Lago Federa – Dolomiti d’Ampezzo

Bellissima invernale alla Croda da Lago, una di quelle da ripetersi spesso.


Non esiste stagione, che sia d’Estate come in Autunno, l’Inverno porta sempre delle bellissime sorprese ai piedi di questa maestosa spinale rocciosa della Croda da Lago. Malga Federa, rigorosamente aperta durante la stagione bianca, il Rifugio Croda da Lago chiuso e il suo lago completamente chiuso dal ghiaccio.

Sono situazioni che nascono da dentro. Di anno in anno, di stagione in stagione il mio istinto mi porta sempre fin quassù. In questo Rifugio, lungo le sponde di questo lago ghiacciato e questa meravigliosa terrazza naturale che dalla Croda da Lago si allunga verso il Becco di Mezzodì.


Lago Pianoze – 1176m

O meglio il territorio geografico che racchiude a se questo piccolo lago e il suo ristorante omonimo (Ristorante Pianoze), giusto per dare la giusta indicazione di partenza. E’ in prossimità di questo luogo che inizia la lunga carrozzabile che sale in quota, una carrozzabile che rientra all’interno del sentiero 432 che sale direttamente in Malga Federa.

Strada ben conosciuta da chi fa escursionismo e da chi, durante l’Estate si diletta sulla propria MTB a risalire questa lunga ed impegnativa serpentina per raggiungere, in stile di “Gran Premio della Montagna”, il Rifugio Croda da Lago nei suoi +829m di dislivello totali.

In questa stagione però la situazione è ben diversa. L’Inverno porta con se lungo questa strada una coltre di ghiaccio che in certi frangenti impone un certo impegno se non si utilizza in modo regolare dei ramponcini. Porre quell’attenzione che potrebbe portare a spiacevoli ed evitabili cadute se non in possesso di questo utilissimo accessorio.

Calma e tranquillità, ponendo le giuste dosi di impegno considerando le circa due ore di cammino e quel dislivello che solo in questa prima parte, fino a raggiungere Malga Federa, è di poco meno di +600m. Ma tutti si compone di una bellissima passeggiata attraverso questi boschi.

Boschi, boschi e solamente boschi. Sebbene questa carrozzabile possa dare l’idea di poter scorgere dei bei punti panoramici, la fitta vegetazione presente offre unicamente dei piccoli spunti e sporadiche vedute verso la Valle del Boite cime rocciose comprese.

Vista verso il Sorapis…

Ma ad ogni situazione quel regalo che questa Natura tiene sempre in serbo. Ecco infatti un ampio scorcio che permette di avere una bella visuale sul versante del Sorapis che guarda proprio verso la Valle del Boite. Attimi di pausa prima di inoltrarmi maggiormente all’interno di questa vegetazione.

Il sentiero sebbene segue questa comoda carrozzabile è ben fornito di tabelle indicative che rendono anche l’idea delle possibili varianti per altri sentieri che si allungano attraverso altri versanti. Lungo questa tratta infatti non solo il Lago Federa ma il Lago de Aial per esempio.

Tutto prosegue come una continua fotocopia. Questa prima parte, per chi come me l’ha già affrontata diverse volte, diviene quasi una passeggiata di routine dove ogni singola curva ed ogni possibile situazione è ormai così famigliare da non porvi più caso. Non che sia una situazione che trovo noiosa, ma in certi contesti si tratta di momenti da dedicare come un punto obbligato da affrontare.

Rimane comunque un bel tratto dove concentrarmi maggiormente su ciò che la giornata ha in serbo e a tutte quelle possibili situazioni che potrebbero scaturire la mia curiosità per un nuovo bagaglio escursionistico personale di grande importanza. Devo dire che già assaporo il piacere di arrivare in Malga Federa, e questo è un desiderio che finalmente inizio a toccare con mano.

Entro così ufficialmente all’interno dell’alpeggio di Malga Federa. Leggermente i boschi iniziano a diradarsi e lasciare sempre più spazio al grande alpeggio a cielo aperto che durante l’Estate accoglie a se un considerevole numero di animali al pascolo. Sebbene lo scenario sia completamente diverso, ciò che mi accoglie per l’ennesima volta si compone di uno spettacolo naturale straordinario.

