Forcella Lerosa (Dolomiti d’Ampezzo)

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Ci sono delle situazioni che si raccontano guardando due differenti aspetti. Due momenti vissuti contemporaneamente, due differenti sensazioni opposte ma che fanno parte della realtà attuale.

Una delle più belle giornate di fine Inverno, e l’ultima prima di ritornare indietro e rivivere nuovamente quel periodo in cui tutto debba nuovamente fermarsi. Casera e Forcella Lerosa, l’ultima e spensierata escursione.

Il Taburlo (2155m sx) e la Croda de l’Antruiles (centrale) – Dolomiti d’Ampezzo

Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, scenario perfetto che racchiude a se questo suo angolo tra i più lontani del territorio. Forcella Lerosa (2020m) si chiude ad angolo ai piedi dell’imponente Croda Rossa (Hohe Gaisl – 3146m), all’interno del territorio di Fanes Sennes e Braies, già in Alto Adige.

Un punto di vista che permette uno dei panorami più belli, un enorme abbraccio naturale che racchiude a se il territorio di Fanes e le vette circostanti dell’intero raggruppamento a Nord del Parco Ampezzano. Un’occasione che non conosce stagione. che sia in Inverno che in Estate la sensazione non cambia minimamente la sua naturale vista.

Da S.Uberto sulla strada estiva in direzione di Malga Ra Stua

Tutto ha inizio da San Uberto, piccola località che si pone lungo la Val Felizon a circa 10 minuti da Cortina d’Ampezzo. Durante l’Inverno la strada che risale il Son Pouses è completamente ricoperta di neve, e raggiungere Malga Ra Stua (1695m) diventa una piacevole passeggiata con panoramiche che si allargano verso la cima del Taburlo (2155m) e la Croda de l’Antruiles. Una piacevole salita che condivido con chi sci ai piedi si allunga verso questa stretta valle per penetrare così nei territori delle Dolomiti d’Ampezzo e di Fanes Sennes e Braies. Libertà assoluta.


In Malga Ra Stua

Di lei ne parlo sempre con grande interesse all’interno dei miei articoli. E’ un punto di riferimento importante, quella struttura che indipendentemente dalla stagione (EstateInverno) diviene quel luogo dove poter contare su una sicura ospitalità. La particolarità di trovarla aperta per quasi tutto il periodo dell’anno, la fa diventare quel luogo che in ogni occasione potrebbe diventare indispensabile.

Le limitazioni di questo periodo purtroppo la vedono chiusa al pubblico. Più che una mancanza, l’ennesima occasione persa per quella colazione e per quella sosta di prima mattina piacevole prima di intraprendere la lunga salita verso le varie destinazioni.

Malga Ra Stua – le stalle esterne

Il Vallon Scuro

Rimane sola ed isolata. Immersa all’interno di un silenzio quasi surreale, un silenzio che si allunga verso il Vallon Scuro e le varie destinazioni che risalgono verso la Val Salata, e il territorio geografico di Sennes.

Una giornata spettacolare, c’è un bel po di movimento lungo questa valle. Questo è premonitore di quelle che non solo io considero le ultime ore prima dell’ennesimo Lockdown. La mia non sarà soltanto una premonizione, ma la realtà con le ore contate.


I boschi di Lerosa

L’Inverno porta a quelle variazioni di percorso che seguono una linea ben precisa, dettata da chi inizialmente cerca di lasciare le sue tracce seguendo il più possibile le indicazioni del sentiero normale, quello estivo. In questo contesto il sentiero 8 segue la perfetta linea del sentiero normale. Inizia appena oltrepassata la Ra Stua con una forte impennata, resa leggermente più impegnativa dalla grande quantità di neve presente.

I suoi fitti boschi lasciano trapelare punti di osservazione che si allungano verso il Vallon Scuro e la Val Salata. Il sentiero si ricongiunge con la strada sterrata estiva, si esce sempre più dal bosco iniziale e la quota mi porta a vedere i primi scorci panoramici che iniziano ad aprirsi lungo la parte più estrema della Salata stessa. Le vette di Sennes si notano con una certa difficoltà, ma questo è solo l’anticipo di ciò che avrò di fronte una volta arrivato in Casera.

Indicazione lungo i boschi di Lerosa

La mia vista si apre attraverso la Croda de Antruiles (sx) e Cima la Vinores (2411m – dx)

Dai boschi ai prati, innevati ma che mi riportano alle lunghe giornate estive. Del piano in quota della Lerosa nutro tanti bei ricordi legati a passaggi o quel punto fermo dove pianificare momenti importanti di una lunga giornata. Pensate, l’ultima mia lungo la Lerosa è targata 15 Agosto del 2020. Una giornata calda e solare, i pascoli rigogliosi e caratteristici di questo territorio, nel silenzio più assoluto, assorto in una magnifica solitudine.

