L’Anello delle Pale di San Martino

Il Trekking più blasonato nell’Altipiano delle Pale di San Martino.


Ritorno nuovamente in Trentino, dopo poco più di un anno da quel meraviglioso Autunno che mi ha visto camminare lungo la meravigliosa Val Venegia. Ritorno in Trentino con quella prospettiva, con quell’entusiasmo di questa mia “vita” Dolomitica che mi porta a guardare verso nuovi territori alla scoperta di nuove Dolomiti.

Il classico Anello delle Pale di San Martino da il via a questo mio forte desiderio di cambiamento, di guardare così oltre le Dolomiti Bellunesi per addentrarmi maggiormente alle lunghe vallate rocciose del Trentino e del vicino Alto Adige. La mattina in quel di San Martino di Castrozza è perfetta, solare ma con quel primo acchito di giornata dalle basse temperature.


Rifugio Rosetta Pedrotti – 2581m

Le previsioni meteo non sono molto a mio favore, soprattutto considerando la lunga ed impegnativa giornata che mi attende. Nel pomeriggio infatti sono attese delle formazioni temporalesche che potrebbero in qualche modo cambiare quella che, alle otto di mattina, da quaggiù sembra la giornata perfetta, dove ogni possibile previsione avversa sembra quasi impossibile.

Il Dente del Cimone – 2680m

Panoramica verso il Colbricon

La Rosetta a 2743m. Un grande dente roccioso che è il punto di arrivo della funivia che in due diversi tronconi porta a questa quota direttamente dall’abitato di San Martino di Castrozza. Il grande Altipiano delle Pale si apre nell’immediato all’orizzonte, illuminato da quel sole di primo mattino che da luce potente alle grandi pareti che a Nord formano i versanti del Dente del Cimone (2680m) e di Cima Corona (2768m).

Soffia forte il vento da quassù. Poco lontano la sagoma del Rifugio Rosetta (2581m) sembra nell’immediato invitante per bere qualcosa di caldo prima di iniziare questa mia lunga giornata. Non solo il “bere” un qualcosa di caldo, ma addirittura indossare qualcosa di più pesante. Pensare di trovare una tipica giornata di Settembre da affrontare con maglietta e pantaloncino corto mi induce a cambiare nell’immediato l’abbigliamento in dotazione. Una volta giunto al Rosetta e bevuto qualcosa di caldo, la cosa più naturale è quella di vestirmi con il pantalone lungo e maglia più pesante che in via precauzionale portavo appresso.

La Rosetta – 2743m

Rifugio Rosetta Pedrotti – 2581m

Cima Corona – 2768m

Non potevo fare scelta più azzeccata. Quei 15 minuti di cammino che dividono l’arrivo della funivia al Rifugio Rosetta, sono stati più che sufficienti per farmi capire che la giornata di per sé sarebbe stata sicuramente fresca. Il sentiero 702 parte direttamente dal Rifugio, seguendo le indicazioni per il Passo di Ball e il Rifugio Pradidali. Un grande ed immenso mare di roccia. un perfetto altipiano di bianca Dolomia che da forma a questo territorio meraviglioso.

Raggiunto in pochi minuti su tracciato pianeggiante, il Passo di Val di Roda (2572) inizia una lunga discesa che da quasi l’impressione di riportarmi nuovamente a valle. Si incunea lungo la base rocciosa di Cima Rosetta e il Col delle Fede (2778m), porta di accesso alla vetta per antonomasia all’interno di questo versante: la Pala di San Martino, che troverò più avanti.

Il Rifugio Rosetta con il Dente del Cimone e Cima Corona

Su sentiero 702 in direzione del Passo di Ball

Sentiero 702

Punti di vista che guardano verso la verde e rigogliosa Val Cismon, che oltre al comprensorio turistico di San Martino di Castrozza, ospita il Primiero con Fiera di Primiero come centro turistico di maggiore interesse. Una serpentina dopo l’altra, scendendo sempre più di dislivello ponendo sempre la massima attenzione ai vari raggruppamenti che ad Ovest danno vita al Lago di Calaita e a quei lontani versanti che guardano in direzione e del Lagorai e delle Cime d’Asta.

