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Dentro le mie Dolomiti

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  • Immagine del redattoreStefano Germano

La prima neve in Val Fiorentina

Un meraviglioso e candido Autunno in Cima Fertazza.

 

La prima neve cade a effetto lungo l’intera catena montuosa delle Dolomiti. E non è una novità visto che il periodo che guarda ai primi giorni di Novembre è usuale per questa prima e delicata spolverata di bianca farina naturale. È un misto di piacere e stupore, soprattutto in quei frangenti in cui quel livello ai 2mila metri supera abbondantemente i 20cm che in una splendida giornata dal cielo azzurro cambia definitivamente ogni prospettiva.



Mi lascio alle spalle un’intensa giornata immerso tra le meravigliose tonalità autunnali della Valfredda, per svegliarmi di primo mattino lungo la Val Fiorentina, che, come per incanto, apre le porte a un Inverno che non tarderà sicuramente ad arrivare. Una lunga notte che porta con se nubi cariche di neve, con quel vento gelido a dare così vita a una nuova dimensione naturale e cancellare definitivamente un Estate e un bellissimo Autunno.




Passo Staulanza – 1766m


Riuscire a trovare un piccolo spazio dove poter parcheggiare l’auto diviene una grande incognita. Già di per se è difficile riuscire a distinguere con una certa attenzione quella ripida serpentina che dal centro abitato di Pescul sale in direzione del Passo Staulanza. Per quanto durante la notte si sia attivato nell’immediato il servizio di ripristino strade, una interminabile lastra di ghiaccio tinge di blu il nero manto stradale. Fortuna vuole che l’efficienza degli operatori notturni abbia fatto il meglio possibile per liberare a sufficienza il parcheggio del Rifugio Passo Staulanza al relativo passo.


Il Rifugio Passo Staulanza - 1766m

Il Monte Pelmo dal Passo Staulanza

Nulla cambia i miei programmi di giornata, se non l’intera prospettiva che ora stimola maggiormente la mia curiosità. Qualche centinaio di metri lungo quella carreggiata che dal passo scende leggermente verso l’imbocco del sentiero 567, parte integrante del meraviglioso Anello Zoldano. L’Alta Via n°1 passa lungo questo frangente di cammino, che dal sentiero stesso segue le indicazioni per Malga Fontanafredda, Ristoro Belvedere e la vetta di Cima Fertazza. Lo spettacolo naturale è meraviglioso. Sebbene il Monte Pelmo in queste prime ore del giorno rimanga ancora in ombra, alcune nuvole ne disegnano una perfetta criniera bianca quasi a rendere omaggio a questo intenso bastione Dolomitico.




Malga Fontanafredda – 1768m


Il sentiero si traduce in una facile strada forestale interna che già si immerge all’interno di questi ampi spazi boschivi ai piedi del Monte Crot (2158m). Il Monte Civetta esprime al meglio quella sua eleganza con questo suo nuovo abito bianco, illuminato da un sole che ne evidenzia ogni singola spigolatura, ogni singolo affranto roccioso. L’inizio non potrebbe essere migliore di così, non potrei chiedere nulla di più di tutto ciò che ora riesco a vivere e a respirare a pieni polmoni. Il freddo pungente certo non manca nemmeno quello, e perfino quelle leggere lingue di vento anticipano una giornata che nelle quote maggiori alimenterà maggiormente questo straordinario elemento naturale.


È una bellissima e spensierata passeggiata, di quelle che a inizio giornata mettono di buon umore alimentando i migliori auspici da condividere tra me e tutto ciò che mi circonda. Perfino la strada forestale sembra essere già attiva, alcune tracce lasciate da qualche mezzo pesante fa ben intuire che non sono il primo a camminare tra questi ampi versanti tra la neve fresca. Il periodo è molto particolare, anticipa di qualche settimana l’apertura della stagione invernale e buona parte del mio cammino scorre lungo le piste da sci del comprensorio Dolomiti Superski di cui la Val Fiorentina gestisce con la vicina Val di Zoldo.


