Casera Campigat – Casera ai Doff

Lunga e spettacolare cresta tra la Val di Gares e la Valle di San Lucano


Per chi ama cimentarsi nelle alte quote e camminare lungo una cresta ricca di prati e di vegetazione. Escursione che unisce in una sola giornata due bellissime vallate dell‘Agordino: Val di Gares e la Valle di San Lucano. Due territori che si avvicinano tra di loro grazie a questa opportunità, un immersione che sembra non trovare mai fine tra i verdi prati che si allungano a quote alla soglia dei 2000m. La flora che ad inizio Estate si presenta con i suoi colori più sgargianti e i punti panoramici di straordinaria bellezza. Benvenuti nell’Agordino.


Valle di Gares – 1385m

Lunga valle che inizia dal centro abitato di Canale d’Agordo, piccolo e ridente paese che nel lontano 17 Ottobre del 1912 vide la luce Albino Luciani, meglio conosciuto come Papa Luciani, il Papa del sorriso. Di questa figura così straordinaria lungo le strade di Canale d’Agordo si respira ancora quell’aria di una storia passata, ma che tiene ben salde le tradizioni locali e la memoria di questo grande uomo.

L’intera valle si allunga in una comoda strada che permette di scoprire così quelle stesse montagne tanto amate da Padre Luciani, costeggiano vette come il Cimon de la Stia (2390m) o la Zima di Pape (2503m) che si presentano come tra le più alte dell’intero territorio. Ma la sorpresa più bella arriva nel momento in cui si giunge nel piccolo centro abitato di Gares (1385m) che vede così il termine della strada stessa.

I verdi prati del Pian de Giare

La Val di Gares si sviluppa lungo il suo versante più a Sud ai piedi del maestoso gruppo dolomitico delle Pale di San Martino. Arrivato al parcheggio di Capanna Cima Comèle è già ben visibile il versante che guarda verso la Cima del Focobon (3054m) e di tutte quelle sue guglie e campanili rocciosi che ne distinguono la sua inconfondibile sagoma.

Ed è proprio all’altezza di Capanna Cima Comèle che ha inizio questa mia fantastica escursione. La giornata promette bene, e sebbene il cielo sia limpido in maniera impeccabile è impossibile riuscire a fuggire a quella fresca brezza mattutina che ancora non ti permette di muoverti con un paio di indumenti più leggeri. Tutto fa parte di questa mia bellissima giornata, di questo mio irrefrenabile desiderio di una nuova avventura.

Un saluto e un pensiero che fa stare sempre più tranquilli quando si affronta la montagna…

Ed è proprio dal verde del Pian de Giare che inizia il mio sentiero. Via il dente e via il dolore come si suol dire, si perchè il sentiero 756 che dai 1336m del Pian raggiunge i 1804m di Casera Campigat è il tratto più impegnativo della mia intera giornata. Bellissimo ed ampio sentiero che inizia all’altezza di un recinto dove trovo con grande sorpresa dei bellissimi cavalli che sembra accettino ben volentieri la mia presenza. E come inizio niente male.

Natura libera e spensierata…

Questi primi metri che portano ad un dislivello totale di +468m, si innalzano immediatamente all’interno dei fitti boschi che neutralizzano quasi nell’immediato qualsiasi riferimento visivo verso valle. Ciò che attira maggiormente la mia attenzione in questo primo frangente è la lunga dorsale rocciosa del versante ad Est del Gruppo delle Pale di San Martino da quì già ben visibili. E’ una continua serpentina che di tanto in tanto qualche scorcio verso Gares riesce comunque a regalare attraverso la fitta vegetazione. Ma l’occhio rimane sempre verso le Pale, dove anche in questo caso i boschi mi permettono ampie e immense visuali.

Sentiero puramente boschivo

Il versante più ad Est delle Pale di San Martino. Si evidenzia bene il Mulaz (2960m – centrale)

Bella panoramica verso il centro abitato di Gares

La giornata inizia quindi in modo abbastanza impegnativo. Ma le forze sono fresche e con calma e tranquillità si affronta questa prima parte di escursione in maniera piacevole, con quella fresca brezza di primo mattino che mi regala delle bellissime sensazioni di positività e benessere interiore. Pura magia.

Sante parole di Papa Giovanni Paolo II°

Come una bella sorpresa arrivo di fronte ad una panchina in legno posta su un punto perfettamente panoramico (guarda sempre verso le Pale). Una bellissima frase che si commenta da sola, come le parole che hanno fatto storia di un altro grande uomo del passato: Karol Wojtyla – Papa Giovanni Paolo II° – grande stimatore ed appassionato di montagna. Parole che lette una dopo l’altra scaturiscono delle grandi emozioni.


