Otto posti per il Paradiso

Otto località che durante l’Estate mi ispirano raggiungere un sogno.


Alla frenetica e costante ricerca dei luoghi più belli del mio Mondo. Quel Mondo fatto di roccia selvaggia, bianca e millenaria. Quel Mondo composto da verdi e docili prati fioriti, dove poter vivere l’Estate più bella. Una sintonia perfetta, il mio senso di #spiritolibero.

N.B.: Queste escursioni o parte di esse le trovate descritte all’interno del mio Blog, o nel mio nuovo libro guida “Un passo dopo l’altro” acquistabile su Amazon.

Manca poco più di un mese per l’inizio ufficiale di questa nuova Estate. Una nuova stagione che apre definitivamente i battenti al Trekking più bello ed entusiasmante nelle Dolomiti. Centinaia e centinaia di chilometri di sentieri, di Rifugi che riprendono nuovamente vita e di quel caldo sole che darà più colore al nostro corpo.

Otto posti per il Paradiso, otto passaggi dolomitici che ritengo di una meraviglia assoluta.


1 – Langalm – 2283m

E’ ciò che fino a qualche hanno fa era una vecchia capanna per i pastori, per quei uomini che con i propri animali liberi al pascolo condividevano i lunghi mesi estivi al cospetto delle meravigliose Tre Cime di Lavaredo. Una vecchia malga, solitaria e completamente fuori dal Mondo.

Mantiene ancora intatta quella sembianza di un piccolo angolo di Paradiso che rimane fuori da qualsiasi contatto con il Mondo esterno. Se non affronti il classico Anello delle Tre Cime nemmeno immagini che possa esistere. Quel sentiero, il 105, la sfiora dolcemente indipendentemente da quale versante tu affronti l’anello.

Di lei adoro il silenzio, quella sua meravigliosa vista verso le Tre Cime di Lavaredo e quella sua semplicità di accoglierti all’interno di un ambiente quasi surreale. Uno di quei luoghi dove porre firma per rimanerne per tutta la vita, dove anche in una semplice tazza di caffè trovare quell’ospitalità da renderla un piccolo regno delle fiabe.

Ma basta spostarsi di poco per toccare con mano questo Paradiso che improvvisamente sembra non finire mai. Quei suoi tre piccoli laghi posti a poca distanza, che prendono vita ai piedi delle maestose Tre Cime e che durante la bella stagione sono l’unico sostentamento idrico per i suoi meravigliosi pascoli. La natura quassù interpreta l’ennesimo miracolo.

Che fantastica ispirazione di vita. Da ciò che per generazioni ha visto la quotidianità di vecchi pastori e le sue mandrie, la forza e la determinazione di rendere questo luogo ancora così caratteristico, così unico nel mantenere nel tempo valori e culture ormai sempre più lontane.

Langalm la trovi sul sentiero 105 da e per il Rifugio Auronzo, nel versante ad Ovest delle Tre Cime di Lavaredo. Leggi il mio articolo completo e dedicato a questo meraviglioso anello.


2 – Rifugio Biella – 2327m

Un Rifugio perchè in esso è racchiusa una perfetta alchimia. Quella perfetta ed unica linea di confine tra la realtà e un Mondo tutto da costruire. L’ultimo baluardo, l’ultima struttura nel punto più lontano dell’interno Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.

Si posiziona in un luogo idilliaco, una scelta perfetta per chi a suo tempo ne pose la prima pietra. Poco lontano la linea di confine con l’Alto Adige, che vede nel territorio di Braies l’inizio di una nuova scoperta Dolomitica. Ai piedi della Croda del Beco, una specie di elefante di bianca roccia di Dolomia, che nella sua vetta vede uno dei punti panoramici più belli dell’intera Val Pusteria.

Vivo questo Rifugio anno dopo anno da chissà quanto tempo. Lo definisco in assoluto il luogo più lontano dal Mondo reale esistente. Quel suo bellissimo sentiero, il 26, che risale direttamente dalla Val Salata su due diversi fronti. Seguendo la carrozzabile che sale in direzione del Rifugio Sennes, o dal lato che preferisco, il migliore. Dall’Alpe di Fosses.

Dal Fosses, da quel suo meraviglioso ed immenso lago poco conosciuto e che racchiude a se uno dei più belli alpeggi che si possa incontrare attraverso questi infiniti territori. Un’alpeggio idilliaco, che mette a stretto contatto con il cielo. Da qui la visione del Rifugio Biella giunge in meno di un’ora di facile cammino, ed è come trovasi al cospetto del Rifugio per eccellenza.

