I Piani Eterni – Dolomiti Feltrine

Eterni non per caso, un Paradiso che non conosce stagioni.


Di forza sulle gambe ne è richiesta una buona dose. Una buona condizione fisica sebbene l’intera salita si snodi su una comoda forestale, ma con quel dislivello di oltre 1100m che alla fine lasciano un po il segno. Arrivare lassù è essere appagati di così tanto impegno.

Una straordinaria escursione nel cuore delle Dolomiti Feltrine. Non si è molto lontani dalla linea di confine con il vicino Trentino, in una splendida giornata dove un’improvvisa Primavera sembra voler prendere il posto dell’attuale Autunno.


Lago della Stua – 678m

Un bacino idrico fonte di energia elettrica territoriale. Il Lago della Stua si posiziona a circa 700m di altitudine all’interno della Val Canzoi. L’intero territorio si trova all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi, bellissima e selvaggia area naturalistica di grande rilievo faunistico.

La Val Canzoi si raggiunge seguendo l’unica strada interna tenendo come riferimento il centro di Cesiomaggiore, che vede nel Feltrino uno dei centri più conosciuti. Al termine della lunga strada interna alla valle, il traffico viene vietato all’altezza dell’Abergo Alpino Boz.

Il Lago della Stua

Si prosegue a piedi su di un breve tratto asfaltato fino a raggiungere le sponde del Lago, dove è presente la sede territoriale dell’ENEL. Da questo preciso punto inizia l’intera escursione per salire direttamente ai Piani. Basta seguire la forestale che costeggia l’intera sponda ad Ovest del Lago, tralasciando le indicazioni per un sentiero sulla sx per il Rifugio Boz.

Tabella indicativa del Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi

Il sentiero per tutta la tratta che costeggia il lago è semplice, una bellissima passeggiata per iniziare bene la giornata ammirando questo grande specchio d’acqua alimentato dai torrenti che scendono dalla Val d’Alvis.

Sulla sx per il Rifugio Boz, per i Piani si tiene la dx lungo questo viale coperto da foglie

L’intero raggruppamento che circonda il Lago non permette ancora al sole di dare luce e calore al mio cammino. La giornata è perfetta, nemmeno una nuvola e con quella sensazione che pure le temperature autunnali saranno per oggi una bella sorpresa.

Dopo questa prima parte che gira attorno a questo versante del Lago giungo al ponticello in legno. Facile attraversamento di un torrente e il sentiero 802 che finalmente scopre le sue carte. E certo, perchè quel dislivello di +1100m inizia proprio da questo primo frangente.

Passaggio sul ponticello

Tratto iniziale del sentiero 802, sullo sfondo il Col dei Bechi 1960m

Se fino ad ora tutto è stato semplice, mi aspetta la Covolada Bassa. Valle boschiva che raccoglie a se la lunga strada forestale che sale vertiginosamente verso il Col Sparvier. Da questo suo punto è l’unica direzione presente da seguire. Panorama abbastanza insolito che guarda verso questi boschi con la prima luce del sole che va ad illuminare le croste rocciose del Colsent 2019m e del Col dei Bechi 1960m. Bellissimo risalto luminoso attraverso questi selvaggi boschi.

Devo dire che l’impatto con questo sentiero è di quelli che ti fanno capire che il proseguo deve essere gestito con la dovuta calma. Tutto il suo dislivello complessivo si muove lungo questa forestale. Permette pochi punti di vista vista la bellezza di questi boschi. Qualche pausa per prendere un pò il fiato e un pò alla volta si sale.

Una curva dopo l’altra, un susseguirsi di cambi di direzione dove l’occhio va sempre alla ricerca di quel riferimento che ti aiuti a capire quanto possa mancare. Ciò che mi preme in questo momento è quello di arrivare finalmente al sole, e trovare così quel calore e quella luce che da un punto di vista personale risulterebbero una bella boccata di energia.

E come spesso capita, nel chiedere si riesce sempre ad avere. Eccolo il mio sole, eccolo liberarsi all’interno di questi boschi e dare luce e colori di un Autunno di straordinario spessore. Quella mi boccata di energia, finalmente la posso respirare tutta.

