Gran Fanes (Fanes Sennes Braies-Alto Adige)


Ciò che rende speciale non si fa mai attendere, ciò che diventa una cosa particolare bisogna saperla ricercare. Il territorio che racchiude a se i Rifugi Fanes e Lavarella, che seguendo la loro tradizione Ladina vengono denominati Ucia Fanes e Ucia Lavarella, è una piccola parte di quell’area geografica che si racchiude all’interno del Parco Naturale di Fanes Sennes e Braies, nel cuore dell’Alto Adige Ladino. Un territorio che si divide su di una sottile linea di confine con il vicino Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, che in questo frangente ne sarà unicamente il mio punto di partenza e non il cuore pulsante di questa mia escursione.
L’alta Val di Fanes, quel punto geografico territoriale che mi permette di muovermi all’interno di questa prima fetta di territorio dell’Alto Adige. Il frangente più a Sud, che mi fa salire lungo il sentiero 10 e 10/A accompagnato dal rigoglio del Ru de Fanes, il torrente che più a valle da vita alle famose Cascate di Fanes e di tutte le attività escursionistiche da vivere in piena avventura all’interno del territorio Ampezzano.
Sono circondato da una formazione geologica molto particolare.

Le vette che compongono la cornice di questa mia prima parte di itinerario fanno ben capire che ciò che avrò di fronte nelle ore che verranno sarà composto da una composizione che si allontana molto dalla caratteristica roccia marmorea della Dolomia più classica, quella che compone la tradizionale ed unica immagine de “i monti pallidi”. Una lunga cresta sulla mia destra, i Parei de Col Bechei, una serie di vette rossastre che spiccano il volo oltre i 2500 metri di quota. Sono una delle prime immagini che attraggono la mia attenzione risalendo questo roccioso sentiero che taglia in due l’intera Val di Fanes, composta da verdi prati dove i tradizionali pascoli in questa mia nuova Estate purtroppo non sono ancora presenti. Ricordo bene le estati passate, quando transitando tra i prati posti alla base del Valun dl Fosse e del Gragn Banc, l’inconfondibile tintinnio delle campanelle che risuonando all’interno di questo silenzio anticipavano la visione di questi straordinari esseri viventi intenti nella loro tranquilla e libera quotidianità. In questa mia nuova stagione purtroppo nessuna traccia, un elemento mancante di grande valore.

La verde Val di Fanes

Val di Fanes

Vista sul Sas dai Bec

Ma le mie aspettative e i miei desideri montani non saranno comunque attesi invano. Utia de Gran Fanes 2103m, una piccola e confortevole Malga posta al termine de Le Gran Plan, una lunga vallata che collega questo territorio alla base del versante a Sud del Munt de Gran Fanes. Un alpeggio di straordinaria bellezza dove i pascoli da me tanto desiderati trovano finalmente vita lungo questi rigogliosi prati, attraversati dalle sorgenti del Ru de Fanes che da queste montagne trova come per magia improvvisa vita formando un ambiente naturale che solo con il silenzio è possibile commentare.

La prima cosa speciale, quella che bisogna voler ricercare.

Utia de Gran Fanes verso il Gran Majarei

Utia de Gran Fanes

Utia de Gran Fanes

I verdi pascoli del Gragn Banc

I pascoli all’Utia de Gran Fanes

Ecco uno dei momenti forti, quei momenti che ti fanno stare veramente bene e che riescono a immedesimarmi con la Natura presente. C’è un’intera vallata che mi attende dal lato opposto in cui mi trovo. Sbagliare direzione è praticamente impossibile, un’unico sentiero che risale verso una forcella che si trova ai margini di un territorio composto da roccia e verdi prati, dove il suo Lago omonimo è uno dei punti di riferimento più importanti.

Il Lago di Limo 2159m, specchio d’acqua che di anno in anno fa brillare gli occhi di chi vive l’escursionismo con grande passione. Anche lui una presenza che non si fa mai attendere grazie al disgelo invernale che ne da così rigogliosa vita. La sua posizione è la porta di un nuovo punto di vista, il primo achito di un nuovo panorama che si apre quasi riverso all’infinito dove la già citata Dolomia lascia spazio a vette composte da roccia frastagliata, dal colore rossastro e friabile, creando enormi canaloni ghiaiosi che dalle quote più alte si scagliano verso valle. Mi fermo ai piedi di una croce, mi siedo con tutta calma su quella panca di legno posizionata alla sua base e guardo questo mio infinito. Come in un effetto a 360°, iniziando da ciò che mi sta alle spalle. Il massiccio del Sasso delle Dieci che vede nel Kruzkofler e nel Sas dla Crusc la sua naturale composizione formata da vette che si innalzano nel cielo superando i 3mila metri. Sembra quasi un enorme braccio roccioso leggermente piegato, che abbraccia l’intera valle che compone una serie di insediamenti di roccia dove l’Ucia Lavarella 2042m e l’Ucia de Fanes 2060m ne sono i Rifugi ufficiali.

In direzione del Ju de Limo

Il Lago di Limo

Il Lago di Limo

Dal Ju de Limo con vista verso il Valun de Fanes

Vista sul Valun de Fanes

Basta scendere lungo quell’unico ed ampio sentiero che accompagna questa mia giornata. Il cielo inizia a comporsi da leggeri cumuli di bianche e dense nuvole, scenografia perfetta per tutto ciò che voglio immortalare. Quel torrente, il Ru d’Al Plan che sorge dai Banch dai Torchi, alimenta direttamente il piccolo e nascosto Lago de Le Vert 2043m, per aumentare di volume lungo i pascoli del Ciamparoagn e percorrere l’intero Valun del Fanes, per poi scomparire quasi misteriosamente tra i massicci rocciosi posti alla base della lunga valle.