Panoramica verso la Val Cismon

Il dente roccioso della Croda di Roda – 2694m

Sul sentiero 702 verso la Val Cismon

In questo primo tratto il sentiero non nutre nessuna difficoltà. Segue sempre una linea di cammino sulla roccia, con qualche notevole pendenza in discesa solo in alcuni tratti. Dal Col delle Fede al Col dei Bechi (2048m) per giungere su di un piano erboso ed affascinante. Guarda direttamente in direzione del Passo di Ball, anticipato dalla lunga spinale rocciosa formata da Cima di Val Roda (2791m) e dalla Cima di Ball (2802m).

Verso Cima di Val di Roda – 2791m e Cima di Ball – 2802m

Spalla della Pala di San Martino (sx) e Cima di Ball (dx)

Dal Col de Bechi alla Val Cismon

Questo piano erboso si apre verso un lungo canalone roccioso che sale sulla mia sinistra. Dalla base di questo tratto prendono vita gli enormi bastioni di roccia che innalzandosi in cielo formano la naturale sagoma della Pala di San Martino. La sua vetta non si riesce ad individuarla perfettamente, si staglia a 2982m e da questo punto di sentiero rimane ben nascosta dalle varie spalle e guglie che ne anticipano la sua naturale vetta. Per poterla ammirare in tutta la sua bellezza dovrei cambiare il mio programma, salire tramite un sentiero secondario il canalone che forma l’ex Ghiacciaio della Pala (molto ripido) ed entrare così a stretto contatto con la sua naturale base rocciosa. Il sole inizia a filtrare attraverso queste imponenti rocce.

Al Col de le Fede – 2036m

Bellissimo passaggio lungo il Col de le Fede

Il vallone dell’Ex Ghiacciaio della Pala e la Pala di San Martino

Lascio sulla mia destra il sentiero 702, che scende in direzione di San Martino di Castrozza (in circa 1h 30m) proseguendo sempre sulla stessa via di cammino ma con la nuova numerazione 715 per il Passo di Ball e il Rifugio Pradidali. Mi inoltro sempre più all’interno di questa roccia così potente. È un tratto di cammino che si mantiene sempre facile e di buona percorribilità. Alcuni leggeri sali e scendi ma nulla che possa impegnare fisicamente.

Cambio di sentiero. Si prosegue sul 715

Si sale in direzione del Passo di Ball

Panorama verso la Val Cismon, il Col de le Fede, il Figlio della Rosetta e Cima Rosetta

Su sentiero roccioso 715

La lunga parete rocciosa del Camp di Val di Roda

I punti di maggiore difficoltà dell’intero anello sono due, uno per ogni versante. Il primo accinge ora ad arrivare, ed è quel tratto attrezzato in salita che precede l’arrivo al Passo di Ball. In questo caso tengo fare una precisazione molto importante. Per questo primo tratto attrezzato consiglio vivamente l’utilizzo del kit da ferrata (imbrago e caschetto). Lo consiglio per un fattore legato a certi punti abbastanza esposti, per quei suoi passaggi su cammino abbastanza stretto e per una questione di responsabilità.

Parte iniziale del tratto attrezzato

Io, per conoscenza del sentiero stesso, l’ho affrontato senza l’utilizzo del kit da ferrata (vedi il video), in un modo che non deve essere per nulla tenuto come riferimento. Sicurezza prima di tutto e rispetto per le regole da seguire. Nel mio caso ho già fatto penitenza personale per questa mia mancanza di responsabilità.

Il tratto attrezzato

Spettacolare passaggio a ridosso della roccia e di piccole pareti che compongono questo versante a valle di Cima Immink (2655m). Ben accessoriato di cordini d’acciaio ripristinate di recente, passaggi resi più agevoli da comodi inserimenti in acciaio e la roccia stessa che ne crea una naturale formazione a scalini per un proseguo in tutta stabilità e sicurezza. Il tratto attrezzato guarda in modo del tutto meraviglioso a ridosso delle lunghe pareti rocciose di Cima Val Roda, per cadere verso valle tramite dei lunghi canaloni rocciosi e che rendono maggiormente esposto il passaggio.