Arrivare fin quassù richiede un buon allenamento fisico. Dalla Val Salata e da Malga Ra Stua ci vogliono più di 2h di cammino che si alterna su diversi dislivelli, indipendentemente da quale dei due versanti lo si vuole raggiungere.

Leggi il mio articolo dedicato alla Croda del Becco e al Rifugio Biella, avrai così una completa visuale di un’intera e suggestiva giornata tra le panoramiche più belle del territorio.


3 – Col Quaterna – 2503m

Il Quaterna, una perfetta piramide che prende vita dai bellissimi e lussureggianti verdi prati della infinita Val Lorera. Da quel suo verde così incantevole e brillante al sole d’Estate, raggiunge la sua quota massima con la forza e la spinta delle sue scure rocce vulcaniche.

Quando risalgo dal passo di Monte Croce in Comelico, divido quest’ultimo frangente del territorio del Comelico stesso con quell’angolo dell’Alto Adige, della Val Pusteria. Una serie di straordinari passaggi lungo l’alpeggio dell’Alpe di Nemes Hutte. I suoi animali liberi al pascolo, e la lunga Val Lorera che si apre immancabile ai miei occhi. In lontananza la piramide, il Quaterna meraviglioso.

E’ un’immersione di pace e silenzio assoluta. Lascio l’Alpe di Nemes e seguendo la linea di sentiero 146 mi allungo attraverso la Val Lorera. Lunga ed enorme, fiancheggiata da un versante a Nord che oltre la sua cresta vi si trova l’Austria, e quel suo versante più a Sud che mi riporta nuovamente all’interno delle Dolomiti Bellunesi, nel Comelico.

Quei meravigliosi alpeggi che incontro lungo questo mio facile cammino, che passo dopo passo mi regala quella magnifica sensazione di essere ingoiato da questa lunga valle. Ciò che mi allontana dall’Alpe di Nemes mi allontana per sempre dalla quotidianità, da quel Mondo che questa meravigliosa Natura tiene con grande attenzione lontano.

Quell’ultima parte leggermente impegnativa prima di raggiungere la croce di vetta. Quel tratto che dal fondo valle sale al Passo Silvella, a 2329m. La grande piramide di granito vulcanico, quell’ultima parte per giungere così alla sua croce di vetta. Il panorama è straordinario, dai vicini confini con l’Austria al verde Comelico che si allunga verso Sud.

Leggi il mio articolo sulla Val Lorera e il Col Quaterna. Una meravigliosa escursione degna della stagione più bella dell’anno.


4 – Sentiero Durissini

La selvaggia roccia di Dolomia torna ad essere protagonista in questo meraviglioso Trekking che abbraccia a se l’intero gruppo montuoso dei Cadini di Misurina. Dal Rifugio Fonda Savio, il sentiero Durissini si allunga attraverso il suo intero versante ad Est, fino a raggiungere il Città di Carpi.

Quel lato più selvaggio meno conosciuto dei Cadini, che guarda verso la Val d’Onge con punti panoramici che vedono le Tre Cime di Lavaredo, la Croda dei Toni e buona parte delle lontane vette rocciose delle Dolomiti di Sesto da un’angolatura privilegiata. E’ un’immersione totale in ciò che è il lato più spettacolare di questo intero versante.

Un cammino lungo il sentiero 112 che si innalza alla base di pareti che vedono in Cima Cadin di San Lucano una delle tante guglie, dei tanti campanili rocciosi che formano questo versante così immenso. Una serie di forcelle, dove le lunghe salite attraverso questa linea di sentiero composta per la maggior parte da roccia franosa, rendono sempre più difficile il proseguo.

Una vera e propria sfida personale con la roccia più impegnativa, quella che si forma nei milioni e milioni di anni di evoluzioni interminabili, forgiano le diverse difficoltà che il Durissini impone. Non un sentiero pericoloso, ma molto particolare dal punto di vista fisico. La devi amare questa roccia per guardare verso il Durissini come una delle mete che non deve mancare.

L’arrivo al Rifugio Città di Carpi chiude questo suo lato più selvaggio. Alle spalle Cima Eotvos e il Ciadin della Neve, vette incontrastate di questo versante a Sud che pone definitivamente la parola fine al Durissini. Ciò che resta è proseguire lungo il facile sentiero 120 e rientrare così a Misurina, il punto di partenza di questa meravigliosa avventura.

