Le Casere del Mondeval (Val Fiorentina)

112

Casera Mondeval de Sot e Casera Mondeval de Sora


Un viaggio verso la realtà allo stato puro. Un viaggio che colpisce prima il cuore per poi impadronirsi della propria mente, dove il rapporto Uomo/Natura si consolida in un unione forgiata unicamente dal vento. Il cuore della Val Fiorentina.

E’ così che mi sento di esordire di fronte a questa mia nuova esperienza, a stretto contatto con un ambiente naturale che lascia spazio solo ai miei pensieri. La “magia” del Mondeval si ripete, in maniera ancora più forte durante questo periodo desolato dell’anno.

Le stagioni vanno sempre diversificate. Quando si esce da quei periodi dettati dal turismo di massa (l’Estate), e ti addentri all’interno di questi territori durante l’Inverno e gli inizi di Primavera, la solitudine regna. Il Mondo sembra così fermarsi improvvisamente.


E’ la Val Fiorentina…

Il punto di partenza più suggestivo per addentrarsi all’interno di questo suo territorio che, costituito dal Mondeval nel suo versante a Nord/Est, diviene una meta che unisce a se due storiche casere. Casera Mondeval de Sot e Casera Mondeval de Sora.

A circa un paio di chilometri dal centro abitato di Pescul, provenendo dal Passo Staulanza (1773m) e in prossimità della Baita Flora Alpina, un’ampia area dedicata al pic nic è il punto iniziale di questa mia lunga giornata. La prima parte del sentiero si innalza attraverso i boschi de Le Stroppe. Una collina su cui alla base scorre una strada sterrata che conduce alla Piera de l’Autà.

In questa prima parte nulla di particolare. Una semplice e tranquilla passeggiata, si possono già scorrere alcune avvisaglie delle vette rocciose che si innalzano più a Nord. Quelle che guardano già verso il versante della grande piana del Mondeval. Sono più innevate, ancora stracolme di quell’Inverno che non vuole lasciare la morsa di un periodo già passato.

L’inizio è quello perfetto. La facile salita su questa sterrata rende l’atmosfera molto particolare. Al mattino presto la mole creata da Le Stroppe crea quella zona di penombra che sembra voler trattenere a se le oscurità di una notte appena trascorsa. Il manto nevoso risulta così ghiacciato, e in alcuni frangenti, come per miracolo, spuntano improvvisi i primi raggi di sole. Per chi sa guardare anche questa è magia.


Il sentiero, quello vero.

E’ quello che inizia dalla località di Piera de l’Autà, una zona dedicata ad un centro di controllo idrico posto a 1759m di quota. Da qui si lascia definitivamente la sterrata per dare così inizio al Trekking, a dar finalmente vita a quella magia.

Inizia il sentiero dalla località di Piera de l’Autà

Inizio a sentirmi un tutt’uno con questa nuova Natura che mi trovo di fronte. Lascio la strada per intraprendere questa lunga salita sul naturale sentiero che mi accompagna verso il “Paradiso”. Mi immedesimo in tutto questo come l’esploratore che inizia un lungo viaggio nei paesi più selvaggi e lontani. Lo spirito è identico, cambiano sicuramente le modalità e i paesaggi, ma l’avventura vera non conosce differenze quando questa unisce l’uomo alla Natura all’interno del suo ambiente naturale.

Vista verso la Civetta dal sentiero 466

Lungo questa valle che divide in due parti il versante che guarda il Mondeval tutto sembra spegnersi. Fino a qualche minuto prima gli echi della civiltà che risalivano dalla valle erano una costante presenza, ora tutto si attenua e svanisce passo dopo passo. Sembra quasi che il vento, gli uccelli in volo e qualche lontano fischio di Marmotta mi diano il loro benvenuto, quasi a disegnarne una virtuale linea di confine tra la mia quotidianità e la realtà che si respira all’interno di questi boschi.

Il sentiero è il 466, e sarà l’unico riferimento fino al raggiungimento della mia meta.


Casera Mondeval de Soto (o de Sot) – 1841m

Si raggiunge in circa 20 minuti, il cammino è reso facile dalla neve che trovo ancora ghiacciata. In alcuni tratti la stessa lascia ampi spazi a quella prima erba che ritorna a vedere la luce dopo mesi di buio completo. Questa lunga valle è completamente in balia del calore del sole sin dalle prime ore del mattino, e questo agevola maggiormente questo periodo dedicato al definitivo disgelo.

