Monte Mondeval – Val Fiorentina

Terrazza panoramica dell’intero Mondeval.


Anello itinerante che dalle Dolomiti d’Ampezzo entra direttamente all’interno del Mondeval, nella verde e lussureggiante Val Fiorentina. Il Mondeval torna nuovamente protagonista di questa mia Estate, tenendo in considerazione il versante Ampezzano con punti di vista di grande rilievo. L’unione di due magnifici territori con il Lastoi de Formin a segnarne i confini naturali.


Capanna Rava – 1977m

Decido di dare il via a questa mia lunga giornata nelle vicinanze del Passo Giau, ma non direttamente da questo famoso, e troppo trafficato, valico di montagna. Rimango leggermente più a valle, lungo la stessa strada che collega Cortina d’Ampezzo con il Giau in una località chiamata Capanna Rava. Il sentiero di riferimento è il 436, che all’altezza di Malga Giau 2000m vede il suo punto di inizio.

Il sentiero parte all’altezza di una delle ultime curve della SS638, dove è già presente il cartello direzionale di Malga Giau. Punto di riferimento un bellissimo alveare, una serie di piccole e colorate casette invase da migliaia e migliaia di api. La vista da questo punto si apre con grande forza verso i verdi alpeggi del Penes, dove la lunga spinale rocciosa di Ponta Giau (2408m) da vita ad un’immensa colonna rocciosa che guarda in lontananza il versante più ad Est del Cernera.

Partenza del sentiero 436 in prossimità di Capanna Rava

Alveari presenti in prossimità del sentiero di partenza…

Questo è un punto di sentiero poco conosciuto. Di norma l’intero movimento escursionistico si da appuntamento direttamente al Passo Giau a 2236m. Nel possibile cerco sempre di evitare i luoghi maggiormente affollati, e Capanna Rava comprende a se due validi motivi. Il primo per rimanere al di fuori del grande caos che invade troppo spesso questi territori, mentre il secondo si lega al sentiero 436 come una bellissima passeggiata attraverso alpeggi e boschi che colpiscono al cuore.

Vista verso Forcella Giau…

Dal Gran Diedro a Ponta del Giau…

Scendendo leggermente verso i verdi prati del Penes, il sole rimane ancora nascosto dalla possente mole rocciosa della Ponta del Giau (2408m) e del Gran Diedro (2480m), la seconda vetta per antonomasia che si nota da questo versante. Un inizio di giornata molto tranquillo, dove poter respirare le prime fresche ore di un nuovo giorno immerso nella tranquillità assoluta. I boschi prendono così vita all’interno dell’alpeggio in modo molto leggero, lasciando dentro di loro ampi spazi erbosi e quell’inconfondibile tintinnio nell’aria.

Di fatto questo è un territorio che di anno in anno ospita una piccola comunità di mucche e cavalli, liberi custodi di un territorio che non finirà di colpire. Una prima parte molto piacevole e pianeggiante, per poi dare inizio ad una serie di leggeri sali/scendi che già preannunciano l’imminente salita che porta alle quote più alte. Quel tintinnio nascosto dai boschi e liberato dal vento inizia un po’ alla volta a prendere forma.

Punto di vista verso la Ra Gusela…

Una mandria di cavalli che liberamente si muovono all’interno di un ampio spazio verde. Maschi e femmine che conducono alla scoperta della vita alcuni cuccioli venuti al mondo poche settimane fa. Si muovono con calma e liberamente all’interno dei prati che si innalzano leggermente verso l’alpeggio del Cernera. Questa è una zona idilliaca. I boschi improvvisamente lasciano spazio a questo vasto manto erboso che guarda verso il gruppo roccioso omonimo.

Oltre ai meravigliosi cavalli una piccola comunità di mucche mi attende più a monte del Penes. Non sono molte, ne conto solamente sei capi presenti, facendo memoria di qualche anno fa quanto l’intero alpeggio del Cernera era completamente invaso da centinaia di capi liberi tra questi lussureggianti prati. Purtroppo questa malefica pandemia ha cambiato molte cose, e una di queste lo si nota dalla scarsità di animali in certe località in passato più fiorenti.


