I Pian Palui – Val di Zoldo

Lungo la selvaggia e naturale Val Pramper.

La mia prima con ciaspole ai piedi, in questa fase finale dell’Autuno che lentamente mi saluta. Arriva la neve, quella fresca e farinosa che tanto impegna soprattutto in quelle situazioni in cui mi capita di essere il primo. L’apripista di un lungo sentiero che si allunga all’interno della Val Pramper.

Scelgo questa mia nuova destinazione questa valle, così selvaggia e dal punto di vista naturale molto affascinante. Scelgo di dare il via a questa imminente stagione invernale con le ciaspole ai piedi, per addentrarmi all’interno di questo territorio molto più frequentato durante l’Estate vista la presenza, al suo estremo Sud, di Malga Pramper nella sempre bella Val di Zoldo.

La Malga non diviene l’obbiettivo di questa mia uscita, i Pian Palui è uno dei luoghi più belli e panoramici che si possano incontrare lungo la Val Pramper. Giorni e giorni di nevicate intense hanno permesso l’accumularsi di tanta neve fresca e farinosa. Per chi, come nel mio caso, si trova ad essere il primo apripista della stagione diviene così un doppio impegno.

Punto di partenza del sentiero 523

Forno di Zoldo, tra le più conosciute località dell’intera Val di Zoldo. Rinomato centro turistico si trova a 848m di altitudine nel cuore della Val di Zoldo. E’ il punto di partenza di questa lunga escursione attraverso la Val Pramper. Per raggiungere il sentiero si deve salire leggermente su di una laterale sulla sinistra che appena lasciato il centro di Forno da come indicazioni Pralongo – Val Pramper – Colcervèr. Un paio di curve lungo la strada segnalata ed ecco che sulla sinistra si trova un indicazione che da già come riferimento la tabella di sentiero 523.

Gelida mattinata, Forno di Zoldo ancora immersa nel silenzio

Questo però durante i periodi in assenza di neve, in cui i primi 200m di sentiero sono transitabili in auto. Durante l’Inverno il mio consiglio è quello di parcheggiare l’auto in prossimità della piccola chiesetta di S. Antonio e avviarsi a piedi per quei 200m circa di strada fino a raggiungere la parte iniziale del sentiero.

Prima tabella indicativa della Val Pramper

La mattina è una di quelle rigide. Visto il periodo in cui si ha a disposizione ore di luce molto limitate rispetto ad altri periodi e la lunghezza della valle stessa, il mio consiglio è quello di partire molto presto al mattino. Questo ovviamente comporta il doversi organizzare con abbigliamento adeguato e con la consapevolezza che la forma naturale dell’intera valle permette l’entrata in scena del sole in tarda mattinata.

Tratto iniziale già ben marcato

Una prerogativa della Valle è data dalla sua naturale formazione geologica. Si tratta di una lunga lingua boschiva che si addentra all’interno di un territorio circondato da vette di alto spessore. Soprattutto lungo il suo versante ad Est. Lo Spiz di Mezzodì 2305m che da inizio a questa lunga spinale rocciosa che vede terminare più a Sud con la più blasonata Cima Pramper 2409m. All’interno di questi due riferimenti altre vette che fanno da scudo naturale alla presenza del sole.

Questo comporta di camminare soprattutto durante l’Inverno all’interno di un contesto boschivo che, viste le temperature abbondantemente sotto lo zero della notte, per buona parte della mattinata sarà in contrasto con temperature rigide e la totale assenza del sole che ne renderebbe un ambiente più colorito e vivo. Tutto sembra tinto di un unico colore, quel colore forte che solo dal suo spessore identifica una temperatura di circa – 7°.

L’escursione vera e propria, il completo distacco con la realtà ha inizio ad un primo bivio. Una bella baita in pietra ai piedi del Castelaz, vetta di bassa quota che da vita invece al versante montuoso che sta ad Ovest della valle. Il bivio è quello che divide in due il sentiero 523. Da qui infatti si collega il sentiero 525 che partendo dalla sinistra in circa 2h di cammino (estivo) raggiunge il Rifugio Sora i Sass Angelini a 1588m di quota.