La Casera, in lontananza il dente roccioso dello Spiz de Mondeval (2504m centrale) e Cima Ambrizzola (2715m dx)

Adagiata su questa sua terrazza naturale a 1841m, tiene ferma alle sue spalle la magnifica visione dello Spiz de Mondeval (2504m) e della più lontana Cima Ambrizzola (2715m). L’apoteosi perfetta la trovo guardando verso Sud, cerco di immedesimarmi in questa sua completa solitudine immaginandomi il suo risveglio quotidiano riverso alla Civetta.

“Ti immagini di avere la possibilità di aprire gli occhi al mattino e pensare che la prima cosa che vedi sia racchiuso in tutto questo?…”

La Casera, guarda pacificamente e solitaria verso la Civetta

La struttura è abbastanza dismessa, il primo impatto che percepisco è quello di una vecchia casera che di anni ne ha sicuramente vissuti parecchi. Non l’ho mai vista durante l’Estate, la stagione degli alpeggi, per cui non saprei darne un corretto giudizio su quello che sia il suo attuale utilizzo stagionale. Rimane ugualmente un passaggio che vivo in maniera molto intensa. Le sue vecchie pareti racchiudono sicuramente tante storie e tanti ricordi di un passato che non tornerà sicuramente mai più. Anche questa è magia…

Sono passaggi che per me racchiudono momenti molto intensi. Sono quei momenti in cui ti senti già parte di questo Mondo, di questo ambiente che ad ogni passo lancia dei messaggi importanti. Uno di questi è dettato dalla Primavera, e non si tratta di collegare tutto questo unicamente al caldo sole di questa mia giornata.

La Natura si sta svegliando, lo sento e lo vedo con i miei occhi. La presenza di due caprioli che in maniera molto timida e attenta in lontananza mi osservano in un tratto di inizio bosco che costeggia il Rio Col Duro. Rimangono immobili senza uscire troppo allo scoperto, sanno benissimo che al mio minimo movimento il bosco diventa per loro il rifugio più naturale e sicuro. Come una marmotta, che a tutta velocità si sposta da un versante all’altro di questa piccola valle, scomparendo improvvisamente all’interno di una tana che in maniera perfetta si mimetizza tra la neve.

Poi arrivano i fiori, che con la loro presenza completano questo quadro perfetto. Prendono immediatamente vita all’interno delle prime chiazze erbose quasi senza voler perdere troppo tempo. La loro voglia di vita si manifesta in ogni piccola frazione di centimetri. Là dove l’erba bruciata dall’Inverno riesce nuovamente a guardare verso il sole, piccole colonie di Crochi dai diversi colori splendono di un’energia e vitalità che per i miei occhi sono uno dei spettacoli più belli del nuovo che sta arrivando.

“Bentornata Primavera…”

Piccole colonie di Crochi, il nuovo che arriva…


Inizia la lunga salita

Non tutto deve essere facile. In Natura, come nella vita di tutti i giorni, ogni cosa ha un suo piccolo prezzo da pagare. Come le difficoltà che in questo contesto affronto con quel piacere immenso, perchè tutto ciò rappresenta il mio Mondo, i miei sogni.

Bivio al Mondeval de Sota (1921m)

E’ un dato il fatto che attualmente di neve presente ce n’è ancora a sufficienza per poter nascondere qualsiasi traccia o riferimento di sentiero. E’ la mia prima lungo questo versante, devo fare affidamento alla mia mappa escursionistica e cercare di seguire quei riferimenti più facili da interpretare al meglio questo tratto più impegnativo. Per esperienza personale sono uno che rimane legato all’utilizzo di qualsiasi sistema di riferimento visivo. La classica mappa dei sentieri rimane per me quel riferimento di grande utilità. Ogni rilievo, ogni piccolo particolare e la corretta segnalazione della linea di sentiero su di essa disegnata, diviene la giusta direzione da seguire.

Piccola gola rocciosa che vede spuntare in lontananza lo Spiz de Mondeval

Al bivio posto al Mondeval de Sota (1921m) il sentiero 466 rimane comunque quel mio punto di riferimento da seguire. Questo punto è il collegamento che conduce verso il Mondeval seguendo un sentiero non numerato e che sale in alta Val Fiorentina attraverso il Piz del Corvo (2363m), e successivamente Forcella Giau (2360m) ai piedi del Cernera (2657m). La neve è più dura che friabile, e in certi tratti pure scivolosa considerando una certa pendenza.

Il Rio de Col Duro, torrente cristallino che scende dalla vetta omonima, in questa stagione di disgelo è bello che attivo, e questo è quel punto di riferimento che diventa una sorta di sicurezza. La salita si fa sentire, il sole è già alto e caldo nel cielo. Il fondo nevoso rimane ancora ben ghiacciato, e questo non è che faciliti tanto il mio cammino. Dai 1921m del bivio del Mondeval de Sota devo salire a circa 2158m, un dislivello che si copre in circa 400m di sentiero.

