Valgrande – Rifugio Lunelli

Escursione poco impegnativa tra i boschi che guardano verso il Popera.


E’ il Comelico, il verde Comelico come di norma si legge tra gli slogan turistici di questo splendido territorio. In questa stagione definiamolo il “bianco Comelico”, anche se come stagione invernale quel livello sufficiente di neve per splendide ciaspolate si è fatto un pò desiderare.

In questa mia nuova giornata vi voglio portare all’interno di un territorio molto particolare. Una bellissima escursione che vi accompagna all’interno dei boschi della Valgrande e si innalza leggermente, e senza troppo impegno, ai piedi del Popera e del Rifugio Selvapiana Lunelli.


La Valgrande – 1280m

Rinomata zona termale che si trova all’estremo Nord del Comelico, collegata da comode strade e sentieri con la rigogliosa cittadina turistica di Padola (1218m). L’ingresso carrabile di questa valle si scorge lungo la strada che da Padola sale in direzione del Passo di Monte Croce in Comelico.

Ancora oggi, soprattutto d’Estate, questa località offre un interessante centro turistico e le sue terme curative che tanto attraggono i villeggianti durante i vari periodi di vacanza. Una valle che, rimanendo per un attimo all’interno del contesto estivo, permette lunghe e facili passeggiate.

Terme di Valgrande – il centro visitatori

Scelgo questa escursione invernale per diversi motivi. Il primo riguarda sicuramente la passione che nutro per questo territorio. Adoro il Comelico per i suoi grandi spazi, per quel verde che caratterizza estati indimenticabili e soprattutto per la vicinanza con l’Alto Adige. Ottimo punto di collegamento.

Ma il mio intento è di fornirvi un’indicazione per una bellissima escursione, non molto lunga che si addentra all’interno di questi meravigliosi boschi e con un dislivello complessivo di circa +250m. Adatta a tutti, famiglie con prole al seguito.

Da Bagni di Valgrande seguendo le tabelle indicative

Punto di partenza di questa media giornata il parcheggio adiacente il centro visitatori posto all’entrata principale della valle. Qualche centinaio di metri seguendo la strada asfaltata e, in prossimità delle strutture turistiche di Bagni di Valgrande, le prime tabelle indicative di sentiero. Nel nostro caso si deve seguire unicamente la numerazione 171, che già da questo punto da chiare indicazioni per il Rifugio Selvapiana Lunelli. Forza allora che si parte…

Boschi, boschi e soltanto boschi. Atmosfera perfetta da cogliere al volo soprattutto nelle prime e fresche ore del nuovo giorno. Quell’ora in cui buona parte del movimento turistico se ne sta ancora comodamente al caldo, e a noi la libertà di vivere questo ambiente naturale con quei rumori che placano ogni sensazione negativa. Il sentiero durante la stagione invernale attraversa in un paio di punti la pista dedicata allo sci di fondo. La Valgrande è anche rinomata per il suo comprensorio dedicato a questa attività sportiva, e quindi bisogna fare molta attenzione durante l’attraversamento di queste aree.

Facile e poco impegnativo inizio. Il sentiero 171 si snoda affiancando il Torrente Risena che rende piacevole la sua presenza all’interno di questo silenzio che solo i boschi sanno regalare. Il Risena, lunga serpentina acquifera che porta a valle la limpida acqua che sgorga direttamente dalle vette rocciose del Popera e di Cima Undici: Le Dolomiti Bellunesi e le Dolomiti di Sesto unite da un unico ed imponente cordone di roccia.

Ciò che trovo molto interessante di questa escursione invernale è la forte sensazione che mi trasmettono questi boschi. Sembra quasi un infinito abbraccio che mi trattiene all’interno di questo habitat naturale, una piacevole passeggiata dove non si riesce a trapelare nulla di tutto ciò che effettivamente sovrasta quest’area Dolomitica. E’ una situazione molto piacevole e che allo stesso tempo incuriosisce.

Questo mio pensiero nasce dalla curiosità di poter vedere oltre. So benissimo di avvicinarmi sempre più ai piedi di quelle grandi vette rocciose che compongono questo territorio, ma di esse di tanto in tanto quello spunto visibile che in maniera inevitabile viene nuovamente nascosto dalla fitta vegetazione. Una vera magia riservata solo a chi riesce a vedere tutto questo seguendo un filo logico, un ragionamento come quello da me espresso.

Il bello della Natura sta anche in questo no?…

Libera passeggiata all’interno dei boschi…

Punti di vista, di tanto in tanto il bosco concede qualche tregua…

Da un punto di vista direzionale il sentiero è ben segnalato. Di tanto in tanto utili tabelle indicative danno come riferimento la giusta direzione da seguire. Cosa molto utile soprattutto durante la stagione invernale e in quei casi in cui l’abbondanza della neve stessa, e la poca marcatura presente, renda quasi invisibile la giusta linea di sentiero da seguire.