Panorama verso valle e l’Ucia Lavarella

Vista in direzione del Ciamparoagn

Ucia Lavarella

Il Ru d’Al Plan e i Banch dai Torchi

Il tranquillo scorrere del Ru d’Al Plan


Tutto si dovrebbe fermare qua, la mia giornata si può dire che sia giunta al termine per quanto concerne l’obbiettivo prefissato. Ma si tratta solo di una teoria, la praticità della cosa si traduce in una serie di situazioni che voglio vivere direttamente all’interno di questo territorio. Il pranzo, il mio momento molto particolare che mi lega in modo diretto al Rifugio e alla sua tradizionalità. L’Ucia Lavarella diviene il mio prescelto. La giornata è calda e solare, la sua terrazza panoramica offre spunto perfetto per questo mio momento. La cordialità del personale, quell’accento inconfondibile in lingua madre Ladina e i migliori suggerimenti per mettere sotto i denti il meglio della tradizione culinaria del territorio. Vado giù abbastanza pesante, indipendentemente dalla descrizione del prodotto vado per istinto e decido di non badare al forte livello calorico che sto per intraprendere. Un’enorme “cupola” che ricopre quasi totalmente l’intero spazio del piatto in ceramica. Due occhi di bue posti sopra ad una bella confezione alimentare completamente farcita da ricotta, formaggio fuso, salsiccia, speck e altro che onestamente non solo non ricordo ma che per virtù della mia alimentazione personale preferisco non sapere. Ciò che risulta importante è il stare bene con me stesso e la soddisfazione di non aver, per l’ennesima volta, sbagliato nelle mie intuizioni.

Ucia Lavarella

Ucia Lavarella

Buon appetito…

I pascoli che compongono l’Ucia Lavarella

I pascoli che compongono l’Ucia Lavarella


Pace e serenità, questo è ciò che ritengo importante per me stesso. La tranquillità che vivo sebbene attorniato da altre persone. Quella terrazza e quel leggero vento che porta in tavola il tintinnio degli animali al pascolo e quell’inconfondibile odore creato dagli animali stessi. Una serie di naturali situazioni che mi stimolano a muovermi. Esco pienamente soddisfatto da questa mia pausa, ho di fronte a me diverse situazioni da vivere ed una di queste è un bel “dessert al naturale” seguendo le sponde del piccolo Lago di Le Vert. Lo trovo a pochi passi dallUcia Lavarella, non visibile perchè nascosto da un leggero ridosso composto da roccia e pini che ne divengono come riferimento visivo. Acqua calma e limpida, la sua posizione ai piedi del Munt de Pices Fanes lo rende un piccolo Paradiso, quel tanto blasonato Giardino dell’Eden da poter ammirare con vera passione. E’ alimentato come dicevo dal Ru d’Al Plan, che con leggera forza scende direttamente dalle rocce frastagliate del Banch dai Torchi, lungo la selvaggia e rocciosa Val Parom. Il fascino di questo lago e la sua cartolina per antonomasia, quel fermo immagine tra i più conosciuti e che maggiormente risalta questa sua personalità. Il versante a Nord, quello più scenografico che guarda direttamente lungo le vette composte da quella roccia rossastra e friabile della spinale del Piz de Santantone. Un rispecchiarsi su queste calme acque che, con la vegetazione che ne circonda completamente la sua base, completa l’originalità di questa opera d’arte naturale. Non c’è angolo migliore per trarre spunto di tutto ciò che di positivo ho vissuto nell’arco di questa giornata, non cè risposta migliore alle mille domande che questi ambienti così selvaggi pongono ad ogni momento, passo dopo passo.

Lago di Le Vert

Lago di Le Vert

Lago di Le Vert

Lago di Le Vert

Lago di Le Vert


Il ritorno è composto dallo stesso itinerario che nelle ore precedenti mi ha permesso di risalire fin quassù. Potrà sembrare cosa strana ma sarà ugualmente come procedere verso un qualcosa di nuovo. Sarà un ritorno composto da colori diversi, rumori e profumi che nell’arco della giornata sono in continuo cambamento, una continua evoluzione dove le ombre e il calore del sole mi regaleranno nuove prospettive e nuove ispirazioni per le mie infinite foto di montagna. Non si finisce mai di guardare, un’infinita ricerca che fortunatamente non trova mai una fine ma unicamente un punto fermo che dà già nuove indicazioni per una nuova partenza.

Ma tutto questo sarà composto da altre storie.


Gran Fanes – Il Video


Location: Gran Fanes (BZ)

Area Geografica: Parco Naturale Fanes Sennes Braies (BZ)

Regione: Alto Adige

Accesso: Dalla Val di Fanes

Tempi di Percorrenza: Ucia de Gran Fanes->Ucia Lavarella 1h

Dislivello Totale: Ucia de Gran Fanes->Lago di Limo +56m

Lago di Limo->Ucia Lavarella -117m

Link: Alto Adige Sud Tyrol San Vigilio Official Ucia Lavarella

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