Casera Campigat – 1804m

Ecco raggiunta la vetta, si esce definitivamente dai boschi e il cielo azzurro comincia a prevalere in questa mia lunga giornata. Casera Campigat è posizionata a 1804m in Forcella di Cesurette. Non più utilizzata da diverso tempo come alpeggio estivo, riesce comunque a mantenersi in salute come punto di passaggio delle diverse escursioni che dalle valli circostanti (Val di Gares e Valle di San Lucano) si allungano verso le Pale. Da qui infatti è possibile raggiungere il Rifugio Rosetta e l’intero Altipiano delle Pale (sentieri 761 + 756).

Casera Campigat in Forcella Cesurette

Forcella Cesurette 1801m

Ben tenuta vista la sua non più tenera età

Quante storie da raccontare…

Vista verso le prime vette che guardano in Valle di San Lucano

Incredibile vista verso le Pale. Dalla Focobon (3054m – centrale) al Mulaz (2906m – dx)

Il luogo merita sicuramente una pausa dedicata a tutto ciò che mi circonda. Da questa sua terrazza naturale la Casera offre un’ampia visuale che scende verso la Valle di San Lucano, dove in lontananza primeggia la grande sagoma rocciosa del Monte Agner (2872m). Assieme al San Lucano (2409m), l’Agner domina l’intera valle con quella sua inconfondibile figura, una lunga e ripida parete rocciosa che con grande forza si innalza verso il cielo.

Tutto questo è il punto di partenza per quello che è il mio obbiettivo di giornata. La lunga cresta erbosa che parte da Forcella Cesurette mi accompagnerà attraverso un continuo e poco impegnativo sali/scendi dove i verdi prati e l’abbondante fioritura presente saranno i miei prossimi compagni di viaggio. La parte più impegnativa è già stata affrontata, dopo questa panoramica sosta riprendo la mia marcia ricaricato delle giuste energie.

E’ il sentiero 759 la linea da seguire. Non ci si può sbagliare, è l’unica via da seguire a questa altezza. Dopo aver lasciato la Campigat i verdi prati erbosi lasciano di tanto in tanto qualche metro di spazio alla scura roccia dominante in questa parte di territorio. Sembra quasi di mettere piede su di una formazione geologica vulcanica. Ampie fessure rocciose si aprono verso sinistra, guardando direttamente in Val di Gares. Spaccature che danno vita a queste formazioni rocciose che si confondono con il verde di questa bassa vegetazione.

Ciò che attrae maggiormente la mia attenzione sono i grandi prati ricchi di una flora che per l’ennesima volta attira la mia attenzione. Amo la roccia, amo quel lato selvaggio di questa Natura che considero come un mondo ancora inesplorato e che sicuramente una vita intera non basterà mai per conoscere fino in fondo. Rimango coinvolto dalla semplicità dei fiori di alta montagna, quasi stupito da questa loro forza di rimanere sempre rivolti verso il sole sebbene le dure intemperie dettate da Madre Natura stessa.

La lunga cresta verso Forcella di Caoz (1942m) è un insieme di tante cose. Una spensierata escursione che non mi fa perdere nulla in ogni particolare che incontro. Passaggi in cui la vegetazione è formata da bassi prati e grandi banchi dalle larghe foglie, dove porre quel po di attenzione visto che alcuni rettili vi amano muoversi al suo interno. La Valle di San Lucano diviene improvvisamente la principale protagonista del mio cammino. Sia la vetta del Palada (1974m), che del Caoz (2294m) rimangono sempre presenti nel mio raggio d’azione, ma ciò che fa la differenza è che ad ogni mio passo di avvicinamento la loro sagoma cambia sempre fisionomia.

Mi allontano sempre più da Forcella di Cesurette, con vista su Cima dei Balconi (2403m)

Ciò che ho di fronte è tutto questo…

La Palada (1974m)

Immensi ed infiniti prati in alta quota…

E il massiccio delle Pale di San Martino, sempre più visibile e sempre più lontano

Inconfondibile sagoma dell’Agner (2872m)

Ciò che mi circonda è tutto quello che vedi nelle foto precedenti. Ciò che manca all’interno di questo contesto sono gli alpeggi estivi. Sarebbe una cornice perfetta per dare quel piccolo senso di vitalità a questo territorio così solitario. Altri escursionisti si incrociano quasi raramente e questo rende l’idea di quanta solitudine si possa respirare lungo questo sentiero.


Forcella di Caoz – 1942m

E così questa infinita spensieratezza mi accompagna, abbracciato al caldo sole di stagione, verso Forcella di Caoz. Ben posizionata a 1942m di quota è il punto cardinale che divide le due principali vette di questo versante: la Cima del Caoz (2049m) e la vetta del Monte Caoz (2294m). Tra le due quella che sicuramente regala stile ed eleganza è il Monte Caoz. La sua punta di vetta che si innalza con prepotenza verso il cielo, donandole quella sua eleganza che preferisco alla sorella più piccola.