Ancora qualche centinaio di metri prima di entrare ufficialmente in scena. Mi fermo per qualche istante guardando con grande attenzione l’inconfondibile sagoma del Beco de Mezodì che in lontananza mi da così il benvenuto, un lasciapassare per quella che finalmente inizia ad essere la mia giornata tanto desiderata come voluta. Si apre finalmente il sipario….

Non posso assolutamente tralasciare questo mio grande momento. Un silenzio che accompagna ogni mio sguardo, dove il mio punto di vista non perde l’occasione nell’osservare ogni minimo particolare che questa Natura improvvisamente mi pone di fronte. Anche questa situazione per me è l’ennesima, come il primo tratto stradale già affrontato. Ma tutto ciò alimenta in me quel vigore e quella grande soddisfazione di come fosse la mia prima quassù. Magia e coinvolgimento di questa Natura

Ai piedi del massiccio roccioso della Croda da Lago, Malga Federa a 1816m

Dal Beco de Mezodì (2603m) a Forcella Ambrizzola (2274m), per iniziare così questa mia lunga scalata visiva dove limmensa parete della Croda da Lago sembra voler prendere il volo verso l’azzurro cielo di questa mia mattinata. Cima Ambrizzola (2715m), la vetta della Croda da Lago (2701m) e per finire Cima Bassa che con i suoi 2538m chiude questa fantastica cornice rocciosa. Ai piedi di questo imponente panorama la minuta figura di Malga Federa, immersa nel bianco e candido Inverno.

Un passo alla volta riprendo il mio cammino, senza mai togliere l’attenzione alla “grande muraglia” rocciosa che per oggi deve ancora dare il meglio di se stessa. Quello che fino ad ora ha preso una parte del mio tempo è ancora nulla rispetto a tutto ciò che lassù ancora mi attende.

Tutto prosegue come da mio programma. Ciò che mi ero prefissato per questa mia ennesima volta lungo questo territorio si sta rispecchiando perfettamente. Sono mio agio e tranquillo con me stesso, questo ambiente è l’ideale per riuscire a raggiungere questo equilibrio perfetto.

Avete presente lo stato in cui “sto veramente bene?….”


Malga Federa – 1816m

Storica struttura ricettiva che guarda verso la Valle del Boite, con punti panoramici di grande rilievo (ed esclusivi) sull’intero raggruppamento montuoso che guarda al versante ad Est della Boite stessa. Dal Cristallo in lontananza per guardare al Faloria e al Sorapis, perfetta visuale su queste vette delle Dolomiti d’Ampezzo.

Vista verso il Cristallo e il Faloria…

Il Cristallo (sx), il Faloria (centrale) e il Sorapis (dx)

Malga Federa 1816m e alle sue spalle la Croda da Lago

Pausa caffè e quattro chiacchiere per condividere qualche interessante minuto con il gestore. Conosciutissima e rinomata Malga, offre ospitalità proponendo piatti tipici Ampezzani e fornendo delle comode e tranquille camere per poter passare delle notti in alta quota sicuramente indimenticabili. Aperta per buona parte dell’anno, seguendo durante la stagione bianca un calendario di apertura dedicato ai fine settimana.

Giusto il tempo per ricaricare le energie. Un ottimo caffè che da la spinta giusta per affrontare l’ultimo tratto di sentiero. Quarantacinque minuti circa di sentiero (sempre il 432) rientrando nuovamente attraverso i boschi della Tauta per quei +250m di dislivello che mancano prima di raggiungere la mia meta finale.

