Da Vaia la sostenibilità ambientale

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E’ stato di oltre 42 milioni di alberi distrutti l’impatto ambientale causato da Vaia, la terribile tempesta del 2018. Un impatto devastante che ha colpito interi territori delle Dolomiti Bellunesi e Trentine. Raffiche di vento da 190km all’ora, boschi completamente rasati al suolo, conformazione del territorio dalla sua flora alla sua fauna.

In questi due anni da quel terribile giorno ho avuto la possibilità di toccare con mano quello che ne è rimasto di questi verdi e prolifici boschi. Intere vallate completamente distrutte, sentieri di media e alta montagna completamente cancellati e intere comunità civili che si sono visti improvvisamente vittime di una calamità naturale incontenibile.

Vaia lungo la Valle di San Lucano

Vaia lungo la Valle di San Lucano

Da questa situazione nascono diverse problematiche. La principale rientra all’interno di quel contesto di riciclo e di pulizia di queste aree distrutte. Un’impresa dalle dimensioni e dai costi impensabili. La movimentazione fisica di migliaia di ettari di boschi impone costi e tempi che sembrano quasi incalcolabili. Parte di questo legname viene rimosso e utilizzato per gli usi comuni ma la difficoltà di locazione geografica di alcuni di questi territori, rende quasi impossibile un programma di recupero.

Vaia lungo la Valle di San Lucano

Le iniziative a tali scopi sono diverse e le comunità montane non stanno certo a guardarsi attorno tenendo le mani in tasca. E’ un susseguirsi di cantieri aperti, movimentazione di uomini e macchine impressionanti e la stagione invernale, che ha di poco seguito i giorni di Vaia, non ha facilitato la messa in moto di questo movimento.

Nascono diverse iniziative, idee e progetti per la tutela e il ripristino del territorio. Una di queste è VaiaWood, un gruppo di giovani imprenditori che seguendo l’idea di recupero e sostenibilità attuano un piano di emergenza straordinario. Uniscono le proprie forze per realizzare un progetto legato alla produzione e vendita di oggetti, senza depauperare materie prime sfruttando unicamente il recupero di ciò che la Natura stessa distrugge.

L’amplificatore cellulare Vaia

Da ogni pezzo di legno ricavato dagli alberi distrutti da Vaia un oggetto di uso comune come il cubo amplificatore porta cellulare. Un’oggetto unico, non ne esiste uno di uguale perchè segue una filiera di produzione manuale, pezzo per pezzo, e non industriale. L’idea nasce da questo oggetto, un pezzo di albero distrutto che riprende vita nella quotidianità di tutti i giorni. La vendita di ogni cubo va a finanziare il rimboscamento di queste montagne dove dalla vendita di ogni singolo pezzo è impegno di VaiaWodd nel piantare un nuovo albero, una nuova vita.

Il Team di Vaia

Giovani imprenditori per nuove idee, la creazione di nuove opportunità professionali per realizzare prodotti che mirano al recupero e ripristino ambientale. E’ interessante evidenziare l’impegno e l’investimento che progetti come VaiaWood impongono. Parlare e attuare idee legate ai vari problemi ambientali che affliggono questo nostro Mondo richiama sicuramente attenzione e preparazione specifica, dove ogni iniziativa richiede cura nei minimi particolari e la creazione di un Team di lavoro ben organizzato.

Stefano IntoDolomitesBlog

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