Forcella Giau – 2357m

Dopo questa prima parentesi iniziale, entro definitivamente nel cuore del Trekking odierno. Un bivio che si pone ai piedi di uno degli erti picchi rocciosi che danno vita al Lastoi de Formin. Un nuovo segnavia che mi pone per un breve tratto all’interno dell’Alta Via N°1. Da qui si congiunge il sentiero 436 che scende direttamente dal Passo Giau, congiungendosi con questa mia diramazione 436 per salire in direzione di Forcella Giau e del Mondeval.

Un tratto molto impegnativo. Lasciando il verde sentiero del Penes, ora il cammino si innalza su un sentiero roccioso e in certi punti franoso. Si eleva molto in quota, alcuni passaggi su cui porre un po di attenzione (sassi movibili) dove diviene d’obbligo prendersi delle pause ed ammirare, curva dopo curva, tutto ciò che la Natura in questo frangente mi regala. Inutile sottolineare l’imponenza rocciosa che Ponta Lastoi de Formin (2657m) e il Cernera che ad Ovest prende sempre più vita.

Il sentiero 436 che guarda verso il Cernera (versante Est)

Un tratto leggermente impegnativo…

Spunta il sole all’altezza di Forcella Giau…

Impegnativa e allo stesso tempo affascinante. Il respiro si fa forte un passo dopo l’altro, con il sole che finalmente inizia a spuntare oltre le prime guglie rocciose che primeggiano ad Est. Una fonte di calore che come per magia illumina i prati che ora lascio più a valle rispetto a questa mia parte di sentiero. Raggiunta Forcella Giau a 2357m si apre una nuova prospettiva, un nuovo panorama che da luce a ciò che sarà parte della mia giornata.

Forcella Giau a 2357m

Da quassù il panorama ripaga di questo tratto così impegnativo. Le lontane Dolomiti d’Ampezzo primeggiano sul Lagazuoi, la Tofana di Rozes e quel suo versante roccioso che guarda verso il Falzarego. La Ra Gusela (2595m) l’unico riferimento roccioso del Passo Giau, per chiudere con il bellissimo Monte Cernera a chiudere questo angolo Dolomitico che guarda verso Nord. A Sud la Val Fiorentina e gli immensi prati verdi del Mondeval, dove primeggia l’inconfondibile punta del Monte Mondeval.

Ponta Lastoi de Formin, roccia possente che svetta a 2657m di quota e che da poi vita alla lunga e maestosa muraglia rocciosa che da vita allo Spiz de Mondeval (251m) per terminare questa sua immensa presenza in Forcella Ambrizzola a 2274m.

Mi fermo per una bella pausa, dalla Val Fiorentina sale a forti raffiche il vento fresco del primo mattino, così fresco che mi vedo costretto di indossare un capo leggermente pesante, mentre al riparo di un grande masso seguo tre alpinisti che con audacia stanno arrampicando in direzione della vetta della Ponta Lastoi de Formin.

Da Forcella Giau verso la Ra Gusela…

Il sentiero che sale in direzione del Cernera…

Vista verso la vetta del Mondeval…

Ponta Lastoi de Formin a 2657m

Infatti non è cosa rara assistere ad uno spettacolo del genere. La Ponta, come altre pareti limitrofe, si compone di più vie alpine che si innalzano verticali tra lisce pareti e strette terrazze rocciose, che impongono salite tecniche e di grande esperienza. È un vero spettacolo assistere e seguire per qualche minuto questi avvenimenti così importanti. Una vista verso la montagna diversa dalla mia, che nutre a sé uno spettacolo che a volte si avvicina ad un limite che non richiede errori.


Lago delle Baste – 2281m

Per riprendere il cammino in direzione della vetta del Mondeval, è d’obbligo tenere come riferimento il piccolo Lago delle Baste. Più che un riferimento un passaggio ai bordi di una delle meraviglie che il Mondeval custodisce. Un piccolo specchio d’acqua che si adagia su questi verdi prati. Un occhio che guarda verso il cielo e che rispecchia la lontana sagoma del Monte Pelmo rendendo questo punto naturale come la cartolina fotografica più conosciuta al mondo.