Il Monte Civetta (Versante Est)


La solitudine, magnifica compagna di viaggio. Se abbino a questa anche il silenzio e la pace che sento ne viene fuori un perfetto quadro naturale dove la Natura stessa abbraccia ogni mio sentimento. L’abbandono, una strana e allo stesso tempo meravigliosa sensazione che provo quando giungo in qualche luogo particolare, che mi ricorda la frenetica attività estiva e che ora porta con se solo il silenzio. Chi è pratico e conosce sia la Val Fiorentina che la Val di Zoldo, non può essere indifferente a Malga Fontanafredda (o Fontanafreda), importante punto di tradizionale ospitalità che dell’intera Fiorentina ne diviene un punto di riferimento per la buona e sana cucina tradizionale.


Malga Fontanafredda - 1768m

Tutto ciò che porta con se l’Autunno lo provo anche qui, in questo luogo così particolare. Abituato come sono alla frenesia di luoghi come questo, mi torna in mente quando durante d’Estate mi capita di passare in Malga. Mi tornano in mente quelle fermate quasi d’obbligo per quel magnifico caffè e la torta di rito, come quelle lunghe pause in cui, a tavola ben imbandita, ho saputo deliziare il palato con una cucina e ospitalità degna di questa gente e di questa loro eterna cultura di alta montagna. Di tutto questo ora non rimane che il silenzio e la neve a coprire le ultime tracce lasciate da qualche settimana. Tracce che riportano la mano dell’uomo intento a chiudere i battenti di una lunga Estate e guardare alla prossima Primavera quando tutto inizierà un nuovo e lungo percorso pieno di vita.




La Crepa delle Salere


Le Salere è un punto di passaggio, un punto di riferimento centrale e che vede nel mio cammino il tratto più impegnativo. L’intera giornata sale con poco impegno verso questo nuovo versante che ora mi regala nuove prospettive verso il Monte Civetta, salutando temporaneamente la magnifica visuale del Monte Pelmo che troverò nuovamente una volta giunto in vetta. Ma le Salere sono quell’impennata maggiore che abbraccia a se quasi del tutto l’intero dislivello di giornata. Lasciata Malga Fontanafredda, all’altezza di Forcella Pecol (1786m), la strada forestale ora in questo suo candido manto bianco assume l’aspetto di quella che tra poche settimane diventerà una delle tante piste da sci presenti all’interno del territorio.



Quel grande comprensorio sciistico che da questo versante del Dolomiti Superski raggruppa l’Agordino (piani di Pezzè – Alleghe), la Val di Zoldo (Palafavera – Pecol Vecchio) e l’intero versante della Val Fiorentina (Pescul). Ancora poche settimane per godere di questi spazi ancora abbandonati da questo Autunno già tinto di bianco. Il Monte Civetta inizia a dare da subito spettacolo, con quel suo versante più a Est che si staglia lungo la bianca cresta del Col de la Traversa (1887m) e il Col dei Baldi (1922m). Le panoramiche iniziano lentamente a prendere forma, quasi a voler entrare a tutta forza all’interno di questi miei spazi, di questo mio mondo Dolomitico. Ed è proprio la Val Fiorentina che lentamente apre il suo sipario, con la Civetta che sembra a renderne omaggio e farne gli onori di casa.


Il Monte Civetta da Forcella Pecol

Una serpentina, un paio di curve immediate che ai piedi della Costa del Conte ora verso la Val Fiorentina omaggia della panoramica più bella. Un grande dente roccioso posto su di un belvedere, una piccola panchina di legno quasi coperta dalla neve spinta dai venti di questa quota e quei circa 300m di forte salita su di una neve ghiacciata e raschiata dal vento che ora sembra darmi il benvenuto a quella che sarà l’imminente vetta. Il Ristoro la Ciasela è decisamente il punto più spettacolare verso la Val Fiorentina dell’intera giornata. Ancora chiuso e abbandonato in attesa che la stagione invernale lo renda vivo, e questo mi permette una piccola sosta dopo quello che io posso ben definire il tratto più impegnativo. Dalla sua terrazza panoramica il panorama penetra dentro, lasciandomi per l’ennesima volta senza parole.






Ristoro Belvedere e Cima Fertazza – 2082m


La Ciasela in assoluto silenzio. Questa sua ampia terrazza in legno ancora presa dal disordine dell’abbandono dopo l’Estate. Di fronte a me l’immensità, che dalla Val di Zoldo prende nell’immediato il volo verso il maestoso Pelmo che ora ritrovo nuovamente con grande emozione. Di fronte a lui il Monte Crot per dare vita al più lontano Antelao, il Sorapis e il Faloria sovrapposto dalle Rocchette di Prendera, dal Mondeval e dalla Croda da Lago. Un’immensità che sembra non avere fine, che oltre al Cernera guarda verso il più lontano Lagazuoi. Ai piedi di tutto questo la valle del sole, la Val Fiorentina.