Passo di Ball – 2443m

Un tratto attrezzato che sembra non finire mai, da affrontare ben ancorati e con le dovute attenzioni. Il tratto che precede il Passo si compone di un normale sentiero franoso che saluta definitivamente il tratto più impegnativo. Una serpentina che sale in modo abbastanza forte, dove il Camp Pradidali (2733m) fa da mentore alla meravigliosa vetta di Cima di Ball (2802m). Il Passo chiude definitivamente un capitolo che mi separa dal Rifugio Rosetta di 2h di grande Trekking, aprendo nel modo più naturale una nuova porta che guarda verso un raggruppamento roccioso di grande imponenza.

Dal Passo stesso Cima Pradidali (2774m) e la Torre Pradidali (2553m) danno il benvenuto a questo nuovo frangente geografico dell’intero raggruppamento delle Pale, almeno da questo suo nuovo versante. La panoramica che ho di fronte viene leggermente offuscata da alcuni cumuli nuvolosi che non promettono niente di buono. Questo purtroppo toglie la vista verso i denti rocciosi di Cima Canali (2900m) e di Cima Wilma e della Pala Canali (2720m) che formano i suoi naturali versanti opposti.

Passo di Ball – 2443m

Dal Passo di Ball verso Cima Canali – 2900m

Panorama verso Cima Rosetta

Una bella discesa che non distoglie lo sguardo diretto al Rifugio Pradidali. Inizialmente su roccia per poi abbandonarsi ai verdi prati che costeggiano il Rifugio stesso e giungere così in circa 15 minuti su questa sua terrazza naturale che guarda verso la Val Pradidali e la lontana Val Canali. Il Rifugio Pradidali si posiziona su questo luogo così idilliaco a 2278m di quota. Giusto per il mio pranzo di metà giornata con un occhio di riguardo verso quelle previsioni meteo già previste dal giorno prima.

Dalla Torre Pradidali – 2553m a Cima Canali su sentiero 715

Aguzzi denti di roccia…

Nulla però toglie la soddisfazione di vivere questo Rifugio in tutta la sua bellezza. Dopo un pranzo degno della storia e della tradizione di questo Rifugio, rimango per un po a rilassarmi su questa sua piccola ma bellissima terrazza che guarda verso i vari punti cardinali del territorio che mi ospita. Dalla Cima di Ball per scendere verso la Val Pradidali, dove il Sass Maor (2814m), Cima della Madonna (2752m) svettano nel cielo sempre più grigio lungo il versante ad Ovest della valle. Poco invece riesco a scrutare nel versante opposto. La possanza e la maestosità di Cima Canali e delle vette che la fiancheggiano non mi permette di osservare oltre.

Cima Wilma (sx), Cima Canali (centrale), Pala Canali (dx) e il Rifugio Pradidali

La Val Pradidali verso il Primiero

Il Rifugio Pradiali e di spalle Cima Wilma

Nuvole a parte la vista da questo punto così privilegiato è meravigliosa. Il freddo rimane pungente, le forti correnti d’aria che salgono direttamente da valle portano con sè il primo sentore di una pioggia imminente. Cima Pradidali gioca a nascondino con un turbinio nuvoloso, con qualche timido raggio di sole che la illumina in certi frangenti.

Cima Pradidali – 2774m

Sono solo al giro di boa di questo mio anello. Ho ancora di fronte a me quasi 3h di cammino per ricongiungermi nuovamente con il Rifugio Rosetta, che dopo il Rifugio Pradidali e l’unico punto di ristoro e di sicurezza soprattutto nelle condizioni più avverse.


Passo Pradidali Basso – 2621m

Si riparte, aggiungo al mio abbigliamento di metà stagione anche una felpa leggermente pesante e la mia giacca da pioggia. Le nuvole ormai assediano l’intero vallone roccioso che scorre lungo la base che da Cima Pradidali segue Cima Immink e la tanto desiderata Pala di San Martino ben visibile invece da questo versante. Tutto sembra irrimediabilmente destinato al brutto tempo. “Odore” di pioggia nell’aria, e delle tanto desiderate vette sopra menzionate poche speranze di poterle ammirare in tutta la loro bellezza.

