Malga Maraia – Rifugio Città di Carpi

Escursione primaverile tra i boschi della Maraia e del Col del Viero.


Una delle classiche di Primavera. Quelle prime escursioni della nuova stagione che finalmente ti mettono a stretto contatto con una Natura che lentamente riprende vita. Il disgelo che abbandona definitivamente i boschi e la neve che alle quote più elevate ancora perversa.

E’ un mondo già completamente nuovo, queste prime e calde giornate di Aprile iniziano a liberare la Natura che mi circonda lasciando finalmente liberi i sentieri e le marcature che per molti mesi sono stati completamente coperti dalla neve.

Quella straordinaria sensazione che percepisco da questo caldo sole che al mattino presto rimane ancora debole. La notte è terminata da poco e le temperature notturne rimangono ancora sotto lo zero. Abiti ancora pesanti quindi, muoversi subito per scaldarci nel modo più naturale.


Aga Rossa – 1234m

Punto di partenza. I boschi di Aga Rossa confinano con la vicina Foresta di Somadida, lungo la Provinciale 48 che da Auronzo sale in direzione di Misurina. Un paio di chilometri dopo Palus San Marco sulla destra una grande tabella che da indicazioni per Malga Maraia.

Parto molto presto. Faccio questo in quelle circostanze in cui non sono a perfetta conoscenza della situazione dei sentieri che mi attendono a monte. Durante questo periodo le valli sono completamente libere dalla neve, ma le quote superiori possono sempre riservare delle sorprese. Partire a quest’ora è quindi sinonimo di temperature ancora molto basse.

Il sentiero che si innalza verso i boschi di Aga Rossa si compone di una strada asfaltata, una carrozzabile che sale in maniera molto impegnativa e senza numerazione di sentiero. Le indicazioni per Malga Maraia (chiusa in questo periodo) sono ben presenti e questi sono dei riferimenti molto utili. In effetti dopo qualche centinaio di metri ci si imbatte su un paio di varianti, ma le tabelle presenti guidano nella giusta direzione da seguire.

E quando parlavo di “scaldarsi in modo naturale” prendevo in considerazione situazioni come queste. La strada è ben asfaltata certo, che è quella che durante l’Estate permette di raggiungere Malga Maraia in auto, ma questo forte dislivello è quel valido motivo in cui il nostro corpo si scalda in modo del tutto naturale. Passi fatti con calma perchè il fiato tira per lungo…

Dopo una serie di passaggi che si alternano con piani leggermente più dolci, inizia la parte in cui si entra definitivamente all’interno dei sentieri naturali.

Inizia finalmente la parte di sentiero naturale

Per dare una locazione ben precisa di questo primo bivio, mi trovo in prossimità della località chiamata Baita de Pol. Un “crocevia” naturalistico che vede sulla sinistra le indicazioni per l’Albergo Cristallo (oramai chiuso da diversi anni) e Federa Vecchia. Nel mio caso guardo a destra dove il segnavia 120d da come indicazioni Malga Maraia -> Rifugio Città di Carpi.

Ora finalmente esco dall’asfalto della carrozzabile principale e torno a camminare su sentiero.

E come ad ogni Primavera, la sensazione è quella di “liberazione”. Tornare finalmente a camminare sui sentieri puliti e stretto contatto con la terra è una di quelle sensazioni di libertà che percepisco maggiormente. Dopo tanti mesi su neve e ghiaccio è come ritornare a stretto contatto con Madre Terra, e questa è una bellissima sensazione.

Sono avvolto dal silenzio più assoluto, qualche leggero mormorio del vento che si infrange su questi alberi e quel pallido sole che di primo mattino rimane coperto da quella leggera velatura che ne copre gran parte del cielo. Qualche sporadico sprazzo di neve, rumori che arrivano dai boschi che mi circondano e quella colonna sonora meravigliosa dettata dal cinguettio degli uccellini.