Punto di cambio sentiero. Sulla sx il 525 per il Rifugio Sora l Sass, sulla dx il 523 che prosegue lungo la Val Pramper

La giornata è una di quelle che ti fa pensare di essere uno dei pochi lungo la valle. Lasciato questo punto ancora un centinaio di metri di sentiero battuto per poi iniziare a trovare neve fresca, pronta da battere e da mettere in bella sollecitazione le mie gambe.

Ciò che è un riferimento importante visto la circostanza è dato dal fatto che l’intero itinerario scorre lungo la strada forestale estiva. Nessun problema quindi proseguire il cammino avendo come riferimento l’ampia carrareccia che si apre all’interno del bosco.

Tenendo in considerazione la quota di partenza, 832m, con quella di arrivo, 1500m, man mano che si sale aumenta pure la consistenza della neve. Da quei 15/15cm iniziali in certi frangenti mi trovo ad aprire un percorso con un quantitativo di neve che supera i 30cm.

Soffice, farinosa, quel che basta per alimentare maggiormente il carico di peso sulle mie ciaspole ad ogni passo. Potrebbe sembrare un dato insignificante, ma considerando l’intera lunghezza della valle da affrontare, è una fatica in più da gestire in continuità.

Salendo di quota dietro di me il Pelmo già illuminato dal sole

Devo dire che questa prima parte che sale fino ad arrivare al lago artificiale la posso tranquillamente definire una ciaspolata tra i boschi. In effetti ciò che mi ospita non mi da l’opportunità di punti panoramici di grande effetto, se non quello dato dal Pelmo che tengo di spalle e già illuminato di un tiepido sole.

Tutto prosegue seguendo al meglio lo spirito dell’escursionista. Colui che ritiene importante approfittare dell’opportunità di praticare movimento ed attività fisica. Sebbene questa forestale implichi dei punti impegnativi e resi più difficili dalla consistenza della neve.


Verso il cielo aperto

Un continuo cambio di direzione, una lunga serpentina che aumenta di dislivello metro dopo metro. Quella che io definisco la prima area di sosta lungo il cammino. La si trova sulla sinistra dopo aver oltrepassato il lago artificiale. Punto di riferimento importante, da questo punto inizia un lungo tratto a cielo aperto e l’opportunità di osservare finalmente l’anima selvaggia della Val Pramper.

Si cammina affiancando il torrente principale. Sebbene le bassissime temperature riesce ancora a dare vista al suo sistema naturale. Particolare che noto si dalla partenza di questa giornata, con quel suo scroscio che nel silenzio dell’intera valle è l’unico rumore naturale presente.

Ora finalmente si esce dal bosco. Si prosegue sempre seguendo la forestale principale fino a giungere ad un secondo bivio. E’ quello che si collega ad un ponte che, seguendo sulla sinistra la numerazione di sentiero 534, sale sempre in direzione del Rifugio Sora l Sass Angelini ma affrontando il sentiero attrezzato in direzione dello Spiz di Mezzodì 2305m

Il ponte completamente ricoperto dalla neve sulla sx che da inizio al sentiero 534. Sulla dx si prosegue su sentiero 523

Bellissima vista sulle pareti dello Spiz di Mezzodì 2305m sx e il Giaron de la Fopa centrale

Ne approfitto per una piccola pausa e per osservare bene ogni particolare che le vette circostanti mi permettono di ammirare in questo nuovo e panoramico frangente. Primo scorcio di buona parte della valle. Sulla sinistra la grande parete che forma le spalle rocciose di questo versante. Prima fra tutte quella dello Spiz e del Giaron de la Fopa, un grande ghiaione che da vita ad una naturale gola rocciosa che sale in quota fino a raggiungere Cima del Venier 2237m

Lo Spizino 1917m centrale e Cima Nord 2305m sx

Consiglio vivamente di soffermarsi un po in questo tratto. Oltre all’opportunità di avere una buon punto di vista della valle, è molto interessante mappa in mano riuscire così a dare forma e scoprire tutte le vette che compongono questa lunga e grande muraglia che sovrasta il sentiero.