La vetta di Cima Mondeval (2455m), dal suo versante ad Est che guarda dal mio sentiero

La giornata prosegue in maniera straordinaria. Non una nuvola, nemmeno un filo di vento e l’opportunità di sfruttare un’orizzonte limpido e poter così ammirare, man mano che salgo, il Pelmo e la Civetta che aumentano la loro maestosità. Nessun ostacolo, nessuna dorsale o altre interferenze naturali che si oppongono tra me e loro.

Svetta imponente il Pelmo…

…e la Civetta (sx) che non è da meno…

Il territorio che mi circonda è completamente privo di boschi, ciò mi permette di avere il pieno controllo visivo di questo magnifico angolo della valle. I riferimenti non mancano, gli ultimi sforzi seguendo le tracce lasciate da qualche sciatore che mi ha sicuramente preceduto, dandosi così libertà di sfogo lungo questi fuori pista sicuramente di grande effetto.


Il Paradiso, da prendere con le mani

Bivio al Mondeval de Sora (2130m)

Il Mondeval è un quadro naturale di una perfezione straordinaria. Un luogo che non conosce stagioni, in ogni momento riesce a trasmettere delle sensazioni da saper leggere. Esprime lo spazio, l’imponenza della grande parete rocciosa che a Nord è composta da Cima Ponta Lastoi de Formin e termina con lo Spiz de Mondeval. Una lunga muraglia di Dolomia che sembra definire il confine con la realtà da un qualcosa che oltre raccoglie a se solo mistero.

Lo spazio infinito, quello che mi permette di guardare così lontano come se non esistessero confini naturali. Viviamo un momento della nostra vita dove tutto ci viene concesso seguendo unicamente una logica dettata dai centimetri. In questo momento mi sento più libero di una farfalla durante il suo naturale volo. Mi sento padrone di un mondo che non appartiene ne a me ne a nessuno, ricordando a me stesso di essere l’ennesimo ospite all’interno di questo Paradiso cosi eterno.

Tracce di me, di un passato recente e guardato dal Pelmo…

Immagino questa grande distesa bianca, la immagino con quella vitalità resa tale dagli alpeggi stagionali che rinvigoriscono il verde di questa enorme piana durante l’Estate. Guardo tutto questo cercando di unire questi due differenti periodi di stagione nella loro unicità. In quella semplicità dettata da tutta questa naturalezza. Guardo tutto questo come un grande regalo, come l’ennesima opportunità di poter cogliere dei frutti che nel mio futuro saranno dei ricordi straordinari, indelebili.

Ora ogni mio passo è dettato dalla libertà, ora non devo più affrontare nessuna fatica e nessun impegno fisico. Devo solamente lasciarmi andare, camminare e cercar di avvicinarmi sempre più a quella linea di confine composta da questa imponente roccia. Sembra di non raggiungerla mai, mi guardo dietro e vedo impresse nella neve le mie impronte, guardate a debita distanza dal Pelmo, che segnano per l’ennesima volta il mio recente passato. Il vento ora fa sentire maggiormente la sua voce e questo è per me ossigeno puro.

Spettacolo di roccia, infinita…

Il mio obbiettivo finale dista ormai poco. Casera Mondeval de Sora è più vicina di quanto si possa pensare, raggiungere la Sepoltura Mesolitica è ciò che anticipa di pochi minuti l’arrivo in casera. Questo enorme masso conserva in se una parte di straordinaria storia dell’uomo, un momento di vita quotidiana risalente a circa 7500 anni fa. Nel 1987, nascosto da detriti lasciati nel tempo, venne trovato lo scheletro di un uomo, di un cacciatore risalente al periodo del Cro-Magnon. Una scoperta straordinaria. Oggetti di uso quotidiano come arco e frecce, i resti di una capanna e tracce di braci utilizzate per riscaldarsi e per cucinare il cibo. Tutto questo è una realtà che attualmente è possibile studiare e conoscere all’interno del Museo Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore.

La Sepoltura Mesolitica che guarda verso il Becco di Mezzodì….

…e lo Spiz de Mondeval


Casera Mondeval de Sora (2158m)

Eccola finalmente la mia meta, il mio punto di arrivo. Sembra riposare in tutta tranquillità, da perfetta eremita di questo Mondo che sembra così lontano da tutti i problemi che ci affliggono. Nutro in Lei una certa invidia, come se questo suo isolamento naturale sia la miglior cura di tutti i mali.

