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  • Immagine del redattoreStefano Germano

Dalle Cinque Torri al Passo Giau.

Quel perfetto anello che poi trova spazi infiniti in direzione dell'Averau.


 

Scenario naturale tra i più belli in assoluto, all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. Tutto questo non si limita solo a questo territorio che come riferimento guarda verso il Passo Falzarego: il Lagazuoi, il Gran Lagazuoi, la Tofana di Rozes, e le Cinque Torri che con il Nuvolau e l’Averau potrebbero sembrare un mondo Dolomitico racchiuso in un quadro limitato. Si va oltre, oltre a queste vette blasonate e immensamente possenti perchè è il panorama che ora mi attende nelle quote maggiori ad ampliare maggiormente la bellezza delle Dolomiti d’Ampezzo.



La Tofana di Rozes


Ma a tutto c’è un tempo, senza fretta e assaporando un passo dopo l’altro tutto ciò che da lassù mi attende. E dico questo perchè conosco bene il territorio, conosco bene questi sentieri come conosco bene ogni singolo elemento che compone questo mio anello in questa giornata di perfetta Estate. A Cianzopè (1730m), località naturale ai piedi della Tofana di Rozes, la notte appena passata porta con se testimonianza di un forte temporale. Chicchi di grandine sparsi un po dappertutto, che a prima vista sembrano dare vita a improvvisati fazzoletti di neve bianca. Tutto questo crea una certa alchimia, i cui i primi raggi di questo mio sole lentamente prendono vita all’interno di questi boschi illuminando come piccoli brillanti ciò che rimane di questa notte tortuosa e violenta.



Tra il bosco de Saresin


Evitare la stradina asfaltata che sale al Rifugio Cinque Torri (2137m) è la prima cosa da tenere in considerazione. Il sentiero 439 dopo un centinaio di metri si inoltra tra i boschi lasciando fortunatamente questo piano stradale che da li a poco sarà sovraffollato di auto per chi non vuole perdersi la benchè minima comodità e salire così al rifugio stesso. Il sentiero invece mi è amico. Sale ripidamente eliminando nell’immediato quei piccoli sentori di fresco che al mattino presto si respirano a queste quote. Una bella serpentina rocciosa che di li a poco si apre verso una prima panoramica che profuma di vita. È quell’angolo a Est che guarda verso la conca Ampezzana, dove dal Faloria al Lastoi de Formin tutto ciò che sta al loro interno sono le assolute meraviglie di questo parco naturale.






 

Rifugio Cinque Torri – 2137m


Nulla può valere tanto quanto questa prima parte di sentiero. Arrivo al Rifugio Cinque Torri in quel momento perfetto in cui il richiamo di un caffè profumato e i timbri al mio passaporto escursionistico non devono mai mancare. Un rifugio che adoro per questa sua posizione unica nel suo genere. Guarda verso le lontane vette che si espandono verso il Passo Giau, e che nelle prossime ore saranno le artefici di questa mia giornata. Il Cinque Torri si posiziona ai piedi delle Cinque Torri stesse, che da questo punto di vista elogiano unicamente quella maggiore, la Torre Grande ai suoi 2361m di altitudine. Ciò che attrae maggiormente la mia attenzione è la bellissima panoramica che dai verdi alpeggi del Rucurto salgono in successione verso il Nuvolau (2575m) e il più lontano Averau (2649m). Ma a tutto mi riservo sempre quel “suo tempo”, perchè è a esso che pongo massima fiducia a questa mia ennesima e meravigliosa giornata in assoluta libertà.



Il Rifugio Cinque Torri - 2137m


Il magnifico orizzonte verso il Nuvolau (dx), il Cernera (centrale) e Ponta Lastoi de Formin (sx)


È da questo luogo che identifico l’inizio di questa mia giornata. Guardo a tutto ciò che mi lascio alle spalle come un “piccolo” aperitivo, un piccolo accenno di tutto ciò che più avanti avrà dimensioni maggiori senza tralasciare nulla di tutto ciò che questa meravigliosa Natura per l’ennesima volta mi riserva.




Al Passo Giau – 2236m


Nel lontano passo il giro di boa, quel tratto di cammino che per ora è ancora lungo e che tanta “avventura” mi riserva. Avventura si, perchè se ora il sentiero 443 mi da sempre più la dimensione e la bellezza delle Torri, la stessa dimensione fa emergere alle loro spalle la possanza che la Tofana di Rozes rispecchia in questo primo tratto di nuovo cammino. Perfino la grandezza che le Torri stesse possono esprimere sono quasi il nulla rispetto a tutto ciò che alle loro spalle ora prende vita. Le Crepe dei Ronde (2191m) è quel tratto specifico dove questo immenso panorama prende forma.