L’alpeggio estivo in Casera Lerosa…

Ora lo scenario è completamente diverso. Un piano a cielo aperto posto ai piedi del raggruppamento roccioso della Croda Rossa (Hohe Gaisl – 3146m). Imponente massiccio che si compone da una serie di vette composte per buona parte da quella roccia tipicamente rossastra. La Croda Rossa Pizora (2850m), la valle rocciosa di Valbones, che si innalza oltre i 3mila metri per dare così vita all’Antica Cima Nord (3089m) ed un susseguirsi di lunghe spinali rocciose. Da qui si è già in Alto Adige.

Roccia rossastra de la Pala de Ra Fedes – 2733m

In lontananza la Muntajela de Senes – 2584m

Le Ampezzane Taburlo (sx), la Croda de Antruiles (centrale) e La Vinores (dx)


Casera Lerosa – 2035m

Il Paradiso che vuoi, a portata di mano. Sembra quasi nascosta dalla vista di qualsiasi escursionista. Per poterla vedere devi sapere della sua esistenza, altrimenti rimane un punto misterioso difficilmente visibile. Casera Lerosa si pone a 2035m, inizialmente nascosta dal sentiero 8 che segue la linea di salita verso la Forcella omonima.

Durante l’Inverno la tabella indicativa che ti dirige sulla sinistra verso la Casera è completamente sommersa dalla neve. Difficile individuare questa segnalazione, impossibile vedere la piccola sagoma di questa isolata struttura che si pone proprio al centro dei parti della Lerosa.

Sembra che questa sua posizione, nascosta dalle ampie e naturali insenature di questo piano a cielo aperto, sia stata ben studiata per renderla il più isolata possibile. Se non si conosce bene il territorio si prosegue all’insaputa verso altre destinazioni. Lei però, indipendentemente dalle stagioni, rimane presente quasi ad essere protetta da questa sua formazione geologica che la circonda.

Ma non si tratta solo di arrivare alla sua porta. Essendo una piccola struttura privata la si trova quasi sempre chiusa, tenuta in maniera impeccabile ma raramente utilizzata da qualcuno. Ciò che percepisco è il desiderio di poterla ammirare da lontano, sfruttando tutte le possibili sfaccettature e punti di vista panoramici che mi offre.

Devo solo impegnarmi un po di più. Ciaspole ai piedi inizio a risalire il Valbones de Inze, uno scollinamento che sale alle spalle della Casera stessa. Una salita che non ha sentiero e nessuna marcatura. Devo seguire una mia linea di sentiero immaginaria, rimanendo sempre di spalle alla Casera e trarne così dei punti di vista di grande effetto.

Scollinamento verso la Pala de Ra Fedes – 2733m

Casera Lerosa verso la Croda de R’Ancona (2366m – sx)

La Muntajela de Senes (2584m – dx) e l’alta Val Salata

Le vette delle Dolomiti d’Ampezzo

L’aria è fresca, più salgo di quota e più mi espongo alle correnti ancora fredde che arrivano dai valloni in quota da Nord. Con questa giornata temperata da un caldo sole, il sudore accumulato per la fatica nel risalire questo versante va in forte contrasto con queste leggere raffiche che ad intermittenza abbracciano il mio corpo.

Difficile rimanere vestito in modo leggero. Le varie pause per le foto e le riprese di rito impongono delle soste di qualche minuto, e si sa che la reazione termica corporea in queste situazioni diventano una possibile arma a doppio taglio. Ciò mi stupisce è che fino a qualche minuto fa tutto era calmo e non si muoveva una foglia. Mi è bastato salire di un centinaio di metri e percepire un improvviso e repentino cambio i situazione.

Bellissimo punto di vista verso la Croda de R’Ancona – 2366m

Ridiscendo nuovamente. Mi dirigo in direzione del sentiero 8, quello principale della giornata. Passo di fianco alla Casera, qualche foto direttamente dalle sue mura di cinta e i suggestivi scorci che si possono ammirare dalla sua porta principale.


Forcella Lerosa – 2020m

Il mio punto di arrivo, ciò che non ho mai ammirato durante l’Inverno e finalmente un piccolo desiderio che si va così a realizzare.

Ho voglia di spaziare seguendo il mio istinto. Non sento il bisogno di collegarmi nuovamente lungo quel sentiero già battuto a sufficienza da decine e decine di escursionisti. Desidero seguire nuovamente quella mia linea di sentiero immaginaria che mi accompagni attraverso un territorio tutto mio.

Tengo la sinistra, seguo la linea verticale del colle boschivo che in successione si estende verso la Valbones, una lunga vallata franosa abbracciata dall’intera mole della Pala de Ra Fedes. Entro nuovamente all’interno di un ampio bosco, la neve si compone di tratti ghiacciati e altri farinosi. Un misto naturale che impone l’utilizzo delle ciaspole.

Un ampia piana completamente illuminata dal sole. Il vento si è nuovamente calmato, le alte sponde rocciose della Valbones fanno da scudo naturale e questo mi permette di potermi liberare di qualche indumento pesante. Ora sento di avere la prima tiepida aria di un imminente Primavera che dolcemente accarezza il mio corpo.

