Val Canali (Primiero)


Come le prime luci di un nuovo giorno, all’interno di una valle che per buona parte della giornata rimane nascosta al sole, con la complicità delle montagne circostanti che non ne permettono un minimo spiraglio. La notte è passata da poco e ciò che rimane di essa sono le tracce naturali composte dalla morsa del gelo che ancora tiene in pugno l’intera vallata.

La Val Canali è una valle a ridosso del versante Sud/Est del Gruppo delle Pale di San Martino, dove nella sua estremità più a Nord dà vita alla Val Pradidali, via d’accesso dei sentieri che salgono in alta quota verso le Pale.

Arrivo presto all’ingresso della valle adiacente alla sede del Parco Centro Visitatori (Villa Welsperg), così talmente presto che le strutture sono ancora chiuse al pubblico e l’unica strada presente è completamente ricoperta di quello spessore di ghiaccio lasciato dal gelo notturno. E’ una di quelle mattine dove ancora non si può parlare di quell’Inverno reso difficile dalla grossa quantità di neve. Una mattina di inizio Gennaio dove la neve è quella arrivata con le prime e deboli nevicate della stagione, con quella minima consistenza che è sufficiente per creare quel primo strato che con la complicità della notte diviene marmo allo stato puro. La Val Canali non è un mio obbiettivo prefissato per qualcosa di particolare. Non ho una destinazione ben definita se non nel muovermi per istinto da un’angolo all’altro della sua area geografica e raccogliere così ciò che incontro. Un po come andare a scatola chiusa dove hai comunque la certezza di portare a casa sempre qualcosa.

Provare a muoversi d’istinto è una prova perfetta per testare il nostro equilibrio interiore.

Camminare all’interno di questo territorio è per me come seguire una linea immaginaria. Tengo come riferimento le cime che stanno più a Nord come il Sasso delle Lede, il Sass Maor e il Cimerlo, solo per nominarne alcune, perchè è il Nord il mio vero obbiettivo indipendentemente da quale sia il punto finale.

Questo è un territorio molto frequentato durante tutto l’anno. Indipendentemente dalle stagioni più blasonate, e con tutte le strutture ricettive aperte, l’Inverno da l’opportunità di effettuare delle belle e sicure escursioni che riescono ad impegnare per un’intera giornata, offrendo così il meglio di questa valle sotto le candide e bianche spoglie che questa stagione regala. Nel mio caso mi trovo addirittura facilitato nel mio cammino. Per quanto sia affascinante l’escursione “ciaspole ai piedi”, la neve è così talmente solida che posso concedermi il lusso di camminare senza ed avere così una libertà di movimento migliore.

Che strana sensazione di solitudine, riesco a guardarmi bene attorno e percepire quella tranquillità che la Natura che mi circonda riesce a trasmettermi. Il panorama non è quello delle alte quote, quel punto di vista che mi permette di guardare lontano con la complicità dell’altitudine e che mi permette di andare oltre. E’ un punto di vista che si divide in due, dove alla mia base ho la gelida ombra delle montagne che si riflette lungo la vallata e, guardando più in su, la luce del sole che già splende lungo le pareti delle cime circostanti, creando così questa diversità di colori che mettono in equilibrio perfetto il mio stato d’animo.

E’ anche nella semplicità delle cose, come i colori, che si riesce a trovare il giusto equilibrio.

Il ghiaccio dunque. Lo trovo dappertutto e nelle forme più svariate, forme che variano dai piani naturali dei prati estivi agli alberi che ne creano sicuramente la scenografia migliore. Lungo il torrente Canali che scendendo dalle quote più alte è uno degli elementi essenziali per la vita della valle durante l’intero anno. Le rocce, che creano in modo naturale il suo letto come le sue sponde, sono rivestite con le forme più strane che l’acqua assimilata dal freddo riesce a creare. E’ proprio dal torrente che percepisco maggiormente la forza del gelido clima. Particolari, dal più piccolo al più grande, che danno la migliore definizione di quanto sia rigida e difficile la vita lungo le sue sponde durante questo periodo. Ma ciò non toglie minimamente l’importanza di questo elemento vitale, di quanto sia essenziale la presenza dell’acqua per i pochi animali presenti durante questa stagione (cavalli), e che riescono a vivere tranquillamente all’interno del parco.

Risalire la valle è un susseguirsi di percezioni. Uscire dai piani a cielo aperto per inoltrarsi all’interno del bosco dove tutto cambia in modo repentino. Vaia, la tempesta del 2018, ha lasciato delle ferite che sono ancora aperte. Alcuni tratti boschivi portano ancora i segni di un disboscamento “violento” dove l’evidente traccia della sua forza distruttrice è ben presente. Lacerazioni, squarci, robusti alberi piegati da una forza distruttrice incontrollabile sono la testimonianza ancora presente di un momento che non dovrebbe più ripetersi.

Quell’espressione della Natura che per la nostra percezione è un qualcosa di inspiegabile, come se la nostra idea della stessa sia unicamente legata ai colori, ai panorami, agli animali piante e così via…

Chi dice che conoscere la Natura fino in fondo sia impossibile, dice la verità!!…

…e aggiungo pure che vedere con i propri occhi ciò che potrà sembrare negativo è come riuscire ad aprirli su quello che è la realtà dei fatti.

Ma ciò non cambia quello che è il contesto di questo mio post. Non cambia perchè il mio sentiero “virtuale”, o immaginario, mi porta a seguire una linea che mantiene quel punto di riferimento legato alle cime più alte, quelle già illuminate dal sole.

Val Canali in questo frangente è una continua scoperta, anche se magari la conosco in modo più diretto da quel punto di vista che collego alla mia frequente presenza durante l’Estate. Una scoperta perchè il gelido Inverno porta la solitudine, l’abbandono da parte di quello che io considero la classica, ma pacifica, invasione durante la bella stagione, concedendo quella visuale nella diversità dei particolari che crea la differenza.

Piccole baite private, fienili, e malghe in piena attività solo durante i caldi pascoli. Tutto è fermo, tutto è come racchiuso all’interno di una virtuale bolla d’aria delimitandone dei confini quasi immaginari. Quel silenzio che regala solo l’Inverno che si abbraccia con quell’abbandono temporaneo dettato da una stagione che non permette molto. Gli animali, quelli da pascolo e che caratterizzano molto la valle, sono rappresentati solo dalla presenza dei cavalli da traino. Belli, robusti e che si contraddistinguono dal fatto che la loro fisicità gli permette di vivere le notti nelle stalle e le giornate all’aperto senza porsi nessun limite, basta quel fieno e quell’acqua sempre presenti.

E’ un’occasione unica, irripetibile se sei in procinto di muoverti all’interno di questo territorio e se l’istinto ti fa capire che ciò che stai cercando sta proprio all’interno di questa valle.

Devi solo partire, ti devi muovere al suo interno collegando assieme due aspetti fondamentali: la mente e l’istinto.

Val Canali – Punti di Vista

Il ghiaccio nelle prime ore del mattino…

Lungo il Torrente Canali

Vista sul Sasso delle Lede

Vista sulla Cima dlle Laste

Vista sul Sasso delle Lede, il Sassa Maor e il Cimerlo


La Val Canali – Il Video


Location: Val Canali (TN)

Area Geografica: Parco Pan – Fiera di Primiero – Pale di San Martino (TN)

Regione: Trentino

Accesso: Dalla sede del Parco Centro Visitatori di Villa Welsperg in Val Canali

Link: Parco PanVal PrimieroVisitTrentino

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