Leggi il mio articolo dedicato al Sentiero Durissini, dove trovare tutte le foto, il video e le indicazioni precise su questo infinito anello.


5 – Ucia de Gran Fanes – 2103m

Se vuoi davvero staccare la spina e guardare per l’ennesima volta verso quella montagna che si compone di alpeggi e verdi prati, allora non puoi mancare a questo appuntamento. Un luogo che di anno in anno diviene un mio obbiettivo, sebbene per me oramai ben conosciuto.

Sarà per quel suo bellissimo sentiero, il 10, che dalle Cascate di Fanes si innalza lungo la bellissima Val di Fanes. Sarà per quel suo meraviglioso pianoro che a poco più di 2100m costudisce un alpeggio e una piccola baita che porta il nome di Ucia de Gran Fanes. Oppure per quella caratteristica roccia frastagliata che compone questo versante Dolomitico nel territorio di Marebbe.

Sarà per tutti i motivi possibili, ma di salire di anno in anno in questo territorio così meraviglioso diviene da parte mia una tradizione che diventa piacevolmente ripetitiva. Il territorio di Marebbe, quell’angolo delle Dolomiti che rientra all’interno del Parco Naturale di Fanes Sennes e Braies. Roccia aspra, frastagliata, che conta lungo le pareti delle sue vette la storia geologica del Mondo.

Salire fin quassù è un punto di arrivo come un punto di passaggio. Questa meravigliosa e solitaria baita si collega ad un sentiero, n°11a, che scende verso la Val de Fanes per trovarsi così al cospetto dell’Ucia de Fanes e dell’Ucia Lavarella. Ciò che si respira è quella pace interiore perfetta, dettata da questi verdi prati, i suoi liberi pascoli lungo le rive del tranquillo Rù de Fanes.

Il “mio giardino dell’Eden”, come abitualmente mi piace ricordare questo luogo. E tutto ciò che regala questo angolo di Natura, si traduce in un vero e proprio miracolo, dove ogni elemento si trova nel posto giusto fino a darne quell’aspetto così unico e indimenticabile.

Leggi il mio articolo dedicato al territorio di Gran Fanes, dove scoprire questo meraviglioso giardino dove il tempo sembra fermo sin dalla sua creazione.


6 – Gran Lagazuoi

Ritorno a guardare nuovamente la roccia più selvaggia delle Dolomiti. Quelle dell’Ampezzo, che guardano verso il versante più ad Ovest a stretto contatto con il confine di Fanes Sennes e Braies. Quassù sorge il Gran Lagazuoi, una spinale rocciosa tra questi due territori geografici.

Un anello roccioso di una perfezione quasi maniacale. Da Forcella Lagazuoi, a 2573m, guardando verso il versante ad Est, quello che da vita alla bellissima Val Travenanzes e ad una delle cartoline più maestose della Tofana di Rozes. E’ un sentiero che si pone come numerazione nel 20b, e che scorre lungo i ghiaioni e le pareti di questo suo lungo versante.

Un passaggio fantastico. La Tofana di Rozes alle prime luci del nuovo giorno rimane come nascosta dalla sua stessa ombra, mentre una leggera serpentina rocciosa sale in direzione di Forcella Gass Depot, a 2545m dove poter ammirare una delle prime avvisaglie del fantastico dente roccioso di Piza Sud, nei suoi 2980m totali.

Completamente assorto ed ingoiato dalla roccia. Nemmeno un piccolo e sottile filo d’erba si permette di crescere nel cuore del Gran Lagazuoi. Durante l’Estate la sua bianca roccia rimane sempre al cospetto del caldo sole, rendendo anche alla forte vegetazione presente il difficile compito di cercare quel punto perfetto per una nuova vita.

Un susseguirsi di piccole forcelle che portano sempre più in alto, dove la roccia non ti abbandona nemmeno per un attimo. E quella sua lunga discesa nel versante opposto, a ridosso delle altissime pareti rocciose dei vari sedimenti che compongono l’intera spinale. Camminare con quella straordinaria sensazione di toccarne con mano la loro milionaria costituzione.

Leggi il mio articolo dedicato a questa fantastica escursione. Le mie foto e il mio video dove trovare ogni possibile riferimento.


7 – Spiz de Poure – 2405m

Quella del Poure è un’escursione che sembra porti a dominare per intero le Dolomiti. Da questi suoi 2405m di quota complessiva, il Poure guarda verso l’Agordino, la Val Fiorentina, buona parte delle Dolomiti d’Ampezzo e, in leggera lontananza, le Dolomiti di Badia e della Val di Fassa.