La Casera e il Becco di Mezzodì

Per una parte rimane ancora nascosta da questa sua naturale copertura bianca. Si legge in lei un repentino disgelo che pian piano le sta ridando la sua forma naturale. Bella e solida, composta da una forte roccia di Dolomia che la rende così piccola all’interno di questo contesto così imponente. Piccola si, ma decisamente confortevole e dotata di tutte le necessità per poterci trascorrere un’intera Estate.

Durante la bella stagione è occupata dai pastori che si occupano di accudire i pascoli estivi. Vederla così sola in questo momento di stagione così particolare, mi riporta quando la vidi nel pieno delle sue attività nei mesi caldi. Ricordarla allora e ricordarla ora alimenta maggiormente il suo fascino, quella sua alchimia che la rende parte indiscutibile di questo ambiente così straordinario.


Spettacolo d’Estate


Casera Mondeval de Sora – Punti di Vista

Alle sue spalle la vetta di Cima Mondeval (2455m)

Sembra quasi avvolta da un velo di seta bianca…

Uno dei suoi punti di vista di forza. Il Pelmo

Quasi nascosta dalla neve presente…

Punto di vista che la vede ai piedi dello Spiz de Mondeval e la Sepoltura Mesolitica (dx)


Situazioni queste dove non riesco a starmene in un punto fermo. Ho così tanto spazio di fronte a me che non posso fare altro che sfruttarlo il più possibile. La forte densità della neve ne crea una conformità del tutto diversa. Sembra quasi di muoversi in una dimensione dove il cielo appare più vicino di quanto si pensi. La Casera è posizionata su di una piccola piana che a 360° raccoglie a se il punto di vista che cattura per intero il Mondeval. Mi basta così sporgermi con cautela verso una di queste sue terrazze panoramiche, prestando attenzione alle sporgenze stesse che, guarda caso, scivolano per più di 300m verso le vallate sottostanti.

Per l’ennesima volta penso a quanto ne valga la pena “far fatica”, dover affrontare sentieri difficili ed impegnativi. Vengo ripagato da questa mia ennesima avventura respirando l’aria di uno spirito benevolo, che mi permette di assorbire tutta questa positività che sembra quasi trasportata dal vento. Mi fermo a fissare il Pelmo e la Civetta che a Sud compongono una delle più belle cartoline della bella Val Fiorentina. Il mio punto fermo si assimila con il calore del sole che splende in questo limpido cielo. Il mio sguardo si perde oltre orizzonti inimmaginabili e il vento mi sussurra messaggi importanti, quello che voglio sentire e che danno un senso positivo alla mia vita.


Le Casere del Mondeval – Note Tecniche

Raggiungere a fine Inverno Casera Mondeval de Sora attraverso il Cason Mondeval de Sot richiede unicamente un pò di senso d’orientamento. La prima parte di strada che raggiunge la Piera de l’Autà è ben marcata dalla strada stessa. Il sentiero puro (unicamente il 466) inizia dalla Piera e, in caso di abbondanti nevicate, le possibili marcature su basse pietre divengono praticamente invisibili. Ottimi punti di riferimento le tre tabelle indicative che trovate alla Piera de l’Autà, in Mondeval de Sot e in Mondeval de Sora, che avranno così parte importante per la giusta direzione da seguire. Il tratto più impegnativo lo si trova dopo il bivio del Mondeval de Sot. La salita, che corre seguendo la linea del Rio Col Duro, può diventare impegnativa in caso di formazioni di neve dura visto anche il notevole dislivello che si affronta. Una volta arrivati al Mondeval de Sora il più è fatto.

Fantastica e panoramica escursione che non conosce stagioni. In qualsiasi periodi dell’anno offre spunti verso i raggruppamenti vicini di grande impatto ed emozione. Dalle vette che attorniano la Val Fiorentina a quelle delle Dolomiti d’Ampezzo, che vedono nel Becco di Mezzodì e la lunga parete delle Rocchette di Prendera altri spunti di notevole interesse paesaggistico. Per il rientro in località Pescul, seguire la stessa direzione dell’andata.


Le Casere del Mondeval – La Mappa


Le Casere del Mondeval – Il Video

Seguimi sul mio canale YouTube


Location: Pescul -> Mondeval

Area Geografica: Val Fiorentina (BL)

Regione: Veneto

Accesso: su sentiero che parte all’altezza dell’area pic-nic della Baita Flora Alpina (Pescul)

Link: Val FiorentinaVisitVenetoVenetoMontagnaInfoDolomitiPromozione Belluno e Provincia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *