Val Pramper, quell’angolo della Val di Zoldo

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Che spettacolo, pace e tranquillità. Racchiuso all’interno di un lembo di territorio che si divide tra la Val di Zoldo e il Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi. Ciò che affascina maggiormente è questo forte distacco dalla “civiltà”. Quella straordinaria sensazione in cui si ha la possibilità di potersi sedere o sdraiarsi su questo verde prato ed immergersi nella più assoluta serenità. Arrivare fin quassù impone poca fatica se non in alcuni brevi tratti leggermente più impegnativi. Una lunga passeggiata che attraversa l’intera valle che io considero fattibile per tutto l’anno.

Autunno, ultimi istanti di stagione. Gli alberi ormai quasi spogli

Il sentiero è per la maggior parte composto da una strada asfaltata. Da Pralongo, piccola frazione a 1200m di altezza del Comune di Forno di Zoldo, sul versante sinistro del Torrente Maè che dell’intera Zoldana è il corso d’acqua principale. Si parte da questa strada (sentiero 523) con indicazioni Malga Pramper che per una prima parte è ben battuto e che si offre in una bella passeggiata attraverso i boschi del Castelaz. Autunno che guarda verso la sua fase finale, il sentiero come i boschi stessi sono ormai coperti da una fitta coltre di foglie. Gli alberi quasi del tutto spogli del loro abito e segno di un vicino cambiamento di stagione.

Dietro di me, lungo la Val di Zoldo, il sole già brilla verso i versanti opposti

Un suggestivo passaggio dove si cammina al fianco di una bella baita, in prossimità di un incrocio che divide in due il sentiero. Il mio riferimento rimane il 523 per il Pian de la Fopa e Malga Pramper. Quello opposto, il 534, invece sale verso il Rifugio Sora’l Sass – Giovanni Angelini (1588m) che da questa posizione dista circa 90 minuti di cammino con circa +600m di dislivello. Da qui cambia un po la mia prospettiva. Sono da sempre convinto che il sentiero, anche se composto da ampia carrareccia, perde leggermente quel suo valore quando l’asfalto prende il posto della terra, dei sassi e perchè no anche della polvere.

Punto di passaggio

Che vista verso il Pelmo

Una delle deviazioni della giornata

Rimane ancora il “buio” lungo al Valle

Queste prime ore della mattina rimangono ancora rigide. La Val Pramper è composta, sulla sinistra, da una lunga ed alta spinale rocciosa del gruppo montuoso dello Spiz di Mezzodì, che vede nella Vetta di Mezzo (2324m) quella più alta. Alte pareti che si innalzano vicinissime al letto del fiume che riscende la valle, creando così quel muro che per queste prime ore rende impossibile l’entrata in scena del sole. Da qualche giorno le temperature medie si sono abbassate notevolmente, soprattutto quelle notturne. Non è caso raro trovare in alcuni tratti la presenza di brina e ghiaccio all’interno di questo ambiente naturale.

Il sentiero che attraversa i boschi

Una nota importante che rilevo della valle è quel suo stato selvaggio. Caratteristico per queste vallate che si allungano verso il Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi. Non si ha possibilità di ammirare panorami o punti di vista particolari. Si entra all’interno di una gola che al primo impatto sembra offrire ben poco, ma questo è un particolare che verrà ben presto ridimensionato.

Dal bivio inizia il tratto più impegnativo. Sulle mappe è segnalata la presenza di un lago, ma questo si rivelerà essere un bacino artificiale di poca importanza. L’asfalto comunque sia si alterna a tratti sterrati, e da qui vi consiglio una deviazione che sulla sinistra vi porta fuori dal sentiero principale divenendo una bella alternativa per risalire un vero sentiero attraverso i boschi.

Si entra ufficialmente in Val Pramper

“Ama e rispetta l’ambiente”, da leggere con molta attenzione…

Il ponte, con sulla sinistra la deviazione per il Bivacco Carnielli – De Marchi

Selvaggia Val Pramper

Il mio consiglio prende vita dopo aver fiancheggiato un ponte di legno, che sulla sinistra su sentiero 522 in 2h e 30 minuti sale al Bivacco Carnielli – De Marchi (2010m). E’ questione di circa 400m, qualche serpentina ed ecco che sulla sinistra una piccola segnalazione bianca/rossa indica una scorciatoia che lascia definitivamente la strada principale e si innalza attraverso i boschi del Pian di Palui. Ve la consiglio, leggermente in pendenza ma che fa assaporare il vero sentiero di montagna. E dove trovi il bosco, ti ritrovi nuovamente con qualche ricordo del passato. Anche qui Vaia lascia il segno.

Vaia

Sulla sinistra del sentiero inizio ad incrociare una lunga linea di devastazione lasciata da questa terribile tempesta. Non è cosa nuova, ormai da due anni a questa parte quando mi muovo all’interno di questi territori geografici, confrontarmi con questa realtà è diventata un’abitudine. Ciò che però non cambia è il modo che tutto questo continua a far riflettere, a far pensare di quanta forza scatenante si sia abbattuta su questa Natura. Ma anche da queste tristi situazioni si ricava un qualcosa di positivo. L’abile mano dei boscaioli locali ed ecco che da un vecchio albero abbattuto ne esce fuori un bel calendario naturale. Quello dettato dalle linee lasciate dall’arbusto stesso e che, suddiviso da periodi e situazioni particolari, rispecchia perfettamente un inesorabile viaggio del tempo.