Un piccolo fienile in attesa di essere nuovamente utilizzato…

Piccoli ruscelli che piano piano iniziano ad ingrossarsi. Il disgelo da nuova vita…

Debole vista verso il Sorapis dai boschi del Pian dei Aer

Facile piacevole passeggiata…

In questo tratto che si allunga attraverso i boschi del Pian dei Aer, il cammino è dolce e piacevole. Il dislivello è per nulla presente e questo è sicuramente uno degli aspetti più interessanti di questa prima parte. Boschi e ancora boschi, così fitti da non permettermi nessun punto di vista circostante. Solo in qualche rara occasione riesco a trovare spunto per ammirare alcuni particolari del Sorapis. Ma di lui e di altri raggruppamenti montuosi ci sarà più avanti occasione.

Sebbene questa sia l’unica linea di sentiero presente, non mancano le indicazioni per Malga Maraia. Punti indicativi molto importanti essendo un tratto di sentiero dove la fitta vegetazione potrebbe distrarre o portare fuori dalla linea di cammino. Vegetazione che se si amano i boschi in maniera particolare qui ci si trova di fronte ad un vero Paradiso immerso nel silenzio.

Questo tratto si snoda all’interno di diverse aree naturali che prendono nomi molto particolari. Da Aga Rossa, mio punto di partenza, ai Pian dei Aer e il Col de Colauto, che sta leggermente più a valle rispetto alla mia quota di cammino, fino a giungere in Staberingo Auto che con Maraia Bassa ospitano Malga Maraia il mio primo obbiettivo di giornata.


Malga Maraia – 1679m

Alcuni leggeri tratti si di una serpentina che prende leggermente quota. I boschi iniziano lentamente a diradarsi è finalmente il sole entra a far parte della mia giornata. Devo dire che nel giro di pochi metri di dislivello la situazione neve cambia. In effetti alle pendici della Malga inizio così a trovare ampie stratificazioni di neve, perlopiù dura e ghiacciata.

Ma ora eccomi in Malga Maraia, un nuovo spettacolo di Natura prende così vita…

Bellissima e solitaria, caratteristiche di queste strutture in alta quota soprattutto se chiuse in determinati periodi dell’anno. In questo periodo di stagione la sua inattività rende maggiore onore a quella sensazione di libertà e silenzio. Si posiziona a 1679m di quota, lungo gli alpeggi di Maraia Bassa e uno dei punti panoramici più belli che guardano verso le Marmarole.

Meraviglioso regno di un’alpeggio che durante l’Estate corona di bellezza naturale questo luogo. Malga Maraia da qualche anno è stata completamente restaurata, la ricordo qualche anno fa nella sua veste che portava con se quell’aspetto più marcato della classica Malga adibita ad alpeggio in alta quota. Ora si presenta più moderna e maggiormente accessibile per tutti i suoi ospiti.

Da queste sue stalle e dai pascoli adiacenti la migliore cucina ed ospitalità dove il contatto con questa Natura non viene a mancare.

Punto panoramico straordinario. Di fronte a se guarda verso l’intero versante delle Marmarole che si riversa verso la Val d’Ansiei. Vette ancora coperte dalla neve e che vede nel Sorapis, leggermente verso destra, il culmine di questo straordinario punto di vista.

Ciò che mi distrae in certi frangenti è quell’inconfondibile eco che da lontano irrompe all’interno di questo mio silenzio. Il disgelo porta con se le slavine, quelle che immancabilmente si odono verso questo imponente versante roccioso che mi sta di fronte.

Un rumore inspiegabile, un suono che arriva fin quassù ma che non mi permette di localizzarne il punto esatto. Sembra vogliano nascondersi al mio sguardo, magari tutto si svolge all’interno di guglie e canaloni non visibili, ma questo suono è un qualcosa che fa pensare. Forza della Natura.

Dal Sorapis

…al Cimon del Froppa (2877m)

Ma ora ho tra le mani un valore di grande importanza. La Malga in questa stagione è ancora chiusa, sono solo all’interno di questo luogo così silenzioso ed illuminato da un sole meraviglioso. Inizio così a guardarmi attorno, a vivere questa Malga e il territorio che la circonda da vero privilgiato.

