I Laghi del Colbricon – Paneveggio

Un piccolo Paradiso dietro l’angolo…


Ed è proprio così che mi piace definire questo luogo così magico, a poca distanza dal Passo Rolle e facilmente raggiungibile in una comoda e facile “passeggiata”, che dai boschi del Paneveggio apre il sipario su di un Paradiso terrestre formato da un piccolo Rifugio posto lungo le sponde di due magnifici laghi di alta montagna.

Tutto prende piede in una grigia giornata di inizio Ottobre. Cammino lungo il ParcoPan, il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, da qualche settimana, con l’intento di creare una bellissima mappatura escursionistica all’interno di questo che io definisco uno dei Parchi Naturali più belli dell’intero Trentino. Tutto gira attorno al Passo Rolle, che nelle Pale di San Martino vedo come il riferimento geografico e naturalistico di grande rilievo.

I Laghi del Colbricon si posizionano ad una quota che si aggira poco oltre i 1900m di altitudine, che per chi li visita per la prima volta sembrano uscire quasi per magia dai boschi della Foresta di Paneveggio. Decido di salire lassù unicamente per un bisogno interiore molto particolare. Quella di questi due piccoli laghi è una fase di ricerca interiore da parte mia molto importante, e che in un certo senso si collega magnificamente alla mia recente escursione al Cristo Pensante.

Non so perché, ma è di questa ricerca di positività che concentro le mie energie seguendo istintivamente una linea di sentiero ben conosciuta. Che io salga ai Laghi del Colbricon sarà più o meno la quinta volta, visti e rivisti in tutti i periodi dell’anno considerando la loro facilità di accesso che perfino ad Inverno inoltrato diventano una bellissima meta di stagione. Ma ora tocca a questo nuovo Autunno.

Parlare di Trekking mi sembra come darne una definizione un po troppo esagerata. Vedo nel Trekking per antonomasia quelle lunghe esperienze da uno o più giorni, che portano ad affrontare questi territori seguendo sentieri difficili, impegnativi e che si allungano verso luoghi selvaggi e a volte fuori della portata del turismo escursionistico più comune. Definiamo pure questa giornata una tranquilla e rilassante escursione a stretto contatto con una Natura meravigliosamente placida.

Questa mia “particolare” giornata inizia all’altezza di Malga Rolle (1910m), che dista circa un chilometro dal Passo Rolle. La si trova proprio lungo la Strada Regionale che dal Passo stesso scende in direzione di Bellamonte e Predazzo, verso la Val di Fiemme. Da qui, che come riferimento ci si trova di fronte agli impianti invernali della Tognazza, il sentiero 348 da come indicazioni per i Laghi e il Rifugio Colbricon, con tempi di transito racchiusi in circa 60 minuti di cammino. E già da qui si ha una chiara idea della facile escursione che si deve affrontare.

È una di quelle poche partenze di sentiero che si snodano inizialmente a stretto contatto con impianti di risalita, seggiovie e tutte quelle realtà turistiche invernali che io non amo molto. In effetti la presenza di tralicci, funi e un susseguirsi di operai e macchinari in movimento, nascondono per un breve (fortunatamente) periodo di tempo quello che è il silenzio e la tranquillità della montagna.

Dopotutto la stagione estiva è terminata da poco. I Rifugi alpini e tutte quelle strutture stagionali hanno chiuso da poco tempo per un periodo di meritate vacanze prima del nuovo Inverno, e questo porta uomini e macchinari alla frenetica manutenzione e ripristino di impianti fermi da mesi. Diciamo una situazione molto chiassosa considerando l’ambiente che mi circonda.

Ma è questione di qualche centinaio di metri. Sta di fatto che un piccolo ponticello sulla destra del sentiero iniziale dà nuove indicazioni da seguire, e queste guardano direttamente ai boschi che scorrono alla base della Cavallazza in direzione del Colbricon. Il sentiero di cammino è uno unico, il 348 che rientra all’interno del Sentiero Italia e della Translagorai, che da questo punto crea una serie di collegamenti completamente escursionistici per scendere in direzione del Lagorai e della Val di Fiemme. Fantastico direi.

Un dislivello di cammino che nemmeno si fa sentire. Qualche leggero sali/scendi attraverso questa foresta che non lascia trapelare nulla dei panoramici versanti che affiancano questa via di cammino. È così per quasi tutto il sentiero, l’unico presente sebbene ben marcato da tabelle indicative e dalle caratteristiche segnalazioni territoriali del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Ottimo lavoro di manutenzione, sebbene questo sia un sentiero molto frequentato durante l’Estate vista la bellissima presenza del Rifugio Colbricon, aperto da metà Giugno a metà Settembre. Nel mio caso so di arrivare a lui a stagione già finita e con i catenacci che danno appuntamento alla prossima Estate, ma non per questo diviene per oggi un valido motivo per viverlo nella sua assoluta solitudine.