Malga Federa

Lascio dietro di me la Malga e una spettacolare vista verso il Sorapis…

Di nuovo attraverso i boschi, quelli della Tauta con il Beco de Mezodì come riferimento visivo…

Il calore, la forza e la luce direzionale del sole…

La quota più elevata e la pendenza che leggermente accentua questo sentiero, crea delle formazioni di ghiaccio più consistenti rispetto alla carrozzabile affrontata prima. In questa ultima parte i ramponi praticamente d’obbligo. Alcuni tratti evidenziano il forte dislivello che si deve incontrare lungo questa mia ultima parte di sentiero. Ma tutto procede per il meglio, seguo la luce del sole come un faro direzionale che emana quel dolce calore che mi fa percepire la sua forza vitale. Fantastico!!…

Nuovamente attraverso i boschi…


I boschi della Tauta

Dove la mia fantasia vola all’interno di un mondo di fate e folletti. Di stagione in stagione il sole illumina questi boschi di una luce che alimenta la mia fantasia, e la convinzione di trovarmi all’interno di una fiaba che non conosce età. Questo silenzio surreale, dove la fitta vegetazione non permette a nessun “rumore umano” di potervi entrare.

Il vento e quel piccolo ruscello che come per magia rimane attivo per quasi tutto l’anno, e la grande parete rocciosa delle Croda da Lago che in certi punti inizia a dimostrare la sua maestosità. Ora tutto sta cambiando nuovamente, l’intero ambiente naturale che mi circonda comincia ad impossessarsi di tutto lo spazio disponibile. E’ così che mi piace pensare di questo luogo, ed è così che lo vivo…

Un’alchimia che scorre veloce seguendo il mio passo, con quella sensazione di essere io stesso il mio orologio del tempo. Ma è giusto uscire da questa alchimia, vissuta è stata vissuta ed ora è tempo per guardare verso lo spazio che torna nuovamente ad essere infinito.

Un’ultima curva secca e pendente sulla sinistra, quell’ultimo tratto che mi permette di avere sempre più maggiormente di fronte a me la Croda da Lago dove questi miei ultimi passi sembrano sempre più pensanti. Forse questo è dettato dalla mia eccitazione, sapendo di avere il Paradiso nelle mie mani.


Rifugio Croda da Lago al Lago Federa – 2046m

Il punto di vista più conosciuto è sicuramente quello estivo. Aperto regolarmente da metà Giugno fino alla fine di Ottobre, Il Rifugio garantisce ospitalità ed accoglienza degna della sua storia e dei suoi trascorsi come simbolo di questo territorio.

I suoi pascoli, i suoi alpeggi che si disperdono a vista d’occhio lungo i verdi prati ai piedi del Monte de Federa. Quella cartolina meravigliosa che guarda verso il Beco di Mezzodì e di Forcella Ambrizzola, raggiungibili in meno di un’ora di facile cammino, d’Estate però.

Durante l’Inverno invece pure lui, come tanti altri Rifugi in alta quota, rimane chiuso e solitario all’interno del suo lungo letargo invernale. Ma questa diviene l’occasione perfetta per giungere fin quassù e di sfruttare quella sua terrazza esterna per quel pranzo a sacco che in questo frangente ci sta proprio tutto. E’ vero che Malga Federa dista ora solo una ventina di minuti di cammino, in discesa ovviamente, e tenerla quindi in considerazione per il pranzo comodamente seduti. Ma la bellezza del territorio invoglia quel pranzo a sacco in modo deciso e discreto.

Raggiungere il Rifugio Croda da Lago è come arrivare all’interno di un nuovo Paradiso. L’immagine più emblematica è quella che guarda verso il grande altipiano che verso Sud da vita alla sagoma inconfondibile del Beco, di Forcella Ambrizzola per dare così vita alla lunga ed enorme parete che compone questo versante ad Est della Croda da Lago. Ma tutto non si ferma solo a questo.


Rifugio e Lago Federa alla Croda da Lago – Punti di vista

Il Lago Federa…

Dalle sponde del Lago verso l’intera muraglia rocciosa della Croda da Lago…

Completamente ricoperto di ghiaccio…

In lontananza il Cristallo…

Il Cristallo (sx) e il Sorapis (dx)

Il Beco di Mezodì, magnifica visione…

Il sole tiepido, qualche leggera folata di vento di tanto in tanto. Clima perfetto per rimanere il più possibile a stretto contatto con questa meravigliosa Natura. Un silenzio quasi surreale, tutto risulta perfetto all’interno di questa mia giornata di per sè perfetta. Un quadro naturale che nel modo più semplice mi tiene fermo su di un punto fisso. Quel mio angolo che definisco ottimale per quei miei momenti da dedicare alle mie riflessioni personali. Per me la montagna è anche questo…

Ed è per questo che ora cerco di sfruttare il più tempo possibile prima che il sole inizia la lunga e veloce discesa verso occidente, nascondendosi dietro a questa grande muraglia rocciosa per anticipare una nuova ed imminente giornata che giunge al termine.