E’ un immenso piacere prendermi il tempo necessario, ciò che decido senza obblighi, e scrutare ogni possibile angolo e ogni possibile punto di vista che compone Malga Maraia e la Maraia Bassa. Padrone del mio tempo, un regalo immenso che unisce silenzio e solitudine. La perfezione direi…


Malga Maraia – Punti di Vista

Arrivo in Malga e le Marmarole sullo sfondo…

Malga Maraia – 1679m

Vista verso le Marmarole e il Cimon del Froppa (2877m)

Il Sorapis dalla legnaia esterna…

Il Cimon del Froppa dalla legnaia esterna…

Divertenti spunti di Malga Maraia…

Vista verso il Sorapis

Passione e cultura…

Cartolina perfetta…

Pronto a riprendere il cammino. Dopo questa bellissima pausa che diviene l’ennesima occasione per una serie di interessanti riflessioni, riprendo il cammino. Con questa mia seconda parte che guarda verso il Città di Carpi, cambiano le prospettive e il contesto naturale che mi attende.


Il Col del Viero

E’ il territorio che indico come seconda parte di questo mio itinerario. Lascio Malga Maraia seguendo il sentiero 120 che in questo caso scorre leggermente più a monte rispetto a quello utilizzato per la salita. Sarei quasi tentato di salire lungo un sentiero secondario, che sta di spalle alla Malga e che sale direttamente la Maraia Auta andando così ad evitare quello per il Cianpiete e il Bus de Pogofa.

Ma in questo caso si tratta di una scelta secondaria, che escludo per un fattore di sensazioni che più a monte mi daranno ragione.

Dopo un centinaio di metri scorgo un piccolo capitello. Una Madonnina rivolta al sole e con una bella targa che ricorda la visita avvenuta a Luglio del 1993 da parte di Papa Wojtyla, ospite d’onore alla Malga. Impressa nella stessa una bellissima frase dettata dal Pontefice.

Ora però lo scenario che mi attende cambia in modo quasi repentino, improvvisamente il bel sentiero pulito dalla neve presenta le prime avvisaglie di ciò che mi accompagnerà fino al Rifugio. Uno strato sottile, duro e ghiacciato che con le marcature di altri escursionisti rende più facile il mio cammino.

Guardando bene la mappatura geografica mi ricongiungo nuovamente con il sentiero iniziale, quello che da Aga Rossa in corrispondenza con la prima deviazione. Rimane sempre come segnavia 120 e stavolta trovo solo la neve a segnare la giusta via di salita. Inutile nascondere che la neve da un tocco sempre diverso. Per quanto ne abbia “abbastanza” di questo Inverno, con la grande voglia di quel caldo sole che illumina questa nuova stagione, la neve è sempre quell’alchimia unica nel suo genere.

Una bella serpentina che si inoltra nuovamente attraverso i boschi, quelli del Cianpiete e del Bus de Pogofa. Una serie di punti di vista che ora spaziano verso Misurina, dove il Cristallo in certi frangenti si rende partecipe visivo di questa mia piacevole camminata.

Una piccola deviazione sulla destra che potrebbe divenire in futuro un’ottima occasione per scendere direttamente al Lago di Misurina su questo sentiero secondario, il 120b che però tengo solo come importante annotazione. Ciò che guardano i miei occhi è in direzione del Ciadin de Maraia.

Vista verso il Cristallo

E’ un piacevole proseguo. Il Ciadin de Maraia è una delle prime vette rocciose che inizio ad intravedere man mano che salgo in quota. E’ una vetta che si pone a 2413m di quota ed è il primo riferimento di questo versante roccioso dei Cadini di Misurina. Arrivo così a quello che è l’ultimo bivio di giornata in fase di salita. Il Col del Viero si compone di boschi e di una perfetta visione dell’intero versante più a Sud dei Cadini. Un versante che porta con se la roccia del vallone delle Grane di Pogofa. Il punto di vista è idilliaco, ed ora il sentiero diviene meno impegnativo.