Ora c’è da fare una distinzione. Il sentiero 802, seguendo la forestale principale, conduce in direzione dei ruderi del Ricovero Casera Pinea. Però seguendo questa sua direzione allunga maggiormente il cammino, e pure il dislivello, in maniera notevole. E’ per questo che ad un certo punto sulla sinistra si trova una deviazione ben segnalata che non solo anticiperebbe l’arrivo ai Piani ma renderebbero la parte finale molto più agevole.

Questa bella deviazione è meno impegnativa del resto della forestale che si lascia, e questo vi sarà chiarito nella fase finale del rientro. Via su di un bel sentiero roccioso, parte finale che finalmente inizia a dare sempre più luce verso le vette tinte di rosso autunnale di questo nuovo versante.

Un masso roccioso dopo l’altro, un passaggio che mi piace molto indipendentemente dalla fatica accumulata in precedenza. Un paio di passaggi leggermente impegnativi, il sentiero che finalmente esce dai boschi e la mia immaginazione che già si vede di fronte ad uno dei panorami più belli.

Qualche centinaio di metri sul piano e le prime avvisaglie di quella che è la classica cartolina che guarda verso i Piani. Finalmente giungo al cospetto di una forcella che guarda verso gli Eterni, non solo di nome ma anche di fatto. Una meraviglia…


I Piani Eterni – 1708m

Mettiamoci pure la stagione con i suoi colori, quella prima neve che sulle vette più alte da maggior risalto a questo quadro naturale. L’emozione di essere per la prima volta in questo luogo e la grande soddisfazione di esservi giunto dopo una lunga ed impegnativa salita. Mettiamoci tutto ciò che può trasmettere ogni possibile sensazione di positività, i Piani Eterni sono ai miei occhi una delle cose più belle viste lungo questo mio 2k21.

Ho necessità di fermarmi per una pausa, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista di abbigliamento. Sono così talmente impregnato di sudore che per un mio benessere fisico devo cambiare la mia maglia tecnica. Tutto questo è quel valido motivo di soffermarmi lungo questa forcella e vivere così ogni istante di questo fantastico panorama.

Questo è un luogo dove la spontaneità nel rispettare il silenzio viene in modo naturale. Esistono situazioni che mi permettono di guardare l’ambiente che mi ospita con rispetto, e con il ringraziare la Natura stessa nel riuscire a salvaguardare un ambiente come questo.

I Piani Eterni sono il Paradiso, dove lo spazio sembra non finire mai e dove le vette che circondano questo luogo compongono una naturale cornice di straordinaria bellezza. Cammino immerso all’interno di una solitudine quasi surreale. Pura poesia…

Si respira aria di alpeggio, rimangono ancora presenti le tracce degli ultimi pascoli che da poco più di un mese hanno lasciato posto a ciò che l’Autunno si riprende. Il Bivacco Brendol come Malga Erera rimangono ora soli, abbandonati a questo nuovo periodo lungo e desolato.

Il bello di questi luoghi è dato pure da questo, dall’isolamento e dall’abbandono per lunghi mesi invernali, per riprendere poi nuovamente vita la prossima Primavera. La mia prima volta quindi ai Piani. Ogni momento diviene così particolare e pieno di grandi emozioni.

Camminare nel cuore di questa solitudine, è come sentirsi padrone assoluto dell’intero spazio che mi circonda. Trovo interessante fermarmi ad osservare queste tre strutture presenti, rispecchiano perfettamente l’equilibrio e il rapporto che l’uomo instaura con gli animai durante l’intera Estate.

La giornata è calda, si sta bene al punto tale che questo mio giorno di metà Novembre con il passare delle ore assomiglia sempre più a una di quelle prime e perfette giornate di Primavera, dove solo il sole riesce ad andare in contrasto con l’aria fresca di metà stagione. Una combinazione di elementi che per l’ennesima volta scaturisce la mia “giornata perfetta”.

