In vetta alla Ra Gusela

La vetta della Ra Gusela, dal Passo Giau attraverso le due piccole ferrate.


A volte uscire dai normali canoni di sentieri è quell’occasione perfetta per vivere la montagna sotto punti di vista completamente nuovi. Prendo spunto da questo mio pensiero facendo memoria in ciò che da sempre mi ha rappresentato la Ra Gusela ammirandola dalla sua posizione per antonomasia: il Passo Giau.

Un grande bastione roccioso, una vetta Dolomitica che si innalza a 2595m di altitudine. Una parete di bianco granito che personalmente considero come uno degli emblemi naturali di questo territorio di montagna. Quante volte l’ho ammirata con quel piccolo desiderio di camminare lungo la sua estrema sommità.

Tutto ha un inizio, come la realizzazione di questo mio piccolo sogno.


Passo Giau – 2236m

Il Passo Giau si posiziona a 2236m di altitudine, tra i verdi e lussureggianti alpeggi che costeggiano le Creste de Zonia e di Punta Zonia (2282m) ai piedi del Cernera. Una delle cartoline più conosciute al mondo, dove primeggia come sempre il Rifugio Passo Giau e il meraviglioso habitat naturale.

Verdi prati, massi di bianca roccia che si mescola a queste verdi radure e la Ra Gusela immortale, nella sua totale bellezza. In una mattina come questa, solare e con un cielo completamente azzurro, riflette maggiormente quella sua tipica colorazione bianca, illuminata da un primo sole meraviglioso.

La Ra Gusela dal Passo Giau

L’aria è fresca, si respira piacevolmente con quelle temperature che rimango di poco sotto i 10°. Il tintinnio di un gruppo di pecore che liberamente si incamminano tra i prati del Pieza, intente a questa loro nuova giornata meravigliosamente libera tra queste alte radure. Mi sento bene, questa è la cosa più importante in questo momento.

Il sentiero 443 si incammina lungo la base della Ra Gusela, lungo quel versante che guarda verso le Dolomiti d’Ampezzo. Da considerare che il Passo Giau si trova all’interno del territorio di Selva di Cadore, e quindi nella vicina Val Fiorentina. La Ra Gusela invece da un punto di vista territoriale si collega al Nuvolau, area geografica delle Dolomiti d’Ampezzo.

In cammino lungo il sentiero 443

Un cammino piacevole, leggermente ondulato che dai verdi prati a ridosso della Ra Gusela si addentra all’interno di questi primi massi di bianca roccia caduti da chissà quanti millenni dai versanti più a monte della Ra Gusela stessa. È impossibile da parte mia non fermarmi su di un particolare molto importante. Pensando a questi enormi massi lungo questo territorio, cerco di capire come potesse essere stata la naturale fisionomia di questo massiccio roccioso milioni e milioni di anni fa. Sicuramente l’opposto di come si presentano al giorno d’oggi le varie catene montuose che compongono l’intero arco delle Dolomiti.

Dippia linea di sentiero: 443 e 438

Vista verso il Lastoi de Formin (sx) e il Passo Giau (centrale)

Il sole illumina in modo meraviglioso questo mio cammino. Ad Est l’intero versante del Lastoi de Formin e della Croda da Lago rimangono in costante ombreggiatura. Il sole alle loro spalle ancora non illumina pienamente le loro pareti rocciose, cosa che sarà possibile al pomeriggio al mio ritorno al Passo Giau.

La Ferrata Gusela è il mio primo obbiettivo. Giungo in circa 1h di facile cammino lungo il sentiero 443 che in alcuni tratti viene anche delimitato dal sentiero 438. Il panorama si apre lungo la valle d’Ampezzo e ai bellissimi boschi che abbracciano a sé Malga Giau (2045m), ben visibile da questo tratto di sentiero dove echeggiano le campane dei pascoli che ne danno vita.

Al bivio posto all’altezza del Forame, cambio il sentiero. Il 438 ora diventa quello da seguire e che da come indicazioni Ferrata Gusela e Rifugio Nuvolau. Per info il 443, che lascio per la ferrata, prosegue in direzione della Baita Scoiattoli, le Cinque Torri e il Rifugio Cinque Torri, raggiungibili in circa 90 minuti. Inizia il punto più impegnativo di tutta la giornata.

