I Casoni di Valfredda (Agordino Dolomiti)

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E l’Autunno, quello dei primi di Ottobre che inizia a prendere confidenza con quei suoi perfetti colori che veste questa Natura di un abito come in nessun altra stagione dell’anno. Quei primi di Ottobre, prima di quella grande nevicata che ha per buona parte cancellato temporaneamente quel sogno di camminare ed immergersi in questa sua naturale colorazione. Non mi aspettavo cose già decise in questa solare e serena mattinata lungo la Valfredda. Tutto stava seguendo la perfetta linea di quel mutamento dettato dai giusti tempi, con quei primi timidi cambiamenti che solo la Natura riesce a scandire in modo perfetto.

Risalire questa bellissima e pacifica vallata non lo si può considerare un Trekking a tutti gli effetti. La Valfredda è un punto di transito, un momento che ti coinvolge seguendo il sentiero che si allunga verso la Forca Rossa (2490m) per esempio. Da li, guardando verso Nord, si inizia a scendere in direzione della Regina Marmolada. Oppure guardando la vetta della Cima dell’Uomo (3010m), e di conseguenza porsi come obbiettivo il vicino Fuciade per entrare così all’interno del territorio del Passo San Pellegrino, porta geografica del Trentino Alto Adige che di questa mia giornata di fresco Autunno è stato l’anello di congiunzione finale. Questi sono solo due dei diversi e validi motivi per considerare la Valfredda un passaggio che non deve assolutamente mancare.

Ciò che coglie attenzione non si ferma unicamente a dei punti di vista e paesaggi di straordinario impatto emotivo, l’intera vallata è resa famosa per i suoi Casoni, antiche strutture di alta montagna che in epoche molto lontane fungevano come riparo per uomini ed animali durante i lunghi alpeggi estivi.

Facevano parte di quella quotidianità in cui il rapporto tra uomo ed animale era vissuto in modo molto diverso rispetto all’attuale. All’epoca era una convivenza che durava mesi interi, il turismo era limitato solo a rare opportunità e la sensazione di libertà vissuta in questo piccolo angolo di Paradiso era di una purezza infinita.

Un mondo fantastico, un mondo che per una buona parte ancora da l’opportunità di essere toccato con mano, cercando unicamente di rispettare quel silenzio e quella pace che oggi, come allora, dovrebbe essere uno dei principi fondamentali.

La Valfredda potrebbe essere vista da diversi punti di vista, dove ognuno di noi ha pienamente diritto di guardarla con i propri occhi e mantenere quel rispetto che da parte di tutti merita. Io la vivo sia d’Estate che d’Inverno perchè il suo è un semplice passaggio che merita l’attenzione in ogni periodo, ennesima testimonianza dove la Montagna non è mai ripetitiva ma ha sempre qualcosa di nuovo da raccontarti.

Lasciare la civiltà, appena parcheggiata la propria auto all’altezza del Rifugio Flora Alpina (1818m) ed iniziare così quel cammino seguendo quell’unica strada battuta che mi accompagna lungo questo che io definisco il “viale centrale”. L’unico e facile riferimento da seguire, mi accompagna verso una storia composta da un passato che non tornerà mai più indietro.

Ogni minimo particolare di questi Casoni racconta una storia che si lega alle forti tradizioni di questo territorio di alta montagna. Quante generazioni, quanti uomini ed animali hanno potuto condividere assieme quello che per noi è visto come quel piccolo angolo di Paradiso. Un Paradiso che per queste antiche comunità era il loro ambiente naturale, ciò che faceva parte di una vita allora normale.

Dopo potrai proseguire per la tua strada, verso la tua destinazione portando con te quei quaranta minuti, quella oretta di un passaggio molto importante che lungo la Valfredda merita quella giusta attenzione. Dopo di lei, a monte, la grande spinale bianca delle vette di pura Dolomia che ne fanno da cornice naturale: La Cima dell’Uomo (3010m), la Punta de Jigole (2815m), il Pulpito di Fuciade (2870m) che all’inizio nasconde la mole di Cima Ombrettòla (2924m) e del Sass de Valfredda (3009m). Un gioco di prestigio che dura poco, appena raggiunta la parte più a Nord della valle tutto si apre magnificamente ai miei occhi.

Dalla vetta de le Saline (2402m) la panoramica perfetta dell’intera valle. Da qui la puoi osservare da quel suo versante opposto, affrontato in precedenza e che sale più in quota all’interno di questi immensi prati di un erba oramai bruciata dal primo gelo, quello portato da questa nuova stagione, da questo nuovo e romantico Autunno.


I Casoni di Valfredda – Punti di Vista

Vista verso Cima Ombrettòla

I Casoni

I Casoni

I Casoni

I Casoni

I Casoni

Guardando a Sud, l’intera valle con panoramica verso le Pale di San Martino


I Casoni di Valfredda – La Mappa


I Casoni di Valfredda – Il Video


Location: Valfredda – Agordino Dolomiti (BL)

Area Geografica: Falcade (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Dal Rifugio Flora Alpina, strada di collegamento tra Falcade e il Passo San Pellegrino, seguendo la strada sterrata che risale l’intera valle.

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