Malga Erera chiude l’intero territorio dei Piani. Il sentiero 802 prosegue in direzione Nord, verso Forcella Pelse 1847m per allungarsi successivamente alla vetta di Cima Mondo 2036m e in successione il Bivacco Casera Camporotondo 1763m. Malga Erera durante l’Estate offre ospitalità al pubblico mettendo a disposizione la propria cucina ed ammirare la produzione di formaggi e latticini del loro caseificio.


Malga Erera 1708m – Punti di Vista

Il resto della mia giornata si svolge attorno alla Malga. Buona intenzione sarebbe quella di seguire il sentiero 802 per raggiungere così Forcella Pelse e altre destinazioni, ma le giornate autunnali concedono un margine di luce pomeridiana sempre minore. A questo mio pensiero mi sento quindi di guardare a queste altre possibilità magari la prossima Estate, dove le giornate più lunghe concedono sicuramente opportunità maggiori.

Il sentiero 802 prosegue così in direzione di Forcella Pelse a 1847m

Ne approfitto per dedicare il tempo a disposizione per lunghe passeggiate nel cuore di queste distese autunnali. Lascio il mio zaino alla Erera per allungarmi senza meta verso dove il mio istinto mi accompagna. Guardare queste strutture in pietra dal versante opposto rende l’idea della bellezza delle vette che le circondano.

Vista verso la vetta di Cima Mondo 2036m

Malga Erera e il Brendol 2180m

Bivacco Brendol e il Cimon del Piz 2325m

Il Pizzocco 2816m

Tutto si ferma in questo luogo. Oltre sicuramente un nuovo Paradiso da scoprire, ma la mia meta è raggiunta completamente soddisfatto di questa mia nuova coperta. Si rientra verso valle. Per questa ultima fase decido di riprendere quel tratto del sentiero 802 che scorre lungo la forestale utilizzata al mattino. In questo frangente mi incammino lungo quel tratto che sale al fianco sinistro del Monte Covolada, per andare a coprire quella parte finale evitata al mattino e di cui mi ero promesso di darne un giudizio tecnico..

Dalla Erera è ben visibile la stradina che si alza leggermente lungo il versante di questa piccola cima. Quando nelle righe precedenti vi segnalo la deviazione che lascia la sterrata stessa, quello che manca all’appello è questo ultimo tratto che ora vado così a scoprire. Appena oltrepassata la piccola forcella tra il Covolada e il Col di Vallonetto, sulla sinistra si trovano i resti di Casera Pinea.

La strada inizia da li una lunga e vertiginosa discesa che in fase di salita mi preoccuperebbe abbastanza. Così talmente ripida che la complicità del fogliame presente rischia in più occasioni di farmi trovare con il sedere per terra. Da questa mia osservazione ritengo opportuno, solo in fase di salita, deviare su quel sentiero roccioso che si trova sulla sinistra della forestale.

Come spesso capita le difficoltà di un sentiero si percepiscono in senso opposto, in fase di discesa. L’intero sentiero fino a raggiungere nuovamente il Lago della Stua da questa prospettiva fa ben capire l’impegno richiesto la mattina, questo però da merito nel raggiungere i Piani e scoprire questo bellissimo Paradiso. Il Lago è come l’ho lasciato al mattino, all’ombra del Colsent 2019m dove quelle tiepide temperature di giornata sono ora sostituite dal freddo di una nuova notte in arrivo.


I Piani Eterni – Note Tecniche

Più di mille metri di dislivello in poco meno di 3h di cammino. E’ questa la forte pendenza che si incontra dal Lago della Stua ai Piani Eterni. Poco spazio dove poter camminare con un dislivello più facilitato, una repentina e continuativa salita che non lascia tregua. Come già descritto nelle righe precedenti, consiglio di evitare l’ultimo tratto della forestale che conduce ai ruderi di Casera Pinea. Ribadisco la deviazione sulla sx su sentiero roccioso più corto e più veloce per raggiungere così i Piani.


I Piani Eterni – La Mappa

I Piani Eterni – Il Video

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Location: Piani Eterni (BL)

Area Geografica: Dolomiti Feltrine – Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi(BL)

Regione: Veneto

Accesso: Dal Lago della Stua in Val Canzoi su sentiero 802

Link: Parco Naturale delle Dolomiti BellunesiInfoDolomitiVenetoMontagna

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