Si prosegue su sentiero 438 per la Ferrata Gusela – Rifugio Nuvolau

Via Ferrata Gusela – 2449m

Il sentiero roccioso 438 si innalza verso il versante che guarda ad Est della Ra Gusela. La vetta è più spostata verso Sud, mentre ciò che ho di fronte si compone di una lunga ed enorme parete rocciosa composta da piccole guglie e ampie fessure che sprofondano verso le pareti superiori. Una bellissima e panoramica serpentina rocciosa che un passo dopo l’altro ampliano sempre più il panorama verso le Dolomiti d’Ampezzo. L’inevitabile colpo d’occhio ricade sulle Tofane, le Cinque Torri e in lontananza il Cristallo, i Cadini di Misurina, il Sorapis e l’Antelao. Una compilation Dolomitica degna del luogo che mi ospita, che con l’aumento di dislivello amplia sempre più questi punti geografici.

Raggiunta una piccola forcella inizia l’attacco della Ferrata Gusela. Una prima parte facilmente pianeggiante, che costeggia alcuni tratti esposti e il cavo d’acciaio che pone quella sicurezza di cammino. La piccola parete verticale, circa 50 metri in totale, compone il tratto definitivo della ferrata. Ben messa in sicurezza da cavi e una scaletta d’acciaio, un susseguirsi di cambi di gancio che si accompagnano a delle soste per guardarsi bene attorno e avere dei punti di vista verso i vari versanti montuosi sicuramente privilegiati.

Una via attrezzata sicuramente valida per chi è alle prime armi con questa tipologia escursionistica, che accompagna sempre all’interno della roccia selvaggia favorendo dei punti di vista riservati sicuramente per pochi. L’anima, la bellezza e lo spirito della via ferrata in generale è la perfetta occasione per toccare con mano e camminare lungo vie di sentiero uniche, regalando quella stretta confidenza con i lati più selvaggi di questa Natura. Anche se corta, la Gusela rimane ugualmente salda al vero spirito di montagna.

Raggiunta la sommità della ferrata la geologia cambia completamente aspetto. Dai versi prati e i bianchi massi rocciosi del Passo Giau ad una distesa lunare di roccia frastagliata a formare un enorme pianoro in alta quota. Descrivere tutto ciò che mi sta attorno è pressochè impossibile. Ti lascio di seguito questa serie di foto dove i tuoi occhi potranno carpire ogni angolo di questo luogo così straordinario.

Si apre così un panorama Dolomitico che mi lascia senza parole…

Vista verso il Lagazuoi (sx), la Tofana di Rozes e le Cinque Torri (centro)

Il Nuvolau e il Rifugio Nuvolau (dx)

La vetta della Ra Gusela da questo versante

La Ra Gusela – 2595m

Giungere in vetta della Ra Gusela è cosa abbastanza semplice. Sia sulle mappe escursionistiche che in loco non viene segnalato nessun sentiero che salga verso questo suo versante. L’unico sentiero presente, e ben segnalato, è il 438 che da come indicazioni Ferrata del Nuvolau e Rifugio Nuvolau al cospetto della vetta omonima a 2575m. Lasciata la Ferrata Gusela seguendo il 438 mi incammino attraverso questo paesaggio roccioso e lunare.

Alcuni tratti in cui si perde la corretta linea di cammino, ma la presenza delle bandierine bianco/rosse di sentiero riportano nuovamente alla retta via. C’è da considerare comunque che è possibile camminare liberamente lungo questo pianoro. Infatti la via attrezzata del Nuvolau e il Rifugio sono ben visibili, diventando quindi un perfetto punto di riferimento. Nessun pericolo di perdersi…

Per dare inizio alla salita alla vetta della Ra Gusela bisogna portarsi leggermente a ridosso del Nuvolau. Rimanendo sempre su sentiero 438, sulla sinistra poco prima della serpentina che sale in direzione dell’attacco della Ferrata Nuvolau si trova un’evidente traccia di sentiero sulla bianca roccia. Per avere un riferimento migliore di questo sentiero “fantasma”, salgo leggermente questa serpentina ed avere così una migliore visibilità dell’intera zona con in evidenza la traccia di sentiero da seguire per la vetta.