Una straordinaria escursione che si snoda attraverso i verdi e meravigliosi alpeggi dell’alto Agordino, lungo una sottile linea di confine che si divide con le vicine Dolomiti d’Ampezzo. Un punto panoramico di grande impatto, dove lungo il cammino nessun bosco che possa ostacolare la straordinaria visione della Natura che ci circonda.

Questo sogno meraviglioso prende vita direttamente dal Rifugio Fedare, che si trova nei pressi del Passo Giau lungo la strada che dal Giau stesso scende verso Selva di Cadore, nella bellissima e solare Val Fiorentina. Un sentiero, il 463, che pone lo sguardo verso il Nuvolau, l’Averau e tutta quella serie di spinali rocciose che delimitano il confine con l’Ampezzano.

Un passo dopo l’altro, lungo questa via che si addentra sempre più all’interno di questi meravigliosi e liberi alpeggi. Un’emozione senza fine, quel leggero dislivello per raggiungere una piccola forcella che guarda verso la Marmolada che sembra raccontata da una passionale poesia dedicata alla Montagna. Quella sua sagoma, quella verde piramide che ora va solo conquistata.

Da lassù è un panorama meraviglioso, un’imponente luce che illumina l’intero Mondo Dolomitico che ti circonda. Panorami mozzafiato, dove primeggia il verde dei pascoli circostanti con le imponenti rocce di Dolomia che si stagliano nel cielo. Giungere in croce di vetta è riuscire a contemplare il meglio della Montagna, entrare all’interno del suo cuore e rimanerci così per sempre.

Leggi il mio articolo dedicato allo Spiz de Poure. Guarda le mie foto e il mio video dedicato.


8 – Cima Piatta Alta – 2992m

Da sempre la ritengo la più difficile, la più impegnativa e una delle più spettacolari in assoluto. Cima Piatta Alta è il punto panoramico più bello che guarda verso le Dolomiti di Sesto e la Val Pusteria. Un’immersione all’interno della roccia più selvaggia e arida dell’intero arco Dolomitico.

Un’alchimia impressionante, una lunga escursione che dalla Val di Campo di Dentro vede nel Rifugio Tre Scarperi l’unico avamposto logistico, prima di iniziare quella lunga salita che dai boschi dell’Hangenalpeltal accompagna verso il lato selvaggio di una lunga e straordinaria giornata. Indimenticabile, affascinante e coinvolgente.

Un sentiero arido, coinvolgente e allo stesso tempo che rapisce ogni stato d’animo. Una continua e progressiva salita che lascia poco spazio ad un cammino in parte orizzontale. Tutto si fonde all’interno e meraviglioso confronto con questa Natura così selvaggia. Come la roccia al sole, che durante le giornate estive non concede nemmeno un solo centimetro di quel refrigerio d’ombra.

Nessun albero, nessun bosco che in certi momenti potrebbero fare la differenza per una meritata e rigenerante sosta. Nulla di tutto questo, nemmeno dopo aver raggiunto Forcella del Lago, che già da qui raggiunge i 254m di quota. La parte più impegnativa inizia da questo punto. Dimentica il “facile” sentiero che hai affrontato, ora il confronto tra te e la roccia ha finalmente inizio.

La vista di quel suo mausoleo in acciaio apparirà come un miraggio, solo da quanto sia difficile raggiungerlo. Ma una volta percepita la sua sagoma l’obbiettivo ancora non è raggiunto. Per giungere così al termine di questo pazzesco sentiero, devi allungare il passo ancora di qualche centinaio di metri, e giungere così alla sommità della sua croce di vetta. Oltre un infinito e spettacolare volo.

Leggi il mio articolo dedicato alla vetta di Cima Piatta Alta. Le foto e il mio video dedicato per carpire così importanti informazioni di questa straordinaria escursione.


Otto posti sicuramente meravigliosi, ma non gli unici. Le Dolomiti racchiudono a se centinaia e centinaia di emozioni come quelle da me descritte, che nel contesto generale fanno parte di una piccola percentuale di itinerari che conducono direttamente in Paradiso.

Una Natura meravigliosa, in continua evoluzione e che puoi trovare come spunto all’interno di questo mio Blog o nel mio nuovo libro guida “Un passo dopo l’altro” disponibile su Amazon.

Buona lettura e buona escursione a tutti Voi, Stefano.


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