Si scende da Forcella Giau in direzione del piccolo lago…

Il Lago delle Baste (2281m) e sulla dx la vetta del Mondeval. Il Pelmo però rimane coperto da una densa coltre di nuvole…

Una bellezza unica nel suo genere. Sebbene dalle piccole dimensioni ancora oggi risulta uno dei luoghi più fotografati in assoluto all’interno di questi territori. La maestria di bravi fotografi ha negli anni immortalato questa meraviglia al cospetto del Pelmo, partner immancabile ad ogni possibile scatto. Per raggiungere il lago è questione di pochi minuti. Da Forcella Giau proseguo sul sentiero principale, il 436 che scorre lungo le possenti pareti del Lastoi.

Inizialmente dal sentiero 436

… per poi scendere lungo i verdi prati in direzione del Lago delle Baste.

Non c’è un’indicazione precisa, basta tenere come riferimento la ben evidente marcatura del sentiero sottostante, tagliare leggermente lasciando definitivamente il 436 e giungere in pochi minuti al cospetto di questo piccolo lago. Pausa di qualche minuto, le foto di rito cercando di fermare il tempo con le stesse abilità dell’abile fotografo, ma rimanendo molto lontano da quei favolosi ed unici scatti che tanto fanno sognare.

La giornata si è leggermente coperta da grosse nuvole cumuliformi, e, per un effetto del tutto naturale, tengono prigioniere a se le alte vette circostanti. Una di queste è proprio il Pelmo, preda di questa formazione dal colore grigiastro. Il sentiero per la vetta del Mondeval non ha nessuna tabella indicativa, ma la giornata si è leggermente coperta da grosse nuvole cumuliformi, e, per un effetto del tutto naturale, tengono prigioniere a se le alte vette circostanti. Una di queste è proprio il Pelmo, preda di questa formazione dal colore grigiastro.

Il sentiero per la vetta del Mondeval non ha nessuna tabella indicativa, ma mi basta seguire l’evidente marcatura sul terreno verde per trovare così la giusta via.


Monte Mondeval – 2455m

La lunga salita si allunga leggermente verso destra. Inizia a scorrere lungo la cresta maggiore del monte, con alcuni passaggi che si snodano proprio a ridosso delle lunghe pareti rocciose del Mondeval che scendono con grande forza la verde valle sottostante. Il Monte Cernera inizia ad offrirsi dal suo versante Sud. Viste spettacolari di grandi pareti di roccia che dalle guglie e campanili delle massime quote scendono vertiginosamente verso valle.

È un bel passaggio, con alcuni tratti leggermente più esposti.

In cammino lungo la cresta del Mondeval…

Solo verdi e ampi spazi erbosi, caratteristica del Mondeval.

Punti di vista verso la Val Fioretnina…

Di spalle Ponta Lastoi de Formin, lo Spiz de Mondeval e la Croda da Lago (dx)…

Ancora poco per la vetta…

Totale libertà visiva. Nessun albero, nessuna roccia che possa contrastare l’intero panorama che mi circonda. Che sia il versante che guarda verso il Cernera che l’intero versante del Mondeval, le panoramiche sono di straordinario impatto visivo. La lunga parete che compone a se il Lastoi ora amplia maggiormente la maestosità di questa bianca spinale, per poi scendere leggermente verso Forcella Ambrizzola e il Becco di Mezzodì (2603m), uno degli emblemi che guarda verso la Croda da Lago.

Raggiungere la vetta impone una camminata di circa 45 minuti dal Lago delle Baste. La sua quota e la sua piccola croce di vetta si pone a 2455m di altitudine, in un immenso panorama che raccoglie a se la Val Fiorentina, l’Agordino e quella parte Dolomitica oltre confine del Trentino. La giornata in quota non è delle migliori. Quelle formazioni cumuliforme oltre al Pelmo si sono garantite anche la Civetta, e di questo mi dispiace molto. Pulite e ben in vista in invece la Marmolada e la grande piana delle Pale di San Martino.

Dalla croce di vetta verso la Civetta…

Dalla croce di vetta alle Pale di San Martino…

L’emozione rimane comunque tale. Solo, dove potermi liberare a punti di vista che rimangono immersi in un silenzio assoluto. Le forti raffiche di vento percepire in Forcella Giau quassù sono completamente svanite. Il volo delle Gracchie e qualche leggero alito ventoso abbracciano questa mia straordinaria solitudine. Le nuvole giocano con il sole, creando delle ombre sui verdi prati del Mondeval dove poter osservare queste immense macchie scure correre sull’erba.

