L’anello del Pelmo – Val di Zoldo

Il classico Trekking ai piedi del maestoso “Caregon”


A dire il vero questa bellissima escursione parte da quel versante che guarda verso la solare Val Fiorentina. In effetti l’intera Val d’Arcia si affronta lungo un sentiero roccioso che rientra all’interno del territorio della Fiorentina, e questo fa si che l’intero anello sia per la sua prima parte rivolta a questa valle e la seconda alla Val di Zoldo.

Questa mia giornata guarda verso la fine dell’Estate. E’ infatti una delle mie ultime uscite di stagione e questo suo imminente cambiamento lo noto da due particolari che identificano perfettamente il nuovo in arrivo. Una giornata di mattino presto al Passo Staulanza 1773m con una temperatura e quel freddo pungente che impone un abbigliamento più pesante e la presenza, successivamente verso le quote più alte, dei primi colori autunnali sulla bassa vegetazione.


Passo e Rifugio Staulanza – 1773m

Punto di passaggio di grande importanza. Il Passo Staulanza è l’unico collegamento stradale che congiunge la Val di Zoldo con la Val Fiorentina. Caratteristica è la presenza del Rifugio Staulanza, figura storica all’interno di questo territorio e punto di partenza di questo lungo Trekking.

Il centro escursioni del Passo Staulanza, punto di partenza ai piedi del Pelmo

Il classico anello che ti conduce ai piedi del maestoso Pelmo, il “Caregon del Padreterno” come da sempre viene riconosciuto seguendo una linea storica di questi luoghi. In effetti se lo si guarda bene da certi punti di vista, la sua naturale formazione rocciosa lo identifica come un vero trono.

Mole impressionante di questa immensa montagna che si posiziona tra la Val di Zoldo, la Val Fiorentina e la Valle del Boite. Simbolo eterno delle Dolomiti, dove la sua imponente sagoma la si può osservare da qualsiasi punto in quota da tutti i versanti geografici.

Bellissima e fresca giornata. Il periodo è quello che vede nel calendario stagionale uno degli ultimi giorni d’Estate. Sentiero 472 che dal passo Staulanza sulla sinistra inizia a salire attraverso i boschi per intraprendere il cammino dal suo versante a Nord.

Un sentiero che inizialmente impegna quasi nell’immediato. Se mi guardo davanti la prospettiva che vedo nei confronti del Pelmo è di un qualcosa di veramente colossale. Ottimo punto di vista che permette di valorizzare al meglio questo lungo Trekking.

I boschi che guardano verso questo versante si diradano in poco tempo. Si inizia a camminare su di un sentiero sempre più roccioso e allo stesso tempo più pianeggiante. Da questa prima parte della Val d’Oten il panorama è di straordinaria bellezza. Non più boschi ma infiniti spazi aperti.

Punto panoramico verso la Val Fiorentina

Da qui in lontananza il Mondeval e la piramide rocciosa di Cima Ambrizzola in lontananza. Sulla destra è ben visibile, illuminato dal sole, il Rifugio Città di Fiume.

Con le luci di primo mattino e quel debole ma forte sole che sta lentamente per prendere vita, la Natura mi regala i suoi istanti più belli. Il cielo azzurro che termina lungo i versanti più lontani, quelli che formano la Val Fiorentina e che illuminano di luci i verdi prati del lontano Mondeval. Lo spettacolo è straordinario, tanto che perfino il Rifugio Città di Fiume si fa notare grazie a quella complicità dettata da alcuni raggi di sole che con grande forza riescono a penetrare le rocce circostanti.

Fine dell’Estate e i primi segnali d’Autunno…

E’ quella situazione che fa del bene. Dalla valle risale una leggera e fresca brezza, decisamente diversa rispetto a quel vento fresco portato dall’Estate sebbene a quote elevate. Dal panoram,a reso speciale dalla limpidità dell’aria, alcuni primi segnali dell’imminente Autunno.