In questa prima parte il cammino prosegue tranquillo e rilassante. Leggere salite che seguono poi leggere discese quasi a voler ottimizzare quei pochi passi un po’ più impegnativi. Si percepisce il respiro del bosco. Tutti quei rumori prodotti dall’uomo durante le operazioni di manutenzione sentiti qualche minuto prima svaniscono nell’immediato. La fitta vegetazione presente non permette a nessun rumore “moderno” o “estraneo” di penetrare all’interno di questo territorio così naturale.

Neppure la vicinanza della trafficata SR che scende verso la Val di Fiemme riesce a scalfire questo muro di alti fusti. Tutto raccolto a sè all’interno di una specie di Natura sottovuoto, dove solo il cinguettio degli uccellini e di piccoli torrenti che scendono da monte, prendendo vita dal Lago della Cavallazza (2141m), con il loro scroscio esorcizzano questo facile e sano cammino.

Effettivamente i tempi sono molto ristretti. Sono così rapito da questa pace che nemmeno mi rendo conto di essere già al cospetto del cielo che leggermente inizia a trovare i suoi spazi all’interno di questo bosco. E quando il cielo trova questo suo spazio, è evidente che per la meta finale è solo questione di pochi minuti. Di quei 60 dichiarati dalla tabella indicativa in Malga Rolle, credo che ne siano serviti effettivamente una quarantina per giungere così alle prime avvisaglie panoramiche della piramide rocciosa di Cima Colbricon.

Potrebbe sembrare che il tempo voli, ma sono queste situazioni di grande lavoro ed impegno interiore che allungano ogni possibile prospettiva. Questa prima parte di cammino ha raggiunto dei livelli di tranquillità così tali da permettermi di alimentare i miei pensieri a questa Natura così rigogliosa e viva, sebbene il periodo possa far pensare ad un ecosistema completamente chiuso ad un nuovo letargo.

Il leggero vento che tra questa fitta vegetazione crea quei suoni che sembrano usciti dalle favole, i già menzionati uccellini e gracchie che di volta in volta sembrano accompagnarmi lungo il cammino, quasi a volermi osservare. Quei piccoli torrenti di acqua fresca che entrano in scena quasi in punta di piedi per prendersi poi gli spazi per diritto, spazi che durano quei pochi secondi di cammino prima di essere nuovamente nascosti dal bosco che mi circonda.

È tutta una magia che guarda verso questa Natura, che sebbene molto vicina ad una realtà dove gli esseri umani con le loro auto e il loro frastuono sono da li a pochi metri, riesce a mantenersi tale per il nome che porta. Una linea di confine che accetta la mia presenza unicamente dal fatto che per viverla al suo interno utilizzo solo l’umiltà dei miei passi e quel silenzio che si compone unicamente di pensieri ed emozioni che solo la Natura stessa riesce a percepire.


I Laghi e il Rifugio Colbricon – 1927m

Soffia un vento forte che accarezza questi prati dorati con quella forza di aprire il cielo ad un azzurro meraviglioso. È questione di poco tempo per permettere a quel grigiore di inizio giornata di lasciare definitivamente spazio alla limpida e forte luce del mio sole. La giornata ora è magnifica lungo le sponde di quello che io definisco il “Lago Grande”, quello maggiore dei due presenti e che ai bordi delle sue placide acque ospita il Rifugio Colbricon.

Come pensavo lo trovo chiuso, sbarramenti sia nella porta principale che dalle sue finestre come ad indurre ad un arrivederci alla prossima Estate. La sua è una stagione terminata da pochi giorni, in cui per l’intero periodo ha ospitato a se centinaia e centinaia di escursionisti vogliosi di vivere il silenzio e la libertà di questo meraviglioso luogo. Ho quasi l’impressione di percepire ancora le ultime presenze, gli ultimi echi di chi ne ha vissuto le ultime ore tra la pace di queste meravigliose acque.

Ora tutto questo è unicamente mio. Tutto ciò che mi circonda si compone di una giornata di metà settimana, dove il movimento escursionistico non sembra attirare l’attenzione. Tutto questo per me è magia, e di questo immenso regalo non posso che dire grazie. Il “Lago Grande” viene leggermente spinto da questo vento che ne crea piccole increspature sull’acqua che con molta tenerezza si disperdono poi lungo le rive rocciose di questo mio Paradiso.

All’ombra del maestoso Colbricon (2602m) spalline erbose si innalzano verso i versanti più possenti della montagna. Vanno a creare delle ampie radure che fanno da cornice all’intero specchio d’acqua quasi a volerlo proteggere dal Mondo intero. Il vento che sale dalla Foresta di Paneveggio crea dolci danze seguite con un ritmo impeccabile e preciso dai grandi fusti erbosi completamente ammantati di questa sua dorata colorazione.

Scommetto che guardando queste mie foto tutto sembra completamente diverso ed inverosimile da quell’ambiente verde e fresco visto durante l’Estate. Eppure non è passato molto tempo dalle ultime e calde assolate giornate di fine Estate, un breve lasso di tempo che muta completamente l’intero panorama che mi circonda.