Tre diversi punti di vista verso le Cinque Torri e non solo.

Ciò che per ora mi lascio alle spalle.






Il mio cammino ora affronta la fase più selvaggia e spettacolare. Se fino a ora è stato un susseguirsi di emozioni che si sono create su di un sentiero abbastanza tranquillo, la Val de Ra Fontanes, il Beco de Ra Marogna (o Becco Muraglia) e il Forame mi accompagnano su una serie di dislivelli in continua evoluzione, dove ripide gole rocciose e le immense pareti del Nuvolau guardano verso i boschi e ciò che rappresenta al meglio questo versante Est: La Croda da Lago e il Lastoi de Formin.


L’emozione che si accompagna all’avventura, a quel sentiero che impone le giuste attenzioni senza nessun pericolo particolare dove per guardare verso questi nuovi orizzonti in modo del tutto sicuro richiama l’obbligo a fermarsi e dedicare il giusto tempo a questo lungo cammino. Una serpentina dopo l’altra con una serie di dislivelli molto forti e allo stesso tempo emozionanti. L’entusiasmo è così alle stelle che non penso minimamente all’impegno fisico richiesto. Un ampio pianoro che si compone di piccoli prati a ridosso di bianchi massi di Dolomia. Una piccola forcella che identifico ai piedi del Beco de Ra Marogna (2271m) come quel punto perfetto per quella pausa che si avvicina alla metà di giornata. Un punto perfetto che come per miracolo vuole esaudire un desiderio che improvvisamente prende vita. Nuovamente le Cinque Torri, nuovamente la Tofana di Rozes e quel versante roccioso che guarda verso l’intero raggruppamento delle Tofane.




Non potrebbe esserci luogo migliore per quei momenti che meritano

il silenzio e la contemplazione.    








È l’ultima fatica di giornata, sebbene la parte finale del mio anello richieda più tardi un piccolo sforzo. Ai piedi di un enorme macigno di roccia le indicazioni che guardano verso un nuovo cammino più a monte. La Ra Gusela ora esprime questo suo versante con la bellezza di quel sentiero attrezzato che successivamente raggiunge la vetta di questo “dente” a 2595m. È la via ferrata Gusela, che io porto dentro di me come un’indimenticabile escursione fatta qualche anno fa, ma che per ora lascio in disparte.

Il sentiero 443 invece prosegue per il Giau ormai in una fase perfettamente lineare, tra questi grandi massi di bianca Dolomia, ai piedi di ciò che ora rappresenta la “grande bellezza” della Ra Gusela e con il Passo Giau a guardare verso questo versante più estremo della mia giornata.   



Al Passo Giau 2236m - Ponta Lastoi de Formin (sx) e il Monte Cernera (dx)


In primo piano Ponta Lastoi de Formin e dietro la magnifica Croda da Lago


La Ra Gusela 2595m

Se fino a pochi “passi”fa la Croda da Lago e il lastoi de Formin sembravano immensi, a questa immensità ora aggiungo con grande piacere il Cernera (2664m) e quei primi tratti panoramici che guardano all’Agordino, che il Giau stesso ne definisce i limiti di confine con le Dolomiti Ampezzane. Il Passo Giau a mal invoglia lo lascio da parte. Il traffico veicolare, soprattutto delle due ruote rombanti, è troppo per quel mio desiderio di silenzio e pace. Un passo che di anno in anno alimenta sempre più quel caos e quel “danno” acustico in cui centinaia di moto, giorno dopo giorno, non fanno altro che alterare la bellezza di questo luogo.


Mi dispiace, ma per quanto mi riguarda “non ci siamo”....



 



Rifugio Averau in Forcella Nuvolau – 2413m


La via del ritorno si presenta con una nuova veste. L’avventura rimane, l’istinto di “divorare” questa roccia pura e le sensazioni ora prendono vita seguendo i forti venti che da questo versante sono maggiormente attivi. Cambiano le prospettive e le panoramiche, fonte vitale delle mie escursioni, ora guardano il versante più a Nord dell’Agordino. Lo Spiz de Poure (2405m) e il Col di Lana (2452m) per aprire le danze verso questi verdi alpeggi per guardare ancora più in là, oltre all’inimmaginabile: la Regina Marmolada, le lontane Pale di San Martino, il Sella e quei avamposti rocciosi che dalla Val di Fassa salgono in direzione della Val Badia. Il Masarei de Pieza si compone di questo facile sentiero roccioso che ora scorre lungo la grande parete del Nuvolau, dove non è difficile scorgere la sagoma del Rifugio Nuvolau che a 2574m si pone proprio su di un precipizio da brividi.



