Lago del Sorapis

Uno dei gioielli più belli tra le Dolomiti italiane.


Può esistere cartolina migliore?. No, non può esistere perchè in queste acque così impossibili da credere, Madre Natura ha realizzato la sua più bella opera d’arte. Il Lago del Sorapis non ha bisogno di tante presentazioni, già sulla carta è una delle meraviglie degne della certificazione UNESCO di questo straordinario territorio. Ma tutto questo non si limita solo a queste acque così meravigliose. Basta guardare in su, verso il cielo e scoprirne una perfetta cornice di pura roccia di Dolomia formata dal grande massiccio del Sorapis.


Passo Tre Croci – 1805m

Due i punti di sentiero più conosciuti per raggiungere questo piccolo angolo di Paradiso in terra. Il 217, quello meno panoramico e più impegnativo che partendo all’altezza dell’Albergo Cristallo in località Federa Vecchia con un dislivello di circa +650m affronta i boschi della Val Bona senza lasciare troppo spazio alle panoramiche che circondano il territorio. Il secondo, il 215 che partendo dal Passo Tre Croci 1805m in circa 2h e 30m permette di guardare verso orizzonti che si perdono oltre le Tre Cime di Lavaredo, con il Cristallo e i Cadini di Misurina ad accompagnarvi lungo questo maestoso scenario.

Si parte, il sentiero 215 che dal Passo Tre Croci si addentra all’interno dei boschi del Marcoira

Seguo per istinto una mia personale tradizione che si ripete ormai da più di 20 anni. Il Lago del Sorapis è la meta che segna di anno in anno la mia Estate. L’inizio di una lunga stagione che, come per un personale atto propiziatorio, ha inizio proprio da questo sentiero che guarda verso il massiccio del Sorapis con quell’ottimismo che mi fa stare bene. Un po come iniziare con il piede giusto, seguendo questo pensiero che ritengo molto importante per quello che sarà il confronto con le grandi montagne per i prossimi i mesi che verranno.

Vista verso il massiccio del Cristallo

Svettano attraverso i boschi le vette del Marcoira (2422m)

Ciò che mi piace di questo sentiero è la sua particolarità legata alla sua semplicità nel suo proseguo. Dal Passo Tre Croci al Lago si deve affrontare un dislivello totale di +120m, e questo perfettamente diluito in maniera del tutto naturale. La parte inziale lungo i boschi del Marcoira è una rilassante passeggiata dove la spensieratezza e la tranquillità mi abbracciano in maniera quasi spontanea.

Colori di primo mattino attraverso i freschi boschi del Marcoira

Come da me descritto la vera anima del Sorapis la si può cogliere attraverso questo sentiero, il 215 e i suoi punti di vista che si allungano verso orizzonti quasi infiniti. L’opportunità di cogliere angoli e prospettive di massicci ben conosciuti, ma che da questo angolo del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo acquistano dei valori ben diversi. Una naturale carta geografica che sembra non avere fine.

Il Cristallo (sx) e le Tre Cime di Lavaredo (dx)

Tutto va raccolto passo dopo passo. Saper approfittare di quelle situazioni in cui il sole e il cielo azzurro del primo mattino riescono ad invadere gli ampi spazi che questi boschi lasciano a noi, per quel nostro desiderio di poter guardare verso l’infinito, e respirare così quella perfetta alchimia trasportata dai venti in alta quota.

E non bastano i lontani raggruppamenti montuosi che si dividono il territorio tra le Dolomiti d’Ampezzo e le Dolomiti di Auronzo e Misurina. La Val d’Ansiei la guardi mentre si allunga con prepotenza verso l’abitato di Auronzo di Cadore. Una sensazione così forte che sembra imminente l’inizio di un lungo e libero volo, quasi a voler scavalcare con forza l’imponenza della Foresta di Somadida per poi rialzarti con violenza in direzione dei Cadini di Misurina.


Pronti per il punto più impegnativo?, dove l’impegno lascia spazio a quello che io considero il passaggio più da brivido?. Bene, tutto in un solo colpo allora perchè è proprio all’altezza della base delle cime del Ciadin del Loudo, 2879m, che viene richiesto quel minimo impegno che ne completi il dislivello totale.

Un paio di tratti di sentiero che ne evidenzia la giusta pendenza, alcuni passaggi su comode e panoramiche scalette in ferro, e quei cordini d’acciaio che aiutano a scavalcare delle naturali formazioni rocciose ma che nel complesso non destano nessun problema.

Comincia a prendere forma il massiccio del Sorapis…

Al termine di questi passaggi più tecnici si passa dal leggero impegno fisico al momento dedicato al “brivido”. Mi piace definirlo così perchè in tanti anni di transiti lungo questo sentiero, a questo tratto esposto non mi sono mai abituato al punto tale di affrontarlo con tranquillità. Sarà l’esposizione al vuoto che bene o male influisce sempre sulla mia concentrazione, ma al momento in qui noterete questo punto di vista…..