La Ciasela



Un’immensità che non puoi descrivere perfettamente. La devi vivere ascoltando nel silenzio più assoluto il fruscio del vento che ti racconta la storia di queste millenarie montagne. Il momento è molto particolare, lo vivo con grande intensità e con grande valore che dalla Natura ora do alla vita. Tra un po’ sarà un carosello quasi infinito di sciatori e di compagnie intente a divertirsi e offuscare questi miei momenti di assoluto silenzio. Ora il cielo inizia a colorarsi di grandi e bianche nuvole. Coprono a tratti il mio sole e il freddo pungente si fa ben sentire. Devo continuare, quei 100m o forse più di una leggera salita finale prima di raggiungere la mia croce di vetta.


Ora l’occasione perfetta sarebbe di trovare posto per un pasto caldo al Ristoro Belvedere, ma anche quassù, al limite massimo della mia giornata, tutto è completamente fermo. Il ristoro si posiziona su di una perfetta linea di confine territoriale che divide la Val Fiorentina con questo versante a Nord Est dell’Agordino. Michela il suo ristoro lo ha messo a riposo da un paio di mesi, dopo una lunga stagione estiva vissuta al cospetto del sole più bello dell’anno. Anche per questo posto l’apertura della stagione invernale sarà monito di quel lungo carosello di sciatori che dalla Val Fiorentina stessa si divideranno tra l’Agordino e la vicina Val di Zoldo. Ora tutto tace, il sole torna a brillare e a riscaldare le pareti di legno massiccio di questo luogo così storico. Io ne approfitto per quel panino che ora ha un valore indescrivibile e riscaldarmi guardando questa luce immortale.


Ristoro Belvedere - 2080m




Tutto è quasi perfetto, la perfezione ora dista da me quei cinque facili minuti per raggiungere la mia croce di vetta, quella del Monte Fertazza. La perfezione certo, che da questo simbolo in acciaio ora si completa guardando verso l’Agordino dove il Monte Civetta dà il meglio di sé. Perfino le lontane Pale di San Martino, nel Trentino Orientale, brillano dei grandi spazi di neve già presenti e chiudere questo quadro infinito lungo i versanti del Sella e della Regina Marmolada. La Va Fiorentina si completa nell’immediato, laggiù in questo mio orizzonte limpido e pulito con il Col di Lana e lo Spiz de Poure. Se cerco la perfezione quella è ora. In questi istanti sono solo quassù, l’ennesima mia solitudine in alta quota.


"Sono solo fisicamente, ma la mia mente invece si raccoglie in una serie di pensieri a rendermi il punto centrale di un momento magnifico".



Da Cima Fertazza verso il Monte Civetta

Da Cima Fertazza verso le lontane Pale di San Martino

Da Cima Fertazza verso la Marmolada

Da Cima Fertazza verso il Monte Civetta

Da Cima Fertazza verso la Val Fiorentina

Il rientro verso il Passo Staulanza replica tutto ciò che ho visto e vissuto durante la salita. Lo stesso sentiero, le mie stesse impronte lasciate qualche ora prima quasi a testimoniare il mio passato. Il sole ora guarda verso il tramonto, e se il Monte Pelmo nelle prime ore rimaneva in ombra di sé stesso ora si illumina di una magnificenza nuova. Una magnifica luce che brilla grazie a quel forte vento che da qualche ora è mio compagno di cammino. Una luce che rivela al mondo intero ogni minimo particolare di questo monolite roccioso vecchio come il mondo. Giornata meravigliosa, come la vita e questa meravigliosa Natura.



 

Cima Fertazza - Note Tecniche


Lunghezza sentiero: 5km200m

Dislivello totale: +353m

Tempi di cammino: 2h (individuale)

Tipologia di sentiero: E - escursionistico


 

Cima Fertazza - La Mappa




CIMA FERTAZZA AUTUNNO
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Cima Fertazza - Il Video



 

Location: Cima Fertazza - Ristoro Belvedere

Regione: Veneto

Accesso: dal Passo Staulanza su sentiero 568 per Malga Rinfreddo

Il mio alloggio in Val Fiorentina: Albergo Ladinia - Pescul (BL)

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