Si prosegue. Ancora per un tratto a cielo aperto prima di immergersi nuovamente all’interno dei boschi. Ora si sta per affrontare quello che a mio giudizio è il tratto finale più impegnativo. Certo che la quantità di neve presente non mi aiuta in questo ultimo frangente.

Mi sento sempre più solo. Come dicevo solo il torrente è l’unica presenza viva oltre la mia. Il freddo si mantiene costante e la pausa al ponticello precedente mi ha fatto tornare nuovamente a questa realtà. La sensazione di solitudine che sto provando è molto forte. Sono quelle situazioni che mi capitano solo in occasioni particolari, dove dalla Natura stessa percepisco di essere completamente in balia dell’ambiente che mi circonda. Essere inoltre l’apripista di questo sentiero aggiunge un valore maggiore a questo mio pensiero.


Il Petorgnon 1914m

Questa parte finale la voglio segnalare come la vetta che sovrasta il sentiero stesso. Il Petorgnon è un cima di media quota che si innalza attraverso i boschi che ora mi stanno per ospitare. Punto di riferimento è dedicato al terzo bivio della giornata.

E’ da qui, sulla sinistra, che una tabella indicativa senza numerazione da come indicazione il “percorso d’arte”. Questo è difficilmente transitabile durante l’Inverno. E’ comunque un’ottima alternativa per lasciare la forestale principale e tagliare direttamente verso i boschi del Palui.

Questo suo nome così particolare è dato da una serie di tronchi lavorati ad arte da abili appassionati di scultura, che raffigurano possibili divinità e figure mistiche. Il tutto correlato da una serie di pensieri incisi nel legno e con un tronco secolare a segnalarne le varie epoche di vita.


Torniamo invece lungo la forestale, lungo il sentiero 523. Si prosegue quindi in direzione del Pian Palui. Neve sempre più consistente, forestale che aumenta nuovamente di dislivello e i primi scorci panoramici verso lo Spiz di Mezzodì che si inizia finalmente ad ammirare da una prospettiva più ampia.

Si affonda sempre di più sulla neve, con le prime avvisaglie del sole attraverso il bosco

Lo Spiz di Mezzodì, ora si mostra maggiormente in tutta la sua bellezza naturale

E dove il cielo si apre ecco che finalmente arriva il sole. Questa ultima parte di forestale si snoda su una serpentina molto ripida. Aumenta anche la consistenza delle neve e devo dire di aver accumulato parecchia fatica fisica. Tutto prende una piega più positiva nel momento in cui la neve e i boschi che mi circondano s’illuminano di questa luce nuova.

La forestale inizia a diventare più pianeggiante e il cammino a questo punto diventa più facilitato e, per il mio piacere, inizio così a proseguire in modo più tranquillo e controllato. Una tabella indicativa e una delle prime baite presenti, illuminate dal sole come un piacevole messaggio di benvenuto.


I Pian Palui – 1480m

Eccoli finalmente. Il bosco lascia nuovamente spazio a questo bellissimo territorio. Le mie ciaspole ora affondano in modo più facile e piacevole, con quella bellissima sensazione di aver recuperato bene le forze e godere così al meglio questa parte finale della mia escursione.

Il Castello di Moschesin 2490m, Cima de le Forzelete 2385m e Cima de la Cardesana 2446m. Eccole, alcune delle vette più blasonate dell’intera Val Pramper. Proseguendo il cammino giungo così nel cuore dei Piani e a quelle già citate si uniscono Cima Pramper 2409m e Cima de le Balanzole 2080m per completare questo meraviglioso quadro naturale.

Vista verso Cima de la Cardesana 2446m

Sulla destra spunta leggermente il Castello di Moschesin 2490m

Bellissimo spunto per recuperare al meglio le energie. Dalla consistenza della neve presente, alcune delle panchine presenti in questo luogo sono completamente sommerse. Ne trovo una a malapena, con l’aiuto dei miei bastoncini da Trekking inizio a “riportarla alla luce” ripulendola dalla neve per creare così il mio piccolo angolo dedicato al mio pranzo a sacco.