Durante l’Inverno i boschi diventano il luogo perfetto per “perdersi” con grande facilità. Soprattutto se non si è conoscitori del territorio, perdendo ogni riferimento visivo e ogni possibile marcatura. La Valgrande non si compone all’interno di una grande area boschiva, ma quel che basta per avere quella cognizione che a volte basti veramente poco per perdere quel senso di orientamento.

Tutto prosegue comunque nella più assoluta semplicità. Personalmente mi trovo alla mia prima invernale all’interno di questa valle. Già percorsa diverse volte in altre stagioni, mi rendo facilmente conto che per l’ennesima volta la stagione bianca cambi le carte in tavola. Leggeri sali/scendi, cambi di direzione ben identificati e il torrente Risena sempre in mia dolce compagnia.

Il torrente stesso in alcuni punti si oltrepassa grazie alla presenza di comodi ponticelli che con il bianco di stagione risaltano in maniera a dir poco meravigliosa. Sentiero ben curato e che in pochissime occasioni impegna, una continua serpentina che con grande destrezza si snoda tra pini ed abeti e le grandi vette rocciose che si fanno attendere sempre di più.

Numerazione 171, dalla partenza di Bagni di Valgrande al Rifugio Lunelli. Inutile darvi altre indicazioni da questo punto di vista tecnico.

“Il bosco è un serbatoio di biodiversità. In quanto ecosistema, il bosco è un insieme complesso, costituito da una parte vivente e da una non vivente, in cui fra i diversi componenti si stabiliscono relazioni differenti in base al loro specifico modo di procurarsi il nutrimento. Perticaia giovane quando gli alberi sono piccoli e molto fitti. Fustaia adulta se c’è prevalenza di alberi adulti. Fustaia matura quando la gran parte degli alberi sono molto vecchi e prossimi a morire”.

Il bosco viene così semplicemente definito da un punto di vista naturale e biologico. Raccoglie a se infiniti punti di vista dove l’unione di flora e fauna ne crea un habitat perfetto e in continua evoluzione. Il bosco non deve essere trattato o curato dall’uomo, la sua naturale biodiversità ne regola ogni equilibrio stagione dopo stagione, e in questo contesto dove mi trovo colgo in diversi momenti l’occasione per osservare con occhi attenti questa sua naturale evoluzione.

Ma ora, dopo un cammino entusiasmante all’interno di questo meraviglioso contesto, inizio a vedere il cielo in modo più ampio e dai riferimenti più accentuati. L’imminente arrivo a Selvapiana e il Risena che amplia maggiormente il suo corso d’acqua. I primi spunti panoramici verso il Sasso di Selvapiana (1898m) che apre così la visuale verso l’imponente mole rocciosa del Monte Popera (3046m).

Ai piedi del maestoso Monte Popera – 3046m

Il letto del Resena e la vetta illuminata dal sole di Cima Undici – 3095m

Tutto ora cambia completamente prospettiva. Da questo mio punto fermo sia il Popera che Cima Undici danno inizio ad un nuovo spettacolo naturale tutto da vivere. Questo leggero dislivello si mantiene ben saldo attraverso il sentiero ghiacciato, i boschi iniziano così a diradarsi passo dopo passo, permettendo al sole di infiltrarsi maggiormente e illuminare così l’intera piana a cielo aperto del Selvapiana.


Rifugio Selvapiana Lunelli – 1568m

Appare improvvisamente all’interno di questa ampia piana completamente immersa nel suo manto invernale. Il Rifugio Italo Lunelli (aperto solo d’Estate)sorge a 1568m di altitudine nel cuore della Conca di Selvapiana ai piedi degli spalti rocciosi del Creston Popera. Gestito da oltre cinquant’anni dalla Famiglia Martini, è uno dei Rifugi più storici dell’intero territorio che dalla Valgrande si collega alla Val di Padola.

Durante la stagione estiva diviene un punto di riferimento per i vari sentieri che dalla Selvapiana si innalzano verso il Popera e le Dolomiti di Sesto. Punto di collegamento per il Rifugio Berti (chiuso d’Inverno), posto a 1950m di quota e riferimento escursionistico che guarda verso la Croda Rossa di Sesto (2965m) e delle vie ferrate che si snodano attorno a Cima Undici (3096m).

L’Inverno invece porta un’aria completamente diversa. Il Lunelli si raggiunge unicamente a piedi, attraverso una comoda passeggiata che da Bagni di Valgrande segue la strada carrozzabile interna alla valle stessa. In alternativa il sentiero 171 da me sin d’ora descritto e guardare come la carrozzabile il punto di rientro ai Bagni di Valgrande. Il tutto si compone di un perfetto anello.