La vetta del Nuvolau e il Rifugio Nuvolau (sx) e la Tofana di Rozes e le Cinque Torri (dx)

Oltre alla marcatura di passaggio sul terreno, la via è facilitata dalla presenza di ometti in pietra che diventano così un riferimento molto importante. Sempre a stretto contatto con la bianca e selvaggia roccia mi muovo con molta sicurezza in questo livello che impone comunque un passo tranquillo. È facile perdere la marcatura di sentiero, ma la costante presenza degli ometti continua a facilitare il senso di orientamento. Raggiungo così la vetta, un piccolo sogno che si realizza a 2595m di altitudine.

Dal Passo Giau alla vetta in circa 2h 30m, via Ferrata Gusela compresa, con un dislivello di +359m.

Una piccola Madonnina nella sommità più alta, il segno più bello che identifica questi luoghi così unici. La Madonnina, come la croce di vetta, è un simbolo di protezione, di rispetto e gratitudine per ciò che queste montagne e questa straordinaria Natura riescono sempre ad offrire. Il silenzio è assoluto, il vento e qualche Gracchia a tenermi compagnia in questo mio momento di completa solitudine.

La Madonnina in vetta della Ra Gusela, a 2595m di quota…

Il panorama si somma alla bellezza di quello visto in precedenza, solo che ora tutto si pone di un aspetto completamente maggiore. Mi sembra di volare, di non avere nulla sotto i miei piedi a tenermi ancorato alla vita. Una visuale che spazia di un 360° di potenza emotiva che solo vette di questo tipo riescono a regalarmi. L’orizzonte non sembra finire mai, la luce e il cielo fanno così da contorno di ciò che veramente si compone la mia e cara Madre Terra.

Dalla Ra Gusela, verso il Mondo intero…

Da sinistra: panorama versol’Averau, il Nuvolau, il Lagazuoi, la Tofana di Rozes e le Cinque Torri

Da sinistra: panorama verso le Pale di San Martino, la Marmolada e il Sella

Da sinistra: panorama verso la Croda da Lago, il Lastoi de Formin, il Pelmo, il Cernera e la Civetta

Panorama a valle, verso il Passo Giau

Dopo questa abbondanza di emozioni dove il tempo sembra essersi fermato, lascio la mia vetta con una prece particolare lasciata alla piccola Madonnina, eterna Signora di questa eterna montagna. Riprendo il sentiero di salita, devo scendere nuovamente alla base del Nuvolau all’interno di quel contesto lunare che mi ha così ben accolto nelle ore precedenti.

In primo piano lo Spiz de Poure, di spalle la Marmolada e leggermente sulla dx il Sella

Ferrata Nuvolau – Rifugio Nuvolau – 2575m

Riprendere nuovamente quel sentiero porta in me una grande soddisfazione. Oltre ad aver raggiunto una vetta mai “calpestata” prima, c’è la grande soddisfazione di aver raggiunto una meta che esce dalla consuetudine. Non molto frequentata, con quella sua speciale energia che la mantiene meta solo per pochi. A dire il vero in tanti anni di escursionismo lungo questo territorio non l’ho mai vista presa d’assalto dall’escursionismo di stagione. Una vetta tanto solitaria quanto unica.