Vista sullo Spiz di Mezzodì 2305m

Cima di Pramper 2409m

Il luogo è pura magia. Sono completamente solo all’interno dei Piani, e come da mia previsione di prima mattina nessuna anima al di fuori dalla mia si muove all’interno di questa lunga valle. Dopo la mia sosta devo iniziare a muovermi. Fa molto freddo e dal versante della Val di Zoldo sale un vento con quelle deboli folate cariche di gelo.

Lascio lo zaino sul mio punto di ristoro e, alleggerito dal carico, inizio a ciaspolare liberamente ricercando quei punti significativi per questa mia giornata. Una di queste è una piccola e ben tenuta baita che con la complicità dei boschi innevati sembra mimetizzata.

Me la ricordo bene durante l’escursione autunnale. Non delude nessuna aspettativa, anzi con questa scenografia invernale aumenta il valore del suo fascino. Anche queste situazioni sono per me energia positiva e voglia di scrutarne ogni suo minimo particolare.

Questa mia fase esplorativa non si limita a questo. Continua all’interno di questi boschi. Bellissima la sensazione di assoluto silenzio dove questa pace viene a tratti interrotta dal forte vento che si staglia sugli alberi presenti. Sembra un concerto tenuto da questa Natura.


I Pian Palui – Punti di Vista “attraverso il bosco”

Cima di Pramper 2409m

I boschi del Palon del Felize

Lo Spiz de Mezzodì 2305m, si intravede attraverso la vegetazione

Più ampia la vista dello Spiz da questo punto

Tutto non si fermerebbe qui. A circa mezz’ora di cammino si giunge in Malga Pramper 1540m. Devo però considerare quei fattori legati a quel senso di attenzione che devo porre alla mia persona. Con la sorpresa di aver trovato l’intero percorso pieno di neve e completamente da aprire, il tempo necessario per arrivare al Pian è stato di 3h e 30m.

Troppi considerando le ore di luce ancora a disposizione e una lunga discesa che mi aspetta, e le energie consumate che ora si compongono in una riserva ben residua per il ritorno. Più di 3h su un tempo che avevo calcolato necessario per arrivare addirittura in Malga Pramper. Il freddo gelido e la completa assenza di altri escursionisti, punti significativi che fanno riflettere.


La Via del Ritorno

E’ tempo di rientrare. Si segue lo stesso sentiero di salita, si riprende quindi per la forestale centrale. Ma tutto si colora di una nuova ed inaspettata sorpresa. Lo stesso sentiero lungo la stessa valle. A differenza del mattino la valle risplende di quel sole tanto mancato nelle ore precedenti. E’ come seguire un percorso tutto nuovo, dove ogni particolare prende vita come per miracolo. E’ sempre la Val Pramper, ma ora non è più l’ombra delle vette che la circondano e del gelo di prima mattina a vegliare su di lei. Forti emozioni lungo la via del ritorno.

Il Pelmo splende di quel forte sole pomeridiano

E’ sempre il sole che risalta la candida e soffice neve lungo la Val Pramper

Lo Spiz di Mezzodì

Momenti di straordinari riflessi di luce…

Vista su Forno di Zoldo. Ancora poco e inizia a scendere la nuova notte…


I Pian Palui – Note Tecniche

Per chi conosce questo itinerario durante gli altri periodi dell’anno sa benissimo che l’intera valle si attraversa in circa 2h e 30m, Malga Pramper compresa. L’Inverno, soprattutto in quelle circostanze in cui la neve presente deve ancora essere battuta, impone dei tempi sicuramente maggiori. Da un punto di vista tecnico è una bella ciaspolata che io mi sento di poter consigliare a tutti gli appassionati, ma bene allenati. La Val Pramper è per buona parte boschiva e permette dei bellissimi punti di vista a partire dal Pian Palui.


I Pian Palui – La Mappa


I Pian Palui – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Val Pramper – Dolomiti Bellunesi

Area Geografica: Val di Zoldo – Dolomiti Bellunesi

Regione: Veneto

Accesso: Dalla località Forno di Zoldo su sentiero 523 della Val Pramper

Link: Val di ZoldoInfoDolomitiVenetoMontagnaVisitVeneto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.