Il mio passo si accorda alla lentezza di una stagione che nasce, come se ogni movimento dovesse imparare di nuovo il tempo dell’attesa. La primavera si affaccia con discrezione, senza fretta, e mi consegna le sue prime emozioni: lievi, quasi sussurrate, ma sufficienti a farmi sentire parte viva di un mondo naturale che muta, cresce, si trasforma senza mai fermarsi.