Riprendendo nuovamente la linea di sentiero 438 vado ad affrontare l’ultimo tratto attrezzato prima di giungere in vetta del Nuvolau. Una perfetta linea quasi verticale, corde in acciaio da poco ripristinate e nuove di zecca. Una cinquantina di metri lungo queste spalline rocciose, una serie di scale naturali incastonate nella roccia a rendere più agevole la salita in quota. Il tempo scorre sempre velocemente, soprattutto quando ciò che stò affrontando mi entra nelle vene come una carica di plasma piena di vitalità

Qualche cambio di gancio, un paio di passaggi leggermente esposti ed ecco che improvvisamente mi trovo “assalito” da una calca di escursionisti pacificamente seduti ai bordi del Rifugio Nuvolau, a 2575m di altitudine. È una nuova “invasione” umana di pace e tranquillità. Buona parte di loro sale fin quassù direttamente dalle Cinque Torri, per Forcella Nuvolau e il Rifugio Averau posti più a valle, a 2413m. Pochi di loro portano con se casco e imbrago da ferrata, e questo evidenzia la diversa tipologia escursionistica che ci si pone nell’arrivare fin quassù.

Rifugio Nuvolau a 2575m

Una terrazza panoramica che non tradisce nessuna delle aspettative già incontrate nella prima metà della giornata che mi lascio alle spalle. Il profumo di quella griglia esterna che dalle abili mani di bravi cuochi vede sfornare panini con salsiccia e cipolla a volontà. Il profumo si eleva nel cielo, portato a lunga distanza dai venti moderati che dalle valli circostanti raggiungono questo Rifugio, questa perla di queste fantastiche Dolomiti d’Ampezzo. Il mio angolo scelto cercando di rimanere un po distaccato dalla massa umana, e quel rinomato panino con salsiccia e cipolla già tra le mani.

In primo piano l’Averau

Il Rifugio Nuvolau

L’Averau e il Rifugio Averau a 2413m

È il giro di boa, quella metà giornata che cade in perfetto orario. Dopo la classica pausa di rito, lascio il Rifugio Nuvolau per scendere lungo il sentiero 439 che scorre lungo la spina dorsale rocciosa del Nuvolau stesso. A Nord il Lagazuoi, le Tofane e le Cinque Torri che in questa mia giornata non mi hanno mai abbandonato. Il panorama verso la lunga valle che da vita al Passo Falzarego è straordinario.

Un caffè veloce al Rifugio Averau che si pone a 2413m di altitudine ai piedi del maestoso Averau, un 2649m di imponenza rocciosa. Il rientro al Passo Giau mi vede seguire il sentiero che guarda verso Ovest, il 452 che scorre inizialmente alla base delle lunghe pareti del Nuvolau, per poi tornare a calcare nuovamente la base della mia Ra Gusela, la mia vetta ormai già conquistata.

In direzione del Passo Giau

Da questo versante è presente un notevole numero di escursionisti. È ovvio pensare di camminare lungo un sentiero più trafficato e meno impegnativo di quello affrontato nel versante opposto. Arrivare fino al Nuvolau dal Passo Giau su questa linea di sentiero richiede poco impegno e un tempo che si aggira in un’oretta di facile Trekking. Spettacolare e dalle aspettative panoramiche che non sono da meno guardando alle precedenti.

Se prima erano le Dolomiti d’Ampezzo ad attirare la mia attenzione, ora sono le Dolomiti del vicino Agordino e della lontana Val di Fassa e Alta Badia a catturare i miei infiniti sguardi. Il cammino prosegue con accanto lo Spiz de Poure, il Col di Lana e il Set Sass, mettendo in perfetto risalto le verdi e ampie distese d’erba che ne formano la loro naturale base. Tutt’attorno la presenza di piccole baite e di fienili che sono il lascia passare per i grandi alpeggi estivi che si snodano all’interno di questi territori.

La vetta dell’Averau (sx) e il Rifugio Averau (dx)

Da sinistra: il Cernera, la Civetta (in lontananza) e lo Spix de Poure

Ma vado ancora oltre. Infatti da queste prime avvisaglie montuose da lontano le Pale di San Martino e la Regina Marmolada, il Sella con il Piz Boè che svetta nel loro versante più in alta quota. Per non parlare delle Puez Odle e di altri massicci rocciosi che si allungano verso i versanti più lontani della Val Badia. Uno spettacolo all’interno di una Natura che sembra veramente non avere confini. Il mio non è un cammino, è un eterno volo che si addentra all’interno di prati e massicci rocciosi sconfinati.