La vetta del Monte Caoz (2294m – dx)

Questa forcella è il punto panoramico che riesce ad immortalare le lontane vette dell’Alto Agordino, quelle che si vedono come linea di confine con il vicino Trentino Alto Adige. L’intera spinale rocciosa che a monte del Passo di San Pellegrino da vita a Cima Ombrettola (2924m), il Sass de Valfredda (3009m) e il Monte Fop (2883m) solo per citarne alcune. Sono li, ben visibili ad offrire la loro migliore livrea da questa forcella in lontananza.

In lontananza, la spinale rocciosa che guarda verso il Passo di San Pellegrino

Il Caoz dalla forcella omonima…

Questo è un luogo tra quelli che considero “sacri”. Quando da un unico posto mi viene concesso di poter ammirare diversi punti geografici, arriva per me il momento di scrutare le mie mappe e di trovare così ogni risposta visiva a tutto ciò che mi circonda. Forcella di Caoz mi regala un tour panoramico di 360° veramente esaustivo. Ma basta guardare leggermente più a valle e focalizzare lo sguardo su quella piccola baita solitaria, immersa nel suo più totale ed assoluto silenzio. In questo momento c’è solo il vento a fare da colonna sonora a questo mio straordinario film.


Casera ai Doff – 1883m

Il mio punto di arrivo, ciò che è questo mio obbiettivo. Si posiziona in modo egregio alla base del Monte Caoz. Guarda direttamente verso la Valle di San Lucano, dove l’Agner si avvicina maggiormente regalandomi così una sua formazione geologica più precisa.

Se sulla sinistra guardo al Monte Caoz, sulla destra vedo la piccola Casera ai Doff…

Tutto si svolge in pochi minuti. Lasciata Forcella di Caoz il sentiero 762 scende in maniera repentina per qualche centinaio di metri. Appena fuori da un raggruppamento boschivo si aprono i grandi prati che scendono a valle verso il Grande Zel. La piccola Casera ora prende sempre più fisionomia e la mia forte immaginazione mi porta a vederla come se fosse la casa dei miei sogni….

Libera e spensierata verso l’Agner

…e verso le vette del San Lucano

Anche per la Doff stesso destino della Campigat. Quanto sarebbe straordinario poter vivere anche per qualche minuto l’emozione di un alpeggio da questa sua perfetta terrazza panoramica. Già me la immagino rigogliosa e piena di vita, dove quell’inconfondibile tintinnio delle campanelle sono il vero segnale di vita dall’alto di queste montagne. Anche per la Doff ciò che si può condividere è questo suo stato di piena solitudine.

Ben tenuta, con il suo comodo tavolino esterno dove potersi dedicare momenti di pausa con momenti di grande riflessione. Con molta probabilità il destino l’ha portata a questa sua totale solitudine per offrire a noi esseri umani momenti di grande intensità personale. Rimanere assorti ed in silenzio guardando verso le vette dell’Agner è quell’ingrediente fondamentale per chi è alla ricerca di un qualcosa che solo quì è percepibile.

Decido di fermarmi qui. La completezza di giornata la voglio condividere con questo momento di rara solitudine. Giungono da valle, dalla vicina Baita Malgonera, una coppia di persone. Rimaniamo per qualche minuto insieme a condividere alcune opinioni. Il legame che si crea tra perfetti sconosciuti è di straordinario impatto personale. E’ la montagna, la Natura stessa che ci circonda a creare questa perfetta alchimia.

Decido di rientrare seguendo lo stesso sentiero di andata. Voglio così per poter ammirare nuovamente gli stessi panorami, visti con colori diversi ed illuminati da un sole che stà già guardando in direzione del versante ad Ovest del mio Mondo. Effettivamente tutto si illumina di una serie di sfumature molto particolari, rese vive da questa nuova Estate che già nell’aria si riesce a respirare.


Note Tecniche: Il sentiero che ho descritto si allunga da punto a punto con un tempo medio di 3h 15m di escursione (indivudiale). E’ possibile completarne l’anello completo seguendo il sentiero 762 che da Casera ai Doff scende verso Baita Malgonera (1581m) e la Val de la Bordina (1105m). Da qui si inizia la lunga salita su sentiero 761 che sale in direzione di Baita Pian de la Stua (1573m) e casera Campigat (1804m) con un dislivello complessivo, dalla Val de la Bordina, di +802m. Come tempi di cammino da aggiungere dalla Malgonera alla Campigat (anello completo) circa 2h 30m (individuale).


Casera Campigat – Casera ai Doff – La Mappa


Casera Campigat – Casera ai Doff – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Agordino Dolomiti (BL)

Area Geografica: Val di Gares – Valle di San Lucano (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Da Capanna Cima Comèle (Val di Gares) su sentiero 756

Link: AgordinoDolomitiInfoDolomitiVisitVenetoVenetoMontagnaValle di San Lucano

Agordino dove Rinascono le Dolomiti

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