Il Morgenkofp – l’Anello del Monte Mattina

Bellissimo Trekking estivo, con una visuale unica delle Tre Cime di Lavaredo.


Anello escursionistico che mi riporta nuovamente all’interno del selvaggio “pianeta” naturale delle Dolomiti di Sesto. Il fascino di un habitat unico nel suo genere, dove dominano panorami di straordinario impatto emotivo. Ma le Dolomiti di Sesto sono montagne che, per chi le conosce bene, richiedono impegno e sacrificio per toccare con mano luoghi idilliaci e straordinari.

Il Morgenkopf dalla Val Campo di Dentro

Val Campo di Dentro

Una delle valli per antonomasia all’interno del territorio geografico di Sesto. La si trova lungo la statale che collega San Candido a Sesto e Moso. Una lunga vallata immersa tra i boschi che guardano verso i massicci rocciosi di Punta Tre Scarperi (3145m) e tutta una serie di vette che racchiudono a se varie Crode e punti di vista inimmaginabili. Per capire bisogna solo salirci.

In Val Campo di Dentro

Rifugio Tre Scarperi (Dreischsterhutte) – 1626m

Inizia da qui la mia lunga giornata. Dopo una notte passata in Rifugio, l’alba si presenta bella fresca con temperature alle otto del mattino che si aggirano sui 7°. La sua locazione a ridosso delle grandi parete rocciose che formano le varie guglie e campanili di Punta Tre Scarperi, ostacolano per qualche ora il lento crescere del sole che inizia ad illuminare l’intera valle nelle ore centrali del mattino.

Aria fresca che induce un abbigliamento leggermente più pesante della media. Le previsioni meteo sono favorevoli, con qualche tendenza di nuvolosità nel tardo pomeriggio e venti forti nelle quote più alte. Il Morgenkopf (Monte Mattina) è una splendida vetta che si staglia oltre i 2500m, la si nota nell’immediato essendo un massiccio roccioso che si pone nella parte finale della Val Campo di Dentro.

Da mie esperienze precedenti, ricordo questa montagna già illuminata dal sole nelle prime ore del mattino. A differenza dell’intera valle anche in questa occasione la vedo brillare di luce naturale, e questo, nella mia immaginazione, mi porta a pensare che il suo nome sia dettato dal fatto di essere già “viva” durante le prime ore della giornata. La pace e tranquillità lungo questa valle sono emozioni da vivere in silenzio.

Libere creature al pascolo, formate da mucche e capre, si muovono lentamente lungo le ampie distese dedicate alla loro monticazione. È l’unico rumore che si percepisce all’interno di questo silenzio quasi surreale, con quel loro inconfondibile tintinnio delle loro campanelle quasi a dettare l’inizio di una nuova e lunga giornata per tutti gli esseri viventi. È una bella sensazione che mi porta via un po di tempo.

Hangenalpental

Mi metto in marcia già carico di questa energia positiva. Una notte in Rifugio e un buongiorno dettato da questo ambiente così lontano dal mondo reale, è quell’ingrediente necessario per partire con il piede giusto guardando alla giornata che ha inizio con molta positività e soprattutto voglia di fare. Il sentiero 105 attraversa questa parte finale della Val Campo di Dentro. Una vera immersione in mezzo alla Natura.

Il sentiero 9 chiude il facile e pianeggiante passaggio lungo la valle, che ormai termina in concomitanza di questa deviazione di sentiero. Inizia la salita, quei +663m di dislivello che mi separano dal Passo Grande dei Rondoi e che in questo Trekking delimita il dislivello maggiore (ed unico) di giornata. È un sentiero che conosco benissimo, un riferimento escursionistico che ho affrontato diverse volte lungo varie destinazioni.

