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  • Immagine del redattoreStefano Germano

Tra le malghe del Vanoi

In Malga Miesnotta di Sopra, ai piedi di Cima Cece.


 

E' una Primavera repentina e in continuo fermento. Dolo qualche bella giornata di sole, calda e piacevole, improvvisamente il mese di Aprile mi riserva un improvviso cambiamento climatico che per un certo periodo annulla qualsiasi mia speranza.


Nelle quote maggiori torna la neve, cancellando improvvisamente qualsiasi mia traccia e qualsiasi mio programma escursionistico. E poco prima di tutto questo riesco comunque a pianificare una giornata tra le quote maggiori, dove il mio istinto e desiderio guardano in direzione del Vanoi. Caoria è una piccola località turistica che si perde lungo la Valle del Vanoi. Ultima parte di "civiltà" prima che la sua strada di accesso si disperda lungo la valle e che all'altezza del Rifugio Refavaie divenga una bellissima e selvaggia Natura di boschi e prati.



Lungo la Valsorda quel silenzio e tranquillità viene unicamente interrotto dai miei leggeri passi, che con molta calma mi accompagnano all'interno di una tranquilla strada forestale. Quassù tutto scorre alla base di questa arteria bianca che dalla Valsorda guarda in direzione della Valzanca. Tra i boschi spuntano improvvisamente degli ampi spazi prativi che accolgono a se le prime baite, i primi fienili e quel primo impatto con quella che io da sempre considero "una montagna di altri tempi".


Tutto questo per me è piacere, desiderio di toccare con mano il cuore pulsante di una cultura che univa a se in perfetto equilibrio quel rapporto in cui l'uomo e gli animali condividevano gli stessi spazi e la stessa sopravvivenza. Alcune di queste sono lontane dalla mia via di cammino, alcune a portata di mano che diventano la perfetta occasione per soffermami e cercare di carpire in ogni singolo particolare ogni suo significato.


Percepisco fin da subito l'interesse e l'impegno da parte delle nuove generazioni nel mantenere integra la storia culturale di questo territorio. Il Sentiero Etnografico del Vanoi è un progetto che pone le sue basi sulla conoscenza e la tutela di tutto ciò che rappresenta il cammino che ora sto affrontando. Di tanto in tanto alcuni "totem" informativi che in modo semplice e intuitivo mi raccontano questa montagna e queste culture antiche di secoli. Momenti di sana lettura, che mi riportano inevitabilmente indietro nel tempo.



In Valzanca


Ponte Stel cambia la mia direzione. Lascio la Valsorda e inizio a salire leggermente verso la Valzanca. Non abbandono la mia strada forestale dove alcune baite più "moderne" sono comunque un belvedere all'interno di questo mio mondo antico. Di per se la Valzanca non ha molto da offrirmi, alcuni tratti boschivi che portano ancora la cicatrice lasciata da Vaia e alcuni passaggi ai bordi del Rivo di Valzanca, rigonfio d'acqua in un suono quasi assordante.



Quel cambio di stagione già preavvisato inizia lentamente a confermare ciò che la tecnologia difficilmente ignora. Già al mattino presto nuvole grigie anticipano di poche ore ciò che saranno giorni intensi e che porteranno nuovamente neve già dalle quote minori. Ma so con certezza che per oggi non sarà così. Il vento freddo punge tra gli alti arbusti di questi boschi rigogliosi, al punto tale da emettere quel leggero fruscio che io traduco come il "respiro della foresta".




Tutto scorre lungo questo pacifico e sereno cammino. Baite, fienili, prati e quel profumo di erba fresca e di muschio che ora lentamente prendono vita giorno dopo giorno. Il periodo del disgelo porta a valle un grande quantitativo d'acqua. Non solo i torrenti ma anche improvvisi acquitrini a dare così vita a improvvise zone paludose dove l'erba e il muschio trovano così l'alimento principale per tornare nuovamente in vita.



Malga Miesnotta di Sopra - 1879m


Malga Miesnotta di Sopra è l'ultimo "insediamento" umano, prima che il sentiero prosegua verso le quote maggiori e guardare in Cima Cece un nuovo capitolo di un cammino che per ora deve ancora attendere. I Pradi di Miesnotta infatti sono per buona parte ancora coperti da quella neve che ora tiene ancora nascosto quel sentiero per Cima Cece, che per ora ferma il mio cammino in attesa che la neve possa permettermi di guardare oltre.



Il sentiero di oggi invece si ferma qui, in magnifica compagnia di questa malga e di questo suo silenzio che sembra "eterno". La mia Primavera ora lentamente riporta quella leggera sensazione di vita anche in questo luogo. La neve stessa diradandosi tra questi prati porta alla luce la naturale testimonianza di quell'ultimo alpeggio visto la scorsa Estate. Un alpeggio che tra poche settimane prenderà nuovamente vita come la malga stessa.




Per ora non mi resta che rimanere fermo, in attesa che tutto riprenda finalmente "vita", Nel frattempo mi confronto con questo meraviglioso luogo in assoluta solitudine. E' un confronto tra me e tutto ciò che ancora una volta mi fa capire di essere ospite all'interno di un mondo lontano da tutto ciò che i miei pensieri vedono come "negativo". Il silenzio è "vivo", e io mi sento "vivo" nella mia più assoluta solitudine e con il grigiore di un cielo che in questa mia cornice ora vedo perfetto.



Stefano



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