Tra me e me, guardando verso il sentiero 709 (Alta Via n°2), mi vedo quasi destinato a finire dritto in bocca alla balena. L’intero vallone completamente chiuso da nuvole più nere della pece, ma due sono le cose: o affronto la balena oppure rientro al Rosetta per lo stesso sentiero di andata. Decido, con la stessa spregiudicatezza di aver affrontato il sentiero attrezzato senza le dovute precauzioni, decido di affrontare la balena e le sue oscure insidie.

Sta di fatto che nel giro di pochi minuti mi trovo già in cammino salutando il Rifugio Pradidali, con quelle prime avvisaglie di pioggia che nel giro di poco si trasforma in neve ghiacciata. Un forte vento che scende direttamente dal Fradusta, incuneandosi a tutta velocità lungo questo vallone in direzione del Pradidali. Non piove, ma piccole pillole ghiacciate ne fanno degnamente le veci. Da una parte è una fortuna, questo evita delle precipitazioni di acqua che in questo contesto sarebbero di ulteriore intralcio, mentre dall’altra l’impossibilità di ammirare e rendermi conto delle meravigliose pareti rocciose che in questo passaggio mi sovrastano.

Un lungo e bellissimo sentiero roccioso, lungo questa grande valle al cospetto di queste imponenti vette che solo per una parte riesco così a scrutare. Il Rifugio Pradidali scompare inghiottito dalla nebbia che mi lascio alle spalle. Il sentiero 709 sale con un buon dislivello, una parte estremamente rocciosa all’altezza del Passo delle Lede, che identifico grazie al segnavia 711 per il Rifugio Treviso, impone quel cammino più lento e che il meteo stesso non facilita.

La Pala di San Martino purtroppo la lascio in balia delle nuvole che per nemmeno un istante placano questa continua caduta di pioggia ghiacciata alimentata maggiormente dalle forti correnti d’aria. Una piccola serpentina finale all’altezza di un piccolo passo che divide in due il mio sentiero. Su segnavia 709/A prosegue su di una ripida salita in direzione del Passo della Fradusta a 2670m, mentre tenendo la mia sinistra non abbandono il 709 con indicazioni per il Passo Pradidali Basso.

Improvvisamente alcune delle mie richieste vengono così accettate. Le nuvole quasi ascoltando le mie parole si diradano verso i versanti maggiori delle cime che mi circondano. Questo permette di avere così una bella vista lungo l’intero vallone che dal Rifugio Pradidali mi ha condotto fino a questo nuovo bivio. Vedo con molta chiarezza il 709/A che su di una serpentina franosa si inerpica in direzione del Passo della Fradusta, che porta con se una piccola comitiva di escursionisti che fino a pochi minuti prima sentivo seguire il mio stesso cammino dalle loro voci disperse nella fitta nebbia.

La loro per ora è una destinazione diversa dalla mia, anche se più tardi ci si congiungerà all’altezza del Rifugio Rosetta. Il mio sentiero sale con lo stesso impegno di quello da loro affrontato. Rimango sempre a stretto contatto con questa roccia lungo questa parte di salita alla base di Cima Tomè (2748m), dove la complicità delle nuvole ora del tutto diradate, portano ai primi punti di vista verso il Ghiacciaio della Fradusta.


Passo Pradidali Basso – 2611m

Arrivo al Passo Pradidali Basso in circa 90 minuti, dei quali per buona parte affrontati nella bufera. Il passo offre così un punto di vista verso il ghiacciaio molto interessante, con quella visibilità sufficiente per ammirare questo storico luogo. Il Fradusta infatti è un ghiacciaio divenuto un vero e proprio “mito” nel corso dei decenni. Mi fa piacere vederlo abbastanza in buona salute, dove il suo inconfondibile manto ghiacciato gli rende merito del nome che porta.