Si sale in direzione della Croda dei Rondoi – 2696m

Le varie Crode che guardano verso Nord della Croda dei Rondoi (2696m), come Forcella del Lago e la mitica Cima Piatta Alta che in diverse occasioni ha fatto parte delle mie lunghe giornate all’interno di questo territorio. Il sentiero 9 parte in prossimità di una lapide commemorativa dedicata ad un alpino. Sale sulla destra in modo repentino con quella ripidità che allunga nell’immediato il fiato.

Rimango all’interno di un bel bosco, l’Oberhutte, che mescola un sentiero erboso alle prime avvisaglie rocciose. Oltre al Morgenkopf, che tengo sulla sinistra, la direzione del sentiero guarda verso il muro roccioso della Croda dei Rondoi, che dell’intero territorio è sicuramente il massiccio roccioso più famoso. Da questo unico sentiero presente giungo al cospetto di un’ampia e verde radura, che di norma viene monticata da bianche pecore libere nel loro alpeggio estivo.

L’Hangenalpental

Ma di loro, almeno in questa parte, nemmeno l’ombra. È la parte più a valle dell’Hangenalpental, una bellissima valle che sale di quota in direzione delle Cime di Bulla e di Frocella del Lago. Questo è un Trekking che mi piace ricordare per esperienze passate, le stesse che ho già menzionato e che in Cima Piatta Alta trovano il loro massimo (e difficile) splendore.

Passo Grande dei Rondoi ( Wildgrabenjoch) – 2289m

Quello di oggi è il versante opposto. In passato ponevo spesso la mia curiosità verso questo mio nuovo versante, seguendo il cammino di altri escursionisti mentre risalivano quel sentiero in direzione di un passo a me del tutto sconosciuto. Ma ora è arrivato il mio momento, quella curiosità che finalmente trova risposte a tante mie domande. Una scorta di acqua dagli abbeveratoi presenti e il sentiero 10 che inizia la lunga salita, il tratto decisamente più impegnativo.

Panoramica verso l’Hangenalpental

Completamente roccioso, all’ombra del versante più ad Ovest del Morgenkopf e con le prime correnti d’aria che come da previsioni non mancano all’appello. Man mano che salgo si amplia maggiormente la panoramica che guarda verso i versanti più a monte dell’Hangenalpental, riuscendo ad ammirare senza troppa fatica la Forcella del Lago preceduta da quelle lunghe spalle rocciose che dalla Croda dei Rondoi va a formare tutta una serie di campanili rocciosi e spettacolari.

E come sempre accade, la prima volta accende di fantasia la mia immancabile fantasia. L’ambiente che mi circonda è straordinario. Una ripida serpentina rocciosa che mi permette di intravedere il Passo ed avere così la netta idea di quanto manchi a questo primo obbiettivo. Una linea di sentiero che si espande poi lungo la grande parete rocciosa dell’imponente Croda dei Rondoi. Vista da questo punto di sentiero dimostra maggiormente la sua imponenza. Enorme, padrona assoluta di questa valle che la ospita.

Correnti d’aria che si fanno sempre più consistenti. Raffiche che salgono dall’Hangenalpental per scontrarsi con quelle che da monte risalgono verso il passo. Uno stop d’obbligo per indossare un capo a manica lunga e sentirmi così a mio agio. Il giorno precedente forti temporali hanno scaricato la loro ira tra queste valli in alta quota, e sebbene la bella giornata di sole possa promettere un tepore adeguato alla stagione, l’aria rimane fresca con temperature a dir poco non per nulla estive.

L’ultimo tratto roccioso per il Passo Grande del Rondoi

Nemmeno la fatica che impone questo dislivello è sufficiente a riscaldarmi. Ma questo è un pensiero relativo e di poco conto considerando l’adrenalina che in questo momento rapisce il mio entusiasmo, la mia curiosità per un qualcosa di nuovo. Il sentiero 10 si compone di una serpentina che nella sua parte finale viene leggermente ostacolata da un torrente che scende dai versanti più alti del Morgenkopf. È lo stesso torrente che alimenta più a valle gli abbeveratoi presenti nell’Hangenalpental.