Tutta una serie di enormi bastioni che non sono nuovi in questa mia giornata. Nelle ore precedenti li ammiravo da una quota molto più elevata, dandomi sensazioni di profondità e di imponenza maggiori rispetto alla quota che mantengo ora su questa linea di sentiero. Rimane ugualmente un’attrazione così forte in cui non riesco a rimanere immune, devo per forza fermarmi di tanto in tanto e guardare…

Non mi sento per nulla stanco. Sebbene da diverse ore in cammino con diversi dislivelli sulle gambe, sto molto bene. È quell’equilibrio perfetto che trovo nel momento stesso in cui la montagna mi offre qualcosa di nuovo da scoprire, da carpire in ogni suo minimo particolare. Una carica di energia positiva che porto con me da un versante all’altro, da un sentiero dopo l’altro. È questo il Nirvana che cerco tra queste montagne, tra questi luoghi che sebbene già conosciuti in passato hanno sempre qualcosa da regalarmi.

Ma non esiste favola che finisce in questi contesti. Rientrando così al Passo Giau ritrovo lo stesso ambiente affrontato nelle prime ore del giorno. Non cambiano le vette e non cambiano nemmeno le prospettive, ciò che cambiano sono i colori e le sfumature che questa nostra stella primaria per l’ennesima volta “tinge” di una magia che solo la Natura riesce a cogliere e plasmare in ciò che si compone.

Se nelle ore precedenti il Lastoi de Formin, la Croda da Lago e il Cernera sembravano oscurati dalle ombre di primo mattino, il sole ora le illumina nel loro pieno splendore. Si evidenziano maggiormente particolari e sfumature che l’alba tiene ancora nascosta a sé. Perfino il Pelmo fa da intrattenitore a questi miei punti di vista. Spunta in lontananza, quel suo versante visibile che penetra attraverso Forcella Giau, che da questo mio punto di osservazione sembra inchinarsi per dare così spazio all’eterno Caregon del Padreterno.

Sebbene il Giau si identifichi come sempre caotico e acusticamente inquinato (cosa che ritengo inopportuna per un luogo così speciale) trovo quel mio spazio personale lungo i verdi prati a ridosso dei massi rocciosi che nel mio immaginario collettivo fungono da “scarponi” della Ra Gusela. Non esiste un tempo necessario. Mi distendo sull’erba a guardare le nuvole che in lontananza si muovono con estrema eleganza. Disegnano il loro movimento sulle bianche pareti del Lastoi de Formin, in una lunga processione dettata non dal tempo ma dal grande mistero che ancora oggi attornia la Natura.

Nuovamente la Ra Gusela dal Passo Giau

La mia giornata escursionistica termina qui. Quella escursionistica ma non quella di uomo legato in eterno a queste meravigliose montagne.


Ra Gusela – Note Tecniche

Un Trekking completo. Nella sua diversità accompagna lungo un’escursione che non conosce limiti. Dal normale sentiero di montagna alla parete verticale della via ferrata. Per passare poi alle quote più elevate dove la roccia primeggia all’interno di un paesaggio lunare con punti panoramici che sembrano non avere confini. Un dislivello buono, sebbene dal Passo Giau raggiungere la vetta della Ra Gusela sembra imporre chissà quale impegno fisico. Chiudo questo anello in meno di 6h soste comprese (individuale). Parto dal Passo Giau seguendo le indicazioni su sentiero 443 per affrontare i due tratti attrezzati: la Gusela e il Nuvolau. Per salire in vetta della Ra Gusela si deve seguire un sentiero non segnalato sulle mappe, ma ben evidente dalla marcatura di cammino sulla roccia. Il Rifugio Nuvolau e il Rifugio Averau i due punti cardini per poi rientrare al Passo Giau seguendo il sentiero 452 posto sul versante opposto della Ra Gusela.


La Ra Gusela – La Mappa

La Ra Gusela – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube

Location: Passo Giau – Val Fiorentina (BL)

Area Geografica: Ra Gusela Dolomiti d’Ampezzo (BL)

Regione: Veneto

Accesso: dal sentiero 443 al Passo Giau

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