Attraverso questa roccia spuntano improvvisi i primi segnali del nuovo che arriva. Alcune piante danno già vita a quei colori che non vedo l’ora di trovare nel pieno della loro stagione. Colori che si abbracciano al verde rimasto, piacevoli angoli di un giardino tutto naturale.


La Val d’Arcia – 2270m di media

Ora però si deve affrontare la prima fatica della giornata. Mi sento di dire che si tratta sicuramente di quella più impegnativa dell’intero Trekking, e avviene in un momento favorevole. Mi muovo da circa un’ora lungo questo sentiero, le forze e la determinazione sono ancora a mio favore in questo frangente anche se la rocciosa Val d’Oten rimane sempre un impegno da affrontare.

Prima impressione della Val d’Oten. In orizzontale si nota bene la linea di sentiero di salita ai piedi de La Fessura 2726m

Il sentiero diviene il 480. Nella sua prima parte appena lasciati i boschi segue una linea facilitata in orizzontale, con qualche spunto di salita di poco rilievo. Di tanto in tanto, un colpo d’occhio di ciò che mi lascio alle spalle e il Rifugio Città di Fiume già in piena attività e con il camino fumante. E’ sempre un riferimento importante, una sensazione positiva osservare un Rifugio sebbene da lontano.

Ma la sua è una delle tante presenze che un passo dopo l’altro lascia il posto ad altre prospettive. Il sentiero 480 inizia così a diventare più impegnativo. Il dislivello richiesto per giungere in Forcella Val d’Arcia (2476m) lo si inizia ad affrontare seguendo una deviazione sulla destra, con ben impresso nella pietra la sua corretta numerazione. L’attacco alla Forcella ha così inizio.

Una prima parte chi si snoda su di una ripida e franosa serpentina. Questo contesto così naturale non è sicuramente di aiuto in questo momento. La ripidità del sentiero è ben evidente, ma lo spettacolo che offre permette in diversi momenti ad ammirare ciò che solo il Pelmo da questo suo versante riesce a regalare.

In effetti questa parte è di grande impatto emotivo. Scorre ai piedi dell’intero versante a Nord del “Caregon” e questo ne delinea la sua imponente molte. Il nevaio della Val d’Arcia, come spesso troviamo segnalato nelle mappe escursionistiche, si riduce ad una misera presenza nevosa di stagione. Ma ciò che attrae è ben altro.

Una lunga parete rocciosa. La vetta primaria del Pelmo che si innalza a 3168m che si allunga verso destra fino a congiungersi con le Crode di Forca Rossa, una serie di vette e campanili rocciosi che di media si innalzano oltre i 2700m. Il passaggio è spettacolare, reso sempre impegnativo sebbene ad un certo punto prosegua lungo una linea più orizzontale.

Man mano che si sale la Val d’Arcia si arriva su un punto in cui si vedono, sebbene nessuna indicazione presente, la divisione in due parti di questo sentiero (480). Sulla sinistra, tenendo come riferimento geografico la base di Cima Forada 2455m, segue la sua originaria linea di riferimento. Se invece si guarda sulla destra, lungo il versante di Forca Rossa 2621m in quella sottile linea di sentiero che affonda sui ghiaioni tipici di questa valle, si nota quello che io consiglio come diversivo rispetto alla linea di cammino originale. Lo trovo più spettacolare, più adatto al desiderio di avventura.

Sulla sx, in direzione di Cima Forada, il sentiero 480. Sulla destra la sottile linea di sentiero che scorre lungo la Forca Rossa e le Crode di Forca Rossa…

Seguo la sezione di destra del sentiero, in lontananza Forcella di Val d’Arcia…

A fronte di questo mio personale consiglio c’è una premessa da fare. Camminare ai piedi di queste altissime pareti vuol dire trovarsi di fronte a possibili cadute di sassi. Non è che la cosa sia molto diversa seguendo il sentiero dal versante opposto, ma questo è un dato di fatto indiscutibile.