Mi sento come padrone di un territorio selvaggio, completamente dimenticato da tutti. L’ampia radura a cielo aperto che compone l’avvicinamento alla forcella, lascia diverse tracce di passaggio. Altri escursionisti che nei giorni precedenti hanno anticipato il mio passaggio. Ma ora, in questa giornata di metà settimana, mi trovo solo con me stesso ed accompagnato da questo piacevole tepore di fine Inverno.

Spalla rocciosa alla porta della Valbones

Tracce di chi mi ha preceduto…

Mi piace sfruttare lo spazio di neve fresca, quella dove nessuno ha già lasciato la propria impronta. Mi piace perchè è una sensazione che percepisco come un suono diverso, più naturale. Le ciaspole affondano di poco, sembra quasi che ad ogni mio passo vadano in frantumi migliaia e migliaia di specchi di cristallo.

Effettivamente la neve in questo tratto non è così soffice. I venti della notte si allungano in questo ampio e libero versante con notevole forza. Una livella naturale che crea quella sottile lastra di ghiaccio lungo l’intero perimetro. Sembra quasi un’immensa pista di pattinaggio, perfettamente levigata da abili ed esperte mani.

Forcella Lerosa 2020m

Forcella Lerosa è abitualmente un punto di transito. La sua posizione la colloca come punto di passaggio con la vicina Val de Gotres. Interessante e boschiva vallata che da questo versante scende verso il Passo Cimabanche (1530m) e al vicino territorio dei Prati di Croda Rossa. Si rimane comunque all’interno delle Dolomiti d’Ampezzo.


Cimitero di Guerra Austriaco in Forcella Lerosa

Questo punto racchiude in se uno dei capitoli più tristi della Grande Guerra. Forcella Lerosa, durante il primo conflitto bellico, si trovava a ridosso della prima linea offensiva austriaca. Questo punto veniva utilizzato dall’Esercito Austriaco per seppellire i morti caduti nelle vicinanza della Croda de R’Ancona.

Inizialmente furono istituiti due cimiteri suddivisi per gradi, con gli anni di uno furono perse le tracce mentre del secondo rimane ancora la presenza di qualche lapide. Un crocefisso e il lungo muro di cinta ancora presenti, sono l’attuale testimonianza di quella struttura. Durante l’Estate si possono notare gli evidenti ripiani tombali sul terreno.

Il crocifisso di guerra che guarda verso le Dolomiti d’Ampezzo. Le tombe durante l’Inverno rimangono completamente ricoperte dalla neve.

Forcella Lerosa è la linea che separa queste due vallate. Imponente la presenza della Croda de R’Ancona (2366m), simbolo naturale di questo punto naturalistico. Appena oltrepassata la forcella è ben visibile la boschiva Val de Gotres, con in lontananza una straordinaria panoramica verso le cime che compongono il versante Ovest del Cristallo.

La parte iniziale della Val di Gotres, in lontananza il Cristallo (versante Ovest)


Posso ritenermi veramente sodisfatto. Dopo aver camminato sempre d’Estate lungo questo territorio, ora posso affermare di averlo vissuto anche durante l’Inverno. Nulla viene per caso, e questa mia nuova esperienza stagionale mi ha portato a vivere nuove sensazioni ed importanti emozioni.

Giunto alla mia meta finale devo solo gestire il resto della giornata nella libertà più assoluta. Se inizialmente ero concentrato su tutto ciò che di nuovo mi veniva offerto, ora devo solo ritornare sui miei passi, qualche deviazione per ridiscendere nuovamente verso Malga Ra Stua.

Tabelle indicative

Baita privata lungo la Lerosa

Mi ricongiungo nuovamente lungo la linea di sentiero 8. Gli ultimi punti di vista verso i vari raggruppamenti rocciosi che mi stanno accompagnando da tutto il giorno. L’occasione di ammirarli da qualche angolatura leggermente diversa, poter così scrutare e scoprire nuovi particolari che nella loro semplicità sono di grande importanza.


Note Tecniche

Entusiasmante escursione invernale ben gestibile in una sola giornata. L’unico punto di dislivello maggiore è quello che da Malga Ra Stua risale verso Casera Lerosa (+340m). Il seguito è un susseguirsi di leggeri sali e scendi attraverso ampi spazi a cielo aperto e boschi accessibili anche al di fuori della marcatura invernale. Indispensabili le ciaspole. Da San Uberto a Malga Ra Stua non sono indispensabili, dalla Ra Stua in direzione di Casera Lerosa diventano parte importante per il proseguo fino in Forcella Lerosa.


Forcella Lerosa – La Mappa


Forcella Lerosa – Il Video

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Location: Piani di Lerosa

Area Geografica: Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Da Malga Ra Stua su sentiero 8 in direzione di Casera Lerosa

Link: Parco Naturale delle Dolomiti d’AmpezzoVisitVenetoVenetoMontagnaInfoDolomitiPromozione Belluno e ProvinciaCadoreDolomitiMalga Ra Stua

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