Val Bona (Dolomiti Bellunesi)


Una di quelle valli poco conosciute che si inerpicano verso i grandi massicci dolomitici, caratteristica dei punti geografici più selvaggi delle Dolomiti. La mia prima volta lungo questa valle nel mese di Maggio scorso, una bella scoperta essendo anche la mia prima uscita dal post lockdown e quindi carica di tanta voglia ed energia da spendere lungo questi sentieri, finalmente….

Val Bona inizia dal centro abitato di Ospitale di Cadore, piccola comunità montana posta a pochi chilometri di distanza da Longarone, nel bellunese. In un unico sentiero principale, il 483 che si allunga prendendo sempre più quota in direzione dei due bastioni rocciosi per antonomasia all’interno di questo territorio: Il Sasso di Bosconero e il Sassolungo di Cibiana.

Per buona parte asfaltato essendo una vecchia mulattiera rimessa a nuovo dove il fondo roccioso prende forma dopo qualche chilometro. Inizialmente l’eco del rumore lasciato dal traffico presente lungo l’Alemagna lascia spazio al continuo e costante “ruggito” del Rio Valbona che sarà un piacevole compagno di cammino attraverso questi boschi.

Si sale lungo la valle (sentiero 483)

Tabella segnaletica, da qui il sentiero è completamente roccioso

Il disgelo si fa ben notare lungo il letto del torrente. Dalle cime circostanti i nevai rilasciano enormi quantità di acqua rendendo il Rio vivace e in certi tratti lasciandoti quel brivido di consapevolezza di quanto possa essere indomabile l’acqua a queste quote. Il territorio comprende un’area geografica denominata “Comunità Montana Cadore Longaronese Zoldano”, racchiude all’interno di questo triangolo tre specifiche zone geografiche collegate tra di loro grazie ad alcuni sentieri che permettono di unire altre vallate circostanti per creare così degli itinerari molto interessanti da sviluppare in più giorni di Trekking. La presenza di Casere e Bivacchi offrono una sicura dimora per la notte, pianificando dal punto di vista logistico interi progetti escursionistici creati ad hoc.

Passaggio attraverso il Rio Bianco

Passaggio attraverso il Rio Bianco

Una di queste è Casera Valbona, situata a 1241m tra i vedi prati ai piedi del Sasso di Bosconero. La trovo improvvisamente dopo che il bosco lascia temporaneamente spazio a questa radura a cielo aperto, regalandomi così la prospettiva di questi prati in fiore e la Casera ben posizionata su di una verde terrazza naturale. La prima sosta di rito, il panorama che mi permette di osservare la valle appena risalita e il sentiero 483 che prosegue, iniziando così il suo tratto più impegnativo.

Casera Valbona

Casera Valbona

Il bosco rimane la mia casa in questa lunga giornata, il dislivello verso il prossimo obbiettivo dichiarato nel Bivacco Campestrin è di circa 450m lungo una serpentina di sentiero che mi porta verso la Val Campestrin con il Sassolungo di Cibiana che inizia così a prendere parte di questa mia giornata.

Lo stop forzato per più di due mesi lo percepisco fisicamente. Questo dislivello, sebbene su di un bel sentiero, si fa sentire ma con la dovuta calma e tranquillità si può ben arrivare dove si vuole.

Il Bivacco è di proprietà del Club Alpino di San Donà di Piave (VE) e in questo frangente trovo due Soci del Club in fase di apertura e sistemazione della struttura dopo mesi di chiusura stagionale. Si rimette in ordine, si fanno le pulizie e si spacca la legna per gli escursionisti che nella nuova stagione in arrivo sfrutteranno l’ospitalità interna per le lunghe notti estive.