…..dovrete porre la massima attenzione, nessuna vertigine e mano ben salda al cordino d’acciaio. Non è tanto per la sua lunghezza orizzontale (una trentina di metri) ma per la sua altezza in verticale che misura un salto nel vuoto di oltre 300m. L’emozione è forte e la consapevolezza di questi secondi che non sembrano finire mai saranno la massima espressione di ciò che la vostra adrenalina è in grado di produrre.

Lo spazio ristretto del sentiero stesso alimenta maggiormente questa forte ed unica emozione dove la consapevolezza del “grande salto” sarà ben leggibile sul volto di tutti. Oltre questo punto, ancora qualche metro di facile dislivello e i boschi dell’alta Val Bona che anticipano di pochi minuti l’arrivo al Rifugio Vandelli 1928m


Rifugio Vandelli al Sorapis – 1928m

Il Rifugio Vandelli lo si intravede d’improvviso tra questi alti boschi. Il rumore dei torrenti che in questa stagione si sviluppano portando a valle gli ultimi nevai ormai disciolti, sono la perfetta colonna sonora di benvenuto all’interno di questa pacifica e isolata struttura. La sua è una sagoma inconfondibile, quella in cui il Rifugio diviene la vera casa dell’escursionista.

Al bivio per il Vandelli (a sx) e il Cadin del Loudo (a dx)

Tra questi fitti boschi, il Vandelli e dietro di se la grande muraglia rocciosa del Sorapis

Dopo poco più di 2h di cammino so benissimo cosa mi attende a pochi minuti dal Rifugio. Sebbene non sia la mia prima volta quassù, riesco comunque a trattenere quel desiderio, quella curiosità di ammirare per l’ennesima volta il turchese di queste acque così straordinarie. Il Vandelli è l’occasione perfetta per quella tazza calda di un caffè ristoratore e le tradizionali quattro chiacchiere con il gestore.

Fresche e limpide acque che scendono verso valle.


Sulle sponde del Lago – 1923m

Lascio temporaneamente il Rifugio Vandelli, come da mia abitudine (o tradizione) il Lago viene prima di tutto. Qualche centinaio di metri, il sentiero che in maniera facile attraversa il rio carico di energia creata dalle sue fresche acque, e il Dito di Dio 2603m che ne funge da riferimento visivo. Anche questo tratto di sentiero è lo stesso da sempre, ma l’emozione è sempre forte e viva dentro la mia mente. Un leggero avvallamento, quattro passi dettati in maniera molto energica ed ecco che come per incanto quel suo caratteristico colore fa passare in secondo piano tutto ciò che la Natura ha abilmente creato attorno a questo suo piccolo Paradiso.

Il Dito di Dio 2603m, e quell’ultimo e facile avvallamento prima di….

….guardare verso il Paradiso in terra

Uno spettacolo di Natura di assoluta bellezza. Per tanti anni, ogni anno, l’emozione è tale che il silenzio domina le mie sensazioni. L’ora è ancora di primo mattino, sono il solo che ha la fortuna di contemplare questo paesaggio nel silenzio più assoluto. Rimango sempre li, fermo ed attento all’osservarne ogni suo minimo particolare, ad ammirare e a chiedermi per l’ennesima volta come sia possibile una cosa così straordinaria.

Vista sulle Crode di Caccia Grande (sx) e verso il Dito di Dio (dx)

I minuti passano velocemente, un po alla volta tutto ciò che mi circonda ritorna a far parte di questa scenografia naturale. Il mio viaggio visivo mi conduce a focalizzare un po per volta quella che io definisco la cornice perfetta per un quadro di inestimabile valore. L’intero massiccio del Sorapis è composto dalla sua grande parete rocciosa che da vita alle Crode di Caccia Grande. Da queste tutta una serie di guglie e torrioni rocciosi che si innalzano oltre i 3mila metri, che si scagliano con forza verso la Ponta del Sorapis a 3191m.

Le Crode di Caccia Grande (centrale) e il Dito di Dio (dx)

Il grande campanile centrale che specchia la sua maestosità è il Dito di Dio. Sembra il colosso dominante dell’intero gruppo roccioso, ma invece è una delle vette più basse. Sarà la sua vicinanza al Lago stesso, o che per un fattore ottico istintivamente è una delle prime cose che si notano lungo queste pacifiche sponde. Tutto inizia piano piano ad assumere l’aspetto della maestosità.

Dell’intero Lago c’è l’opportunità di girarci attorno solo per un suo 80%. Il sentiero 215, che parte dal versante destro del Lago stesso, si addentra attraverso i bassi boschi che stanno ai piedi della lunga spinale rocciosa formata dalla Ra Zesta 2788m. E’ un passaggio di pochi minuti attraverso formazioni naturali rocciose che mantengono sempre ben in vista la presenza di queste turchesi acque.

