La vetta del Mondeval (Val Fiorentina)


Voglio vivere questo ambiente da un punto di vista leggermente diverso. In questo periodo sento il desiderio di ritrovarmi in un po di cose che, per ovvi motivi stagionali legati ai miei Trekking, ho un po trascurato. Non metto mai da parte nulla quando si tratta di vivere queste montagne sotto ogni loro piccola sfaccettatura, ma a volte capita che la mia comprensibile distrazione si concentri maggiormente sui territori e tutto ciò che hanno da offrire, tralasciando quei momenti in cui la montagna mi permette di trovare le giuste motivazioni personali.

Forcella Giau 2360m. Entro nel territorio del Mondeval dalle Dolomiti d’Ampezzo

C’è un punto molto particolare che non ho mai vissuto di prima persona. Parlando con la gente del posto uno dei panorami più belli che si possano ammirare all’interno di questo territorio è dato dalla vetta del Monte Mondeval, che con i suoi 2455m guarda per intero lungo la Val Fiorentina, e non solo. La vetta e la sua croce, direi una combinazione perfetta per i miei propositi.

Vista sul Cernera da Frocella Giau 2360m

Questo grande e panoramico territorio si immerge nel verde lungo il versante più a Nord, quello che guarda verso il Lastoi de Formin e lo Spiz de Mondeval. Due massicci rocciosi che uniti tra loro ne creano una lunga muraglia dolomitica che rientra all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. Questa volta non risalgo da quel suo versante che guarda in modo diretto verso la Val Fiorentina, quel versante che partendo ai piedi del Pelmo ne completa sicuramente quel suo grande valore escursionistico. Dal Rifugio Città di Fiume, ai piè del Pelmo, sono risalito lo scorso Inverno, offrendomi uno spettacolo invernale del territorio di grande impatto.

Arrivarci direttamente dal Passo Giau è come voler abbracciare in una sola giornata due territori a me molto cari, poco distanti tra loro ma uniti da un unico pensiero.

La Ra Gusela (sx), il Lagazuoi in lontananza (centro) e la Tofana di Rozes (dx) dal Forcella Giau

La vetta della cima del Monte Mondeval è la più alta dell’intero territorio. Si raggiunge senza troppo impegno dopo aver oltrepassato quella piccola meraviglia del Lago delle Baste (2281m). Il Lago è il modello naturale prediletto da tutti i fotografi, è sua una delle rappresentazioni fotografiche che guardano verso il Pelmo tra le più privilegiate, sia dal semplice fotografo (come il sottoscritto) che da chi della fotografia ne fa la propria professione.

Il piccolo Lago delle Baste (centrale), la vetta del Mondeval (dx) e in lontananza il Pelmo

Il Lago delle Baste che guarda verso la Ponta del Lastoi de Formin

Il sentiero che risale la vetta non è ben segnalato dalle mappe, anche quelle più blasonate. Passa quasi in secondo piano come una semplice marcatura, dando più rilevanza al sentiero 465/466 che del monte stesso ne sviluppa l’itinerario ad anello per antonomasia ponendosi per intero unicamente alla sua base. Ma questo non è assolutamente un problema. La sua linea di salita è ben visibile e con quella sua esposizione verso il Piz del Corvo (2383m) che ne crea un punto di vista sicuramente ricco di fascino. Salita poco impegnativa in cui percepisco l’aumento della quota, arrivando in vetta in circa 30 minuti con un dislivello di quasi +200m.

La croce di vetta del Mondeval, a 2455m

Era ciò che volevo, ed ora ci sono arrivato. Prendo inizialmente in seria considerazione il dover dare priorità a tutto ciò che mi circonda. Le informazioni ricevute risultano perfette, un punto panoramico che spazia a 360° verso un orizzonte quasi infinito. Non mi soffermo con lo sguardo solamente lungo la Val Fiorentina, il Pelmo e quella parte di versante che guarda verso la Valle del Boite. I miei occhi percepiscono perfettamente l’intero versante delle varie Rocchette, che con la vetta della Rocchetta de Prendera (2496m) riesco ad ammirare il Beco de Mezodì (2603m) come mai visto prima d’ora.

Vista sulla Civetta (sx), in lontananza il Gruppo delle Pale di San Martino (centrale)

Il Pelmo ancora all’ombra del sole di metà mattina

Vista sullo Spiz de Mondeval (sx), Forcella Ambrizzola (centrale), il Beco de Mezzodì e la Rocheta de Prendera (dx). Al centro della foto in lontananza il Sorapis

Spettacolare vista sulla Ponta Lastoi de Formin (sx) che si aggiunge allo Spiz de Mondeval (centrale) con sullo sfondo Cima Ambrizzola alla Croda da Lago (dx)

Giornata non proprio limpida nel corso delle ore. La mattina partendo dal Passo Giau le condizioni meteo erano sicuramente migliori. Quel cielo perfettamente azzurro di prima mattina con quel sole ancora tiepido ma con quella forza naturale di colorare di arancione le pareti e le rocce pallide delle vette circostanti. Poi si sa, la montagna cambia le carte in tavola improvvisamente e questo limita molto la vista panoramica che dal monte è possibile ammirare. Densi banchi cumuliformi che nascondono parte della Civetta ed addensamenti che alternano la luce solare ad improvvise ombreggiature che tolgono per buona parte il forte risalto verde dell’intero Mondeval.