Indicazioni per il Campestrin

Ancora pochi passi per giungere al Bivacco e la prima legnaia su sentiero

Bivacco Campestrin

Bivacco Campestrin

Bivacco Campestrin

Mantenendo sempre le dovute distanze d’obbligo visto il periodo, intraprendo un’interessante conversazione con loro e la cosa è resa piacevole dalla disponibilità ed ospitalità stessa che mi riservano. Il punto di vista è meraviglioso, i due massicci per antonomasia (Bosconero e Sassolungo) si offrono spontaneamente come lo spettacolo d’eccezione. Non solo le loro imponenti pareti, ma anche tutte quelle cime e guglie che compongono questa loro lunga spinale rocciosa. Il sole caldo, la tranquillità, il fumo che esce dal camino del bivacco e il suono dell’ascia che in maniera costante spacca la legna e rifornisce in maniera impeccabile la legnaia esterna. Guardo con attenzione questi due uomini, osservo la loro fatica nello svolgere queste difficili mansioni e quella grande passione nel cercare di rendere agibile ed ospitale questa piccola e fragile struttura dispersa all’interno di questo Paradiso.

Panoramica verso le Cime di Mezzo e le Cime di Sud

Panoramica verso il Sassolungo di Cibiana

Rimettersi in marcia, i saluti e ringraziamenti di rito e ripartire in direzione della valle di provenienza. Rientrare sul sentiero che mi riporta nuovamente in Casera Valbona e deviare verso l’altra Casera per antonomasia: la Girolda su sentiero 488.

Sentiero molto diverso rispetto a quello affrontato nella mattinata. La Costa del Fus inizialmente e la Costa del la Cèsa di seguito, sono un raggruppamento boschivo dove enormi fusti di faggio fungono da perfetta ed invitante ombreggiatura che allevia il mio cammino in questo pomeriggio assolato e molto caldo. Piccole cose, piccole situazioni che diventano grandi se vissute con il vero spirito di chi vuole vivere questo ambiente in maniera completamente al naturale.

Da Casera Valbona deviazione per Casera Girolda

I boschi di Faggio de la Costa de la Cèsa

I boschi di Faggio de la Costa de la Cèsa

Essendo un giorno di metà settimana devo dire di non aver incontrato anima viva, se non i miei due nuovi amici del Bivacco. Leggeri sali e scendi poco impegnativi che abbassano il mio dislivello fino a sopraggiungere sul letto privo d’acqua del Rio Nero e Casera Girolda 1306m pronta ad accogliermi per quello che sarà la chiusura di questa mia prima giornata dopo mesi di allontanamento forzato.

Bella, in ordine, tutti i minimi particolari e oggetti posizionati seguendo un senso logico di chi li ha amorevolmente messi. Mi soffermo per quel tempo necessario per una pausa e per visitarla nel suo interno. Rimango molto stupito dall’amore che si respira. Quell’aria di montagna, di un passato dove la presenza di chi l’ha così volutamente bella si percepisce ancora. Quel suo grande tavolone, il camino e la stufa a legna ben rifornita da una legnaia esterna dove lo stretto necessario non manca mai.

Casera Girolda

Casera Girolda

Interno Casera Girolda

È un bel finale, momenti che mi rilassano sebbene la fatica inizi a farsi sentire. Seguo quindi quel sentiero, il 481 che costeggia questo letto privo d’acqua scendendo velocemente di quota e sempre coccolato dal fresco di questi boschi. Mi ricongiungo con il 483 utilizzato al mattino all’altezza della località di Varlonga.

Sentiero di rientro lungo la Contensia

Ancora poco ed ecco che gli echi della vicina statale posta a valle si rifanno nuovamente sentire, ma poco importa se sono giunto alla fine di questo mio cammino. E un particolare di poca rilevanza facendo memoria di tutto ciò che ho lasciato lungo la Val Bona.


Location: Val Bona (BL)

Area Geografica: Comunità Montana Cadore Longaronese Zoldano – Ospitale di Cadore

Regione: Veneto

Accesso: su sentiero 483 dal centro abitato di Ospitale di Cadore

Tempi di percorrenza: Ospitale di Cadore -> Casera Valbona 1h 45m.

Casera Valbona -> Bivacco Campestrin 1h 15m.

Bivacco Campestrin -> Casera Girolda 1h 45m.

Casera Girolda -> Ospitale di Cadore 1h 15m.

Dislivello totale: Ospitale di Cadore -> Casera Valbona +600m

Casera Valbona -> Bivacco Campestrin +450m.

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