Un calendario naturale

Tratti storici


Val Balanzola

Si entra finalmente nel vivo, nel cuore pulsante della Val Pramper. Le prime avvisaglie di un sole che finalmente sta ostacolando le alte vette dello Spiz di Mezzo, riflessi di luce che iniziano a rispecchiarsi tra gli arbusti del Pian di Palui, i Croston de la Gardesana e delle Forzelete. Tutti versanti montuosi che si trovano ad Ovest della valle.

Appena sbuco fuori dal Pian, lasciandomi le tracce di Vaia alle spalle, un passaggio naturale di grande rilievo. Un’immenso prato ancora nascosto al sole e completamente ricoperto di una fitta brina, che ad ogni mio passaggio esprime quel suono così particolare quasi a scandire il tempo che passa ad ogni mia impronta lasciata.

Questione di poco, il sole già chiama…

Interessante passaggio attraverso questo prato ricoperto di brina. Guardando lo Spiz de Mezzodì

Ora finalmente tutto cambia. Dopo questa partentesi iniziale immerso dal gelo, finalmente mi ricongiungo al sentiero principale. Il 523 diventa completamente sterrato (finalmente) e quindi alla portata dei miei gusti. Inizio così ad accarezzare i primi raggi di sole che filtrano attraverso gli alberi, una bella baita privata che si pone sulla destra del sentiero che richiama la mia attenzione e curiosità.

Ora tutto è ben definito, non manca molto alla meta finale e questo tiepido calore mi carica di energia, mi fa stare bene perchè le sensazioni che sto provando sono quelle dettate da quella libertà che riesco a percepire da questa magnifica Natura.

Parte del sentiero che risale la valle

Puntando verso Nord, verso la mia meta

E’ una straordinaria sorpresa, quassù immersa in questo silenzio

Ne approfitto per ammirarla, riscalda il cuore…

Val Balanzola. Inizio così a cimentarmi nel fotografo e cineasta che nutro per passione. Con la presenza del sole i colori iniziano a prendere vita e ogni situazione è quel momento opportuno dove poter fermare il tempo. Lo spazio si fa più ampio, guardando verso valle ora ho migliore visibilità e finalmente riesco a focalizzare vette lontane, quelle che si innalzano direttamente dalla Val di Zoldo. Investo molto tempo guardando le lunghe pareti che costeggiano il versante ad Ovest della valle. Per me sono nuove, e confrontandomi con la mia mappa cerco di focalizzarle e di conoscerle per il nome che portano.

Che panorama…

Vista sul Castello di Moschesin (2499m)


Malga Pramper

Ed eccolo finalmente, il giardino dell’Eden completo di tutti gli elementi naturali che lo rendono così speciale. Non solo la Malga, la Pramper che di questa ampia piana erbosa ne diviene l’emblema principale. La Val Balanzola è il cuore pulsante dell’intera Val Pramper, la sua parte finale. Durante l’Estate si arriva fin quassù per gustare i piatti tipici e l’ospitalità della Malga stessa. Durante l’Autunno, con la Malga chiusa, si sale quassù approfittando delle condizioni meteo perfette alla ricerca di abbracciare questo territorio rinchiuso in quella sua fase che anticipa di poco l’Inverno.

Il silenzio, questo tiepido sole, la tranquillità dettata dal fatto di essere l’unica persona presente per l’intera giornata. L’opportunità di sedersi, di sdraiarsi finalmente lungo questo prati essiccati dalla stagione in corso e riuscire a percepire solamente quel soffio di vento che sembra volerti rendere protagonista assoluto di questi momenti. Da parte mia non è l’ennesimo tentativo di esprimere concetti poetici, ma ciò che la mia mente riesce a tradurre da tutto questo.

Angolo di tranquillità

Scorcio di Malga

I prati autunnali della Val Balanzola

Vista sul Spiz di Mezzodì

Gioco di luce, approfittando del sole battente

La Malga ha chiuso i battenti da qualche giorno. Il camino fuma, mi fa pensare alla presenza di persone al suo interno. Infatti i gestori della struttura stanno ultimando gli ultimi lavori prima della chiusura, con la promessa di rivederci in Inverno per una possibile ciaspolata con pranzo annesso. Ne approfitto per visitarla nella sua completa solitudine, pensando a tutte quelle persone che durante l’Estate è riuscita a soddisfarne il palato e la curiosità.

Prendo anche io i miei tempi, trovo il posto più consono per liberarmi finalmente ai miei pensieri, ammirando tutto l’ambiente che mi circonda. Vivendo nel pieno delle sue energie questo sole che tiepidamente mi fa compagnia. Mi muovo tra i boschi che circondano la Malga, dove ogni passaggio diviene un punto di vista che cambia in continuazione. Impossibile annoiarsi, sebbene non ci sia l’opportunità di approfittare dell’ospitalità della Malga. E’ impossibile, perchè se si riesce a guardare ad ogni minimo particolare con l’attenzione che merita, ognuno di questi particolari sono quelli che riempiono la giornata.


Malga Pramper – Punti di Vista

Per il rientro in Val di Zoldo seguo lo stesso sentiero in senso opposto. E’ un’ottima occasione per vedere finalmente brillare quella prima parte tenuta ancora in penombra dalle prime luci del mattino. Ora il cerchio si completa, ciò che era parzialmente ricoperto di brina finalmente splende al sole, ed è come trovarsi su di un territorio ancora da vedere. Una giornata quasi interminabile.

Dove prima c’era il gelo, finalmente il sole…


Val Pramper – La Mappa


Val Pramper – Il Video

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Location: Val Balanzola – Dolomiti Bellunesi (BL)

Area Geografica: Val Pramper – Val di Zoldo – Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi (BL)

Regione: Veneto

Accesso: Dal sentiero 523 in località Pralongo – Forno di Zoldo (BL)

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