Il Passo Grande dei Rondoi si pone a 2289m, su di una bellissima forcella che ora apre a nuovi panorami, a scenari sempre diversi. Per la pausa di dovere mi vedo costretto vestirmi ulteriormente. Da questo punto le forti correnti d’aria si imbattano l’una con l’altra e rimanere fermo per la pausa di rito diviene problematica con un abbigliamento tipicamente estivo. Ora è arrivato il momento del cambiamento…

Sta di fatto che da questo punto saluto per questa parte di giornata l’ambiente naturale che dalla Val Campo di Dentro mi ha accompagnato verso questo territorio ricco delle varie Crode che compongono questo versante delle Dolomiti di Sesto. Ora delle Dolomiti di Sesto prende vita un nuovo versante geografico, quello che guarda verso le Tre Cime di Lavaredo e di altrettanti torrioni rocciosi e selvaggi.

Il passo e le prime spalle che danno poi vita alla Croda dei Rondoi, guardando verso Sud lungo una valle rocciosa e friabile che scende in direzione della Val Rinbon. Da questa nuova valle è possibile raggiungere il passo direttamente su sentiero 10, il proseguimento dello stesso che ho seguito io, ma dal versante che sale direttamente dalla Val di Landro. Un primo assaggio che guarda verso il versante della Croda de l’Arghena (2251m) e del Col de Medo (2254m) che anticipano di poco le Tre Cime per ora non visibili.

Il tratto attrezzato

Spettacolare e molto suggestivo. Corto ma così talmente avvincente che prende la voglia di ripeterlo almeno un paio di volte. Inizia seguendo la linea di un nuovo sentiero, il sentiero 11 (Alta Via n°4) che dal Passo Grande dei Rondoi inizia sulla destra guardando verso l’Hangenalpental. Un primo tratto su cordino d’acciaio per poi incunearsi all’interno di strette paretine di roccia, dove la presenza di scalini in acciaio aiutano ad oltrepassare i punti più stretti e verticali. Non serve attrezzatura, nessuna esposizione e l’unica raccomandazione di osservare per bene ogni successivo riferimento.

Mi diverte molto questo passaggio. Sebbene in alcuni tratti umido e scivoloso si addentra all’interno di queste strette pareti, con alcuni passaggi più escursionistici per poi trovare nuovamente pioli in acciaio che risalgono piccole pareti e ampliare maggiormente punti panoramici che guardano verso l’infinito. Questo comunque non deve distrarre molto l’attenzione sul tratto che si sta affrontando. Il tratto attrezzato esce definitivamente su un pianoro roccioso a cielo aperto, per proseguire poi su di un normale sentiero.

Schwaben Alm

Il sentiero 11 ora prosegue in modo più lineare e con leggeri sali/scendi. L’intera visuale ora inizia ad aprirsi verso una serie di terrazze panoramiche che guardano verso Sud. Appena passo una spalla erbosa il punto di vista sicuramente più emblematico dell’intera giornata. Lo Schwaben Alm è una grande radura erbosa che si allunga alla base della magnifica Torre dei Scarperi (Schwabenalpenkopf – 2687m). Una leggera salita che porta sempre più ai piedi di questa torre ed ammirare le Tre Cime di Lavaredo come in pochi punti si riesce.

Di cartoline fotografiche delle Tre Cime ne è pieno il mondo intero, ma da questo punto di osservazione l’impatto visivo lo classifico come unico che raro. Lo Schwaben Alm scorre a circa 2500m di quota, che è relativamente maggiore rispetto al Rifugio Locatelli da dove si osserva il classico punto di vista verso le Tre Cime stesse. Questa differente quota e posizione geografica crea una visuale verso le Tre Cime di un diverso aspetto. Le si nota aperte, distaccate l’una con l’altra per offrire così un angolo visivo nuovo, unico. 