Un meraviglioso punto di vista invernale verso queste imponenti pareti rocciose, che con grande forza si innalzano nel cielo. Dai vari Campanili interni di Selvapiana (2741m) a quello del Popera (2657m), per ammirare la lunga spinale rocciosa che dal Popera si congiunge con la Cresta Zsigmondy (2998m) e Cima Undici (3096m). Un vero spettacolo di forza naturale di questo ultimo angolo dell’Alto Comelico.


Rifugio Selvapiana Lunelli – 1568m – Punti di Vista

Ma cosa riserva questa conca così speciale, questo Rifugio che sembra dare la migliore accoglienza a cominciare dalla sua preziosa ospitalità.

Cresta Zsigmondy – 2998m sx e la vetta di Cima Undici – 3096m dx

Il Rifugio Lunelli verso il Col dei Colesei – 1972m

Cima Undici – 3096m sx e la parete del Creston de Popera – 2114m dx. Al centro di queste due pareti rocciose si posiziona il Rifugio Berti – 1950m

Rifugio Selvapiana Lunelli

Dalla terrazza esterna del Lunelli verso i boschi della Valgrande

Vista verso i Campanili di Selvapiana – 2741m

Struttura esterna del Rifugio verso il Croston Popera e Cima Undici

Ottimi punti di vista, all’interno di quest’area ci si può fare un idea del grande valore geologico che rappresentano queste montagne. Il Rifugio lo si trova aperto solamente d’Estate, e questo diviene monito come una possibile meta da raggiungere o un comodo punto di riferimento per quelli che sono i vari sentieri che si disperdono alle quote più elevate.

Per chiudere questo bellissimo anello si rientra camminando lungo la strada carrozzabile ora chiusa al traffico fino ai Bagni di Valgrande. Non ha una numerazione di sentiero, alcuni tratti abbastanza in pendenza ma nel complesso una bella discesa attraverso i boschi de Le Pozzale. Ottimo spunto per proseguire una piacevole passeggiata dove l’unico problema potrebbe rivelarsi il ghiaccio.

Effettivamente è così. L’utilizzo dei ramponcini ora divien assolutamente indispensabile. La naturale presenza dei boschi mantiene questo strato nevoso completamente all’ombra delle belle giornate di sole. Questo alimenta maggiormente la presenza di ghiaccio su di uno strato battuto e quindi più vulnerabile alla formazione e presenza di questo elemento.

Ampi spazi i Valgrande per gli impianti invernali di sci di fondo…

Dalle piste stesse meravigliosa immagine verso ciò che ci si lascia alle spalle…

Si rientra ai bagni di Valgrande in circa 45 minuti di ottimo cammino, con la spensieratezza che i boschi accompagnano la fase di rientro. Si ritrovano così le piste dedicate allo sci di fondo, con la loro frenetica attività di metà giornata. Devo dire che la semplicità di questo itinerario invernale si compone di una valore così importante da doverlo vivamente consigliare.


Valgrande – Rifugio Lunelli – Note Tecniche

Escursione relativamente facile e molto coinvolgente dal punto di vista naturalistico. Dai boschi alla Conca di Selvapiana, dove le grandi pareti rocciose che sovrastano questo nostro cammino ne compongono una cornice di straordinaria bellezza. Dai Bagni al Rifugio Lunelli poco più di un’oretta di cammino con un dislivello di +320m. Per il rientro lungo la carrozzabile raccomando eventualmente i ramponcini. Adatto a qualsiasi tipologia di escursionista con la voglia comunque sia di impegnarsi per un a mezza giornata al cammino, bambini compresi.


Valgrande – Rifugio Lunelli – La Mappa


Valgrande – Rifugio Lunelli – Il Video

Guarda i miei video all’interno del mio Canale YouTube


Location: Conca di Valgrande – Comelico (BL)

Area geografica: ComelicoVal di PadolaDolomiti Bellunesi

Regione: Veneto

Accesso: Dai Bagni di Valgrande su sentiero 171 per il Rifugio Lunelli

2 Risposte a “Valgrande – Rifugio Lunelli”

    1. Ciao Elena, hai perfettamente ragione. Ti prometto che con la prossima Estate tornerò in Valgrande per un Trekking più completo (Rifugio Berti compreso) e sicuramente più in quota rispetto a questo invernale. Non mancherà nulla, nemmeno Cima Bagni. Grazie mille per il tuo preciso, giustissimo e piacevole commento. Un augurio di rivederci presto e sempre con l’ottimismo nel cuore, Stefano.

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