Salendo dalla Maraia, si tiene la destra (sinistra lato foto) per il Rifugio

Con tanta neve ancora presente ritorno al cammino libero, quei momenti in cui il sentiero per un lungo tratto scorre quasi in orizzontale con qualche leggera salita. Ora il sole è già più caldo rispetto alle ore precedenti. Lo si capisce anche dal fatto che la neve risulta meno dura e con quella sensazione di camminare su poltiglia.

Questo nuovo tratto si pone all’interno dell’Alta Via n°4, che dal Lago di Misurina si collega al Rifugio per poi risalire in direzione dei Cadini di Misurina. Soffia forte il vento. la quota è maggiore e i boschi lasciano sempre più spazio a questo cielo così meravigliosamente blu. Ed io ne sono felice.

E tutto ciò che mi circonda inizia a dare spettacolo di se. Lungo un ampio sentiero giungo finalmente in prossimità di Forcella Maraia. Da questo punto incrocio il sentiero interno che, evitando il 120 di mia percorrenza, taglia di netto la via e scende direttamente in Malga Maraia.

E’ quel tratto che inizialmente dalla Malga stessa volevo utilizzare per la salita finale. E’ stato di buon auspicio decidere di non seguirlo. Troppa neve visto da questo versante più a monte, e in assenza di ciaspole a seguito un possibile grattacapo per il sottoscritto.

Con vista verso Forcella Maraia…

Guardando verso le Marmarole. La tabella indicativa per Malga Maraia, la variante interna…

Un primo spunto, il primo sussulto che cambia completamente ogni mia visuale con le diverse panoramiche che mi danno il benvenuto all’interno di questo nuovo territorio.


Forcella Maraia e Rifugio Città di Carpi – 2110m

E come sempre è come raggiungere la vetta di una grande montagna. Quella “conquista” che rallegra il cuore e pacifica l’anima. Forcella Maraia si pine leggermente più bassa rispetto al Rifugio. Una differenza di qualche decina di metri, ma che apre lo scenario verso le Marmarole viste da una prospettiva molto più elevata, che si allunga verso un incredibile orizzonte.

Ultimo tratto in pendenza. Forcella Maraia a pochi passi…

Forcella Maraia 2101m, guarda verso il Sorapis…

Il lato migliore di questa giornata lo voglio però dedicare al Rifugio che dista poco lontano. Il tempo per un lungo e spensierato respiro e poi via, gli ultimi metri per giungere così al cospetto del Città di Carpi per focalizzare la bellezza naturale che mi accoglie.

Guardo il Rifugio, alle sue spalle Cima Cadin di San Lucano (2839m) e il Ciadin di Misurina (2674m)

Il crocefisso del Città di Carpi verso il Sorapis e le Marmarole

Che spettacolo. Dal Rifugio la vista rimane fissa verso Sud dove le Marmarole e il Sorapis ormai fanno parte integrante della mia giornata. La Croda de Ciampoduro (2244m) che prende vita dalla base della Maraia Alta, e a Sud un nuovo mondo roccioso prende vita nell’immediato.

La lunga Val d’Onge scende verso la Val Marzon, mi accompagna lungo un lontano versante roccioso dove si osserva la Croda dei Toni e i primi frangenti delle Dolomiti di Sesto, per chiudere questo quadro meraviglioso con le vette che formano il versante a Sud dei Cadini di Misurina.

Al centro di tutto questo il Rifugio Città di Carpi.


Rifugio Città di Carpi – Punti di Vista

Ad ogni angolo una nuova sorpresa…

Dal Rifugio spunta Cima Cadin di San Lucano (2839m)

Il Città di Carpi, antica dimora in alta montagna

Dalla sua terrazza panoramica verso la Croda de Cianpoduro (2244m)

La lunga Val d’Oten che scende verso la Val Marzon

In lontananza la Croda dei Toni, oltre le prime avvisaglie rocciose delle Dolomiti di Sesto

Dal Crocefisso spunta la Eotvos (2825m) e Cima Cadin di San Lucano (2839m)

Punto di vista meraviglioso, il Rifugio guarda verso le Marmarole…

Mi basta poi allungarmi di un centinaio di metri oltre il Rifugio, verso le saline e quel loro pianoro che si addentra al Ciadin de le Pere. Da questo nuovo versante un’immersione nel bianco candido di questa neve che sembra quasi eterna. Da questo punto così panoramico svettano nel cuore di questo cielo blu le pareti rocciose e le guglie che formano l’interno versante a Sud dei Cadini.