In effetti in questo tratto finale della Valle è ben udibile quel loro inconfondibile rumore a caduta libera. In diverse occasioni guardo attento cercando di focalizzarne la presenza, quasi impossibile visto l’enorme mole rocciosa che mi trovo davanti. Per cui un po di attenzione.

L’arrivo in Forcella è poi la prima delle soddisfazioni più grandi. Si giunge dopo una lunga ed impegnativa salita attraverso la Valle, composta unicamente da pietre e diversi tratti franosi. Di grande impatto la panoramica che a quota 2476m si ammira dell’intera Val d’Arcia.

Parte finale del sentiero 480 che guarda verso il versante di Cima Forada2453m

Da Forcella Val d’Arcia verso la Val d’Arcia

Punto di vista verso il sentiero secondario di salita (sx). Forcella Val d’Arcia 2476m (dx)

Altra prospettiva della Val d’Arcia

Punto di grande interesse geologico. Dalla Forcella si ammira così la grande parete sovrastante, quella che forma il versante più ad Est del Pelmo che vede nel raggruppamento delle Crode di Forca Rossa l’anfiteatro roccioso per antonomasia lungo questo versante.

Da qui è possibile avere già un’ampia visuale di ciò che si andrà a delineare come seconda parte dell’intero Trekking. Guardando verso Sud una bellissima prospettiva della Valle del Boite con la sagoma dell’Antelao come l’emblema di questa nuova vallata.


Il Sentiero Flaibani e il Rifugio Venezia

Pronti per una lunga e ripida discesa? certo perchè se per questa prima parte di escursione avete dovuto impegnarvi per raggiungere la Forcella, ora quel forte dislivello affrontato diventa una lunga discesa ripida e per lunghi tratti pure franosa. Un nuovo e grande momento che io considero “avventura”.

Lascio Forcella Val d’Arcia e seguo questo suo ripido e franoso canalone roccioso

Questo tratto di sentiero viene denominato “Sentiero Flaibani”. Prosegue la sua numerazione 480 lungo una vertiginosa serpentina che scende molto in fretta di dislivello. Consiglio in alcuni tratti di essere un po prudenti e di seguire come riferimento alcuni ometti in pietra presenti in quei punti dove il sentiero viene a meno come marcatura.

Bellissimo tratto su roccia bianchissima, resa ancora splendente dal sole di metà giornata che rende così merito a questo versante ad Est del “Caregon”. Gli spunti panoramici verso la Valle del Boite diventano sempre maggiori man mano che il sentiero stesso rende più visibile l’ambiente circostante.

Anche in questo caso una continua serpentina vertiginosa dove incrocio diversi escursionisti che la salgono in senso opposto. E’ ben visibile la loro fatica in questo tratto decisamente impegnativo. Alcuni passaggi con cordino in quei tratti in cui sembra di essere inghiottiti dalla roccia.

Dietro di me Forcella Val d’Arcia

Vista verso l’Antelao

Come inghiottito dalla roccia…

Cambiano i versanti, ma non cambiano i punti di vista che guardano verso queste splendide valli. Dalla Val Fiorentina scendo lungo il Sentiero Falibani in questo versante della Valle del Boite. Vallata per antonomasia, la valle che conduce i turisti verso il territorio delle Dolomiti d’Ampezzo e principale via di comunicazione per raggiungere la nota città turistica di Cortina d’Ampezzo, la “perla delle Dolomiti”.

Panoramica verso la Valle del Boite

Dopo una serie di varie peripezie e passaggi veramente spettacolari il Flaibani termina questo suo breve tratto di sentiero su di una Forcella panoramica a ridosso del Sas de la Gries . Pareti rocciose che guardano verso la Boite, di quella roccia dura e tipicamente ruvida che cattura la mia attenzione per una sosta dedicata a delle foto di rito molto particolari. L’occasione perfetta per immortalare l’anima millenaria di queste montagne.