Verso lo Spiz de Pore, la Marmolada e il Col di Lana...

In primo piano le Dolomiti Agordine e i verdi alpeggi di questo loro versante più a Nord

Dal Masarei de Pieza verso l'Averau e il Rifugio Averau


Un panorama infinito per un cammino che ora guarda verso la sagoma dell’Averau, ultima fatica di giornata prima della lunga discesa verso le Cinque Torri. Certo, perchè il sentiero finale si aggancia verso la fine alla strada forestale che sale dal Rifugio Fedare. Una salita di qualche centinaio di metri che sulle gambe si fa sentire. Ma è poca cosa a confronto di tutto ciò che ora mi sta attorno e mi emoziona profondamente. Se dietro di me lascio i grandi alpeggi che dal Fedare scendono in direzione del Passo Giau e di Val de Codalongia, ciò che ora mi accoglie non guarda solo verso questo maestoso versante che dalla Ra Gusela si accompagna verso il Nuvolau, ma tutto ciò che una volta raggiunta Forcella Nuvolau (2415m) raggiunge l’apice maestoso di un “piccolo” angolo delle Dolomiti.  



Il Rifugio Averau - 2413m in Forcella Nuvolau

Mi sento “umile” nel definire tutto questo “piccolo”. Mi sento di mantenere una posizione coerente sul fatto che nell’immensità di ciò che ora entra in scena nella mia vita, è sempre e ugualmente un piccolo fazzoletto di Natura che si specchia di fronte alle grandi vette e ai massicci delle Dolomiti. In forcella il “grande Nord” apre un enorme voragine che all’orizzonte crea questo quadro del tutto naturale, dove dal Lagazuoi, dalle Cime di Fanes, il Gran Lagazuoi e l’intero gruppo delle Tofane rappresentano l’apoteosi più significativa di tutto ciò che le Dolomiti rappresentano nel mondo. E al centro di tutto questo le Cinque Torri, che a confronto di questi imponenti massicci sembrano il nulla di fronte a tanta maestosità. Lo spettacolo è unico, e poco importa se il forte vento dia all’improvviso vita a enormi e grigi cumuli nuvolosi che di buono promettono poco o nulla.



Le Cinque Torri (dx), Le Tofane (centrale) e dal Gran Lagazuoi al Lagazuoi (sx)

La Tofana di Rozes (dx), il Gran Lagazuoi e le Cime di Fanes (centrale) e il Lagazuoi (sx)

La bellezza rimane tale, nulla ora può scalfire questo momento così straordinario. Nemmeno tutti gli elementi più violenti e forti che Madre Natura riesce a esprimere. Nemmeno quell’aria che sembra porti con se quelle fori precipitazioni che già si disegnano all’orizzonte, verso quei frangenti lontani della Croda da Lago, dell’Antelao e della conca Ampezzana. Possa cadermi addosso il mondo interno non mi preoccupa nulla, nemmeno minimamente. Devo vivere questi momenti così particolari fregandomene di tutto ciò che queste nuvole minacciose sembrano riservarmi. Per raggiungere quel luogo sicuro che ora chiude la mia giornata, il Rifugio Cinque Torri, è solo questione di quell’energica e veloce camminata a stretto contatto con quelle prime gocce d’acqua che con grande piacere si adagiano sulla mia pelle.


Un caffè, un’ottima fetta di torta e quella calda accoglienza di questo storico rifugio, e dare vita nei miei pensieri a tutto ciò che questa giornata rimarrà sempre dentro alle mie emozioni più belle.   




Stefano




2 commentaires

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Orsobike Livorno
Orsobike Livorno
28 juin
Noté 5 étoiles sur 5.

posti che conosco e che adoro, narrati da te mi fanno rivivere le emozioni provate in quei luoghi.

Anche se le tue narrazioni sono precisissime e esaustive sarebbe bello se potessi rendere disponibile la tracci gps delle escursioni.

Grazie per le emozioni che mi fai provare.

Giampiero

P.s. Potresti ripubblicare le vecchie escursioni, erano fantastiche.

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Stefano Germano
Stefano Germano
30 juin
En réponse à

Orsobike ciao e grazie per il tuo piacevole commento. Per quanto riguarda le vecchie escursioni, da un po di tempo ho cambiato tante cose e tutto ciò che riguardava il mio vecchio archivio ne è compreso. Per le tracce .gpx ti consiglio il mio canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCE7v7wP5U4t8R_lFdDPxMLA dove potrai vedere i miei video e automaticamente scaricare le tracce .gpx come da te richiesto. Un saluto, Stefano

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