Ora metto da parte per qualche minuto la mia figura escursionistica. Salgo su questa vetta per dei miei motivi molto personali. La sua croce di vetta, il vento che risuona in maniera perfetta e l’intero ambiente naturale che mi circonda. Direi che la scenografia è perfetta. Spengo tutto ciò che potrebbe distrarmi, che in un certo senso mi riporta alla modernità e alla civiltà attuale. Ora tocca alla mia mente, ci sono molte domande che richiedono molte risposte e a questo momento così particolare devo escludere anche te mio lettore che in questo momento mi stai seguendo.

Fiori di alta montagna, quel colore giallo che richiama calore e positività. l’ideale direi…

Il territorio a Nord del Mondeval è quello dedito ai grandi pascoli estivi. Risalendo dalla Val Fiorentina si incontrano le mandrie che vedono in Casera Prendera (2148m) il loro riferimento logistico lungo le distese erbose di Forcella de Col Roan (2075m), mentre per questo angolo più a Nord il riferimento di questi alpeggi è centrato sulla bellissima e desolata Casera Mondeval de Sora, a 2158m.
Vuoi vedere Casera Prendera d’Inverno?, leggi il mio articolo dedicato.

Casera Mondeval de Sora 2158m. Sulla destra il Beco di Mezodì e Forcella Ambrizzola

Casera del Mondeval de Sora 2158m

Bellissima, desolata e quasi dimenticata dal mondo intero. Dalla vetta di cima Mondeval è già ben visibile e per raggiungerla c’è l’assoluta libertà di seguire un sentiero immaginario che scende vertiginosamente lungo la schiena del monte, fino a collegarsi con un sentiero più marcato che si muove leggermente più in basso del 436, quello che risale verso Forcella Ambrizzola. Una discesa entusiasmante, immersa tra questi verdi e solari prati che le nuvole stesse ne acconsentono questa visuale grazie ad una loro temporanea pausa, quasi a volermi rendere partecipe di questo momento così particolare.

La Casera e alle sue spalle il Pelmo

Quanta pace e quanta tranquillità. Giro attorno a lei mantenendo giustamente una certa distanza, voglio evitare quella spiacevole situazione in cui non bisogna mai invadere un territorio che non è aperto al pubblico. Chi vive tra questi territori per diversi mesi all’anno lo fa seguendo una logica dedita alla pastorizia e non per un’ospitalità aperta a qualsiasi escursionista di passaggio. Vedo con grande sorpresa che l’organico di questi malgari è composto da ragazze e ragazzi molto giovani. Bella cosa, mi trasmette quella sensazione in cui antichi lavori come questo possano avere ancora un futuro legato all’attenzione posta dalle nuove generazioni.

La Casera, alle sue spalle la vetta del Monte Mondeval

La libertà nel suo abito migliore…

Ciò che noto con grande stupore è la quasi totale assenza degli animali. Due cani a parte e un cavallo che simboleggia questa libertà assoluta, il resto sembra tutto scomparso. E si che da qualche parte mi sembra di sentire arrivare l’eco di qualche campanella, ma questo suono così difficilmente percettibile non mi conduce da nessuna parte. Non mi arrendo, voglio arrivare ad una soluzione di fronte ad un suono che non può essere dettato dalla mia fantasia. Questa è una giornata completamente diversa dalle solite, è un qualcosa che mi sono imposto sin dalla mattina stessa. A questa diversità aggiungo la curiosità di scovare questo fantomatico gregge fantasma, il mio prossimo obbiettivo.

Ponta Lastoi de Formin visto dalla Casera

Lo Spiz de Mondeval visto dalla Casera

La Sepoltura Mesolitica

Nel 1987, all’interno di questo territorio e a pochi minuti dalla Casera, venne ritrovato, nascosto dalla copertura di un enorme masso, lo scheletro di un cacciatore vissuto presumibilmente più di 7.500 anni fa. La scoperta fece il giro del mondo. Il masso stesso del ritrovamento venne poi studiato da scienziati che lo definirono come un possibile riparo di una considerevole comunità di persone. I resti rinvenuti come le ceneri in una struttura adibita a focolare e gli oggetti raccolti ne diedero conferma definitiva. Ora questo luogo diviene uno dei punti più interessanti del Mondeval, come a ritornare indietro nel tempo e toccare con mano quella che era la quotidianità di un mondo molto lontano dal nostro.

Vista e scopri il mondo dell’Uomo Preistorico del Mondeval presso il Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore.

La Sepoltura Mesolitica

L’enorme masso utilizzato come luogo di riparo dalla comunità Mesolitica

Sono momenti molto particolari, mi fermo per qualche minuto attorno a questo enorme masso. La tabella indicativa presente fa un riassunto di ciò che è stato il ritrovamento e di quelle che sono state le scoperte effettuate in seguito. Ricostruendo così in maniera perfetta la quotidianità, gli usi e i costumi di chi all’interno del Mondeval viveva la sua vita.