Le Tre Cime di Lavaredo dallo Schwaben Alm

Il panorama raggruppa a se l’intero Lange Alm, il grande pianoro che ospita la base delle Tre Cime. I suoi piccoli laghi e il Langalm, quella bellissima baita che si trova in corrispondenza del sentiero 105 che raggira per intero le Tre Cime. I grandi prati che scendono verso il Pian da Rin per poi risalire su dei versanti rocciosi in direzione del Rifugio Locatelli. Una carta geografica al naturale che si completa con la lunga spinale rocciosa del Paterno. Finalmente posso osservare questo versante delle Tre Cime come mai avevo fatto prima.

Ma all’interno dello Schwaben Alm si trova un punto veramente fantastico. Seguendo il sentiero 11 si risale verso una spalla rocciosa che si compone di un paio di campanili su di una forcella alla base della Torre dei Scarperi. Come riferimento una forcella che chiude il tratto in salita, per poi scendere verso una serie di verdi prati. Attraverso un camminamento su roccia esco dal sentiero principale per camminare lungo una serie di trincee risalenti alla Grande Guerra. Da qui le Tre Cime ritornano ad essere più compatte.

Torre dei Scarperi

Le trincee militari della Grande Guerra

Ciò che ritengo fantastico in questo punto è dato dalla possibilità di ammirare il grande massiccio roccioso che compone il Lastron dei Scarperi (2957m), i vari campanili rocciosi che da Forcella San Candido da poi vita alla Torre di Toblin (2617m), al Sasso di Sesto (2539m) e alla sagoma del Rifugio Locatelli a 2405m. Un punto di vista che si completa con una galleria militare del periodo e un paio di punti di osservazione scavati nella roccia e che guardano verso la Val Rinbon e i vari massicci circostanti.

Vista verso la Torre di Toblin e il Paterno

Un luogo unico, idilliaco e da vivere sotto ogni sfaccettatura. Il punto giusto per il pranzo a sacco.

Rientro in Val Campo di Dentro

Dopo questo susseguirsi di emozioni, inizio la fase di rientro verso la Val Campo di Dentro. La Torre dei Scarperi rimane il perno centrale di questa seconda parte del mio Trekking. Da questa forcella che si pone alla sua base, guardando ad Est prende vita un grande vallone che mescola i suoi verdi e ampi prati alla classica roccia bianca. Un sentiero di discesa costeggia la spalla rocciosa che delimita questi due territori. Scende seguendo sempre il segnavia 11 che all’estremità di questo vallone gira verso sinistra per raggiungere un bivio, un nuovo cambio di sentiero.

Da questo punto si accede al sentiero che si collega con il Rifugio Locatelli da due punti differenti. Dalla Forcella di San Candido raggirando la Torre di Toblin o in direzione del Sasso di Sesto percorrendo la base della Toblin e per l’attacco alla sua Via Ferrata più famosa. È il sentiero 11 che sale in direzione di questi due punti geografici differenti. La stima di arrivo al Locatelli da questo punto è di circa 30 minuti di cammino. Il mio cammino prosegue verso la vallata opposta, quella che va a chiudere questo anello perfetto.

Il segnavia 11/A inizia a scendere leggermente all’interno di questi prati che danno l’impressione di poter divenire un perfetto alpeggio estivo. Peccato che questa non sia una zona monticabile, l’effetto visivo e naturale sarebbe di grande spessore. La Torre dei Scarperi inizia pian piano a lasciare il posto alla mole rocciosa del Morgenkopf, questo suo versante ad Est molto più appariscente rispetto alla sua caratteristica forma visibile dai vari punti di vista incontrati in precedenza.

Dal sentiero è infatti possibile ammirare le lunghe pareti che si innalzano a tutta forza, alcune delle quali danno perfino l’impressione di sprofondare nelle viscere della terra. Una prima parte di discesa molto tranquilla e senza nessun particolare tecnico da segnalare. Un po alla volta il sentiero mi avvicina sempre più a queste imponenti pareti. Una lunga serpentina rocciosa, sempre più ripida e che in alcuni tratti richiede un po di attenzione.