Camminare lungo le sponde di questo primo lago permette di seguire una linea di cammino carica di romanzesca poesia. I miei passi si allungano lungo il sentiero 348 che abbraccia completamente il lago maggiore, e che in un lungo e quasi infinito cammino consegna all’escursionista l’intero territorio boschivo e roccioso del Paneveggio. Ma il mio intento è di rimanere qui, di muovermi al cospetto di questi due specchi d’acqua e poterli osservare da ogni loro angolatura.

Un cammino per un continuo e repentino cambio di punti di vista. La Cavallazza e la Tognazza guardano verso il versante ad Est, lo stesso che ora mi concede il “lusso” di poter ammirare le prime avvisaglie rocciose del Cimon della Pala. L’intero gruppo delle Pale si innalza ben oltre la linea visiva che in questo frangente viene tenuta nascosta dalla Cavallazza. Ma questo permette ugualmente di assaporare un piccolo regalo roccioso per un piccolo assaggio di questi meravigliosi e lontani bastioni rocciosi.

Risalgo leggermente il versante che guarda verso la piramide rocciosa del Colbricon. Oltrepassando questa spalla dorata una leggera discesa che mi conduce al Passo del Colbricon (1908m) a monte della Val Bonetta. Da questo punto il Colbricon stesso aumenta la sua forza dominante, che vista dalla sua base più vicina fa ben capire la Naturale bellezza di questa montagna. In effetti seguendo il nuovo sentiero 349, un dislivello di +650m conduce alla vetta della montagna in poco meno di due ore per una piccola nota informativa. E lo dico quasi a voler dare appuntamento a questo Paradiso alla prossima Estate, per una nuova e sicuramente affascinante escursione.

Ma ora la mia attenzione rimane su questi due laghi. Il secondo, quello che io definisco il “Lago Piccolo”, dista pochi metri dal fratello maggiore. Una sottile spalla di erba e roccia scura divide le due meraviglie di Natura. Il lago più piccolo è posto ad una quota leggermente più bassa, e questo, rimanendo al centro della spalla divisoria, ne crea un effetto visivo molto particolare. Sembra quasi di poterli unire assieme allungando leggermente le braccia, per poterli così toccare con mano da un unico punto di osservazione.

Il panorama ora cambia molte prospettive. Camminando lungo il perimetro del secondo lago rimane sempre impassibile l’enorme mole del Colbricon, quasi a volerne creare una forma fisica protettiva di queste due fragili creature naturali. Ma ciò che allarga la mia vista è l’intero versante che a Nord spazia verso il Paneveggio, che dai prati e boschi dell’Agnellezza de Boce si allunga verso i versanti rocciosi che compongono il Passo San Pellegrino e le Dolomiti Agordine di Falcade.

Trovare quel punto giusto, il luogo perfetto per scrutare ogni millimetro che in lontananza il panorama offre, e scoprire così lontani punti di vista che di li a poco diventano familiari. Tutto questo è poesia, e si racchiude all’interno di questo silenzio quasi surreale. Della vicina strada statale nemmeno un minimo accenno del traffico veicolare, se non qualche leggero eco riportato da qualche taglialegna intento nel suo lavoro chissà da quale vallata circostante.

I Laghi del Colbricon sono pura magia. Non un Trekking da prendere come tale ma una lunga passeggiata all’interno di un ambiente straordinario, che non perde questo suo carisma così autentico nemmeno durante l’Inverno.

Quel suo sentiero, il 348, che parte direttamente da Malga Rolle è ben battuto anche durante la stagione bianca per permettere così di avventurarsi lungo questi boschi senza limiti di stagione. Unica eccezione vale per l’utilizzo delle ciaspole, che per muoversi lungo gli anelli dei due laghi diventano l’unico attrezzo tecnico da utilizzare in tutta semplicità.


I Laghi del Colbricon – Note Tecniche

Facile escursione per tutte le stagioni dell’anno. Fuori da qualsiasi canone relativo al puro Trekking di alta montagna, ma legato unicamente dal piacere di una facile passeggiata per raggiungere così questo luogo così idilliaco. Da Malga Rolle il sentiero 348 conduce attraverso i boschi della Foresta di Paneveggio dove, in circa un’ora di facile cammino si raggiunge a 1927m il Rifugio Colbricon e i due relativi laghi. Consiglio questa bellissima escursione a chi vuole avvicinarsi a quella montagna riflessiva, dove trovare tra questi ampi spazi la giusta ispirazione per qualsiasi pensiero o ricerca interiore. Per il rientro a Malga Rolle si segue lo stesso sentiero dell’andata. Il resto è solo spazio disponibile da gestire per noi stessi…


I Laghi del Colbricon – La Mappa


I Laghi del Colbricon – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Foresta di Paneveggio (TN)

Area geografica: Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino – Passo Rolle (TN)

Regione: Trentino

Accesso: Da Malga Rolle su sentiero 348 per i Laghi del Colbricon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.