Museo delle Cinque Torri (Cinque Torri-Dolomiti d’Ampezzo)

La Grande Guerra all’ombra delle Cinque Torri


Che cos’è la Guerra. Cosa possiamo dire della Guerra e di tutto quello che ne è scaturito a chi di questa Guerra ne ha fatto parte, ne è stata la vera vittima. Non voglio parlare delle Guerre moderne, quei conflitti bellici di questi ultimi anni dove l’intelligence e la tecnologia l’hanno fatta diventare un enorme videogames gestito da una fantomatica stanza dei bottoni.

Parlo di quello che è stato il più disumano conflitto bellico del ‘900. La Prima Guerra Mondiale, quella che ha visto come centro nevralgico di aspri combattimenti e di morte il territorio delle Dolomiti. Parto dal presupposto che tutte le Guerre sono strazianti, come tutte le Guerre portano a morte e distruzione con effetti collaterali riversi nell’essere umano che troppe volte divengono dei fantasmi che si accompagnano poi per tutta la vita.

Io, come tutti voi, faccio parte di una generazione che della Grande Guerra ne è a conoscenza solamente grazie a ciò che i Mass Media riportano alla luce, a quelle testimonianze riportate da chi ha potuto vivere al fianco di un vero reduce negli anni passati.

La televisione come internet, sempre più dei potenti mezzi di comunicazione che riescono a far chiarezza, ad aprire il sipario all’interno di un momento della storia passata del nostro Paese che non possiamo nemmeno minimamente avvicinarci per capire, per comprenderne la dura e cruda verità.

Percepiamo tutto questo grazie alla virtualità, grazie all’interesse di chi porta avanti un impegno per non dimenticare, per rendere gloria a chi di tutto questo ne è stato un’innocente vittima. Certo, perchè indipendentemente che tu sia un soldato da una parte o dall’altra di quella trincea, sei e rimarrai per sempre l’unica vittima innocente di tutto questo.

Chi ha sempre pagato con il caro prezzo della vita lo ha fatto sotto imposizione, sotto il comando di un’ideale orrendo, mai stato condiviso ma che ha reso l’innocente come unica vittima reale.

Con il passare degli anni e delle generazioni tutto quello che è stato durante quel periodo è ora una grande occasione tutta da scoprire. Un’occasione che si incrocia perfettamente con i “nuovi” sentieri in alta quota. Dico nuovi si, lo dico perchè buona parte dei sentieri estivi che abitualmente percorriamo sono i “Sentieri di Guerra”, disegnati durante quel periodo dalle truppe che si muovevano da un luogo all’altro sia dal punto di vista logistico che di combattimento.

L’occasione parte da un principio, la nostra libertà.

Libertà di movimento, di conoscenza , libertà di poter visitare e guardare con i nostri occhi dei luoghi che riescono a testimoniare alla luce del sole ciò che è veramente stato. Non parlo solo di Musei o luoghi chiusi dove sono concentrate collezioni dei più svariati oggetti utilizzati durante quel periodo. Parlo dei musei all’aria aperta, quelle zone di alta montagna dove ancora oggi sono tenute in vita trincee e luoghi di combattimento a cielo aperto. Dalle Dolomiti di Sesto per attraversare le Dolomiti Ampezzane ed arrivare fino alle zone del Garda. Il Monte Piana come il Falzarego e il Lagazuoi, per citarne solamente alcuni e che fanno parte di una lista dedicata quasi infinita.

Parlare di “Musei all’Aria Aperta” è concentrare la nostra attenzione su di uno, uno dei tanti ma che vista la sua particolarità e ottima tenuta logistica, lo voglio tenere come esempio di ciò che è stato e di quello che non dovrebbe più essere.

Il Museo delle Cinque Torri lo considero il perfetto “libro aperto”, un fazzoletto di territorio dolomitico ai piedi di ciò che rimane delle Cinque Torri, ma che di fascino riescono ancora a trasmettere. Punto strategico durante l’intero conflitto bellico dove si insediò il Comando di Artiglieria di Montagna italiano.

Dal suo punto di osservazione, in stretto contatto con il vicino comando posto sull’Averau, presiedeva il controllo lungo l’intero vallone che risaliva verso il Falzarego, con copertura visiva negli avamposti austriaci del Lagazuoi. Ben armato con cannoni da 75mm raccoglieva all’interno delle proprie trincee e baracche più di un centinaio di soldati italiani.

Durante il lungo periodo in cui le truppe italiane realizzarono la famosa galleria lungo il Lagazuoi, una delle più grandi imprese militari di tutti i tempi, il punto di osservazione delle Cinque Torri fu basilare per tenere sempre sotto controllo gli spostamenti delle truppe nemiche poste in cima alla montagna.

Di storia di questo singolo avamposto se ne potrebbe raccontare a sufficienza per raccogliere l’intero periodo di Guerra. Si potrebbero scrivere pagine e pagine di un infinito libro per racchiudere al suo interno quei tre anni vissuti in un contesto di morti atroci. Non solo bombe o pallottole, pensiamo alle malattie, alle morti causate dal gelo.

A quei lunghi inverni dove le temperature a quelle quote raggiungevano anche i -20, impossibilitati nell’accendere anche il più misero fuoco per riscaldarsi e dare così la possibilità al nemico di farsi notare. Camminare oggi lungo queste trincee, ben tenute e valorizzate da dal Consorzio Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo che ne tutela il valore umano, è come avviarsi all’interno di un vero e proprio viaggio nel tempo.

Farlo durante i primi periodi della stagione invernale, quando le grandi nevicate devono ancora prendersi possesso del territorio, rende già l’idea di come solo l’Inverno potesse essere stato crudele per queste centinaia e centinaia di “ragazzi”. Solo l’Inverno certo, a questo aggiungiamoci altri atroci destini, come già citato le bombe e le pallottole, le varie malattie e tutto ciò che rende qualsiasi Guerra il peggiore atto di disumanità che l’essere umano possa vivere.

Ora queste testimonianze terrene, queste strutture ancora presenti, sono una grande occasione per rendere memoria a tutte quelle vittime. Un itinerario che si snoda ai piedi delle Cinque Torri, raggiungibile in pochi minuti sia dal Rifugio Cinque Torri (2137m) che dalla vicina Baita Scoiattoli (2280m). Un piccolo passaggio di storia, ben segnalato e con delle interessanti tabelle che adiacenti ad ogni sito (baracche o altro) ne descrivono la tipologia e l’utilizzo che ne veniva fatto durante il periodo.

Portate i vostri figli, che sia l’occasione per far conoscere anche a loro ciò che è stato più di 100 anni fa. Sarà un’occasione importante di conoscenza e di coscienza per tutti perchè solo in questo modo abbiamo la possibilità di onorare coloro che per la nostra libertà attuale ha pagato un prezzo atroce e disumano.


Museo delle Cinque Torri – Il Video

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Location: Cinque Torri – Passo Falzarego (BL)

Area Geografica: Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Dal Rifugio Cinque Torri seguendo il sentiero 425

Tempi di Percorrenza: Giro delle Cinque Torri e Museo della Grande Guerra poco più di 1h

Dislivello Totale: Rifugio Cinque Torri (partenza)->Rifugio Scoiattoli (arrivo) +118m

Link: VenetoMontagne Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo Rifugio Cinque Torri InfoDolomiti Promozione Belluno e Provincia

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