Non manco comunque a quell’obbiettivo fuori dall’ordinario imposto qualche ora prima. Il tintinnio prosegue mescolandosi con le voci e i rumori che arrivano direttamente dal sentiero principale, il 436. Sto per abbandonare definitivamente quell’ambiente silenzioso e solitario della mattinata per congiungermi con questo sentiero che si muove lungo la base dello Spiz de Mondeval, dividendo così questa parte di territorio con l’escursionismo di massa che scende direttamente dal Passo Giau per dirigersi verso la Croda da Lago.

Lungo il sentiero 436 verso il Beco de Mezodì (dx)

Finalmente questo mistero viene così svelato. Alcuni movimenti un po particolari si notano in lontananza, in direzione di Forcella Giau. Forme bianche e grigie che si nascondono tra i piccoli dossi di erba mescolata alla roccia bianca. La curiosità di altri escursionisti che richiamano l’attenzione di questi quadrupedi che svelano la loro fisionomia in muli di alta montagna. Li raggiungo con grande stupore, onestamente mi sarei aspettato di trovare mucche e capre che come consuetudine si incrociano da queste parti, ma un intero gregge di una ventina di muli è una sorpresa tanto inaspettata quanto piacevole.

Eccoli, tra il Beco de Mezodì (sx) e il Pelmo (dx), chi sta meglio di loro…

Che fantastico momento, staccare per un po la spina dal territorio circostante e godermi diversi minuti in mezzo a loro. Curiosi si avvicinano, allungano il loro lungo muso verso il mio zaino quasi alla ricerca di qualcosa che percepiscono dall’odore. Alcuni di loro abbastanza restii, malfidenti e che con grande attenzione mantengono le distanze. Non voglio innervosirli, disturbarli e interrompere quel loro tranquillo processo dedito al pascolo. Mi sembrerebbe quasi a violare la loro libertà e la loro quiete, limitandomi quelle confidenze unicamente verso quelli più vivaci e ben disposti ad accogliere la mia presenza.

Sono sempre stato un forte sostenitore della teoria (e per me pure la pratica) in cui l’osservare gli animali, i loro movimenti e i loro gesti spontanei e naturali, sia una lezione importante da imparare. La Natura, che sia animale o vegetale, scandisce dei tempi. Questa scansione impone a loro la libertà di movimento e di decisione che li esonera completamente dalle quelle regole e dalle quelle imposizioni che noi esseri umani siamo costretti a rispettare. Loro non hanno orologio, un’agenda che gli dica cosa fare oggi e tanto meno un cellulare o un pc da cui noi, esseri umani, ne siamo dei dipendenti completamente automi. Loro sono la libertà vera!, quella con la elle maiuscola, quella che noi esseri umani abbiamo ormai perso per seguire delle regole che non abbiamo scelto ma che ci vengono obbligatoriamente imposte.

Mi allontano da loro con una certa malinconia. La riflessione fatta accarezzandoli con mano e guardandogli negli occhi è stata molto importante. A coronare alla perfezione questo mio ragionamento sulla libertà è l’immagine che mi rimane impressa, vedendoli ancora adesso liberi ed immersi all’interno di questa loro Natura, questa loro casa fatta di cose materiali che purtroppo non fanno parte della nostra quotidianità.

La libertà, parola immensa racchiusa in una fotografia

Arrivo al termine di questa mia giornata, di questo mio viaggio così particolare. Arrivo al termine di una lunga riflessione che dalla vetta del Mondeval mi riporta nuovamente a Forcella Giau dove posso tranquillamente dire di aver raggiunto i miei diversi scopi. Il Mondeval stesso, questo enorme ed infinito verde prato che si mescola alla bianca roccia. Il silenzio e Casera Mondeval de Sora che trasmette quella solitudine positiva, quella che permette di far respirare la mente ed assorbire ossigeno puro. I muli di alta montagna al pascolo, dove la materia vivente simboleggia la libertà vera, quella infinitamente lontana da qualsiasi stereotipo moderno.

Ne vale la pena, stacca per un po quella spina che ti lega in modo inevitabile ad una libertà virtuale. Staccala e vivi ogni tanto la montagna fuori da qualsiasi schema escursionistico. Vivila mentalmente cercando in essa tutte le risposte alle tue domande.


La Vetta del Mondeval – La Mappa


La Vetta del Mondeval – Il Video


Location: Mondeval – Val Fiorentina – (BL)

Area Geografica: Val Fiorentina (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Da Forcella Giau 2380m seguendo inizialmente il sentiero 436 e seguire come riferimento visivo il sentiero che scende al Lago delle Baste 2281m. La salita alla vetta del Mondeval segue un sentiero ben marcato che risale alla vetta tenendosi lungo la cresta del Mondeval

Tempi di Percorrenza: Forcella Giau -> Cima Mondeval circa 90 minuti

Dislivello Totale: Forcella Giau – Cima Mondeval +200m

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