che suffiicenti.

Indipendentemente dal contesto meteorologico trovo questa situazione molto affascinante. Guardo in direzione di questo versante roccioso che finalmente da il meglio di se alla mia vista. Oltre Cima d’Oltro (2397m) devo nominare il Sforcelloni (2450m), il Sass d’Ortiga (2634m), la Croda Granda (2819m) e il Sas de Lesnare (2708m).

Queste sono alcune delle vette che trovo così al mio cospetto, tra guglie e altri campanili un vero e proprio anfiteatro di altra meravigliosa roccia Dolomitica. Ammirarle con questo loro naturale gioco dettato da queste nuvole così bianche e di leggera consistenza, non fa altro che crearne uno scenario che sembra quasi da fiaba dove la fantasia poi prende il sopravvento.

Giungo così in Casera Cavallera, il sentiero 720 mi conduce ai suoi 1679m di quota in circa 1h di facile cammino con un primo dislivello di +400m circa. Una bella e tranquilla passeggiata, lo ribadisco.


Casera Cavallera – 1679m

Bella e solitaria in questo periodo fuori stagione. Una struttura che risulta molto ospitale e quelle stalle esterne che danno il senso di un bellissimo alpeggio estivo che invita sicuramente a ritornarci per ammirarlo in questa sua veste durante la bella stagione calda. Da mettere subito in Agenda…

Bellissimi punti panoramici che guardano verso la Valle dei Molini e la Val Nogher, che scorrono lungo la strada principale che tramite il Cereda collega l’Agordino con il Primiero. Infatti, da questo punto ci si trova molto vicino alla Val Canali e al raggruppamento delle Pale di San Martino. Per la Canali infatti basta salire in direzione di Forcella delle Mughe, per scendere successivamente lungo la Via Ferrata del Canalone e giungere così al Rifugio Treviso in Canali (1691m).

Il momento è opportuno per una piccola pausa. E’ da considerare che raggiungere il Bivacco Menegazzi dalla Cavallera è questione di circa una quindicina di minuti, per cui è utile prendersi magari dei tempi più lunghi e cercare così di ammirare i grandi bastioni rocciosi che sovrastano questo bellissimo territorio.


Bivacco Menegazzi al Pianlonch – 1737m

Ora è questione di qualche decina di minuti. Il sentiero 720 inizia su di un breve tratto in salita che a inizio di Marzo si presenta per una sua buona parte privo di neve. L’erba essiccata dal gelo ritorna così a brillare nuovamente alla luce del sole, con quelle sue immancabili tracce lasciate durante la scorsa Estate dai rigogliosi pascoli.

Si respira già l’aria di una Natura che cambia decisamente aspetto. Passo dopo passo mi avvicino sempre più alla base di questi enormi bastioni di roccia. Le nuvole di tanto in tanto lasciano spazio alle panoramiche rocciose che si presentano così al mio cospetto.

Quella prima parte di questo tratto finale, quella che aumenta leggermente il dislivello, si attenua e diviene quasi orizzontale con la neve che improvvisamente torna nuovamente a prevalere sull’intero territorio che mi attende. E’ un passaggio molto bello, mi fa stare bene e questo è ciò che conta.

E’ quello che io definisco come “il gran finale” che ci si aspetta. Lo spazio che mi circonda si apre al meglio, non più boschi e nemmeno nessun elemento naturale che possa così contrastare l’ambiente che mi circonda. Il Bivacco Menegazzi appare da lontano, piccolo e con quella caratteristica che lo identifica come quel piccolo angolo di Paradiso sconfinato nella più totale solitudine.

Il regalo più bello, la sorpresa che non ti aspetti a fronte di una facile escursione che sulla carta potrebbe significare poco. L’ennesimo regalo di una Natura immensamente straordinaria, tutto ciò che racchiude questa piana a cielo aperto prevale come valore finale di questa giornata.


Bivacco Menegazzi al Pianlonch – Punti di Vista

Ma per capire meglio tutto questo, vi lascio a questi miei diversi punti di vista. A queste visuali che da un angolo all’altro esprimono al meglio il significato di libertà e solitudine attiva…

Il primo punto di vista del Bivacco, di spalle la Croda Granda (2849m)

Il Bivacco verso il Sass da Camp (2733m) e Forcella Vani Alti (2529m)

Dal Bivacco verso la Croda Granda (2849m) e il Coston di Luna

Di spalle Pala della Madonna (2524m) e Cima Sforcelloni (2450m)

Vista verso la Valle dei Molini

Bivacco Menegazzi al Pianlonch (1737m)

Il piacere di sentirsi se stessi…

Verso la Valle dei Molini

La cucina all’entrata principale

I letti disponibili

Spazi limitati ma molto comodi

Cosa chiedere di meglio se non tutto il tempo necessario per condividere per qualche ora questo luogo meraviglioso. Il Bivacco si raggiunge i meno di 2h e 30m, un tempo così talmente breve che in altra stagione porterebbe a collegarsi con altri sentieri ed altre destinazioni che si snodano ai piedi dell’Agner.

Ma la neve ancora presente limita la possibilità di un ulteriore movimento, ma la soddisfazione e l’opportunità di dedicare il resto della mia giornata a questo silenzio è un grande regalo da cogliere sin da subito.


Rientro a Valle

Per il rientro a Faustin si deve seguire lo stesso sentiero di salita, ma con la parte iniziale verso Malga Cavallera su di un sentiero alternativo. Infatti consiglio di tralasciare la parte finale del sentiero 720 e scendere direttamente seguendo l’ampia radura che anche durante l’Invero troverete sicuramente ben marcata.

Giungere nuovamente in Casera Cavallera è questione di pochi minuti, su di un piccolo tratto alternativo che offre così l’opportunità di alcune visuale decisamente diverse rispetto al precedente tratto di sentiero.

Tornano così le ampie vedute viste nelle ore precedenti, e torna nuovamente la neve diradata su alcuni tratti di sentiero fino a raggiungere Casera Cavallera e ripristinare fino a Faustin il sentiero 720 della salita.

Una serie di ultimi punti di vista verso questo grande ed immenso versante roccioso. Ultimi attimi di ampia visibilità prima che i boschi tornino nuovamente a coprire l’aspetto più bello e significativo di questo Paradiso nell’Agordino.

E come sempre il rientro è quel momento di grande spensieratezza, dove la lunga linea di sentiero completamente in discesa mi permette di camminare con quella serenità dolcemente accompagnata dal caldo sole che in questa parte di pomeriggio da luce e vita a questo mio infinito cammino.

Sto molto bene, e questa è la cosa più importante…

Per l’ennesima volta tutto termina dove tutto ebbe inizio. Cambiano completamente gli aspetti rispetto alle prime ore della nuova giornata, nel tardo pomeriggio tutto sembra muoversi con vitalità e con quel forte desiderio di vita che l’imminente Primavera preannuncia nell’aria fresca.


Bivacco Menegazzi – Note Tecniche

Escursione molto facile e con un dislivello in salita complessivo di +536m. Dal punto di partenza di Faustin al Bivacco Menegazzi il tempo di transito lo si può benissimo racchiudere sulle 2h e 30m soste comprese. Consiglio vivamente il passaggio in Casera Cavallera, ottimo spunto per punti panoramici verso valle e per dedicare un po del tempo a disposizione per ammirare questa sua costruzione.


Bivacco Menegazzi – La Mappa


Bivacco Menegazzi – Il Video

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Location: Località Pian Lonch – 1737m (BL)

Area Geografica: Agner – Agordino Dolomiti – Dolomiti Bellunesi (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Su sentiero 720 dalla località di Faustin

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