Un piccolo pontile in legno per poi affrontare alcuni tratti dove delle comode scalinate in legno aiutano ad affrontare i tratti più ripidi e franosi. Guardando da questa prospettiva la forte pendenza che percepisco in fase di discesa, non oso immaginare la difficoltà che si affronta nel salirlo in senso opposto. Una difficoltà che materializza questo mio pensiero nelle occasioni in cui incrocio escursionisti intenti a salire. Fiato lungo, quel saluto dettato dalla fatica e un passo che identifica in loro la difficoltà imposta.

Nella maggior parte dei casi chi risale lungo questa gola rocciosa è diretto al Rifugio Locatelli e alle Tre Cime, che dal Rifugio Tre Scarperi impone una camminata di circa 3h con un dislivello complessivo di +779m dei quali in buon 70% in questo tratto. Una fatica che sicuramente premia, ma che fatica però. Non è che farlo in discesa sia tutto rose e fiori comunque. Passaggi molto intensi. Da questo versante il Morgenkopf si presenta come una montagna quasi impenetrabile.

Il sentiero in diversi tratti scorre lungo questa sua base che ne identifica una mole impressionante. La giornata sta cambiando, dal versante a monte verso le Tre Cime forti addensamenti scuri non promettono nulla di buono. Ma io sono già alle prime avvisaglie del bosco che si forma alla base dell’Innichbacher Graben, un lunghissimo vallone roccioso che a monte forma il Crodon di San Candido (Innichriedlknoten – 2891m) e il più famoso Lastron dei Scarperi (Schusterplatte – 2936m).

Rientrare nuovamente sul grande pianoro roccioso che compone buona parte della Val di Campo di Dentro è porre la parola fine a questo mio Trekking. Mi ricongiungo nuovamente con il sentiero 105, all’altezza della lapide commemorativa che in precedenza dava inizio al sentiero 9 in direzione dell’Hangenalpental. Proseguo in direzione del Rifugio Tre Scarperi, punto finale della mia giornata e già preso d’assalto da varie forme di escursionisti. Chi da alta montagna e chi per una semplice passeggiata attorno al suo alpeggio.

Morgenkopf – Note Tecniche

È un anello che impegna. La prima parte si incammina lungo la Val Campo di Dentro su di un sentiero praticamente pianeggiante. La salita vera e propria ha inizio con il sentiero 9 che sale da prima all’Hangenalpental per proseguire poi su sentiero 10 in direzione del Passo Grande dei Rondoi. Una prima parte di Trekking che si svolge in circa 2h 30m con un dislivello di +663m.

Il tratto attrezzato non impone attrezzatura adeguata. Molto bello da affrontare all’interno di questi stretti passaggi su roccia che rimangono comunque a cielo aperto. Alcuni passaggi che necessitano un po di attenzione sul dove mettere i piedi e le mani per una sicura presa. Dopo questo bellissimo passaggio il resto sarà una continua panoramica verso l’intero territorio che ospita le Tre Cime di Lavaredo.

La lunga discesa verso la Val Campo di Dentro richiede un po di attenzione unicamente nei tratti più ripidi. Si compone in un dislivello di circa -600m (in discesa) su tratti franosi e alcuni semplificati con delle comode scalinate in legno, per poi rientrare nuovamente in Val Campo di Dentro e il Rifugio Tre Scarperi. Nel complesso l’intero itinerario si compone di ottimi sentieri, ben segnalati ed intuitivi.


Il Morgenkopf – La Mappa

Il Morgenkopf – Il Video

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Location: Val Campo di Dentro (BZ)

Area Geografica: Dolomiti di Sesto (BZ)

Regione: Alto Adige

Accesso: Dal Rifugio Tre Scarperi su sentiero iniziale n°105

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