Che spettacolo, che silenzio e che straordinaria armonia di Natura…

Da le Saline: il Ciadin di Misurina (2674m – sx), Forcella de la Neve (2471m – centrale), Cima Eotvos (2825m – centrale) e Cima Cadin di San Lucano (2839m – dx)

Nessun rumore, nemmeno un leggero filo di vento per farmi percepire la presenza anche di un possibile elemento naturale. Sembra che il mondo si sia fermato per qualche istante per permettermi di ascoltare il silenzio più assoluto.

Di tanto in tanto il volo di qualche piccolo uccellino e quel suo leggero fischio quasi a voler simboleggiare la sua presenza. Le grandi distese di neve attutiscono qualsiasi rumore, la sensazione è fantastica e vorrei che tutto questo non avesse fine. Grande energia, grande status motivazionale.

Una lunga pausa al cospetto di questo sole straordinario, mi riscalda a dovere e di tanto in tanto quelle leggere folate di vento che iniziano a risalire dalla Maraia. Segnale che identifica una giornata che guarda verso il tramonto. Il sole stesso lentamente inizia a guardare verso Occidente, il rientro in Val d’Ansiei segue la stessa linea di sentiero di salita.

Ci vorranno un paio d’ore circa, tempo più che sufficiente per approfittare di ogni angolo dei boschi che nuovamente mi attendono. E’ stata una giornata straordinaria, e le ore di cammino che mi attendono porteranno con se il meglio della mia pace e spensieratezza. L’atteggiamento ideale, ciò che tengo da sempre ni momenti in cui il sentiero stesso mi riporta a valle.

Pace e spensieratezza, senza fretta dove ogni particolare crea nuove emozioni…

Forcella Maraia, Maraia Alta, Maraia Bassa. Il Cianpiete e il Bus de Pogofa che vede in Aga Rossa il termine di questa mia escursione di Primavera. La neve oltre i 1700m e la bellezza di queste lontane vette rocciose che sembrano bloccate da un eterno Inverno.

Meravigliosa escursione, un territorio che di stagione in stagione non delude nessuna aspettativa.


Malga Maraia – Rifugio Città di Carpi – Note Tecniche

Una scoperta che si rinnova, un ambiente naturale ed un sentiero praticabile tutto l’anno. Partenza in località Aga Rossa adiacente alla strada asfaltata che sale in Malga Maraia. La Malga si raggiunge in circa 90 minuti con un dislivello di +300m. La prima parte fino al bivio di Baita de Pol su tratto asfaltato e abbastanza in pendenza. Ai Piani dei Aer invece tutto su sentiero forestale e fino alla Malga con un basso dislivello.

Dalla Malga per il Rifugio Città di Carpi un cammino di circa 2h, considerando però la presenza di neve e quindi rendendo un po più lenta la salita. Il dislivello dalla Malga al Rifugio di circa +400m. Il Rifugio è aperto unicamente d’Estate, per cui si consiglia pranzo a sacco. Per la fase di rientro, in circa 2h, si segue lo stesso sentiero evitando più a valle di dover rientrare per la Malga ma seguendo il sentiero 1120 che da come indicazioni di riferimento Albergo Cristallo/Federa Vecchia e di seguito Aga Rossa, punto di arrivo in Val d’Ansiei.


Malga Maraia – Rifugio Città di Carpi – La Mappa


Malga Maraia – Rifugio Città di Carpi – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Malga Maraia in Maraia Bassa 1679m – Rifugio Città di Carpi in Forcella Maraia 2110m

Area Geografica: Auronzo Misurina – Dolomiti Bellunesi (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Da Aga Rossa, lungo la provinciale 48 Auronzo -> Misurina, su indicazioni per strada interna per Malga Maraia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.