Il tempo scorre e il sole è già alto a scandire in perfetto tempismo quell’orario che mi avvicina alla sosta di metà giornata. E in questo non posso chiedere di meglio…


Rifugio Venezia 1946m – Anello Zoldano

Una delle parti più interessanti di questo nuovo versante, quello a Sud, è data dal fatto che viene percorsa durante le prime ore del pomeriggio. Un intero versante completamente illuminato da sole a rendere così l’intero contesto naturale di una bellezza unica.

Il lungo ghiaione roccioso che scende in direzione dei Campi di Rutorto è una continua ed interrotta esposizione alla nostra stella primaria. Fa molto caldo essendo Settembre già inoltrato, e la giornata sembra una di quelle tipicamente estive, da metà Agosto.

L’Anello Zoldano lungo la valle omonima, la Val di Zoldo. Il Rifugio Venezia è il simbolo per eccellenza dell’intera valle all’interno del contesto escursionistico del Pelmo. Si scende lungo questo versante Sud lungo la linea del sentiero 460 che scorre alla base della Spalla Est 3024m, che si congiunge con una serie di campanili che vede nella Pala Sud 2500m uno dei punti di vista più significativi direttamente dal Rifugio Venezia.

Campanili rocciosi del Pelmo dal suo versante Sud

Primi segnali dell’Autunno in arrivo…

Sarà dovuto all’esposizione al sole per buona parte di un intera giornata che a ridosso di alcuni massi rocciosi su questo versante piccole piante estive stanno già mutando quella tipica colorazione autunnale. Un effetto visivo sulla roccia bianca che attira la mia attenzione.

Eccolo il mio Rifugio, la mia sosta di metà giornata. Posizionato a 1946m di quota a ridosso dei Campi di Rutorto, tipica zona dedita agli alpeggi estivi di questo angolo della Val di Zoldo. L’aria che si respira in questo luogo è pura energia per i miei pensieri e per le sensazioni che percepisco da questa Natura così incontaminata.

E’ l’ora perfetta per un meritato e comodo pranzo su uno dei due diversi punti di vista che guardano sia verso Valle che verso l’intero versante a Sud del Pelmo. Scelgo per il versante roccioso, quello che con un squisito piatto di pasta accompagna questi miei momenti di assoluto relax. L’impegno fino ad ora è stato notevole, ora è giunto il momento di recuperare le energie.

Una delle situazioni che consiglio sempre, è quella dettata dal vivere il Rifugio come un punto di vista che guarda verso il regno animale con un occhio di riguardo. Nella maggior parte dei casi a ridosso di Rifugi e Malghe è sempre presente quell’alpeggio estivo che ne crea quel suo fascino del tutto particolare. Vista la stagione ormai agli sgoccioli, l’alpeggio del Rifugio Venezia è composto dalla presenza di una decina di bellissimi cavalli che liberamente si muovono all’interno dell’area dei Campi di Rutorto.

La loro presenza è per me quel valido motivo per dedicare un po di tempo a queste straordinarie creature. Sono gli ultimi giorni, ancora per poco e poi sarà il loro turno per rientrare così a valle e nelle rispettive stalle. L’ultima occasione per quest’anno per poi ripetersi la prossima Estate.

Che spettacolo, momenti indimenticabili di una stagione che mi saluta con un regalo immenso dettato dalla tranquillità e serenità di questi esseri straordinariamente viventi. Attimi che voglio vivere il più possibile, rispettando i loro spazi e quella invidiabile libertà.


Val di Zoldo e il Passo Staulanza

Si racchiude in queste due zone la parte finale dell’intero anello. E’ più facile a dirsi, infatti il sentiero 472 che parte dal Passo di Rutorto 1931m per giungere al Passo Staulanza impone l’attraversamento dell’intero versante Sud ed Ovest del grande massiccio. All’incirca ancora un paio d’ore di cammino su di un contesto geologico che cambia completamente fisionomia.

Si abbandona lentamente tutto il mondo roccioso affrontato in precedenza. Questo nuovo versante che guarda verso la Val d’Agnel, i Campi di Sò Pelf e tutta una serie di spazi dominati dai verdi prati e dai boschi, diventa un proseguo molto più facile rispetto alle ore precedenti. Un solo tratto di salita che si inerpica alla base della Pala Sud 2500m, poi tutto abbastanza pianeggiante.

Ciò che mi colpisce in questo tratto è la diversità di colori che si trovano man mano che si scende. Se i prati verso la parte più in quota che guarda verso le Crepe de la Varella risultano ancora di un verde lussureggiante, improvvisamente all’altezza dei Campi So Pelf la colorazione richiama più quell’aspetto autunnale. Un cambiamento che avviene nell’arco di poco tempo. Fantastici punti di vista, questi colori della nuova stagione in arrivo che risaltano verso le panoramiche che guardano già verso la Civetta.

E’ quel momento spensierato che accompagna verso la fine di questa ennesima giornata dedicata ad uno dei Trekking più belli dell’intera Val di Zoldo. Il sole che lentamente scende verso Ovest crea un bellissimo risalto della Civetta che si pone lungo il versante opposto della Valle. Se di primo mattino viene completamente illuminata dal sole, nel tardo pomeriggio la sua sagoma risalta della sua stessa ombra non riuscendo più a distinguere le varie forme rocciose di cui è composta.

E’ un cammino spettacolare. L’enorme massiccio del Pelmo sembra tenermi per mano durante il cammino. La famosa zona dedicata alle Impronte dei Dinosauri si pone sulla parte finale dell’intero anello. Un paio di tabelle che indicano due diverse destinazioni. Il sentiero 473 che scende verso Co ie Brusadaz, e distaccato il sentiero 474 che scende invece verso Palafavera. Nel mio caso proseguo con il 472, quello principale dell’intero anello del Pelmo.

Segnalazione della variante per il sentiero 473

Segnalazione della variante per il sentiero 474

I bassi boschi lasciano lentamente spazio agli alti arbusti dei pini lungo il Pian dei Buoi. Parte finale completamente all’ombra di questi alberi e l’immancabile rumore della vicina strada che collega la Val di Zoldo con la Val Fiorentina. Alcuni punti di vista per guardare da lontano tratti della Val Posedera e quel versante boschivo che conduce in se un tratto dell’Anello Zoldano in direzione della Val Fiorentina. Ancora pochi minuti, una leggera deviazione sulla sinistra ed eccomi nuovamente al Passo Staulanza e relativo Rifugio Passo Staulanza.

Rifugio Passo Staulanza 1766m

Comprese le varie soste di giornata ritorno al Passo Staulanza dopo circa 8h dalla mia partenza. Giornata solare, fresca al mattino e bella calda soprattutto dopo aver oltrepassato Forcella Val d’Arcia, per entrare così lungo l’intero versante del Pelmo completamente illuminato dal sole per l’intera giornata a seguire.


L’Anello del Pelmo – Note Tecniche

Lunga ed impegnativa escursione. Impegno che si affronta da subito appena lasciato il Passo Staulanza e la lunga risalita della Val d’Arcia. Da questo versante bellissime panoramiche lungo la solare Val Fiorentina e il Mondeval più a Nord. Raggiunta Forcella Val d’Arcia una lunga discesa su sentiero roccioso in direzione del versante opposto e il Rifugio Venezia nella Val di Zoldo. Impegnativi tutti e due i frangenti. Sia la salita in Val d’Arcia che la discesa lungo il Sentiero Flaibani, si affrontano su fondo roccioso e franoso. Il Flaibani per la sua prima parte molto ripido su cui tenere un po di attenzione. Dal Rifugio Venezia la parte finale dell’itinerario molto equilibrata come dislivello e di facile continuità. Itinerario adatto ad escursionisti esperti e ben allenati.


L’Anello del Pelmo – La Mappa


L’Anello del Pelmo – Il Video

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Location: Passo Staulanza – Passo di Rutorto

Area Geografica: Val FiorentinaVal di Zoldo – Dolomiti Bellunesi

Regione: Veneto

Accesso: Dal Passo Staulanza 1766m su sentiero 472 per Forcella Val d’Arcia

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