Quella piccola baita che stà nel bel mezzo della grande piana, del grande alpeggio estivo. La “Prensera de Mago“, una piccola baita in legno che dista dal Rifugio poche centinaia di metri. Un sentiero ben battuto che scende leggermente fino a raggiungere la parte più alta di questa piana. Un nuovo punto di vista, un piccolo angolo di questo Paradiso da ammirare.

Cammino verso il sole. Passo dopo passo mi avvicino sempre più al Beco e a Forcella Ambrizzola. Lo spazio che mi circonda è così ampio che sembra di toccare con mano questi due punti geografici molto particolari. Arrivare alla piccola baita è giungere nel luogo perfetto per altrettanti momenti perfetti. Ora l’intera spinale rocciosa della Croda da Lago si mostra nella sua immensità più totale.

Il piccolo crocifisso adiacente alla piccola baita…

La Prensera de Mago…

Piccola ed accogliente…

Vista verso il Sorapis…

Ed è da qui che posso finalmente distinguere da un punto di vista geografico le varie vette e guglie che compongono questa grande spinale. Una rappresentazione geografica completa, al cospetto di questo bellissimo sole che illumina di vita questa bianca piana che mi ospita.

Da Cima Ambrizzola (2715m-sx), Cima Croda da Lago (2701m – centrale) e Cima Bassa (2538m – dx)

Un sipario che si chiude con questa mia piccola deviazione. Ora la mia curiosità guarda verso il sentiero di ritorno, lo stesso di salita e che vede in Malga Federa il perfetto punto di fermata di metà pomeriggio. Ritorno quindi sui miei passi, il sentiero 432 d’ora in avanti sarà una lunga e quasi interminabile discesa fino a valle. Ma Prima la Malga mi attende, i suoi meravigliosi dolci e quel caffè che a quest’ora fa la differenza…

Verso valle, sempre su sentiero 432

Soddisfatto e felice

La via del ritorno è una lunga e piacevole passeggiata. Con ramponi sempre ai piedi soprattutto in questa fase dove il sentiero in certi frangenti è bello ripido, con la complicità delle temperature sempre più in ribasso e la formazione di lastre di ghiaccio su cui porre attenzione.

Esclusa la sosta a Malga Federa, in meno di un paio d’ore rientro così all’altezza del Lago Pianoze, punto di partenza e di arrivo lungo questa mia ennesima avventura alla Croda da Lago. Tutto è andato alla perfezione, tutto come se fosse la prima volta….


Lago Federa – Note Tecniche

Escursione giornaliera che si completa solo di cammino in circa tre ore soste escluse. Punto di riferimento per una comoda ristorazione rimane Malga Federa come unica struttura aperta nei fine settimana della stagione invernale. Un dislivello che si suddivide in due differenti situazioni, dal Lago Pianoze a Malga Federa +640m, e da Malga Federa al Lago Federa +230m

Da un punto di vista tecnico trovo molto ghiaccio lungo la carrozzabile che sale in Malga, e successivamente nel tratto che dalla Malga raggiungo il Lago. Il contesto generale si presenta come un sentiero completamente ben battuto dove raccomando vivamente l’utilizzo dei ramponcini. Per quanto riguarda la deviazione al Gores, io lo escluderei visto la problematica legata al ghiaccio.


Lago Federa – La Mappa


Lago Federa – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Lago Federa alla Croda da Lago (BL)

Area Geografica: Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Su sentiero 432 che dal lago Pianoze sale a Malga Federa

Link: CortinaDolomitiParco Naturale delle Dolomiti d’AmpezzoCadoreVenetoMontagnaVisitVenetoInfoDolomitiMalga FederaRifugio Croda da Lago

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