E si arriva così nei pressi di un ampia spiaggia. Questo è il punto prediletto di chi vi fa visita, senza farsi mancare qualche ora di riposo e farsi coccolar dal sole che brilla al cospetto di queste straordinarie Crode. Come nota tecnica, proseguendo per il sentiero 215 si risale il grande vallone di pietra del Circo del Sorapis fino a raggiungere la base della Ponta Negra 2847m, e successivamente entrare all’interno del territorio del Faloria su di un bellissimo sentiero in alta quota.

Arrivato a questo punto sento di non trovare altro da aggiungere. Salire al Lago del Sorapis è come affrontare una meta che ti congiunge con queste acque che sembrano quasi sacre. Hai a disposizione una traccia di sentiero che risale leggermente il Circo del Sorapis rimanendo sempre ben saldo alle sponde del suo Lago. Non puoi girarlo a 360°, o meglio ritengo sia una possibilità che escludo completamente visto il possibile pericolo che potrebbe incombere

Ma dopo tutto a cosa servirebbe tentare quella valorosa mossa che potrebbe rovinarti una giornata così bella, e così perfetta. Tutto ciò che ti serve lo puoi benissimo vivere standotene comodamente seduto su questa sua spiaggia naturale. Non solo le Crode di Caccia Grande, questa grande abbraccio si eleva dalla Ra Seleta 2673m (versante ad Ovest), al Sora el Fo 2567m (versante ad Est).

Inizia un po alla volta quella fase che io definisco di cambiamento. Con il passare delle ore la pace e la tranquillità di questo posto inizia pian piano a scemare. Il Lago del Sorapis non è nuovo a fatti di cronaca che di anno in anno apre dibattiti su quello che riguarda l’aspetto legato al rispetto della Natura. Abbiamo tutti il diritto di libertà, ma ciò che fa differenza è che a questo diritto (e non solo) siamo sempre pronti ad approfittarne venendo a meno di quello che sono gli obblighi da rispettare.

Guarda queste acque, ammira questi fiori e tieni in considerazione che l’ordine e la pulizia sono uno dei segni più indiscutibili di educazione e civiltà. Quanti purtroppo fanno finta di non saper leggere o di approfittare della propria indifferenza per fare per l’ennesima volta “ciò che si vuole”.

“Se in questo luogo esiste una pecca, questa siamo noi stessi. Arroganti e maleducati, sempre pronti a lasciare sul posto ciò che si dovrebbe portare a valle e approfittare di queste acque così fresche per un bel bagno rigenerante sebbene vietato….”

Per l’ennesima volta, da più di 20 anni lascio questo luogo con la stessa delusione, che aumenta di anno in anno e dove mi chiedo come sia possibile essere così violenti nei confronti di un habitat naturale che un po alla volta sta scomparendo.

Ritorno così sui miei passi, è ora di pranzo e il Vandelli mi aspetta con quel suo tradizionale e menù della più classica tradizione cadorina. La sua ospitalità è eccezionale e la gestione di anno in anno si ripete in cortesia e perfetta simbiosi con l’escursionista.

E’ stata una bella giornata, che non ritengo ripetitiva sebbene seguita per così tanti anni. E’ stato come fosse la prima volta, con quella stessa energia e carica di positività. Con quelle stesse sorprese e quei momenti da togliere il fiato una volta (ri)scoperte queste impensabili colorazioni degne di una tavola di un celebre pittore.

E’ Estate finalmente, e il Sorapis mantiene le sue promesse, rinnovando quella sua caratteristica naturale a dare così il benvenuto alla nuova stagione. Quella calda e dei grandi Trekking, che vanno ad abbracciare i luoghi più impensabili attraverso questa Natura che sà essere tanto verde quanto rocciosa.


Into Tecniche

Da un punto di vista tecnico consiglio di salire al Lago e al Rifugio seguendo il sentiero 215 che dal Passo Tre Croci in poco più di 2h raggiunge tutte e due le mete. Primo per un fattore paesaggistico, bellissime panoramiche verso alcuni angoli delle Dolomiti d’Ampezzo e delle Dolomiti di Auronzo e Misurina. In secondo luogo per il suo facile dislivello, a differenza del 217 che parte dall’Albergo Cristallo/Federa Vecchia e affronta un dislivello notevolmente maggiore. Lungo il 215 porre molta attenzione al passaggio esposto poco prima di arrivare al Rifugio Vandelli.


Lago del Sorapis – La Mappa


Lago del Sorapis – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Circo del Sorapis – Gruppo del Sorapis

Area Geografica: Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Dal Passo Tre Croci 1805m su sentiero 215

Link: Rifugio VandelliParco Naturale delle Dolomiti d’AmpezzoInfoDolomitiVisitVeneto

VenetoMontagna

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