Su sentiero 709

Passo Pradidali Basso – 2621m

Il Ghiacciaio della Fradusta

Se torno indietro nel tempo, a circa 10 anni fa, noto con piacere che la sua naturale formazione di ghiaccio è rinata rispetto ad un periodo in cui si componeva quasi totalmente della roccia franosa del suo strato primario. E’ un piacere che condivido con un paio di escursionisti che arrivano al passo direttamente dal Rifugio Rosetta, e diretti al ghiacciaio come loro meta di giornata. Uno scambio di parole, quel che basta per capire che in queste ultime ore il meteo non è stato clemente nemmeno lungo il versante del Rifugio Rosetta. Un ultimo sguardo al ghiacciaio per poi proseguire il mio cammino.

Il Ghiacciaio della Fradusta

Indicazioni sentiero 709 per il Rifugio Rosetta

Il 709 prosegue a ridosso di Cima Tomè, su alcuni tratti leggermente verticali e lisci in cui devo porre un po di attenzione a non scivolare. Entro nella parte finale di questa straordinaria giornata. Entro all’interno di un ambiente incredibile, quasi marziano dato la sua naturale formazione. L’Altipiano delle Pale di San Martino si compone di un ambiente completamente fantastico e, come dico sempre io, lunare.


Altipiano delle Pale di San Martino

Una serie di cambi di direzione su di un sentiero che in alcuni punti si riesce a identificare grazie alle tipiche bandierine bianche e rosse marcate sulla roccia e dagli immancabili ometti in pietra. Tratti che rimangono sempre su di una strana posizione leggermente verticale, per poi scendere con leggerezza verso dei piani dove il sentiero diventa molto più familiare. Continuo così per più di un’ora di cammino, con piccole forcelle che si susseguono in continui cambi di direzione ed osservazione che da Nord mi regalano così nuovi aspetti.

Se la mattina fresca e serena mi ha regalato punti di vista perfetti e meravigliosi verso Cima Corona e i versanti più a Nord delle Pale, ora le nuvole ostacolano maggiormente questa mia parte finale di escursione. Infatti i brevi momenti di maggior visibilità verso questo frangente roccioso capitano in momenti che lasciano spazio a quei pochi minuti sufficienti per le foto e le riprese di rito. Il vento soffia forte lungo questo magnifico altipiano, il primo freddo di stagione continua a farsi sentire, e la mancanza di quella forte energia trasmessa dal sole è un desiderio che purtroppo non si realizza.

Arrivo al termine di questo mio Trekking. Prima di chiudere l’anello al Rifugio Rosetta il mio sentiero si incrocia con il 707, ritrovando così quel piccolo gruppetto di escursionisti diretti ai piedi del Ghiacciaio della Fradusta. È comunque un rientro piacevole che lascia spazio alla mia fantasia e a quella mia personale soddisfazione di aver chiuso nel miglior modo possibile questa ennesima giornata. Mi ristoro per un’oretta al caldo del Rifugio Rosetta. Cioccolata calda e quella fetta di torta che ora fa una grande differenza.


Anello delle Pale di San Martino – Note Tecniche

Sei ore circa complessive per completare l’anello, soste incluse. Come dislivello mi sento di dire che le lunghe discese iniziali dopo il Rifugio Rosetta in direzione del Passo di Ball, devono poi essere recuperate per tornare così alla quota originale del Rosetta stesso. Per giungere all’attacco del tratto attrezzato si scende per circa 200m di dislivello, che vanno poi recuperati per salire in direzione del Passo di Ball. Per il tratto attrezzato consiglio vivamente il kit da ferrata.

Dal Rifugio Pradidali si sale lungo il vallone roccioso per il Passo Pradidali Basso o il Passo della Fradusta, che, indipendentemente dalla scelta fatta, impone un dislivello di +450m totali. Il proseguo in direzione del Rifugio Rosetta, all’interno del versante Est delle Pale di San Martino, si compone di leggeri sali/scendi che forse possono risultare un po impegnativi solo dal fatto di avere sulle gambe ore e dislivelli che giunti a questo punto potrebbero chiamare dazio.


Anello delle Pale di San Martino – La Mappa

Anello delle Pale di San Martino – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Pale di San Martino (TN)

Area Geografica: Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino

Regione: Trentino

Accesso: Dal Rifugio Rosetta su sentiero 702

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