Da quassù questo è uno spettacolo che si aggiunge a tutto ciò che mi circonda. Delle Ampezzane riesco a vedere l’Antelao, il versante a Sud del Sorapis e perfino le lontane Tre Cime di Lavaredo. E tutto questo sebbene la visibilità non sia delle migliori visto il continuo addensamento di nuvole. Il tutto crea una forte emozione, non mi importa assolutamente nulla se le coperture del cielo sembra possano limitare la mia vista, lo spettacolo da questa croce di vetta è maestoso.


Casera Mondeval de Sora – 2157m

Pronto per la lunga discesa. Dalla vetta del Mondeval, Casera Mondeval de Sora la si vede ben posizionata alla base di questa lunga spalla erbosa che scende vertiginosamente. Un enorme scivolo che dalla Casera sembra poi impennarsi con grande violenza verso il versante opposto al mio. Quello roccioso, formato da bianche e pallide rocce che da questa distanza ne danno le sembianze di greggi di bianche pecore immerse in questo maestoso verde.

Ma si tratta delle prime avvisaglie che danno poi vita al Becco di Mezzodì.

Per scendere in direzione della Casera basterebbe camminare lungo questa vasta discesa, ma grazie all’avvisaglia di chi conosce molto bene questo territorio, riprendo nuovamente il sentiero di salita che ora guarda verso il Lago delle Baste. Ampi spazi verdi, il sole estivo che durante il giorno ne riscalda ogni singolo ciuffo d’erba e quelle poche rocce presenti. L’habitat naturale perfetto per le Vipere, e questo potrebbe sembrare una notizia infondata.

Non è la prima volta che cammino lungo questi sentieri, e le occasioni di avvistare questo meraviglioso ma poco simpatico rettile sono state più di qualcuna in passato. Scelgo quindi ciò che mi da più sicurezza. Il sentiero ben battuto mi da una visione migliore a differenza dell’erba, che sebbene di basso profilo, comunque sia riesce perfettamente a camuffare qualsiasi altra presenza. Dopotutto sono in casa loro, non posso considerare questa loro presenza come fuori luogo.

Dal Lago delle Baste prendo un sentiero che anche in questo caso si marca bene tra il verde. Non ci sono ne tabelle ne altre indicazioni in merito, ma la forte marcatura è il riferimento migliore. Una bella e facile discesa, spensierata e illuminata da un sole che inizia ad essere più presente rispetto a prima. Guardo dietro di me la vetta del Monte Mondeval, da dove sono sceso. Rimane ancora in ombra. Come poco più di un’ora fa. Uno dei punti visivi più belli di questa parte di sentiero è dato dal Lastoi de Formin.

Il sentiero scorre tenendo sulla destra una lunga e alta spalla erbosa. La lunga spinale rocciosa del Lastoi de Formin sbuca all’estremità massima di questa lunga spalla. Un perfetto contrasto naturale dove il verde lussureggiante si contrappone alla bianca roccia che improvvisamente spunta alle sue spalle. Un effetto visivo che alimenta maggiormente la mia voglia di “vivere” questa montagna. La discesa prosegue, una leggera curva sulla destra ed ecco che appare la Casera, come un piccolo e meraviglioso Presepe.

Si compone di due strutture, quella principale per il vitto e l’alloggio dei pastori, e una baracca destinata al materiale necessario per l’alpeggio. Con grande dispiacere la trovo chiusa, la prima volta dopo tanti anni di attività. Nessun animale tra i muli e i cavalli che in questi ultimi anni padroneggiavano il territorio. Nemmeno i pastori con cui più di qualche volta accennavo delle piacevoli chiacchierate. Tutto fermo e spento senza sapere il motivo di questa assenza così importante.

I ricordi di questo luogo mi riportano alle varie estati passate quassù, come alla Primavera di due anni fa quando la neve ancora copriva l’intero territorio.

Leggi l’articolo dedicato a questo mio Trekking di Primavera in Casera Mondeval de Sora.

Il passato si corona sempre di grandi ricordi, di esperienze che come per magia riprendono vita nel preciso istante in cui ci si ritorna, con quel pizzico di nostalgia, e di malinconia, quando si respirava un’aria di libertà più forte. Mancano i muli, i cavalli e i cani da alpeggio. Mancano pure quelle belle chiacchierate con i pastori, per me esempio immortale di libertà.

In Casera sono alla metà del mio anello. Per proseguire devo rientrare seguendo il sentiero principale, il 436 che collega Forcella Ambrizzola (2274m) con Forcella Giau (2357m). In questo frangente cammino per intero lungo il versante del Lastoi de Formin. Molto più in quota e quindi molto a ridosso della base dell’intera spinale rocciosa. Una veloce occhiata alla famosa Sepoltura Mesolitica per poi risalire verso un sentiero di bianca roccia. Ed è qui che la famosa avvisaglia per l’ennesima volta risulta veritiera.

Verso la Sepoltura Mesolitica…

Il grande masso di roccia che ospita la Sepoltura Mesolitica.

È infatti lungo questo tratto di salita in bianca roccia che esposte al caldo sole due Vipere di diversa dimensione si stanno godendo questa loro manna da cielo. Senza disturbarle troppo le raggiro il necessario per la mia incolumità. Una delle due improvvisamente scivola per nascondersi nell’erba li vicino mentre la seconda, quella più grande, rimane ferma ad osservarmi. Il nostro è un cambio di sguardi come poche volte capita.

La sua lingua in continuo fermento quasi a volere studiare ogni mio possibile movimento, ogni mia possibile mossa per lei pericolosa. Sono io il primo a cedere a questo scambio di sguardi. La rispetto al punto tale da non invadere maggiormente il suo spazio, i suoi istinti protettivi.

Raggiungo così il bivio che collega la Casera con il sentiero principale. Inizia la fase di rientro, un susseguirsi sali/scendi alla base della lunga parete che da questa prospettiva risulta ancora più imponente.


Forcella Giau – 2357m

Bellissimo passaggio, il sole illumina in modo impressionante questa bianca roccia. Il sentiero si snoda ai lati di un torrente che assicura acqua fresca soprattutto nelle ore centrali, quelle più calde. Cammino con grande spensieratezza, a differenza delle ore precedenti incontro diversi escursionisti intenti di raggiungere Forcella Ambrizzola e di seguito il Rifugio Croda da Lago, una caratteristica meta in questo territorio. È di circa 1h il tempo dedicato a questo libero cammino, fino a giungere nuovamente in Forcella Giau.

Da quassù guardo tutto ciò che è stato. Dalla vetta del Mondeval ora illuminata dal sole, a quella sua lunga e ripida spalla erbosa che cade direttamente al Lago delle Baste. Non vedo Casera Mondeval de Sora, nascosta da altre spalline erbose che danno vita all’intero Mondeval. Ciò che è stato, al cospetto di un sole che ora torna ad illuminare il versante ad Est del Cernera, della Ra Gusela e delle lontane Lagazuoi e Tofana di Rozes, che ora sembrano brillare maggiormente. La vista è ampia, calda come questa mia Estate.

Rientro così in una lunga discesa attraverso lo stesso tratto di sentiero dal mattino. Il 436 che ora si compone di un ripido tratto e in certi punti abbastanza scivoloso data la sua franosità, per congiungermi nuovamente con gli alpeggi lungo il Penes e quei brevi tratti di bosco dagli ampi spazi verdi. Le mucche e i cavalli si sono spostati più a monte, verso la base del Cernera. In quel punto ora il sole non può più battere, lasciando così spazio ad ampi spazi freschi e in ombra.


Monte Mondeval – Note tecniche

Media escursione di facile cammino se ben allenati. Un dislivello complessivo che vede da Capanna Rava a Forcella Giau un +380m ben distribuiti. Il punto più impegnativo di questo primo dislivello si compone dalla salita che dai prati del Penes sale direttamente a Forcella Giau. Segue una bella discesa per il Lago delle Baste e +174m di dislivello per giungere in vetta del Monte Mondeval.

Lunga discesa per Casera Mondeval de Sora per poi agganciarsi al sentiero 436 per salire a Forcella Giau con un dislivello tra i due punti di +200m ben distribuiti in circa 1h di cammino. Si rientra a Capanna Rava seguendo la stessa linea di sentiero tra l’alpeggio e i boschi del Penes. Tempo complessivo per completare l’intero anello in circa 6h, soste incluse e come sempre individuale.


Monte Mondeval – La Mappa


Monte Mondeval – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Mondeval – Dolomiti Bellunesi

Area Geografica: Val Fiorentina (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Dalla località di Capanna Rava su sentiero 436

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.